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    Ue, price cap da solo non serve,stock comuni per calo prezzi

    (ANSA) – BRUXELLES, 18 MAG – “Il modo migliore per ridurre i
    prezzi dell’energia è acquistare collettivamente da fonti
    alternative. Il price cap è una misura di emergenza ma non è che
    una misura sola basta a far decrescere i prezzi, bisogna trovare
    le alternative” Lo ha detto il vice presidente della Commissione
    Ue Frans Timmermans presentando il RePowerEu.   
    “Se abbiamo un grosso intralcio nelle forniture riusciremo
    ad intervenire. Non avremo nessuno al freddo in Europa ma ciò
    richiede adattabilità e solidarietà. Talvolta servirà portare il
    gas ad altri Paesi membri se necessario”, ha aggiunto. (ANSA).    LEGGI TUTTO

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    Il Premio Ischia a Lucio Caracciolo e alla carriera a Cremonesi

    (ANSA) – ROMA, 18 MAG – Lucio Caracciolo, fondatore e
    direttore della rivista Limes, è il vincitore del Premio Ischia
    Internazionale di giornalismo. Ad Anna Zafesova, giornalista de
    La Stampa, va il riconoscimento per la carta stampata, a Elena
    Testi, giornalista de La 7, per il giornalismo televisivo, a
    Lorenzo Cremonesi del Corriere della Sera il Premio alla
    carriera, mentre la direttrice di Rai Sport, Alessandra De
    Stefano, vince il premio per il giornalismo sportivo.   
    Lo ha deciso la giuria presieduta da Giulio Anselmi e
    composta da Andrea Abodi, Lucia Annunziata , Luigi Contu,
    Alessandro Barbano, Enzo D’Errico, Giuseppe De Bellis, Giovanni
    Grasso, Lucio Fontana, Carlo Gambalonga, Federico Monga, Mario
    Orfeo, Agnese Pini, Fabio Tamburini e Alessandra Galloni. La
    cerimonia si terrà il 1 e 2 luglio a Casamicciola.   
    Lucio Caracciolo è stato premiato per essersi distinto per
    l’equilibrio dimostrato nel dibattito politico, spesso
    polarizzato, che da due mesi accompagna le varie fasi del
    conflitto in Ucraina. Anna Zafesova ha seguito la vicenda
    ucraina con numerosi articoli, svolgendo un prezioso ruolo di
    coordinamento per il quotidiano torinese con le fonti a Mosca,
    Kiev ed in Italia. Elena Testi si è distinta come esempio della
    intera schiera di free lance che hanno vissuto in prima persona,
    con coraggio e trasparenza, le varie storie della complicata
    fase bellica. Alessandra De Stefano, prima donna alla direzione
    della testata giornalistica Rai Sport, è stata premiata per il
    suo lavoro di inviata al seguito del ciclismo nazionale ed
    internazionale e per la conduzione della fortunata trasmissione
    Il circolo degli anelli durante le Olimpiadi.   
    Il premio alla carriera è stato assegnato a Lorenzo
    Cremonesi, che come inviato di guerra per il Corriere della Sera
    dalla fine degli anni Ottanta ha raccontato in prima persona,
    con coraggio e professionalità, i momenti più delicati in molti
    punti caldi del mondo, Iraq e Afghanistan, Libano e Pakistan, ed
    in queste settimane in Ucraina.   
    Un riconoscimento, infine, verrà dato dalla Fondazione
    Premio Ischia per i 30 anni del Tg5, per il mensile di cinema
    Ciak e per il 130/o anniversario de Il Mattino. (ANSA).    LEGGI TUTTO

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    Conte: “C'è una nuova maggioranza da FdI a Iv, ora tocca a Draghi valutare”

    Il presidente 5 stelle si è presentato davanti ai cronisti dopo l’elezione di Stefania Craxi in commissione Esteri e ha accusato la destra e Italia viva di aver spaccato l’alleanza che tiene in piedi il governo. E rivolgendosi al premier: “La responsabilità della tenuta è sua”

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    “Il voto di oggi certifica che l’attuale maggioranza di governo esiste solo sulla carta, non nella realtà del confronto quotidiano. Registriamo come ormai sia venuto meno anche il più elementare principio di leale collaborazione”. Parla così il leader del movimento 5 stelle Giuseppe Conte dopo il Consiglio nazionale del M5S convocato d’urgenza per il voto al Senato che ha portato Stefania Craxi alla presidenza della Commissione Esteri. “Dopo avere avviato un percorso condiviso, che ha portato alla decadenza della originaria Commissione e alla formazione di una nuova Commissione Esteri, e nonostante la chiarezza di comportamento e il senso delle istituzioni dimostrato dal M5S, si è verificata una gravissima scorrettezza che ha innescato una evidente frattura tra le forze di maggioranza: nel segreto dell’urna se ne è formata una nuova, in modo surrettizio, violando regole e patti. Ne prendiamo atto”. 

