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    Governo Meloni, news. Premier a Ue: “Su migranti ci vuole più Europa su fronte Sud”. LIVE

    Migranti, Meloni: ‘Europa deve farsi carico, non accettiamo più selezione fatta da scafisti'”Il problema è semplice. L’Europa, come andiamo dicendo da tempo, deve farsi carico del problema perché l’Italia non può più accettare che la selezione la facciano gli scafisti”. Lo ribadisce la Premier Giorgia Meloni in un colloquio con La Repubblica. “A Macron, col quale ci siamo scambiati dei messaggi dopo la tragedia di Ischia, l’ho anche detto. I 38 migranti accolti Oltralpe non risolvono il problema. Del resto, loro, come i tedeschi e altri, possono davvero decidere alla frontiera chi ha requisiti e chi no all’ingresso, chi può essere utile come manodopera per le aziende e chi no. Da noi, ripeto, la selezione via mare la fanno i trafficanti che gestiscono i barconi. Non è più accettabile. Bisogna fermare questo mercato. L’Italia – insiste Meloni – non può essere il solo Paese costretto a pagare il costo delle ondate di migrazione dall’Africa”.  LEGGI TUTTO

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    Bonaccini, da Firenze la sfida: “Tra cinque anni il Pd di nuovo al governo del Paese”

    Il governatore dell’Emilia-Romagna ha tracciato la sua idea del Partito democratico. “Abbiamo bisogno di un partito più popolare di oggi: bisogna cambiare classe dirigente”

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    “Tra cinque anni vogliamo tornare a portare il Pd al governo del Paese. Abbiamo bisogno di un partito mai populista ma certamente più popolare di oggi”. A dichiararlo è stato il presidente della regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini a Firenze, durante una conferenza stampa con il sindaco della città Dario Nardella. E proprio agli amministratori locali Bonaccini, uno dei candidati alla segreteria dei Democratici, riserva parole importanti: “Una parte dirigente del Pd di oggi mi dà l’idea che faccia fatica a capire cosa succede alla gente, ecco perché si deve partire dai territori, dagli amministratori locali. Bisogna cambiare classe dirigente”.

    Gli appuntamenti in vista del Congresso

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    Pd, Dario Nardella verso sostegno a Bonaccini

    A questo proposito il governatore dell’Emilia-Romagna ha colto l’occasione per lanciare il suo tour, in vista del congresso. “Partiremo il 10 dicembre da Bari per un tour in giro per l’Italia, almeno in 100 città, comuni, piazze. Non solo capoluoghi”, ha dichiarato Bonaccini. La sua mozione sarà sostenuta proprio dal sindaco di Firenze: “Ci sono tanti amministratori locali dem in panchina per questo ho scelto Nardella perché sia presidente e guida della mozione di appoggio alla mia candidatura che porterà in giro le nostre idee. Nei prossimi giorni presenteremo una squadra, oltre Dario anche altri, che ci aiuterà e sarà paritaria, uomini e donne, vogliamo un partito plurale”, ha dichiarato il candidato dem. Da parte sua il sindaco di Firenze Nardella ha ringraziato Bonaccini e ha dichiarato: “Credo che sapremo costruire una squadra vincente perché vogliamo vincere. Stefano mi ha convinto nell’idea di fare un bel percorso insieme”. Uno dei punti più convincenti è stato “la coerenza. Ho sempre sempre detto in queste settimane che i nostri destini personali vengono molto dopo le idee, i valori, la costruzione di un progetto collettivo. Credo molto in questo concetto”, ha concluso Nardella.

