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    Elezioni: la direzione del Pd, la bozza del programma

    Il segretario Dem presenta in direzione il programma elettorale del Pd, di cui è stata diffusa una bozza di 34 pagine, che ha tre pilastri: sviluppo, lavoro e diritti.

    Subito Ddl Zan e matrimonio egualitario”Approveremo subito il Ddl Zan e introdurremo il matrimonio egualitario. Un paese civile non esclude, non emargina, non ghettizza. Le battaglie della comunità LGBTQI+ sono semplicemente richieste di uguaglianza: sono la voce di milioni di italiane e italiani che rivendicano libertà e autodeterminazione, che vogliono pari dignità. Per la destra non è mai il momento, noi crediamo che l’Italia sia già in ritardo”. Lo si legge in una bozza del programma del Partito democratico, in discussione alla direzione nazionale del partito.
    500mila alloggi popolari in 10 anni”Lanceremo una nuova stagione di politiche abitative per garantire il diritto alla casa. Lo faremo realizzando 500.000 alloggi popolari nei prossimi 10 anni. Utilizzeremo interventi di rigenerazione urbana per limitare al massimo il consumo di suolo e per dare nuova vita agli spazi meno curati delle nostre città. Perché bellezza, dignità e protezione sociale, possono andare di pari passo”. Lo si legge in una bozza del programma del Partito democratico, in discussione alla direzione nazionale del partito.
    Approveremo Ius Scholae e legge su fine vita”Introdurremo lo Ius Scholae, per superare le ingiustificate discriminazioni che ancora oggi vediamo nelle classi italiane. A settembre, bambine e bambini torneranno nelle scuole. Studieranno insieme, mangeranno insieme, giocheranno insieme”. “È il momento di introdurre una norma che non è solo civiltà: è prima di tutto buonsenso. Chi è figlio di genitori stranieri e completa un ciclo di studi in Italia diventa cittadino italiano”. Lo si legge in una bozza del programma del Partito democratico, in discussione alla direzione nazionale del partito. “Approveremo una legge sul fine vita – si legge ancora -, per difendere fino all’ultimo dignità e autodeterminazione, in linea con le indicazioni della Corte costituzionale. Tutte le democrazie avanzate discutono del tema, abbiamo il dovere di fare lo stesso”. LEGGI TUTTO

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    Elezioni, Letta: 'Scelta tra Costituzione o suo stravolgimento'

    “La nostra direzione oggi discute sulla bozza programmatica” del Pd per le prossime elezioni. “E’ evidente, lo era sin dall’inizio ma è ancor più evidente dopo i fatti di ieri (le parole di Silvio Berlusconi sul presidenzialismo, ndr), che siamo di fronte a una scelta storica: o si sta dalla parte della difesa della nostra Costituzione o si sta dalla parte dello stravolgimento della nostra Costituzione. Vi chiedo un momento di tributo per il massimo garante delle nostre istituzioni, Sergio Mattarella”. Lo ha detto il segretario del Pd Enrico Letta alla direzione del partito.

    Agenzia ANSA

    In vista del voto

    Sono “tre i grandi temi in cui crediamo profondamente. Vogliono far tornare indietro l’Italia e non lo permetteremo. C’è il grande tema dell’Ue, la democrazia e partecipazione che per noi è elemento chiave”, ha spiegato Letta. Letta ha parlato poi dello “sviluppo sostenibile, con l’idea che se l’Italia scommette su questo futuro può fare una scommessa” anche sulla “crescita e sui posti di lavoro. Siamo, gli unici tra i grandi partiti che parlano di questo, votando coerentemente sia a livello nazionale, sia a livello Ue”. Letta ha parlato delle “inondazioni che stanno mettendo in ginocchio alcuni dei nostri comuni. C’è un ambiente che ha perso la bussola. La nostra campagna elettorale sarà scandita dalle tappe del nostro bus elettrico. Noi siamo impegnati in missioni impossibili e faremo anche questo. Emergerà che il nostro tema è profondamente diviso: bisogna “essere consapevoli dei ritardi Italiani” farne “un racconto”.
    Letta una proposta al giorno, Berlusconi una pillola al giorno. È uno show privo di serietà. Giovedì presenteremo il programma con @mara_carfagna @msgelmini @elenabonetti @meb @marattin. Sarà centrato sul completamento del programma del governo #Draghi e PNRR. #ItaliaSulSerio: così scrive Carlo Calenda su twitter.
    Su Facebook scrive la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni: “Negli ultimi 20 anni, in Italia, ci sono stati 11 Presidenti del Consiglio: un’instabilità che penalizza gli italiani e il nostro rapporto con gli altri Stati. Per la sinistra, però, il presidenzialismo è un problema, per alcuni addirittura un pericolo per la democrazia. Non ci stupiamo, visto che negli ultimi anni si sono sempre ritrovati sugli scranni del Governo, anche senza legittimazione popolare. Fratelli d’Italia ritiene che gli italiani debbano avere il diritto di eleggere direttamente il Capo dello Stato e di scegliere da chi farsi governare, per porre fine ai giochi di Palazzo e per tornare protagonisti in Europa e nel mondo”.  LEGGI TUTTO

