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    Task force ridotta a 90 membri

    Serviziorecovery fund

    La soluzione di mediazione è il frutto della trattativa e dei malesseri espressi dal leader di Iv Matteo Renzi, ma anche dal M5S e dal Pd
    di Manuela Perrone

    (ANSA)

    La soluzione di mediazione è il frutto della trattativa e dei malesseri espressi dal leader di Iv Matteo Renzi, ma anche dal M5S e dal Pd

    3 dicembre 2020

    2′ di lettura
    Da 300 a 90, con un supervisore unico e sei manager, uno per ogni missione. Dopo le proteste dei partiti della maggioranza, e non solo, la maxi struttura tecnica per il monitoraggio dell’attuazione del Recovery Plan si avvia verso una cura dimagrante. Ma l’impianto resta quello proposto dal premier Giuseppe Conte ai capidelegazione di M5S, Pd, Iv e Leu nella riunione di sabato scorso: la scelta politica della selezione finale dei progetti spetterà al Ciae, il Comitato interministeriale degli Affari europei; il piano di attuazione e la vigilanza politica saranno compito del comitato esecutivo formato dal premier e dai due ministri di spesa maggiormente coinvolti, il dem Roberto Gualtieri (Economia) e il pentastellato Stefano Patuanelli (Sviluppo economico); la verifica del rispetto del cronoprogramma e i poteri sostitutivi in caso di inadempimenti saranno invece affidati alla task force tecnica, un’unità di missione in versione ridotta rispetto alla carica dei 300 ipotizzati all’inizio. Il ruolo specifico di informare la Commissione Ue è riconosciuto al ministro degli Affari europei, Vincenzo Amendola.
    La soluzione di mediazione è il frutto della trattativa di questi giorni e dei malesseri espressi non solo dal leader di Iv Matteo Renzi, ma anche dal M5S di Vito Crimi e Luigi Di Maio (quest’ultimo aveva invocato «una struttura più snella») e dal Pd di Nicola Zingaretti e Dario Franceschini. Al Nazareno devono fronteggiare sia i mal di pancia dei ministri che temono di essere scavalcati sia quelli dei parlamentari. Ieri, come anticipato dal Sole 24 Ore, il presidente dem della commissione Politiche Ue del Senato, Dario Stefano, ha scritto una lettera a Conte per denunciare il rischio che, con l’istituzione della cabina di regia, si realizzi «una reductio del ruolo e delle funzioni del Parlamento a semplice, sporadico uditorio». In sintesi: «Il coinvolgimento delle Camere non deve essere né timido né tanto meno intermittente».
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    Proprio al question time alla Camera, Amendola ieri ha ricordato come siano le linee guida europee a ritenere «indispensabile un meccanismo non ordinario di attuazione e gestione dei progetti» del Recovery Fund, che per l’Italia vale 209 miliardi e che richiede un complesso meccanismo di pianificazione e rendicontazione della spesa. Il ministro ha inoltre rassicurato sul «costante coinvolgimento del Parlamento». Promettendo il lavoro di selezione dei progetti è in dirittura finale: «nei prossimi giorni» saranno presentati alle Camere i primi risultati dell’interlocuzione informale avviata con Bruxelles il 15 ottobre. Poi «ci saranno un Consiglio dei ministri e un Ciae in cui analizzare gli aggiornamenti del piano». Piano sul quale è arrivato il nuovo monito del Commissario Ue Paolo Gentiloni, consegnato ai microfoni del Tg5: «Il Recovery Fund è un’occasione straordinaria per l’Italia, ma non è una finanziaria bis». LEGGI TUTTO

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    Covid, Fontana: 'Lombardia probabile zona gialla da 11/12'