    Il partito democratico che verrà

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    Pd, l’annuncio di Stefano Bonaccini: “Mi candido a segretario”

    L’idea di Bonaccini del Partito democratico che verrà è chiara: “Abbiamo bisogno di una stagione che rimescoli un po’ tutto, siamo in un tempo nuovo, dobbiamo guardare al futuro e il Pd deve utilizzare il congresso per ridefinire la sua identità e poi, di conseguenza, verranno le alleanze. Anche perché gli amici che sono con noi alle opposizioni vedrete che si stancheranno di andare divisi e perdere le elezioni nei prossimi mesi e anni”. L’invito, però, è rivolto anche all’interno: “Chiunque vinca deve pretendere che gli altri diano una mano. Ci si toglie le magliette di schieramento e si mette la maglietta del partito. Io farò così, se non toccherà a me. Dobbiamo dire che chiunque vinca staremo insieme per rafforzare il Pd. Mi auguro mai più scissioni, ne abbiamo patite anche troppe”. Per questo Bonaccini si augura “una bella campagna congressuale. Non voglio essere il candidato di alcune correnti. Il Pd va smontato e rimontato e non dobbiamo farci chiamare con il cognome di qualcun altro”. 

    Le alleanze

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    Manovra, Letta: “Legge di bilancio inadeguata, rischio recessione”

    Più complesso, invece, il discorso sulle alleanze del futuro Partito democratico. “Il Pd non può stare da solo: basta vedere come governiamo in regioni e città. Le alleanze non si fanno a tavolino per battere avversari, ma solo se c’è programma condiviso. Mi auguro che si voglia condividere con noi una stagione di opposizione credibile: quando avremo definito l’identità e rilanciato il Pd, allora dovranno fare i conti con noi. E discuteremo a tono di quello che dovremo fare”, ha dichiarato Bonaccini. Al candidato dem, però, più che i futuri alleati, interessa rivolgersi a chi ha perso fiducia nella classe politica. “Non ci facciamo fare dall’esterno un congresso sulle alleanze. Abbiamo riflettuto poco sul fatto che uno dei dati più gravi di queste elezioni è l’astensione, e un’alleanza la dobbiamo fare con chi non ha più votato, per disaffezione, rabbia, protesta. Sono convinto che tra queste persone ci siano molti di quelli che prima ci votavano”.

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    Politica
    Pd, verso le primarie: le tappe dei prossimi mesi

    Il 12 marzo 2023 si eleggerà la guida della segreteria nazionale del Partito democratico, che prenderà il posto di Enrico Letta. Diversi gli appuntamenti che porteranno la forza politica di centrosinistra verso la nuova leadership: ecco quali sono

    Il Partito Democratico punta a rinnovarsi: si avvicinano il congresso e un cambio di leadership, con l’elezione di un nuovo segretario nazionale che prenderà il posto di Enrico Letta. La Direzione del Pd, riunita lo scorso 28 ottobre, ha approvato un ordine del giorno per definire proprio i “tempi e le modalità di svolgimento del percorso costituente per un nuovo Pd” e per “celebrare il congresso per l’elezione della/del nuova/o Segretaria/o Nazionale e dell’Assemblea nazionale”

    AVVIO DEL PERCORSO E PARTECIPAZIONE – La prima data importante nel percorso costituente nazionale dei dem è quella del 7 novembre, quando si avvierà la strada vera e propria verso il congresso con un “appello alla partecipazione”, spiega l’ordine del giorno. Fissata anche la data di conclusione della “prima fase del percorso”: 22 gennaio 2023 (in foto, il segretario Enrico Letta, Valentina Cuppi, Anna Ascani e Debora Serracchiani, nella sede del Pd nel corso della riunione della direzione a Roma, 28 ottobre 2022)

    Al processo costituente del Pd possono prendere parte gli iscritti al partito “al 2021 che abbiano rinnovato l’adesione per l’anno 2022”, i nuovi iscritti entro la data di celebrazione dei congressi locali, gli iscritti ai partiti e movimenti politici, alle associazioni e ai movimenti civici “che con deliberazione dei propri organismi dirigenti aderiscano al processo costituente”

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    Pd, Nardella lancia la corsa di Bonaccini: «Pronto a sostenere la sua candidatura per avere leadership collettiva e forte»