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    Youtrend gela il Terzo polo: anche con il 10% non sarebbe determinante nei collegi uninominali

    Ascolta la versione audio dell’articolo2′ di letturaL’alleanza di centro tra Azione e Italia Viva potrebbe non cambiare di molto i risultati elettorali nei collegi uninominali all’indomani del voto, secondo i sondaggi. E potrebbe spostare gli equilibri ancora più a vantaggio del centrodestra. È quanto emerge dalla rilevazione realizzata da YouTrend, in collaborazione con Cattaneo Zanetto & Co., la prima che tiene conto del neonato “Terzo polo”.I margini di scartoSecondo lo studio, alla Camera sono 14 i collegi dove oggi il vantaggio del centrodestra sul centrosinistra è inferiore alla percentuale a cui è accreditato il Terzo polo: sono concentrati soprattutto nelle grandi città (Roma, Milano, Torino e Genova) e in Toscana. In questi collegi, la spaccatura fra il centrosinistra e il ticket Calenda-Renzi porterebbe acqua al mulino di Meloni, Salvini e Berlusconi, sottraendo, quindi, voti al centrosinistra e creando un divario ancora maggiore tra le due coalizioni. Al Senato, dove i collegi uninominali sono più grandi, sono solo 5 i collegi dove il Terzo polo sarebbe decisivo a favore del centrodestra: a Roma, in Toscana e in Romagna. Le stime di YouTrend/Cattaneo Zanetto & Co. mostrano che il centrodestra sembrerebbe ancora favorito per la conquista della maggioranza dei collegi. La situazione attuale vede 114 collegi con una chiara tendenza favorevole al centrodestra alla Camera, sui 147 totali, e 57 su 74 al Senato.Loading…Ipotesi asticella a quota 10%In una ulteriore simulazione gli istituti si sono chiesti cosa potrebbe accadere nel caso in cui il terzo polo arrivasse a conquistare il 10% totale delle preferenze, erodendo un 4% di consensi tutti dal campo del centrodestra (attualmente i sondaggi pongono il ticket Azione – Iv tra il 4 e il 6%). Uno scenario, anche questo, che non sconvolgerebbe gli esiti. In questo caso fino a 14 seggi alla Camera e 8 al Senato potrebbero tornare contendibili. A Montecitorio il centrosinistra avrebbe 3 parlamentari quasi sicuri in più (passando dai 6 attuali ai 9 potenziali) e potrebbe giocarsela con maggiori chances in altri 11, mentre a Palazzo Madama conquisterebbe un solo senatore rispetto alle stime precedenti (da 2 a 3) e aprirebbe la sfida per altri 6 seggi. Un collegio senatoriale in più potrebbe andare, con questo scenario, al Sudtiroler Volkspartei. Tornerebbero in bilico soprattutto diversi collegi del Mezzogiorno, oltre che negli hinterland delle grandi città. LEGGI TUTTO

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    Dalla flat tax alla pace fiscale, ecco le proposte dei poli sulle tasse

