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    Reddito di Cittadinanza, Conte (M5S) a Napoli: “Abbandonare i poveri è follia”

    Economia
    Manovra, da taglio cuneo fiscale a pensioni: ecco le misure

    L’esecutivo ha stanziato in tutto 35 miliardi per la legge di Bilancio 2023, confermata nella notte fra il 21 e il 22 novembre. Eliminata la riduzione Iva su pane e latte, confermati invece su prodotti per l’infanzia e l’igiene intima femminile. Al via Quota 103 per le pensioni, prororogata Opzione donna con modifiche. Da gennaio stretta al Reddito di cittadinanza. Confermato il taglio del cuneo fiscale di tre punti 

    Il Consiglio dei ministri si è riunito dalle ore 21 del 21 novembre. Nel corso della riunione ha approvato la legge di Bilancio per il 2023, oltre al bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025 e l’aggiornamento del Documento programmatico di bilancio (DPB) . L’ammontare del valore delle misure contenute nella manovra di bilancio è pari a 35 miliardi di euro. Lo si legge sul Comunicato ufficiale diffuso dal Cdm nella notte 

    Misure contro il caro energia – Le risorse destinate alle misure contro caro energia per i primi tre mesi del 2023 ammontano a oltre 21 miliardi di euro. È stata confermata l’eliminazione degli oneri impropri delle bollette, è stato rifinanziato fino al 30 marzo 2023 il credito d’imposta per l’acquisto di energia elettrica e gas naturale che per bar, ristoranti ed esercizi commerciali salirà dal 30% al 35% mentre per le imprese energivore e gasivore dal 40% al 45%. Stanziati circa 3.1 miliardi per sanità ed enti locali, compreso il trasporto pubblico

    Carburanti – Approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti in materia di accise e Iva sui carburanti. Il testo rimodula le aliquote accisa agevolate e conferma la sospensione, fino al 30 novembre 2022, dell’applicazione dell’aliquota di accisa sul cosiddetto “gasolio commerciale”. Si passa così dall’attuale taglio di 25 centesimi che, comprensivo di Iva, equivaleva a uno sconto al distributore di 30,5 centesimi, ad un taglio di 15 centesimi, che con l’Iva si tradurrà a dicembre in 18,3 centesimi in meno LEGGI TUTTO

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    Mattarella sui migranti e la pace in Ucraina ai Med Dialogues 2022

    La gestione dei flussi migratori è questione decisiva e globale, e le diplomazie e organizzazioni nazionali e internazionali, a cominciare dall’Ue, sono chiamate ad un impegno comune. Lo sottolinea il presidente Mattarella all’ottava edizione della Conferenza Rome Med: “E’ una questione cruciale per la stabilità e la prosperità dell’Ue e del nostro vicinato meridionale”. Parlando anche delle conseguenze della guerra, il capo dello Stato sottolinea che è impellente trovare soluzioni condivise, perché il multilateralismo offre soluzioni alla tormenta.

    “Siamo al bivio guerra o pace per il progresso?” 

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    Guerra Ucraina, Biden: “Parlo con Putin se dimostra di volere la pace”

    “Ancora una volta siamo di fronte al bivio. Cosa permette di guardare al progresso dell’umanità? La guerra o la pace? Dobbiamo partire da quei principi posti alla base della nostra convivenza civile e fondati nel quadro delle Nazioni Unite. Per consolidare il sistema multilaterale e renderlo più democratico, occorre fare riferimento alla uguaglianza fra gli Stati, rifuggendo da una polarizzazione a livello internazionale e da una esasperazione di diversità, certo esistenti, che un dialogo efficace può contribuire a ridurre”, ha detto.