    (ANSA) – ROMA, 03 DIC – Il passaggio della Lombardia a zona gialla “dovrebbe essere automatico se i numeri continueranno così nei prossimi giorni”: così ha detto il presidente della Lombardia Attilio Fontana in un punto stampa aggiungendo che “dovremmo entrare in zona gialla dall’11 dicembre”. Il passaggio dovrà essere ratificato da una ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza.    Una “ingiustificata limitazione”: così il presidente Fontana ha poi definito il divieto di spostamento fra Comuni il giorno di Natale, di Santo Stefano e di Capodanno inserito nel Dpcm approvato nella notte.    Per questo ha spiegato di aver proposto “di creare un percorso privilegiato” magari “utilizzando emendamenti” a qualche provvedimento per eliminarlo. (ANSA).    LEGGI TUTTO

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    Agcom: al via nuove misure per agevolare utenti disabili

    (ANSA) – ROMA, 03 DIC – In occasione della Giornata Internazionale delle persone con disabilità il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni dispone l’avvio di una consultazione pubblica con l’obiettivo di aggiornare l’attuale regolamentazione in materia di agevolazioni per utenti non vedenti e non udenti, disciplinata dalla delibera n. 46/17/CONS. La consultazione, che avrà una durata di 60 giorni, è disponibile da oggi sul sito istituzionale di AgCom. “Con questa iniziativa l’Autorità intende estendere le agevolazioni anche agli utenti invalidi con gravi limitazioni della capacità di deambulazione” ha dichiarato la Commissaria Elisa Giomi, relatrice del provvedimento.    Le agevolazioni prevedono uno sconto del 50% sul prezzo di tutte le offerte voce e dati di rete mobile oltre all’introduzione di specifiche misure in materia di trasparenza e customer care, tra le quali la possibilità per gli utenti disabili di delegare un soggetto terzo per la gestione del contratto e la realizzazione di un canale di assistenza dedicato.    Un’altra importante novità contenuta nella consultazione è l’avvio di un tavolo tecnico finalizzato all’introduzione di servizi di “conversazione globale”, così che tutte le persone che hanno difficoltà nell’esposizione verbale possano essere agevolate nella conversione in tempo reale del testo in parole e viceversa.    “Comunicare è un bisogno essenziale e un diritto individuale inalienabile, perché è alla base della nostra vita di relazione.    Garantire a tutte le categorie di utenti il più ampio accesso agli strumenti della comunicazione mediale su criteri di parità e di equivalenza, oltre a essere un nostro preciso dovere, fa compiere ad AgCom un passo in avanti sulla strada della innovazione e della giustizia sociale” ha concluso la Professoressa Giomi. (ANSA).    LEGGI TUTTO

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    Caos nel M5S, quattro europarlamentari dissidenti lasciano la delegazione di Bruxelles

    Piernicola Pedicini, Rosa D’Amato, Ignazio Corrao ed Eleonora Evi dicono addio ai pentastellati: “Operato del M5S diverge da impegno preso con gli elettori”. Di Battista: “Questa scelta mi dispiace, è un errore”. Intanto dopo la lettera dei deputati e senatori contro la riforma del Mes, secondo Bonafede “non c’è rischio” per il governo

    Clima sempre più teso all’interno del Movimento Cinque Stelle. Quattro europarlamentari hanno lasciato la delegazione del partito a Bruxelles. “La frangia ambientalista del M5S al Parlamento europeo, costituita da Piernicola Pedicini, Rosa D’Amato, Ignazio Corrao ed Eleonora Evi, si separa formalmente dalla delegazione pentastellata presente in Europa per proseguire un percorso politico autonomo”, si legge in una diffusa da Pedicini. L’ennesima spaccatura interna al Movimento, dopo che ieri 16 senatori e 42 deputati hanno inviato una lettera al capo politico Vito Crimi, dichiarandosi contrari alla riforma del Mes.