    Ascolta la versione audio dell’articolo2′ di letturaFlat tax, patrimoniale, rottamazione, cashback, cuneo. La politica fiscale è tradizionalmente uno dei più accesi terreni di scontro della campagna elettorale, tanto che ogni forza in campo ha già individuato ormai da qualche tempo i punti cardine su cui fare leva per convincere i propri elettori ed attrarne di nuovi. A fare più rumore finora è stata – come di consueto – la proposta di “flat tax” avanzata, in forme diverse, da Forza Italia e dalla Lega e convogliata, seppur in forma molto edulcorata, nel programma del centrodestra.Al centro delle controversie politicheMa al centro del dibattito c’è anche il dilemma “patrimoniale sì-patrimoniale no” con cui è stata etichettata la proposta di Enrico Letta di finanziare la dote per i diciottenni con la tassa di successione sui patrimoni milionari. Tra gli schieramenti non manca in realtà qualche punto in comune (come la riedizione della rottamazione a cui, a suo modo, non è affatto contrario nemmeno il M5s), anche se il fisco rimane al centro delle controversie politiche, come già dimostrato dal tormentato iter parlamentare, ancora non concluso, della delega fiscale.Loading…Flat tax contro “patrimoniale”La politica del centrodestra potrebbe riassumersi così. Nel programma non sono specificate le aliquote (Forza Italia ha proposto il 23%, la Lega il 15%), ma si parla esplicitamente di “estensione della flat tax per le partite Iva fino a 100.000 euro di fatturato” e, come richiesto da FdI, di «flat tax su incremento di reddito rispetto alle annualità precedenti». Oggi la flat tax è al 15% per le partite Iva con reddito fino a 65.000 euro. Il centrodestra dice anche “no a patrimoniali dichiarate o mascherate”, con riferimento implicito alla patrimoniale imputata al Pd. Torna pace fiscale, Cav non esclude condonoAnche in questo caso è il centrodestra a puntare ad una nuova edizione del “saldo e stralcio” e della rottamazione (sarebbe la quarta). Come una tantum, l’incasso non sarebbe però utilizzabile a copertura dell’estensione della flat tax che richiederebbe invece entrate strutturali. Di «definizione agevolata dei debiti iscritti a ruolo, con rateizzazione sino a 120 euro», parla peraltro anche il Movimento 5 Stelle che respinge però l’idea di un condono, su cui è tornato invece Silvio Berlusconi. Il leader di Forza Italia non esclude neppure la possibilità dello scudo sul rientro dei capitali dall’estero.Il cashback diventa “fiscale”I pentastellati tornano su uno dei loro cavalli di battaglia, cancellato dal governo Draghi, proponendo stavolta che le detrazioni siano accreditate man mano direttamente sul conto corrente. Un principio che era già stato accettato nella delega fiscale, il cui destino appare però ora incerto. LEGGI TUTTO

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    Governo, verso le elezioni. Duro scontro tra i partiti sul presidenzialismo. DIRETTA

    Berlusconi: “Letta in malafede, nessun preavviso di sfratto a Mattarella””Ma quale preavviso di sfratto. Qui ormai viene distorto il significato delle parole. Si strumentalizza anche l’ovvio. Come possono verificare tutti ascoltando la mia intervista, non ho mai attaccato il Presidente Mattarella, né mai ne ho chiesto le dimissioni”. Silvio Berlusconi in un’intervista al Giornale torna a ripetere, come aveva già fatto ieri, di non aver ‘dimissionato’ Sergio Mattarella, qualora nella prossima legislatura venisse approvata la riforma presidenzialista, cavallo di battaglia del centro destra in materia di revisione costituzionale. “Ho solo detto una cosa scontata, lapalissiana, e cioè che una volta approvata la riforma costituzionale sul Presidenzialismo, prima di procedere all’elezione diretta del nuovo Capo dello Stato, sarebbero necessarie le dimissioni di Mattarella che, ripeto, potrebbe peraltro essere eletto di nuovo. Tutto qui lo scandalo: una semplice spiegazione di come potrebbe funzionare la riforma sul presidenzialismo proposta nel programma del centrodestra”, ha concluso Berlusconi.  LEGGI TUTTO

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    Elezioni politiche 2022, il programma di Matteo Salvini e della Lega

    Il documento del Carroccio, in vista del voto del 25 settembre, è composto da oltre 200 cartelle e 41 temi. Nell’introduzione ci sono i pilastri del partito: dalla “questione federalista” a quella “liberale”, poi quella “sovranista” e la “questione repubblicana”. Tra i punti: il presidenzialismo alla francese, la flat tax, il diritto alla pensione a 63 anni anagrafica e almeno 20 anni di contributi, i nuovi decreti sicurezza, la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina, l’abolizione del canone Rai

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    In vista delle elezioni Politiche del 25 settembre, anche la Lega di Matteo Salvini ha presentato il suo “programma di governo”. La presentazione è avvenuta il giorno dopo la diffusione del programma del centrodestra, che consiste in 15 punti: il documento del Carroccio, invece, è composto da oltre 200 cartelle fitte fitte e 41 temi (VERSO IL VOTO: GLI AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE – LA SIMULAZIONE DI VOTO – LO SPECIALE – TUTTI I VIDEO).