    “Il conflitto in Europa ha anche generato una crisi degli approvvigionamenti alimentari che affligge Paesi della sponda meridionale e che, mentre obbliga a individuare urgenti soluzioni, spinge, insieme, a continuare sulla strada della promozione di sistemi agro-alimentari sostenibili”. “Si tratta di una sfida globale e che, nell’area del Mediterraneo allargato, rischia di accentuare problematiche già esistenti e propagare instabilità e insicurezza”. “Servono passi concreti”, ha continuato.  LEGGI TUTTO

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    Pnrr, Giorgetti: “Centreremo gli obiettivi del 2022 entro fine anno”

    Si lavora intensamente per conseguire i 55 obiettivi Pnrr del secondo semestre 2022, per poter presentare per tempo a Bruxelles la terza richiesta di pagamento. Lo ha spiegato il ministro dell’Economia, Giorgetti, ad un evento sul Piano. “Siamo già a buon punto e centreremo sicuramente anche questo traguardo”. Il commissario Ue agli Affari economici, Gentiloni: “La missione della Ue ha visto un impegno straordinario, l’attuale governo sta lavorando bene come il precedente”. Bruxelles è “pronta a collaborare per risolvere le strozzature, fondamentale per rendere l’attuazione possibile e vedere cosa vada corretto”, ha spiegato ancora.  LEGGI TUTTO

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    Crosetto: “Conte fomenta odio contro governo sull’invio di armi all’Ucraina”

    “Tutto quello che questo governo sta facendo nei confronti dell’Ucraina è implementare le decisioni dell’esecutivo Draghi, della cui coalizione Conte guidava il partito maggiore”. Così, in un’intervista al Corriere della sera, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, commenta l’invio di armi in Ucraina deciso dall’esecutivo. E precisa: “Tutto ciò che è stato inviato negli ultimi mesi a 360 gradi, non solo aiuti militari, è stato deliberato sulla base di cinque decreti definiti dal precedente governo”. (IL LIVEBLOG SULLA GUERRA)

    “Conte alimento l’odio contro persone fisiche”
    Da qui, parte la stoccata al leader M5S Giuseppe Conte: “Legittimo che passi da fornitore di armi a pacifista convinto ed è anche legittimo che guardi i sondaggi per decidere di cambiare idea”, ma non che usi “epiteti violenti nei confronti di persone fisiche che hanno la sola colpa di rappresentare lo Stato. È come indicare a una parte di società violenta e antagonista nomi e cognomi di obiettivi da colpire”. “Conte – aggiunge – è troppo intelligente per non capire che sta alimentando l’odio verso persone fisiche”.

    “Su invio di armi con FI e Lega non ci sono problemi”
    Alla domanda se Berlusconi e Salvini frenino sul sesto invio di armi, Crosetto risponde di no e precisa di non aver “ancora speso un solo minuto a preparare il sesto decreto” e poi che “la linea politica indicata nella mozione di maggioranza approvata mercoledì è chiarissima, con FI e Lega non ci sono problemi”. “Nessuno – aggiunge – ha voglia di mandare armi, tutti vogliamo che la guerra finisca. Chi ha mandato armi in questi mesi lo ha fatto e lo farà per forzare chi dei due ha iniziato la guerra a sedersi a un tavolo”. Il ministro russo Lavrov ha detto che l’Italia ha addestrato militari ucraini. È vero? “Mai fatto alcuna attività in Italia – risponde -. Abbiamo solo inviato 4 persone in Germania nel gruppo europeo, che per ora sta pianificando addestramenti in futuro”.  LEGGI TUTTO

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    Guerra in Ucraina, ok del Cdm a invio armi a Kiev anche nel 2023: ecco quali sono

    Dopo il via libera della Camera, il Consiglio dei ministri ha approvato il cosiddetto decreto Nato, per prorogare “fino al 31 dicembre 2023” e “previo atto di indirizzo delle Camere”, il provvedimento. A breve potrebbe arrivare sul tavolo del governo il sesto decreto aiuti all’Ucraina. L’ipotesi più accreditata è quella dei sistemi “Aspide”. Intanto Mosca accusa Usa e Alleanza Atlantica di essere coinvolti nel conflitto, “fornendo armi e addestrando militari sul territorio di Regno Unito, Germania, Italia”