    “Qualcuno vuole farci fuori”

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    Ucraina, Draghi: “Tutti al tavolo per la pace”. Le reazioni politiche

    “Non viene confermata al M5S la Presidenza della Commissione non perché non avessimo presentato un candidato di altissimo profilo e di massima garanzia” dichiara l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte “ma per le nostre battaglie politiche volte a prevenire ulteriori e pericolose escalation militari e a pretendere che l’Italia assuma un ruolo più incisivo, in sede internazionale ed europea, nel rilancio di una prospettiva negoziale concreta per risolvere il terribile conflitto in Ucraina” sottolinea il leader del Movimento 5 stelle. “Nei giorni scorsi avevamo ventilato il sospetto che qualcuno ci volesse fuori dalla maggioranza. Oggi ne abbiamo la conferma” aggiunge Conte.

    “C’è una nuova maggioranza”

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    Sondaggi politici, Meloni prima con Fratelli d’Italia. Segue il Pd

    “Oggi registriamo che di fatto si è formata una nuova maggioranza che spazia da Fratelli d’Italia a Italia Viva” ha ribadito Conte, che “si è formata violando patti, regole, perché sapete che avevamo avviato un percorso condiviso. Il M5s, con grande senso di responsabilità e lealtà verso le istituzioni e i cittadini si era predisposto per un cambio alla presidenza della commissione esteri e per lavorare con le altre forze di governo a sostegno di questa maggioranza, sulla carta. Devo prendere atto che in modo opaco e surrettizio le cose sono andate diversamente”. 

    “M5S, Pd e Leu mantengono i patti”

    approfondimento

    Armi all’Ucraina, Draghi e maggioranza in fibrillazione

    “Oggi prendo atto che M5S, Pd e Leu hanno un atteggiamento responsabile di fronte ai cittadini, mantengono i patti. Gli altri no”. Così il leader M5S Giuseppe Conte, al termine del Consiglio nazionale 5 Stelle. “Non è che noi non facciamo parte della maggioranza. C’è stata assolutamente una linearità di comportamento da parte di Pd e Leu. Di fatto, invece, probabilmente sarà stata la riunione di ieri di Arcore, saranno stati i prossimi appuntamenti elettorali che spingono Italia Viva ad assumere queste posizioni, abbracciando ovviamente l’entrata in campo di Fratelli d’Italia, che come sapete è un’opposizione sulla carta ma molto anomala. Adesso stiamo a vedere l’evoluzione di questo quadro” conclude Giuseppe Conte che si rivolge al premier Mario Draghi: “Spetta innanzitutto a lui prenderne atto, e tenere in piedi questa maggioranza”.

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    Politica
    L’aumento della spesa per le armi divide la maggioranza: le posizioni

    Il premier Mario Draghi insiste sulla necessità di incrementare al 2% del Pil i fondi per la difesa, ma è un terreno sempre più scivoloso per la maggioranza. Si dividono M5S e Pd. In caso di ‘voto sull’aumento delle spese militari’ quello dei 5S ‘sarebbe contrario’, ribadisce Conte. Fredda sull’aumento della spesa per le armi anche la Lega

    In Italia – mentre in Ucraina prosegue la guerra russa – si continua a discutere sulla spesa per le armi, un tema che divide anche la maggioranza. Ecco le principali posizioni

    Il premier Mario Draghi, nonostante le fibrillazioni crescenti nella maggioranza, insiste sulla necessità di incrementare al 2% del Pil i fondi per la difesa. L’impegno “è fondamentale per l’integrazione politica, perché la garanzia di una difesa europea è la garanzia che non ci faremo più la guerra”, ha detto ai partiti

    Il presidente del Consiglio ha bacchettato i partiti anche sui tentennamenti nelle prese di distanza dalla Russia di Putin. “La politica oggi deve parlare del presente e del domani e in questo momento l’unica cosa che secondo me può fare una politica che vuole bene al Paese, che vuole la pace, è stare unita” e seguire “la posizione degli alleati”. Quindi ora “nessuna recriminazione”, perché il Paese deve guardare avanti: “I conti si fanno con la coscienza e anche con il proprio elettorato. Ma non ora”

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    Dl riaperture: Senato conferma fiducia con 201 sì e 38 no