    Nell’introduzione del programma i pilastri della Lega

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    Elezioni, da oggi si depositano i simboli: tutte le curiosità

    Nell’introduzione del programma ci sono i pilastri del partito di Matteo Salvini: il primo è la “questione federalista”, per “ridare centralità al tema dell’autonomia differenziata”, poi c’è quella “liberale”. “È dal 1995 che l’Italia attende il completamento di un’autentica, grande riforma liberale, che rilanci l’iniziativa imprenditoriale e quindi l’economia nel suo complesso; è giunta l’ora di attuarla”, si legge. Terza questione, quella “sovranista”. “Occorre ri-bilanciare il rapporto fra poteri sovranazionali e poteri nazionali, e l’Italia deve ricominciare a perseguire, con visione e determinazione, i propri legittimi “interessi nazionali”. Infine, la “questione repubblicana”: “La caduta del senso civico e del valore della ‘res publica’ è sotto gli occhi di tutti, è necessario ricostruire e rivalorizzare entrambi, partendo innanzitutto dalla scuola e dall’educazione”.
    Dal presidenzialismo alla pensione
    Il programma leghista entra minuziosamente nei dettagli marcando la propria azione politica, comune ma distinta da quella del centrodestra nel suo complesso. C’è anche il capitolo dedicato al “presidenzialismo”, che il partito di Salvini vuole “alla francese”. C’è poi un deciso aumento del ricorso all’uso dei contanti il cui tetto viene portato a 10mila euro. Non saranno poi sciolti interi Consigli comunali per infiltrazioni mafiose: decadrà infatti, secondo il programma leghista, solo il consigliere colluso. Inoltre, si dice no al genitore 1 e 2, alla maternità surrogata, ideologia gender e liberalizzazione cannabis. Con la Lega al governo c’è anche l’impegno a riconoscere alle donne un anno di pensione anticipata per ogni figlio. Nello stesso capitolo si aggiunge il diritto alla pensione di vecchiaia a 63 anni anagrafica e almeno 20 anni di contributi.

    Nuovi decreti sicurezza

    Sky Voice

    Elezioni 2022, cosa offrono i partiti ai giovani?

    Nella sezione di proposte contro la violenza di genere e nel capitolo più ampio sulle pari opportunità, poi, viene citato l’”Obiettivo zero femminicidi”. Tra le iniziative c’è la scorta alle donne vittime di stalking e l’arresto in flagranza. Si parla anche di una stretta sui reati di mafia commessi dai minori, che non godranno di alcuna riduzione di pena. Non manca la priorità ai nuovi decreti sicurezza contro l’immigrazione irregolare e il no deciso al superamento dell’unanimità nei voti al Consiglio europeo. Nel capitolo dedicato all’immigrazione, poi, c’è scritto: “Confermare e rafforzare il Memorandum con la Libia e con la Guardia costiera Libica: il Memorandum con la Libia sottoscritto dal nostro Paese nel 2017 si è confermato quale strumento utile per contrastare i flussi illegali diretti verso il nostro Paese, salvare vite umane e fronteggiare le organizzazioni criminali che sfruttano la tratta dei migranti”. Vengono poi proposti il “pattugliamento congiunto nelle acque territoriali in Libia e Tunisia previo accordi con i rispettivi governi con la previsione di istituire nei due Paesi del Nord Africa centri di identificazione, hotspot, con la presenza di organizzazioni internazionali umanitarie”. Ancora, nel documento si legge che verrà incentivata “la presentazione di domande d’asilo per essere accolti in Italia esclusivamente nelle sedi diplomatiche italiane o dell’Unione Europea presenti nel Paese di appartenenza del migrante o nei Paesi limitrofi”.
    Il capitolo tasse e quello dedicato all’innovazione digitale
    Si pone poi l’accento sui diritti dei proprietari di casa, rendendo la prima abitazione impignorabile e immediato lo sgombero delle case occupate abusivamente. “Pagare tutti, pagare meno” è il titolo scelto per il capitolo “tasse”: spiccano la flat tax, misura considerata decisiva per snellire e semplificare il sistema, e l’abbattimento dell’Iva sui beni di prima necessità, come misura di aiuto sociale. Per quanto riguarda il capitolo dedicato all’innovazione digitale, nel programma ci sono: “L’inserimento in Costituzione della tutela dell’identità digitale (assegnata dalla nascita) come il Codice fiscale” e lo “switch off del rame entro l’anno 2030” con riferimento ai supporti per la rete delle telecomunicazioni. È anche prevista la “progressiva riduzione del canone Rai fino alla sua definitiva abolizione nell’anno 2030”.

