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    Dopo il voto, i problemi interni ed esterni del governo nascente

    Eppure qualche difficoltà c’è, per il nascente governo Meloni. Intanto c’è un problema interno alla coalizione. Deriva da una situazione oggettiva, evidenziata dai risultati elettorali (LA GIORNATA). La maggioranza è formata da un partito che ha vinto e due che hanno perso. Dei due, Forza Italia ha fatto l’atterraggio più morbido, rispetto a prospettive che parevano ancor più dimesse. Ha chiarito il suo ruolo nel determinare l’indirizzo politico del governo – una sorta di stabilizzatore rispetto a pulsioni estreme, specie nei confronti dell’Europa. Ma è chiaro che per stabilizzare bisogna stare nei posti giusti. La richiesta di poltrone e ruoli è più implicita e meno personale, ma comunque presente. 

    Aspirazioni e rivalità

    approfondimento

    Superbonus, cosa farà il nuovo governo Meloni? Le ipotesi

    Diverso il discorso per la Lega. Qui non si può parlare di atterraggio morbido, anzi. Ancora qualche mese fa, Salvini aspirava ad essere il capo del primo partito italiano. La differenza tra aspirazioni e realtà, qui, può disorientare. E poi, tra Matteo e Giorgia, una rivalità: sopita a forza dai rispettivi numeri elettorali ma radicata, verrebbe da dire naturale. Al punto che si è già ripresentata in forma di autocandidatura in posti chiave del governo. Per esempio il Viminale, il ministero dove Salvini costruì gran parte della sua ascesa nel consenso, navigando abilmente tra le paure del paese e gli strumenti per sopirle o rinnovarle, a seconda del momento e delle necessità. Per esempio, ancora, il ruolo di vicepremier. Ruolo di rappresentanza. Che forse è proprio quello che Meloni non vuole che Salvini faccia: rappresentare il governo, seppur da numero due. Ecco, questo sembra un bel problema.
    E accenniamo, seppur rapidamente, al problema esterno. Che è quello, paradossale, che l’Italia sarà governata dopo lungo tempo da un esecutivo frutto del voto. Molti governi nel recente passato, avevano in maggioranza visioni del mondo anche molto diverse. E questo diminuiva la conflittualità tra quelle visioni nella società civile. Qui la visione del mondo che governa è piuttosto chiara, come quella di chi sta fuori. Anche su questa difficoltà, è bene riflettere.  LEGGI TUTTO

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    Appello Meloni a tutti i partiti, energia sfida epocale

    La ricetta per far fronte alla crisi energetica, una sfida “epocale”, è il vero banco di prova del futuro esecutivo. E Giorgia Meloni fa appello “alla compattezza” alle forze politiche, “tutte”. Perché dare risposte ai cittadini e alle imprese sempre più provate dai rincari delle bollette non sarà affatto facile e il nuovo governo avrà bisogno della collaborazione anche delle opposizioni, come ha fatto Fdi peraltro ad esempio sull’Ucraina. A maggior ragione se la Ue non si muoverà “con tempestività e buon senso”. Abbandonando quel basso profilo che ha caratterizzato i primi giorni da premier in pectore, la presidente di Fdi fa un appello alla responsabilità ai partiti. E prende posizione nella partita con i partener europei. Per questo passaggio sceglie con cura le parole. Che somigliano molto a quelle, chiarissime, utilizzate dal premier ancora in carica Mario Draghi con il quale ci sono stati contatti in giornata.

    Agenzia ANSA

    Per le famiglie ancora sul mercato tutelato evitato il raddoppio grazie all’intervento dell’Arera. Draghi: ‘L’Europa sia unita, evitare distorsioni sul mercato’. L’Autorità auspica che prosegua la collaborazione con il governo. Raddoppia la spesa per una famiglia tipo: dai 632 del 2021 ai 1.322 di quest’anno Ue,energia nuovi aiuti di Stato a ottobre (ANSA)

    Nessuno cita mai esplicitamente la Germania e la sua scelta di lanciare un programma di aiuti da 200 miliardi in solitaria ma il riferimento è evidente. Così come la sintonia con il premier ancora in carica. Nessuno si salva da solo è il messaggio che invia Meloni a Bruxelles a pochi giorni dal primo di due vertici Ue decisivi per la battaglia sul prezzo del gas. “Nessuno Stato membro – scandisce – può offrire soluzioni efficaci e a lungo termine da solo in assenza di una strategia comune”. Nemmeno “quelli che appaiono meno vulnerabili sul piano finanziario”.