    Da sinistra Piernicola Pedicini, Rosa D’Amato, Ignazio Corrao ed Eleonora Evi

    “Operato del M5S diverge da impegno preso con elettori”

    Mes, lettera di senatori e deputati M5S contro la riforma

    “Con l’addio al M5S – si legge nella nota di Pedicini – i quattro eurodeputati rinnovano il proprio impegno a favore delle battaglie di cui sono stati portavoce in questi anni, mettendo al primo posto la difesa del pianeta e la tutela della salute dei cittadini. La decisione è stata resa necessaria dall’impossibilità di portare avanti con coerenza la difesa di questi temi, all’interno della delegazione del M5S, il cui operato oggi diverge irrimediabilmente sia dall’impegno preso con gli elettori che dalle aspirazioni originarie del Movimento”.

    Pedicini: “Non mi faccio cacciare, me ne vado”

    Vito Crimi, chi è il reggente del M5s

    Successivamente Pedicini, in un lungo post su Facebook,  ha annunciato di aver ricevuto una nuova notifica di procedura sanzionatoria da parte dei probiviri del M5S. “È ormai evidente, sono una persona scomoda per coloro i quali si sono autoproclamati vertice del M5S. Con questo mio post proverò a toglierlo dall’imbarazzo perché non sono il tipo che si fa cacciare, piuttosto vado via da solo!”.

    Corrao: “Giravolta sul Mes è presa in giro”

    Gualtieri: “Riforma Mes è distinta dal suo utilizzo. Non porrò veto”

    Anche Corrao, con un post su Facebook., ha spiegato che “la giravolta sul Mes” è il “dulcis in fundo” che lo ha convinto ad abbandonare il Movimento. In una lunga lettera di addio, Corrao ha parlato infatti di “presa in giro”. “Dire lo avalliamo ma ‘non lo attiveremo’ è una clamorosa offesa a chiunque possiede un cervello e anche una incredibile violazione del programma elettorale. Il nostro impegno con i cittadini era di fare il massimo per smantellare, liquidare il fondo salva stati e altri strumenti di austerity”.

    Bonafede: “La lettera non mette a rischio il governo”

    Alfonso Bonafede riconfermato alla Giustizia: chi è il Guardasigilli

    Proprio la riforma del Mes è al centro di un’aspra diatriba all’interno del M5S, dopo la lettera inviata a Crimi da 58 fra deputati e senatori pentastellati. Una spaccatura pericolosa all’interno della maggioranza di governo. Anche se Alfonso Bonafede,  ministro della Giustizia e capo delegazione del M5S al governo, esclude che ci siano rischi per l’esecutivo: “Basta leggere la lettera per constatare che non c’è questo rischio. Gli stessi parlamentari che l’hanno scritta precisano che non c’è un problema di maggioranza”.

    Di Battista: “Un errore lasciare il M5S”

    M5s, da Grillo a Di Maio a Crimi: i leader storici del Movimento

    Intanto Alessandro Di Battista ha commentato la decisione dei 4 europarlamentari con un commento al post di commiato di Corrao: “Questa vostra scelta mi dispiace” e “per me è un errore”, ha scritto Di Battista.”Sei una persona per bene – si legge ancora nel commento di Di Battista – e sei un amico e per me l’amicizia così come la riconoscenza è un grande valore. É stato un onore aver fatto battaglie e migliaia di km insieme a te… Ad ogni modo è la tua vita. In bocca al lupo”.

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    Nuovo Dpcm, stasera conferenza stampa di Conte alle 20.15 da Palazzo Chigi

    Il premier illustrerà le misure anti-covid che saranno in vigore dal 4 dicembre. Intanto, il Cdm ha approvato un decreto legge che farà da cornice al nuovo Dpcm e che prevede limitazioni agli spostamenti

    Il nuovo Dpcm

    Conte terrà la conferenza stampa dopo la riunione del Consiglio dei ministri e di un confronto con le regioni. Intanto, il Cdm ha approvato un decreto legge che farà da cornice al nuovo Dpcm di dicembre. Il decreto legge, prevede – fra l’altro – che a Natale e Capodanno si rimanga dentro i confini comunali, e che dal 21 dicembre al 6 gennaio ci sia un blocco degli spostamenti tra tutte le regioni e il divieto di raggiungere le seconde case.