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    L’Italia prosegue con l’invio di armi all’Ucraina. Mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari saranno forniti a Kiev, per combattere l’invasione russa, anche in tutto il 2023 (GUERRA IN UCRAINA: LO SPECIALE – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI). Dopo il via libera della Camera, il Consiglio dei ministri ha approvato il cosiddetto decreto Nato, per prorogare “fino al 31 dicembre 2023” e “previo atto di indirizzo delle Camere”, il provvedimento già introdotto dopo l’inizio della guerra dal governo Draghi (e che era in scadenza a fine 2022). Sugli invii, la linea è di continuità rispetto a quanto disposto dal precedente esecutivo. Proprio tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo potrebbe arrivare sul tavolo del governo il sesto decreto aiuti all’Ucraina: stavolta la necessità manifestata da Kiev, con l’arrivo dell’inverno e l’intensificazione dei bombardamenti ai punti strategici, è quella di avvalersi di sistemi missilistici di difesa aerea per proteggere le infrastrutture del Paese dagli attacchi russi che arrivano dal cielo. Per questo l’ipotesi più accreditata è quella dei sistemi ‘Aspide’, che in queste ore prevale sulla possibilità di fornire il sistema ‘Samp/T,’ molto più avanzato ma anche più raro e per questo difficile da reperire. Comincia quindi a prendere forma il sesto pacchetto di aiuti, che sarà contenuto in un nuovo decreto comunque non ancora sul tavolo. Il provvedimento, come ha più volte ribadito il ministro della Difesa, Guido Crosetto, passerebbe in ogni caso per il Parlamento.

    Le forniture

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    Guerra Ucraina, Stoltenberg: “Nato addestra esercito di Kiev dal 2014”

    Con la fornitura dello Skyguard-Aspide, l’Italia garantirebbe un’arma dall’elevata mobilità tattica, anche se di vecchia generazione: si tratta di un sistema missilistico terra-aria a corta portata contro la minaccia aerea condotta alle basse e bassissime quote. I missili sono depositati negli hangar di Rivolto (Udine), dove a questo punto potrebbero essere aggiornati i propulsori per renderli utilizzabili. Potrebbe invece essere soltanto rinviata la fornitura a Kiev del sistema ‘Samp/T’, un’ipotesi che era stata presa in considerazione e che, almeno per ora, sembra allontanarsi a causa di problemi tecnici nel comune programma di difesa missilistica portato avanti assieme alla Francia. Il ‘Samp/T’ è un sistema missilistico a media portata adatto ad operare in condizioni in cui ci sono ridotti tempi di reazione contro la minaccia aerea, ha elevata mobilità e possibilità di adeguare il dispositivo ai tempi dell’eventuale manovra. L’attuale versione ha capacità di avanguardia nel contrasto delle minacce aeree e dei missili balistici tattici a corto raggio. Le nostre forze armate – a quanto emerge dalle fonti pubbliche ufficiali dell’Esercito – ne hanno in dotazione cinque batterie presso il quarto reggimento artiglieria controaerei a Mantova che, dall’entrata in servizio del sistema nel 2013, sono state impiegate in molteplici attività operative ed addestrative. Fra il 2015 ed il 2016 un’unità Samp/T è stata anche schierata a Roma per la sorveglianza dei cieli della Capitale in occasione del Giubileo straordinario. L’Italia dà il suo supporto all’Ucraina non solo con le armi. Gli aiuti alla resistenza arriverebbero – secondo quanto riportato dal Corriere della Sera – anche da un bunker vicino a Roma, dove con un sistema satellitare si individuano le aree di conflitto delle minacce russe.