    Agenzia ANSA

    Le ricerca dei candidati per l’esecutivo e per prossime segretarie di Pd e forse della Lega (ANSA)

    Di spazi di bilancio Roma, si sa, ne ha pochissimi. Nelle riunioni con i suoi fedelissimi alla Camera, dove si è rinchiusa per tutto il pomeriggio, sul tavolo sono arrivate le tabelle della Nadef. Che certificano margini per 10 miliardi in deficit per mettere in campo anche subito, non appena in carica, un nuovo decreto taglia-bollette. Briciole, però, in confronto al maxi-intervento tedesco che subito l’alleato Matteo Salvini chiede di replicare anche in Italia. Ma lo scostamento resta l’ultima ratio, continuano a ripetere dalle file di FdI, perché gli occhi degli investitori, dei mercati e dei partner internazionali sono tutti puntati sulle scelte economiche che farà il nuovo esecutivo. E sbagliare la prima mossa potrebbe costare caro. Se quello dell’energia è il primo e più importante dossier da affrontare (già gli sherpa avrebbero preso contatti con il Mite di Roberto Cingolani per avere un quadro approfondito e aggiornato della situazione anche sul fronte degli approvvigionamenti), l’altro nodo da sciogliere prima rimane quello della squadra di governo.

    Secondo fonti Ue possibile ritardo quando ci sono le elezioni e bisogna formare un nuovo esecutivo (ANSA)

    In agenda c’è ancora un incontro a due con Maurizio Lupi (“lo devo vedere”, assicura Meloni), la prossima settimana bisognerà rivedersi anche con Lega e Fi (probabile anche con Silvio Berlusconi) per riempire le caselle e arrivare davanti al Capo dello Stato con una lista “di livello, che non vi deluderà” assicura sui social di prima mattina smentendo, ancora una volta, ricostruzioni di frizioni e veti posti dagli alleati. “Tutte bugie”, le liquida Meloni.  E lo stesso fa Matteo Salvini. Sono “sciocchezze” le minacce di appoggio esterno dice il capo leghista che riunisce i suoi eletti – Meloni li vedrà la prossima settimana – e si fa immortalare sorridente accanto a Giancarlo Giorgetti. “Salvini sarà al governo” dice il ministro dello Sviluppo economico che potrebbe non rientrare nella lista dei ministri del governo di centrodestra. Il pressing leghista per riconsegnare a Salvini il ministero dell’Interno però rimane. Ed è uno degli scogli da superare insieme a quello, delicatissimo, del successore di Daniele Franco all’Economia. Tra le nomine, la prima che invece potrebbe trovarsi a fare, sempre che non la firmi Draghi, è quella del nuovo amministratore delegato delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina, tema al centro di un lungo incontro con il presidente del Cio. Ma l’obiettivo di Giorgia Meloni è quello, sottolinea in un tweet, di “ridare futuro, visione e grandezza all’Italia”. C’è tempo anche per rispondere alle congratulazioni internazionali arrivate da Emirati Arabi e Bahrein, ma anche al Likud israeliano, e al presidente di Vox cui augura che anche in Spagna, come in Italia, arrivi al governo la destra. Proprio quello che teme Joe Biden per gli Stati Uniti, tanto da citare l’Italia come esempio in un comizio. Parole che, non a caso, a Roma cadono sostanzialmente nel vuoto.