    I punti chiaveAscolta la versione audio dell’articolo4′ di letturaUna sala gremita ad attenderli. E una schiera di fotografi pronti a immortalare il momento. Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia Romagna e candidato alla segreteria del Pd, e il sindaco di Firenze, Dario Nardella, arrivano insieme sul palco del Teatro del Sale a Firenze per annunciare ufficialmente il loro patto per la corsa alla leadership del Partito Democratico. «Apro io questa conferenza stampa e lo faccio non senza una punta di emozione – esordisce il primo cittadino di Firenze -. Molti mi hanno chiesto perché non sei andato con una tua ipotesi di candidatura e io ho trovato dentro di me le ragioni della scelta di sostenere candidatura e di far confliuire le mie idee, i progetti e tutta la rete di rapporti costruiti in queste settimane nel progetto con cui Bonaccini si candida a guidare il Pd».Nardella: i destini vengono dopo un nuovo progettoNardella parla di tre punti che l’hanno spinto a supportare la corsa del governatore emiliano. «Il primo – chiarisce Nardella – è la coerenza, i nostri destini personali vengono molto dopo idee, valori e la costruzione di un progetto collettivo. Oggi attraverso il sostegno pubblico, chiaro e convinto alla candidatura di Stefano, credo di mantenere fede a quello che ho cercato di dire e di praticare: i nostri destini vengono dopo il lavoro necessario sulla costruzione di un nuovo progetto».Loading…Deciso a tenere unito il fronte degli amministratori localiIl secondo motivo, prosegue Nardella, «è quello di portare valore aggiunto e di tenere unito il fronte degli amministratori locali che ogni giorno si sacrificano con generosità e passione nel governo di piccole e grandi città, di province e regioni. La credibilità degli amministratori locali è un patrimonio prezioso che non possiamo disperdere e io spero con tale gesto di contribuire a tenerlo unito attorno a questo progetto.Intenzionati a costruire una leadership collettiva e forte Tra le motivazioni che l’hanno condotto a supportare la corsa di Bonaccini, Nardella cita poi l’esigenza «di costruire una platea plurale e larga che sostenga la candidatura di Bonaccini, una platea inclusiva che vive la politica come grande occasione di confronto nel rispetto di chiunque. Settimane fa sembrava possibile il rischio di una polarizzazione, ma il primo elemento per evitare una frattura non ricomponibiledel congresso è mettere al centro le idee». L’ultima ragione, prosegue Nardella, «è la possibilità di costruire una leadership collettiva, forte e non solitaria. Abbiamo bisogno di leader inclusivi che possano costruire il progetto di comunità».Lo scontro tra correnti sullo sfondo della corsa Il lancio ufficiale del tandem Bonaccini-Nardella restituisce però, una volta di più, la profonda lacerazione interna al partito. Che nella ricerca di un nuovo segretario prova, invano, a mettere da parte le divisioni e il moltiplicarsi delle correnti. Schierate le une contro le altre a fianco di candidati, veri e presunti. Da un lato, c’è il grande blocco a sostegno della candidatura del governatore emiliano, che fa leva sugli ex renziani di Base riformista capeggiati dall’ex ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, e che può contare su altre personalità di spicco dell’area Dem, a cominciare da Graziano Delrio. LEGGI TUTTO

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    Bossi e l’esordio del Comitato Nord anti-Salvini: la Lega senza identità non esiste, rinnoviamola