    La Russia polemizza con la Nato

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    Guerra Ucraina, Lavrov: “Da Papa parole non cristiane sui ceceni”

    L’affondo sull’aiuto militare a Kiev arriva però in queste ore dal ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, che annovera anche l’Italia tra i Paesi in cui avviene l’addestramento militare degli ucraini, accusando Nato e Usa di partecipare direttamente al conflitto. Per Lavrov, le esercitazioni vengono effettuate sul territorio di “Regno Unito, Germania, Italia e altri Paesi della Nato. Oltre all’addestramento sul loro territorio centinaia di istruttori occidentali lavorano direttamente sul terreno, mostrando agli ucraini come sparare con le armi fornite”. Ma le esercitazioni avverrebbero invece nelle zone Nato in Europa, nei territori di confine con l’Ucraina. La Difesa italiana ha però smentito precisando di “non aver compiuto alcun addestramento in Italia” in favore dei militari ucraini sul territorio nazionale e di aver inviato ad oggi “solo quattro membri delle Forze armate in Germania nell’ambito del gruppo europeo addestramento, che, in questo momento, stanno pianificando i possibili cicli addestrativi da svolgersi in futuro”. Solo due settimane fa infatti il Consiglio Ue aveva lanciato la missione di assistenza militare dell’Unione, ‘Eumam’, per sostenere e fornire addestramento a un massimo di 15mila membri delle forze armate ucraine.

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    Mondo
    Perché Russia rischia di sprofondare nel caos: analisi dell’Economist

    Dal 24 febbraio Putin ha incassato delusioni e frustrazioni sul campo e ora Mosca rischia di diventare ingovernabile. È quanto sostiene il Russian editor dell’Economist, Arkady Ostrovsky

    La guerra della Russia contro l’Ucraina è iniziata il 24 febbraio 2022. Dopo nove mesi, Putin avrebbe incassato delusioni e frustrazioni sul campo e ora, secondo Arkady Ostrovsky, russian editor dell’Economist, Mosca rischia di diventare “ingovernabile” e di “precipitare nel caos”

    “La guerra sta trasformando la Russia in uno Stato fallito, con confini incontrollati, formazioni militari private, popolazione in fuga, decadenza morale e con la possibilità di un conflitto civile. Sebbene la fiducia dei leader occidentali nella capacità dell’Ucraina di resistere al terrore di Putin sia aumentata, cresce la preoccupazione per la capacità della Russia di sopravvivere alla guerra”, si legge sulla testata britannica

    Un ulteriore duro colpo per il capo del Cremlino è stato il ritiro da Kherson, la capitale di una delle quattro regioni di cui la Russia aveva proclamato l’annessione a settembre, affermando che sarebbero rimaste russe “per sempre”

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    Governo Meloni, news: ipotesi mini-proroga su Opzione donna e superbonus al 110%. LIVE

    Migranti, Tajani: “Non si sono rotti rapporti con Parigi, vogliamo soluzione europea””I rapporti con Parigi non si sono rotti: noi poniamo un problema enorme, quello dei migranti, che va risolto a livello europeo e per ora abbiamo ottenuto risposte soddisfacenti. Il Mediterraneo non può diventare un cimitero, vogliamo sconfiggere gli scafisti. L’Italia proporrà un piano Marshall Ue per l’Africa da 100 miliardi con una strategia di crescita capace di fermare le partenze”. E’ quanto afferma il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in un’intervista a Repubblica rispondendo ad una domanda sulla vicenda Ocean Viking.  “L’Italia non può essere il solo porto sicuro dove sbarcarli. Non si tratta di essere contro Francia o Germania, ma di trovare un accordo sulla gestione complessiva dei flussi”, continua Tajani. “Dobbiamo fermare gli irregolari e portare in Italia le persone di cui abbiamo bisogno – continua – Stiamo preparando un nuovo decreto flussi, questa volta biennale o triennale, per pianificare gli arrivi legali e la formazione delle persone che vogliono venire in Italia premiando i paesi che bloccano le partenze degli irregolari”. Il ministro infine afferma che “siamo pronti a dare altre” motovedette ai libici e che le accuse di violenza loro rivolte si evitano “con stabilità politica e controllo del territorio. L’Italia ha un rapporto storico con Tripoli – conclude – ma l’obiettivo restano le elezioni e l’unità nazionale”.  LEGGI TUTTO