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    Covid: Regioni, il decreto approvato senza averci interpellato

    Malumori per le modalità con cui si è arrivati a varare il decreto legge della scorsa notte: il documento, che comprende rigide restrizioni per gli spostamenti sui territori durante le festività, è stato approvato dal governo senza neppure parlarne con gli enti locali. E’ quanto emergerebbe – a quanto si apprende – dalla Conferenza delle Regioni che si è riunita oggi.
    Secondo la Conferenza il decreto è stato approvato “in assenza di un preventivo confronto tra le Regioni”: un metodo, afferma, che “contrasta con lo spirito di leale collaborazione, sempre perseguito nel corso dell’emergenza, considerato peraltro che la scelta poteva essere anticipata anche nel corso del confronto preventivo svolto solo 48 ore prima”.    Un mancato confronto, dicono ancora i governatori che “non ha consentito di portare all’individuazione delle soluzioni più idonee per contemperare le misure di contenimento del virus e il contesto di relazioni familiari e sociali tipiche del periodo delle festività natalizie”. Quanto ai ristori, la Conferenza sottolinea infine che né nel decreto legge né nel Dpcm “si fa riferimento alcuno a norme sui ristori economici delle attività che subiscono limitazioni e/o chiusure, più volte richieste dalle regioni e dalle province autonome”. 
    Intanto Palazzo Chigi ha reso noto che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte terrà una conferenza stampa alle 20.15 per illustrare il nuovo dpcm     LEGGI TUTTO

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    Dpcm:25 senatori Pd, sì a spostamenti nei paesi

    Venticinque senatori del Pd (sul totale di 35) hanno scritto una lettera al loro capogruppo Andrea Marcucci per chiedergli di “attivarsi con il Governo affinché lo spostamento tra Comuni nelle giornate del 25 e 26 dicembre e 1 gennaio possa avvenire, per consentire a persone che vivono in Comuni medio-piccoli di ricongiungersi per poche ore con familiari che abitano in altri Comuni”. E’ quanto si apprende da fonti parlamentari.    LEGGI TUTTO

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    Bonafede, lettera M5s? non c'è rischio che salti governo

    “La frangia ambientalista del M5S al Parlamento europeo, costituita da Piernicola Pedicini, Rosa D’Amato, Ignazio Corrao ed Eleonora Evi, si separa formalmente dalla delegazione pentastallata presente in Europa per proseguire un percorso politico autonomo”. E’ quanto si legge in una diffusa dall’europarlamentare Piernicola Pedicini. 
    “La giravolta sul Mes” è il “dulcis in fundo” che ha convinto l’europarlamentare 5 Stelle Ignazio Corrao ad abbandonare il Movimento. In una lunga lettera di addio pubblicata sul suo profilo Corrao parla infatti di “presa in giro”. “Dire lo avalliamo ma ‘non lo attiveremo’ è una clamorosa offesa a chiunque possiede un cervello e anche una incredibile violazione del programma elettorale. Il nostro impegno con i cittadini era di fare il massimo per smantellare, liquidare il fondo salva stati e altri strumenti di austerity.
    Nessun rischio per la tenuta del Governo. Parola del ministro della Giustizia e capo delegazione del M5S nell’esecutivo di Conte, Alfonso Buonafede, che a Radio 24 commenta la decisione di 16 senatori e 42 deputati pentastellati di scrivere una lettera ai vertici del movimento contro la riforma del Mes.
    “Basta leggere la lettera per constatare che non c’è questo rischio. Gli stessi parlamentari che l’hanno scritta precisano che non c’è un problema di maggioranza”, assicura il Guardasigilli, che ha anche espresso ‘massimo sostegno’ al premier Conte.  Il gruppo ‘dissidente’, che punterebbe alla fine ad ottenere un impegno formale del governo a non usare il Fondo salva Stati, si muove anche per raccogliere adesioni contro il Decreto Sicurezza.

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