    Ascolta la versione audio dell’articolo1′ di lettura«La Lega non può esistere senza un’identità chiara e forte. Abbiamo dato vita al ’Comitato Nord per rinnovare la Lega». Lo ha ribadito lo storico leader della Lega Umberto Bossi intervenendo alla prima uscita pubblica, al castello di Giovenzano (Pavia), organismo che lui stesso ha fondato dopo il deludente risultato della Lega guidata da Matteo Salvini alle elezioni politiche del 25 settembre scorso. «Temevamo che tanta gente se ne sarebbe andata dalla Lega, non possiamo accettarlo senza fare niente», ha aggiunto il senatur. Che ha sottolineato: «Siamo qui per rinnovare la Lega, non per distruggerla perché altrimenti faremmo solo un piacere al centralismo romano. Ma tanta gente, nostri militanti, mi sta chiedendo da tempo “Bossi, fai qualcosa!”. E noi non potevamo stare fermi».«Il Comitato – hanno ricordato i coordinatori Angelo Ciocca e Paolo Grimoldi – nasce all’interno della Lega e ha come obiettivo la difesa degli interessi del Nord da troppo tempo dimenticati. Un progetto dal messaggio chiaro che vuole dare risposte alla gente che lavora e produce nella vera locomotiva del Paese. Grande rilievo sarà dato all’ascolto delle singole categorie, con le quali si ragionerà intorno alla scrittura di un programma che ponga i territori al centro dell’azione politica e si dibatterà sul valore dell’autonomia oggi».Loading…Il primo appuntamento era inizialmente previsto per il 27 novembre ma è stato rimandato di una settimana perché Bossi aveva subito un’operazione per un’ulcera gastrica. Ancora ricoverato aveva assicurato la sua presenza: «Il Comitato l’ho voluto io ed al primo incontro voglio esserci io. Ci vediamo il 3 dicembre a Giovenzano, sarà un grande incontro». LEGGI TUTTO

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    Giornata internazionale persone con disabilità, Mattarella: “A loro dobbiamo rispetto”

    Economia
    Legge 104 e acquisto auto, le agevolazioni e le regole

    Le famiglie con persone disabili possono accedere a una serie di benefici nel caso vogliano comprare una vettura, nuova o usata. Le agevolazioni riguardano anche gli adattamenti necessari per rendere l’auto fruibile al trasporto di chi ha disabilità. Ecco cosa c’è da sapere

    In Italia, le persone che fruiscono della legge 104 hanno il diritto di accedere a una serie di agevolazioni per l’acquisto dell’auto. Si tratta di misure che supportano chi compra una vettura e in alcuni casi ha necessità di modificarla per le esigenze dei disabili, con i relativi costi di manutenzione

    CHI NE HA DIRITTO – Per l’acquisto auto con legge 104, i soggetti che hanno diritto alle agevolazioni sono i disabili con grave handicap e limitazione permanente della capacità di deambulazione, coloro con ridotte o impedite capacità motorie, i non vedenti, i sordi, i disabili con handicap psichico o mentale, titolari di indennità accompagnamento 

    VALE ANCHE PER IL FAMILIARE – Anche il familiare di un disabile può beneficiare dell’auto con legge 104, ma solo se il disabile sia “fiscalmente a carico” e abbia un reddito annuo inferiore a 2.840,51 euro. In ogni caso l’auto acquistata con le agevolazioni deve essere usata in via esclusiva, o prevalente, da o per la persona con disabilità LEGGI TUTTO

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    Manovra e decreti, per la maggioranza a dicembre corsa contro il tempo