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    Giorgetti: recessione in Italia probabile ma difficile fare previsioni

    Economia
    Allarme Fmi e indici Pmi a picco, segnali di recessione in arrivo

    Secondo il Fondo monetario internazionale, per il Vecchio Continente è previsto un forte rallentamento della crescita economica e un’inflazione particolarmente alta: un “mix tossico” che quest’inverno causerà una ‘recessione tecnica” in “più della metà dei Paesi dell’area Euro”. A conferma dei rischi, sono arrivati alcuni dati da Germania e Gran Bretagna

    Le ombre della recessione si intensificano sull’Europa. Dopo l’allarme lanciato dal Fondo monetario internazionale, nelle scorse ore sono arrivati anche i dati di alcuni tra i principali Paesi europei che segnalano ormai un’evidente emergenza sul fronte delle prospettive per il sistema economico e produttivo

    Il Fondo monetario internazionale, in un rapporto dal titolo “La nebbia della guerra offusca l’outlook europeo”, ha scattato una fotografia tutt’altro che rassicurante: per il Vecchio Continente è previsto un forte rallentamento della crescita economica e un’inflazione particolarmente alta, un “mix tossico” a causa del quale “questo inverno più della metà dei Paesi dell’area Euro” sperimenterà una “recessione tecnica con almeno due trimestri consecutivi di contrazione”

    Il monito del Fondo monetario internazionale è stato ribadito anche da Alfred Kammer, responsabile del Dipartimento europeo. Il quadro complessivo che emerge dall’European Outlook di autunno, ha detto, mette in luce un quadro in cui l’incertezza è molto elevata, con un equilibrio dei rischi “pesantemente al ribasso a causa delle tensioni geopolitiche e della persistenza dell’inflazione” LEGGI TUTTO

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    Reddito di Cittadinanza, Messina: “Importante tutelare i più poveri”

    Dalle pagine de La Stampa l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo si schiera a difesa del sussidio che il governo Meloni prevede di abolire dal 2024: “La povertà è un’emergenza nazionale”. Poi invita le imprese a pagare di più i dipendenti. Positivo il giudizio sulla manovra anche se non mancano critiche sulle scelte relative a contanti e Pos. Sul futuro del Paese: “L’Italia resta solida, altri sei mesi duri poi la ripartenza”

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    “Aiutare i poveri e tutti coloro che stanno pagando il prezzo più alto dell’attuale crisi”. A lanciare l’ultimo appello in favore del Reddito di Cittadinanza è Carlo Messina. Sulle pagine de La Stampa l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo ha chiesto al Governo di fare un passo indietro rispetto alla volontà di abolirlo dal 2024 perché “la povertà resta un’emergenza nazionale”. Poi si è rivolto anche alle imprese: “Pagate di più i vostri dipendenti”. Positivo il suo giudizio sulla Manovra anche se non mancano critiche alle decisioni su contati e Pos. La previsione sull’economia: “Altri sei mesi duri poi la ripartenza”. 

    Emergenza povertà

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    Rdc, Calderone: “Riforma necessaria per lotta alla povertà”

    “La priorità di chiunque abbia una visione e una responsabilità sociale deve essere aiutare i poveri e chi sta pagando il prezzo più alto della crisi: vale per il governo e i parlamentari, vale per le aziende che stanno facendo utili e devono dare più soldi ai lavoratori”. Queste le parole di Messina, che aggiunto: “Ho sempre sostenuto il Reddito di Cittadinanza perché c’è un forte tema di povertà ed equilibrio sociale da tutelare”. Poi il numero uno di Ca’ de Sass si è concentrato soprattutto sul tema degli occupabili: “È ovviamente meglio offrire un lavoro che un sussidio ma bisogna capire chi davvero sia in condizioni di età e formazione tali da divenire occupato”.