    Continuo a leggere irreali ricostruzioni in merito a eventuali ministri di un Governo di Centrodestra. Dopo fallimentari gestioni come quella di Speranza & Co. vi assicuro che stiamo lavorando a una squadra di livello che non vi deluderà. Non credete alle bugie che circolano.
    — Giorgia Meloni  (@GiorgiaMeloni) September 29, 2022
    La leghista Elena Murelli smentisce la ricostruzione di un possibile appoggio esterno della Lega.  “Salvini al Ministero dell’Interno ha dimostrato di saper gestire la situazione, ha dimostrato che le cose possono cambiare e si può fare bene. Questi dubbi che ci sono su di lui da una parte possono essere coerenti, dall’altra secondo noi ha fatto molto bene. Quello che è certo è che alla sicurezza deve esserci qualcuno della Lega, abbiamo dimostrato di saperlo gestire bene. Smentisco comunque la ricostruzione che se non danno il ministro dell’Interno a Salvini ci sarà solo un appoggio esterno”. Lo ha detto Elena Murelli, senatrice della Lega, a Radio Cusano Campus. Nell’ incontro Salvini-Meloni “si è parlato della squadra di governo in modo molto chiaro e collaborativo. Non vedo tutte le problematiche che vengono dette solo per attaccarci. Anche in campagna elettorale ci siamo confrontati con FDI sullo scostamento di bilancio, loro sono più cauti, ma cerchiamo di capire prima di tutto i numeri”. Sul calo dei voti della Lega al nord Murelli ha affermato: “E’ arrivato il messaggio che dobbiamo ripartire dai territori, dai nostri militanti. Noi siamo forti dove amministriamo. Ci sono invece altri territori dove abbiamo limitato la partecipazione e lì abbiamo perso voti”. “La leadership di Salvini non è in discussione, è uscita dal federale”.
    E a proposito di nomi Guido Crosetto smentisce su Twitter un suo possibile coinvolgimento nel governo. “Guido ti voglio ministro per il sud, parlane con Giorgia”: “Come dico da sempre, sono uscito e sto bene così!”. E’ lo scambio su Twitter tra Guido Crosetto con un suo follower a proposito del futuro governo. LEGGI TUTTO

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    Berlusconi, la sorpresa di Marta Fascina per il suo 86esimo compleanno

    Politica
    Elezioni, chi sono i parlamentari eletti di Forza Italia. FOTO

    Il partito di Berlusconi ottiene 45 seggi a Montecitorio e 18 a Palazzo Madama. Ecco chi entrerà in Parlamento, contando che alcuni nomi hanno vinto in più di un collegio e devono scegliere quale seggio mantenere

    La coalizione di centrodestra è la grande vincitrice delle ultime elezioni. Fratelli d’Italia guida la vittoria, ma grazie alle regole del Rosatellum anche Forza Italia potrà contare su un buon numero di parlamentari. Silvio Berlusconi si dice convinto che il suo partito – votato da circa l’8% degli elettori – sarà “fondamentale” per il governo. Secondo dati YouTrend, saranno 45 i deputati e 18 i senatori di Forza Italia. Ecco chi sono, contando che alcuni candidati hanno vinto in più di un collegio e devono scegliere quale seggio mantenere

    SILVIO BERLUSCONI – Per Silvio Berlusconi si aprono le porte di Palazzo Madama. Il leader e fondatore di Forza Italia è risultato vincitore in diversi collegi proporzionali al Senato: Piemonte P02, Campania P01, Lombardia P02 e Lazio P02. Il Cavaliere è vincitore anche nel collegio uninominale di Monza (U06)

    LICIA RONZULLI – Eletta in due collegi plurinominali – Lombardia P01 e Puglia P01 – è anche Licia Ronzulli. Come Berlusconi, risulta la più votata anche in un collegio uninominale, quello di Como (U02) LEGGI TUTTO

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    Moratti: 'Io in campo con rete civica ma aspetto la coalizione'

    (ANSA) – MILANO, 29 SET – “Io sono in campo con una rete
    civica ma coerentemente aspetto una decisione da parte della
    intera coalizione del centrodestra”. Lo ha detto la
    vicepresidente di Regione Lombardia, Letizia Moratti,
    intervistata su Rai3 da Marco Damilano. “Ho detto in maniera
    leale e coerente che aspetto una decisione dal centrodestra che
    penso debba essere definitiva, naturalmente dopo la formazione
    dell’esecutivo”, ma “ho lavorato anche a una rete civica che ho
    costruito, ascoltando diversi mondi dall’industria al terzo
    settore, per costruire un programma”.   
    Un incarico ministeriale? “Sarei onorata ma non accetterei.   
    Penso di poter dare un maggior valore aggiunto qui nella mia
    regione” ha aggiunto Moratti. “Spero di poter contribuire a un
    posizionamento della mia regione, che è anche motore del Paese
    dal punto di vista economico e di innovazione. Aiutare la
    Lombardia vuol dire servire il Paese”. E “credo da parte mia sia
    più coerente continuare”. (ANSA).    LEGGI TUTTO