    I punti chiaveAscolta la versione audio dell’articolo2′ di letturaDicembre di fuoco per la maggioranza di governo, con una serie di provvedimenti da approvare in tempi ristretti, più di quanto accade di solito a fine anno, complice in questo caso un inedito avvio di legislatura avvenuto in autunno. Tutto ruota naturalmente intorno alla legge di Bilancio, da approvare entro il 31 dicembre per evitare l’esercizio provvisorio, ma che sarà in Aula alla Camera solo a partire dal 20. Una volta approvata, si presume entro Natale, passerà al Senato, che avrà margini ristretti per chiuderla prima del 29 dicembre, per consentire quindi un’eventuale terza lettura a Montecitorio in caso di modifiche.I decreti da convertire, dall’aiuti quater alle armi all’UcrainaMa in questi primi 40 giorni di attività il Governo ha varato una serie di decreti legge, come quello che impone una stretta sui rave party e il Dl aiuti quater, che dovranno essere convertiti tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo. Ai quali si aggiungono il decreto per l’invio di armi in Ucraina, che il Consiglio dei ministri ha approvato giovedì 1 dicembre, insieme a quello per far fronte all’alluvione di Ischia. Nel frattempo da oggi è all’’ordine del giorno dell’Aula della Camera la conversione in legge del testo che dispone il riordino delle competenze di alcuni ministeri, in scadenza il 10 gennaio 2023 e calendarizzato in Senato nella settimana prima di Natale. Nelle stesse giornate è programmato l’esame del Dl Aiuti quater, in scadenza il 17 gennaio e quindi a Montecitorio probabilmente soltanto nei primi giorni del 2023.Loading…Al Senato dal 12 dicembre il decreto anti-raveSempre a Palazzo Madama, dove la prossima settimana verrà dedicata ai lavori in commissione, l’Assemblea esaminerà dal 12 dicembre il cosiddetto decreto anti-rave, da approvare entro il 30 dicembre. Un’altra corsa contro il tempo, visto che l’Aula di Montecitorio dovrà concluderne quindi l’esame dopo Natale e prima di San Silvestro. Più in discesa la strada per il decreto legge sul personale Nato e sul servizio sanitario in Calabria, da approvare entro il 7 gennaio, già licenziato dal Senato e in Aula alla Camera da lunedì 12 dicembre.L’insediamento di Copasir e Vigilanza RaiRinviata la seduta comune del Parlamento per l’elezione dei componenti laici del Csm, non mancheranno comunque altri appuntamenti di rilievo, come l’insediamento del Copasir e della commissione di Vigilanza Rai, con l’elezione dei rispettivi presidenti, e le comunicazioni, il 13 dicembre, del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in vista del Consiglio europeo del 15 e 16. LEGGI TUTTO

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    Governo Meloni, le news. Critiche alla manovra da Confindustria e sindacati. DIRETTA

    Delusione per la legge di bilancio dal presidente di Confindustria, Bonomi: “Manca la visione: servono interventi forti destinati a creare punti di Pil. Critico sulle misure su Pos e contanti anche il presidente della Corte dei Conti Flaccadoro: “Sono incoerenti con il Pnrr”. Il ministro dell’Economia Giorgetti: “Manovra coraggiosa e responsabile” LEGGI TUTTO

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    Obbligo Pos, Salvini: “Chi paga il caffè con la carta di credito è un rompipalle”

    Economia
    Manovra, ora l’esame in Parlamento: tutte le misure

    La legge di Bilancio è pronta per essere esaminata dalle Camere: dal tanto discusso innalzamento della soglia per accettare pagamenti in contanti, ai fondi per la metro C di Roma, fino all’abbassamento dell’Iva per i prodotti per l’infanzia e l’igiene femminile. Ecco tutti i provvedimenti presenti nei 174 articoli. L’ok deve arrivare entro fine anno. La discussione nell’Aula di Montecitorio inizia il 20 dicembre

    La prima manovra del governo Meloni è pronta per essere discussa dal Parlamento. Ricevuta la bollinatura della Ragioneria di Stato e la firma del presidente della Repubblica, la Legge di Bilancio si prepara al rush parlamentare e l’ok entro la fine dell’anno. La discussione nell’Aula di Montecitorio inizia il 20 dicembre

    LE NOVITÀ – Il testo è salito a 174 articoli senza grosse modifiche: l’impianto è sostanzialmente quello predisposto dal Mef e resta invariato anche l’aumento a 60 euro della soglia per accettare pagamenti in contanti. Tra le novità, invece, si segnalano lo stanziamento delle risorse per la cybersicurezza e la metro C di Roma (50 milioni). Per il resto viene confermato l’impianto da circa 35 miliardi di euro, con taglio del reddito di cittadinanza che diventa però cumulabile con i lavori saltuari per i restanti 8 mesi

    L’AMBITO ENERGIA – Ventuno miliardi contrasteranno il caro bollette fino a marzo. Spariscono gli oneri impropri delle bollette elettriche e viene rafforzato il bonus sociale (la soglia Isee passa da 12 mila a 15 mila euro). Potenziato anche il credito d’imposta per le imprese. Dimezzato invece, da dicembre, lo sconto carburanti (da 30,5 a 18,3 centesimi) LEGGI TUTTO