    Il giudizio sulla manovra

    approfondimento

    La Manovra arriva alla Camera. Dal Pos alle pensioni: le novità

    Il più importante banchiere d’Italia non ha mancato di dire la sua sulla Manovra impostata dall’esecutivo. Una legge di bilancio definita “di buon senso e ragionevole”, specie considerando i “ridotti margini d’azione” e “l’impossibilità di fare altro debito”. “È stata giustamente varata una Finanziaria che ha tranquillizzato i mercati e fatto capire all’Europa che si è scelta la continuità. Le misure sull’energia erano indispensabili, il taglio al cuneo è positivo”, ha spiegato Messina. Che ha invece contestato le scelte riguardanti il tetto al contante e i Pos. “Il futuro è il digitale. L’evasione rappresenta una piaga, che tra l’altro incide negativamente sul rapporto debito/Pil”. E poi, ha proseguito, “bisognerebbe ragionare bene sui capitali all’estero: sarebbe equo far sì che quei soldi vengano investiti in titoli di Stato italiani così come dovrebbero investire maggiormente obbligazioni governative quei fondi pensione che allocano il 90% delle risorse all’estero. Mentre assistiamo a casi in cui aziende straniere comprano quelle italiane grazie anche ai nostri risparmi”.

    Le prospettive

    approfondimento

    Pil Italia, Ue: in 2023 crescita allo 0,3%. Gentiloni: “Mesi duri”

    Per l’ad di Intesa Sanpaolo l’urgenza è superare i prossimi sei-sette mesi, che saranno ancora duri. Poi l’economia si allontanerà progressivamente dall’incubo della guerra e ripartirà. “Il trend è chiarissimo: potremo avere una fase di rallentamento o recessione tecnica, ma il mondo non finisce”, ha spiegato Messina. “Ricordiamoci che l’Italia cresce più di Germania e Francia, il nostro governo non sfigura rispetto a quelli guidati da Schulz o da Macron, le imprese sono competitive e innovano, il sistema bancario è forte. Il Paese può e deve giocarsela”, ha concluso il ceo. 

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    Economia
    Manovra, reddito cittadinanza sostituito dal 2024 con altre misure

    Nella legge di bilancio arriva una ‘manutenzione straordinaria” della misura che dall’1 gennaio 2024 sarà sostituito da una nuova riforma. I risparmi di spesa finanzieranno un apposito fondo che finanzierà la riforma complessiva per il sostegno alla povertà e all’inclusione. Intanto nel 2023 ci sarà una fase transitoria in cui alle persone tra 18 e 59 anni (abili al lavoro ma che non abbiano nel nucleo disabili, minori o persone a carico con almeno 60 anni) è riconosciuto il reddito per 8 mensilità

    Il Cdm ha varato la manovra 2023 e nel testo della legge di bilancio arriva una “manutenzione straordinaria del reddito di cittadinanza”. Ecco cosa è stato deciso da Palazzo Chigi su questa misura

    COSA CAMBIA NEL 2024 – Il reddito di cittadinanza si avvia verso la sostituzione con altre misure, “con un periodo transitorio nel 2023 con maggiori controlli sul fronte di chi lo percepisce e di chi riceve offerte di lavoro”, spiega il Mef in una nota

    IL FONDO SOSTITUTIVO – Il reddito dall’1 gennaio 2024 “sarà sostituito da una nuova riforma. Previsto un risparmio di 734 milioni per il 2023. I risparmi di spesa finanzieranno un apposito fondo che finanzierà la riforma complessiva per il sostegno alla povertà e all’inclusione”

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