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    Elisa Isoardi è rientrata in Italia. La conduttrice ha pubblicato il primo post social dopo la fine dell’esperienza all’Isola dei Famosi. La scorsa settimana è stata infatti costretta a lasciare il reality dopo essere stata protagonista di un piccolo incidente. Stava cucinando con il fuoco quando un lapillo rovente le è finito nell’occhio. Sono intervenuti […] LEGGI TUTTO

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    “Così sanifichiamo a basso costo gli ambienti chiusi”

    Fino a qualche anno fa Salvatore Bascio vendeva mobili per arredamento di case e uffici. Non era la sua passione ma pur sempre un lavoro che gli permetteva di vivere bene e coltivare i suoi sogni. Nel 2006, insieme ad altri imprenditori, fiuta il business del Medio Oriente e si trasferisce a Dubai, metropoli in piena fase di sviluppo che prometteva affari d’oro per chi faceva il suo mestiere. “E’ andata bene – racconta – ma mi mancava la Sicilia, la mia terra, gli amici, la famiglia”. Al rientro, però, Bascio deve fare i conti con la crisi, un settore “in decadenza” e una passione mai sbocciata: “Parlai con mia moglie Claudia, decidemmo insieme di provare ad aprire un’azienda che puntasse sull’acqua, un bene che in certe parti del mondo è più prezioso dell’oro. A Dubai, per esempio, una bottiglietta costava anche 4 euro, se avessimo trovato il modo di generarla da fonti alternative avremmo sicuramente svoltato”.

    Il procedimento di sanificazione  LEGGI TUTTO

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    In Messico la più grande miniera di litio al mondo. Ma è un tesoro in concessione per 50 anni

    Sorpresa: la più grande miniera di litio al mondo si trova in Messico. Nella Sierra Occidentale, Stato di Sonora, a due passi dal confine con gli Usa, attorno e sotto il paesino di Bacadéhuachi (979 abitanti) sorge questo tesoro che adesso tutti chiamano “il nuovo petrolio”. Il litio è un metallo che si sfarina una […] LEGGI TUTTO

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    I funghi sono fondamentali per la nostra sopravvivenza. Stiamo facendo abbastanza per proteggerli?

    Oggi, 100 anni dopo l’entusiastica scoperta di Inzenga, questa specie di fungo, tutt’ora molto apprezzata per il suo sapore, è stata inclusa nella lista delle specie in pericolo critico dall’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN), organizzazione che tiene traccia dei numeri delle popolazioni di molte specie esistenti al mondo. La raccolta di questi funghi è vietata nell’area protetta del Parco Naturale delle Madonie ma nelle aree circostanti i cercatori di funghi possono raccogliere gli esemplari più grandi ovvero aventi un cappello di oltre 6 centimetri di diametro. A differenza della maggior parte delle specie di funghi, il fungo basilisco fruttifica in primavera, nel breve lasso di tempo che va da aprile a maggio. E dal 2006 al 2015 è stata l’unica specie di fungo a essere globalmente riconosciuta come in pericolo.

    “È un alimento molto apprezzato nella cucina siciliana quindi, quando i suoi numeri cominciarono a diminuire, il problema coinvolse l’opinione pubblica” racconta Nicholas Money, micologo presso l’Università di Miami in Ohio.

    E i funghi che invece non notiamo e non conosciamo? Quanti di loro sono in pericolo?

    “Riteniamo che l’effettiva biodiversità dei funghi si attesti tra un milione e sei milioni di specie” afferma Anne Pringle, micologa dell’Università del Wisconsin-Madison nonché explorer per National Geographic. Nonostante la loro prevalenza a livello globale, infatti, i funghi non sono mai stati oggetto di iniziative di conservazione.

    “Essendo una specie che si mangia” afferma Pringle riferendosi al fungo basilisco, “viene notata e ricercata. Ma potrebbero esserci altre migliaia di specie di funghi in pericolo di cui non sappiamo”.

    Come si fa a proteggere organismi che non sono immediatamente visibili e che non conosciamo? E perché dovremmo tentare di farlo?

    “La vita su questo pianeta non esisterebbe senza i funghi” afferma Greg Mueller, esperto di conservazione dei funghi e scienziato capo presso il Chicago Botanic Garden.

    Tutelarli, continua Money, “è una questione urgente per via della loro relazione con alberi e foreste. Senza i funghi non ci sono nemmeno gli alberi… quindi non possiamo vivere senza di loro. Sono incredibilmente importanti per la salute del pianeta”.

    La complessa struttura dei funghi  

    I funghi per come li conosciamo – organismi di varie forme e colori che spuntano dal suolo — sono solo una piccola parte riproduttiva di un più ampio organismo fungino. La parte che emerge dal terreno viene chiamata corpo fruttifero ed è collegata, sottoterra, a un’estesa rete di sottilissimi e microscopici filamenti chiamati micelio. Nel 1998 gli scienziati hanno stabilito che il più grande organismo esistente sulla terra, quantomeno in termini di superficie ricoperta, era un fungo nelle Blue mountains dell’Oregon, il cui micelio si estendeva sottoterra per oltre 800 ettari.

    Alcuni funghi cosiddetti micorrizici formano rapporti simbiotici con le piante. Ben il 90% delle piante comuni che vediamo in superficie hanno un rapporto benefico con i funghi.

    “I filamenti dei funghi penetrano nell’apparato radicale della pianta formando un collegamento simile a quello della placenta tra la colonia fungina e le radici” spiega Money. “Si forma una sorta di sistema radicale supplementare per la pianta”.

    Queste reti radicali aiutano le piante ad assorbire ulteriore acqua, minerali e sostanze nutrienti e in cambio il fungo riceve una parte degli zuccheri che le piante producono con la fotosintesi.

    Se prendiamo in mano una manciata di terra probabilmente questa contiene del micelio invisibile, afferma Pringle. I progressi fatti nel sequenziamento del DNA hanno aiutato gli scienziati a rilevare la presenza invisibile delle sequenze di DNA fungino quasi ovunque, dal terriccio al nettare dei fiori.

    Questo tuttavia lo rende anche difficile da rilevare. A seconda delle specie, il micelio può manifestarsi in più punti diversi con uno o più corpi fruttiferi, il che significa che quello che vediamo in superficie può non corrispondere in numeri agli organismi che vivono sottoterra.

    “Il micelio sotterraneo può far emergere un fungo qua e uno là” afferma Pringle; “si tratta di due organismi distinti? Oppure sono due corpi fruttiferi dello stesso individuo sotterraneo?”

    “Esistono dei modi per scoprirlo” aggiunge, “ma richiedono molto tempo e risorse”. Il lavoro di Pringle è incentrato sul sequenziamento genetico dei funghi mirato alla distinzione delle specie.

    Lo stato dei funghi

    In una relazione del 2018 sullo stato dei funghi a livello mondiale, gli scienziati hanno rilevato che, rispetto alle 68.000 specie animali e alle 25.000 specie di piante prese in esame per valutare il livello di minaccia a cui sono sottoposte, solo 56 funghi erano stati inclusi nell’analisi. Attualmente 168 specie di funghi di tutto il mondo sono considerate minacciate. LEGGI TUTTO

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