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    Meloni lavora alla squadra in silenzio, nodo Viminale

       Le candidature e le autocandidature tornano di attualità nonostante la chiusura della campagna elettorale. Non tanto quelle per un seggio in Parlamento, dove per altro i riconteggi del Viminale e delle Corti di Appello stanno rimescolando le carte con il ripescaggio di alcuni esclusi, come nel caso di Umberto Bossi o del leghista Tonelli che allarga le braccia: “Dura lex sed lex”. Di candidature si parla per il prossimo esecutivo. Giorgia Meloni lavora infatti alla costruzione della sua squadra di governo, partita che crea qualche tensione con gli alleati, e soprattutto con la Lega. Matteo Salvini smentisce nettamente la possibilità, circolata come indiscrezione, di fare pressione mettendo sul piatto un appoggio esterno: “Quante sciocchezze che scrivete…” ha infatti commentato il leader della Lega dopo che anche gli staff avevano seccamente smentito i retroscena al riguardo. Anche Meloni invita a non “credere alle bugie che circolano ” e promette un esecutivo di “livello che non vi deluderà” assicura dopo aver bocciato quelle che ha definito le ” fallimentari gestioni come quella di Speranza & Co “. Pare certo, comunque, che non farà parte della squadra di ministri Guido Crosetto, il braccio destro della leader di Fratelli d’Italia, destinato ad altri incarichi di prestigio. “Dal governo sono uscito e sto bene così” twitta Crosetto. E si tira fuori dal toto-ministri anche il governatore leghista del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga.    Ci sono poi le candidature, o in alcuni casi le autocandidature, alle segreterie dei partiti. Se ne parla nella coalizione del centrodestra dopo il deludente risultato della Lega. L’ex ministro, Roberto Maroni, torna all’attacco e lancia il governatore veneto Luca Zaia come segretario. Il presidente della regione Veneto si schernisce e assicura di voler continuare ad occuparsi della sua regione ma Maroni insiste ricordando che la segreteria di Salvini scade proprio nell’anno in corso. Ma soprattutto Maroni propone, e in questo una figura come quella di Zaia potrebbe aiutare, una federazione tra Fi e Lega. Un progetto – sostiene – che potrebbe essere proprio tema di una proposta di programma per la nuova segreteria della Lega.    Ma è nel Pd, dove Enrico Letta ha annunciato di non volersi ricandidare in vista del prossimo congresso, che già fioccano le autocandidature. Lo fa, in un’intervista, la ex ministra e deputata rieletta a Piacenza, Paola De Micheli che si candida a guidare i Dem perché dice ‘Il Pd non può più essere quello dell’un po’ e un po’. Quello dei messaggi mai netti”. C’è poi il governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, che non si dichiara apertamente in corsa per la segreteria ma chiede “un cambiamento profondo o – prevede – bruceremo in fretta anche il prossimo segretario”.    Anche lui lamenta il fatto di essere arrivati al voto senza “un progetto forte per l’Italia e un’alleanza all’altezza della sfida”. A chiedere uno stop a questa corsa alle autocandidature è invece il sindaco di Firenze, Dario Nardella, anche lui nel toto-candidati per la prossima segreteria: “Non siamo ad X Factor, se questa è la direzione di marcia la lascio ad altri”.    Mentre Silvio Berlusconi festeggia il suo 86esimo compleanno, la candidata premier intanto è al lavoro: la sua agenda tra via della Scrofa e Montecitorio è fitta di incontri ed ha visto anche il presidente del Cio, Thomas Bach per rassicurarlo sui Giochi di Milano-Cortina 2026. Nelle more ha ringraziato, tra gli altri, degli auguri che le ha invitato il leader spagnolo di Vox: nel messaggio afferma che sta lavorando “per affrontare i problemi degli italiani, con la concretezza tipica dei conservatori. E speriamo che anche la Spagna vada a destra”.    Sembra una risposta indiretta alle dichiarazione del presidente americano che si è detto allarmato per il risultato delle elezioni italiane con una frase che non passerà inosservata: “Avete appena visto cosa è accaduto in Italia in quelle elezioni. Vedrete cosa accadrà nel mondo” avverte Joe Biden preoccupato soprattutto, e lo dice, “per quello che potrà accadere qui”, negli Stati Uniti.      LEGGI TUTTO