    Il capitolo dedicato alle infrastrutture e ai trasporti

    vedi anche

    Elezioni, Letta: ecco 8 punti del programma del Pd

    Nel capitolo dedicato alle infrastrutture e ai trasporti, poi, si legge: “Dovranno essere promosse dal governo tutte le azioni per: rimandare il divieto di vendita di autoveicoli a benzina o diesel entro il 2035, o almeno mitigare gli impatti sulla filiera produttiva e sul consumatore finale, attraverso incentivi specifici; mantenere GNL e nucleare nella ‘Tassonomia Ue’ delle fonti di energia compatibili e sulle quali promuovere la ricerca e lo sviluppo; occorre rimuovere i vincoli del Pnrr (a cui il governo Draghi ha cercato di supplire con il Fondo Complementare) al finanziamento di infrastrutture importanti per la transizione energetica nei porti, quali il cold ironing, la rigassificazione e il bunkeraggio Lng”.
    Il ponte sullo Stretto
    Nella sezione dedicata alle politiche per il Mezzogiorno, scritto in grassetto, si legge: “Elemento centrale della proposta della Lega e del centrodestra per le infrastrutture è la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina e più in generale garantire la piena attuazione della continuità territoriale per le isole”. Il ponte, che dovrebbe collegare Calabria e Sicilia, è citato di nuovo, come primo, in un elenco di progetti infrastrutturali “prioritari”, ossia la rete stradale “Napoli-Bari, Salerno-Reggio Calabria, Palermo-Catania, Battipaglia-Potenza-Metaponto, tratta adriatica, messa in sicurezza della strada statale 106 Jonica, Potenza-Bari, stazioni ferroviarie Agro nocerino-sarnese, connessioni nel Cilento e nel Molise”.
    Pesca e vongole
    La Lega, nel suo programma elettorale, propone poi una modifica dei regolamenti europei sulla pesca e in particolare rilancia la sua battaglia storica sulle dimensioni delle vongole. Il partito di Matteo Salvini sollecita “una corretta gestione della risorsa ittica, sfatando i regolamenti europei che criminalizzano e stanno facendo scomparire la pesca e l’acquacoltura italiane”. Da qui la conclusione: “Urge rivedere la politica comune della pesca, che continua a ritenere nociva la pesca”. Sulle vongole, in particolare, il 31 dicembre 2022 scadrà la deroga alla taglia minima di 25 millimetri per le vongole nelle acque italiane. “Ma per il comparto molluschicolo italiano è necessario e vitale mantenerla in vita. Le imprese italiane coinvolte sono circa 700, con oltre 1.500 pescatori. Dobbiamo dare una spinta all’iter negoziale tra Italia e Commissione europea”, sottolinea la Lega. E spiega che “il ripristino della vecchia misura di 25 millimetri avrebbe un impatto negativo sull’andamento della pesca e comporterebbe un aumento dello sforzo, in termini di ore di lavoro giornaliere, e dei rigetti a mare delle catture involontarie sotto-misura”.

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    Politica
    Elezioni, il programma del centrodestra di FdI, Lega e Fi: i 15 punti

    Il documento s’intitola “PER L’ITALIA – Accordo quadro di programma per un Governo di centrodestra”. Si apre con il punto che definisce il nostro Paese “a pieno titolo parte dell’Europa, dell’Alleanza Atlantica e dell’Occidente” e si chiude con quello dedicato a giovani, sport e sociale. In mezzo ci sono, tra l’altro, la riforma fiscale con la flat tax, il superamento della legge Fornero con Quota 41, l’elezione diretta del presidente della Repubblica, le riforme della giustizia e della pubblica amministrazione

    L’11 agosto 2022 i leader del centrodestra Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni e gli alleati centristi hanno dato il via libera al programma elettorale in vista delle Politiche del 25 settembre. Il nome scelto per il documento, che conta 15 punti, è “PER L’ITALIA – Accordo quadro di programma per un Governo di centrodestra”. Ecco in cosa consiste, punto per punto

    1. Italia, a pieno titolo parte dell’Europa, dell’Alleanza Atlantica e dell’Occidente. Più Italia in Europa, più Europa nel Mondo – Politica estera incentrata sulla tutela dell’interesse nazionale e la difesa della Patria – Rispetto delle alleanze internazionali e rafforzamento del ruolo diplomatico dell’Italia nel contesto geopolitico