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    Cdm, le nomine in extremis del governo Draghi: sei i ˈpromossiˈ

    Politica
    Giorgia Meloni verso il governo: totoministri del possibile esecutivo

    Il centrodestra ha vinto le elezioni politiche e avrà la maggioranza in entrambe le Camere. Sarà il presidente della Repubblica, una volta insediate le nuove assemblee, a dare l’incarico di governo: probabilmente sarà Giorgia Meloni a diventare premier. La leader di FdI, nel frattempo, è impegnata nella costruzione della sua squadra. Ecco chi potrebbe affiancarla nell’esecutivo

    Il centrodestra ha vinto le elezioni e avrà la maggioranza in entrambe le Camere. Sarà il presidente della Repubblica, una volta insediate le nuove assemblee, a dare l’incarico di governo: probabilmente sarà Giorgia Meloni a diventare premier, prima donna in Italia. Circolano già alcune ipotesi su quali potrebbero essere le personalità che faranno parte dell’esecutivo. La leader di FdI, infatti, sta lavorando alla costruzione della sua squadra di governo. La lista dei ministri andrà concordata con gli alleati e per questo si susseguono riunioni e telefonate

    GIORGIA MELONI – La leader di Fratelli d’Italia, primo partito alle elezioni, potrebbe ricevere dal presidente della Repubblica l’incarico di formare il governo: sarebbe la prima donna premier nella storia del Paese. Nel caso, sarà lei a proporre a Sergio Mattarella una lista di ministri che lo stesso presidente dovrà approvare e poi nominare, come previsto dalla Costituzione

    DUE VICEPREMIER – Nelle ultime ore si fa strada l’ipotesi che Meloni nomini due vicepremier: i nomi che si rincorrono sono quelli di Antonio Tajani e Matteo Salvini, per “blindare” ancora di più la coalizione con Forza Italia e Lega ed evitare fughe in avanti degli alleati sulle richieste di ministeri specifici LEGGI TUTTO

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    Governo Meloni, Sgarbi: “Ministro della Cultura? Aspetto una chiamata”

    Politica
    Elezioni, chi sono i parlamentari eletti di Forza Italia. FOTO

    Il partito di Berlusconi ottiene 45 seggi a Montecitorio e 18 a Palazzo Madama. Ecco chi entrerà in Parlamento, contando che alcuni nomi hanno vinto in più di un collegio e devono scegliere quale seggio mantenere

    La coalizione di centrodestra è la grande vincitrice delle ultime elezioni. Fratelli d’Italia guida la vittoria, ma grazie alle regole del Rosatellum anche Forza Italia potrà contare su un buon numero di parlamentari. Silvio Berlusconi si dice convinto che il suo partito – votato da circa l’8% degli elettori – sarà “fondamentale” per il governo. Secondo dati YouTrend, saranno 45 i deputati e 18 i senatori di Forza Italia. Ecco chi sono, contando che alcuni candidati hanno vinto in più di un collegio e devono scegliere quale seggio mantenere

    SILVIO BERLUSCONI – Per Silvio Berlusconi si aprono le porte di Palazzo Madama. Il leader e fondatore di Forza Italia è risultato vincitore in diversi collegi proporzionali al Senato: Piemonte P02, Campania P01, Lombardia P02 e Lazio P02. Il Cavaliere è vincitore anche nel collegio uninominale di Monza (U06)

    LICIA RONZULLI – Eletta in due collegi plurinominali – Lombardia P01 e Puglia P01 – è anche Licia Ronzulli. Come Berlusconi, risulta la più votata anche in un collegio uninominale, quello di Como (U02) LEGGI TUTTO