    Rispetto degli impegni assunti nell’Alleanza Atlantica, anche in merito all’adeguamento degli stanziamenti per la difesa, sostegno all’Ucraina di fronte all’invasione della Federazione Russa e sostegno a ogni iniziativa diplomatica volta alla soluzione del conflitto – Piena adesione al processo di integrazione europea, con la prospettiva di un’Ue più politica e meno burocratica – Revisione delle regole del Patto di stabilità e della governance economica al fine di attuare politiche in grado di assicurare una crescita stabile e duratura e la piena occupazione

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    Salvini a Villa Certosa da Berlusconi

    “Con Matteo Salvini abbiamo parlato del programma del centrodestra e di come rilanciare l’Italia: taglio delle tasse, pensioni più dignitose, grandi opere pubbliche, sicurezza e tanto altro ancora. Il 25 settembre è importante andare a votare e votare Forza Italia”. Lo scrive su Instagram il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi postando una foto insieme al leader leghista, in Sardegna. I due si stringono la mano sorridenti.Anche Matteo Salvini posta la stessa foto insieme a Silvio Berlusconi, cha ha incontrato in Sardegna a margine di un’iniziativa elettorale della Lega. “Pomeriggio di lavoro con l’amico Silvio – scrive il segretario su Facebook ricalcando, nel contenuto, il post del presidente di FI pubblicato sui social – Abbiamo parlato di come rilanciare l’Italia: taglio delle tasse, pensioni più dignitose, grandi opere pubbliche, sicurezza e tanto altro ancora. Il 25 settembre, finalmente, la parola tornerà agli italiani”. LEGGI TUTTO

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    Fatwa e taglia, la maledizione dei 'Versi Satanici'

    ‘I Versi Satanici’ è di certo il libro più noto di Salman Rushdie, ma anche quello che gli ha rovinato la vita. Dopo la sua pubblicazione, e la fatwa dell’ayatollah Khomeini, che per le sue allusioni lo giudicò blasfemo verso l’Islam, Rushdie è stato costretto dal 1989 a vivere nell’ombra, e nella paura.    In realtà nella sua lunga carriera letteraria Rushdie ha prodotto molti libri, tra cui dei veri capolavori, come “I figli della mezzanotte”, ovvero della mezzanotte del 15 agosto 1947, giorno della dichiarazione dell’indipendenza dell’India.    Un racconto che si ricollega alle sue origini. Rushdie è infatti nato a Bombay, il 19 giugno 1947, anche se poi è cresciuto a Londra, dove si è trasferito all’età di 14 anni, per poi studiare all’Università di Cambridge.    Ma ‘I Versi Satanici’ oltre a condizionare la vita al suo autore ha anche causato la morte di molte persone in tutto il mondo: cinquantanove, secondo Bbc News, tra traduttori assassinati e persone rimaste uccise durante le manifestazioni di protesta e le contromanifestazioni di sostegno, nonché quelle di condanna per la censura imposta al volume in alcuni Paesi. In Italia nel 1991 venne pugnalato nella sua abitazione milanese Ettore Capriolo, traduttore del libro, fortunatamente non a morte. Da allora Rushdie, che si dichiara ateo, si è abituato a vivere sotto scorta, nascosto al resto del mondo per circa un decennio. Poi, a poco a poco ha iniziato a riemergere. Nel 2004 si è nuovamente sposato, per la quarta volta, con la modella ed attrice indiana Padma Lakshmi, dalla quale però si è separato nel 2007. Nel 2015 ha aperto la Fiera del libro di Francoforte, evento che ha provocato il boicottaggio da parte dell’Iran.    Il governo iraniano, in maniera ambigua nel 1998 aveva affermato che non avrebbe più sostenuto la fatwa, ma molte organizzazioni iraniane hanno invece continuato a raccogliere fondi per una ‘taglia’ sulla sua testa, da aggiungere ai circa 3 milioni di dollari originariamente offerti da Khomeini nel 1989 per la sua esecuzione.    E le cose non sono poi cambiate dopo la morte di Khomeini.    L’ayatollah Ali Khamenei, guida suprema iraniana, ha infatti rinnovato la fatwa nel 2017, e nel 2019, in occasione del ‘trentennale’, via Twitter ha scritto: “Il verdetto dell’Imam Khomeini riguardo a Salman Rushdie si basa su versi divini e, proprio come i versi divini, è solido e irrevocabile”.    LEGGI TUTTO