     Con 201 voti favorevoli, 38 contrari e nessun astenuto l’aula del Senato ha confermato la fiducia posta sul decreto Riaperture, nel testo approvato dalla Camera il 5 maggio scorso. Dunque via libera definitivo alla conversione in legge, in scadenza il 23 maggio. Presenti in aula 240 senatori, 239 i votanti.    Sono 16 i senatori del M5s risultati assenti al voto di fiducia posto dal governo sul decreto Riaperture, appena approvato in via definitiva dal Senato. E’ quanto emerso dai primi calcoli dalle due ‘chiame’ dei senatori. Tra gli assenti ci sono la capogruppo Mariolina Castellone, la vicepresidente del Senato, Paola Taverna, e l’ex presidente della commissione Esteri, Vito Petrocelli. Assenze dovute probabilmente al fatto che molti stanno partecipando al consiglio nazionale straordinario, voluto dal presidente Giuseppe Conte dopo la ‘perdita’ della presidenza della commissione Esteri, passata da Vito Petrocelli dei 5S a Stefania Craxi di Forza Italia, eletta oggi con 12 voti a favore.
    Dl Ucraina bis – La Camera conferma la fiducia al governo sul decreto legge Ucraina bis con 391 voti a favore, 45 contrari e due astenuti. L’Assemblea ora passa all’esame dei circa 90 ordini del giorno al testo. LEGGI TUTTO

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    In Spagna individuati 8 possibili casi di vaiolo delle scimmie

    Le autorità sanitarie spagnole hanno attivato un’allerta relativa al vaiolo delle scimmie (monkeypox) dopo che sono stati individuati otto casi sospetti a Madrid, attualmente in fase di analisi. Lo riportano i principali media iberici.    Secondo quanto precisa El País, le autorità spagnole hanno attivato la fase di allerta dopo che sono stati segnalati alcuni casi in Portogallo e in Regno Unito. Tutti i casi sinora diagnosticati o sospetti, aggiunge il quotidiano, sarebbero stati riscontrati tra uomini che hanno avuto rapporti sessuali con altri uomini.    Simile alla malattia che colpisce gli esseri umani, il vaiolo delle scimmie non è grave e viene generalmente curato entro poche settimane. I sintomi con cui si manifesta sono soprattutto febbre, mal di testa e dolori muscolari e alla schiena. È possibile che in alcuni casi si presenti anche un’eruzione cutanea.    Le autorità sanitarie spagnole stanno analizzando i casi sospetti per confermarli o scartarli e individuare le possibili catene di trasmissione. (ANSA).    LEGGI TUTTO

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    Ruby ter, pm: “Se la sentenza arriva dopo 8 anni, il sistema ha fallito”

    “Se un processo può arrivare ad una pronuncia di primo grado dopo 8 anni vuol dire che il sistema ha fallito”. Lo ha affermato il procuratore aggiunto di Milano Tiziana Siciliano nella parte iniziale della requisitoria nel processo sul caso Ruby ter a carico di Silvio Berlusconi e altri 28 imputati, tra cui una ventina di ex ospiti delle serate di Arcore e la stessa Karima El Mahroug che sarebbero state ‘stipendiate’ con versamenti e regalie per portare nei processi sul caso Ruby la versione delle “cene eleganti”. Le indagini si chiusero nel 2015. “I fatti sono stati già consegnati alla Storia, indipendentemente dalle nostre valutazioni e da quella delle difese, questo fatto non è già più nostro ma consegnato alla Storia: il presidente del Consiglio in carica usava sistematicamente allietare le proprie serate ospitando a casa propria gruppi di odalische, schiave sessuali a pagamento”.    Lo ha spiegato il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano nella requisitoria del processo milanese sul caso Ruby ter iniziando anche a parlare del “pagamento delle testimoni”, ossia delle cosiddette ‘olgettine’, al centro dell’accusa di corruzione in atti giudiziari.     LEGGI TUTTO

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    Stefania Craxi presidente della Commissione Esteri del Senato

    Stefania Craxi è la nuova presidente della commissione Esteri di palazzo Madama. I voti a suo favore sono stati 12, mentre 9 voti sono andati a Ettore Licheri (M5s) e una persona si è astenuta. 
    L’elezione arriva dopo che tutti i membri si della commissione si erano dimessi in polemica con l’ex presidente, Vito Petrocelli, in quota M5s. Per questo, a seguito dell’elezione di Craxi, il M5s ha convocato un consiglio nazionale straordinario. A quanto si apprende, sarebbe stato indetto dallo stesso Giuseppe Conte per capire le dinamiche che hanno portato il Movimento a perdere la presidenza della commissione.  
    Con l’elezione di Stefania Craxi alla guida della commissione Esteri del Senato, Forza Italia guadagna una presidenza di commissione. È l’unica del gruppo a Palazzo Madama in questa legislatura, che finora è stata la ‘fotografia’ degli equilibri politici emersi dalle elezioni politiche del 2018 che portarono alla nascita del primo governo Conte. A quota una presidenza, anche il gruppo Misto che guida la commissione Ambiente con Vilma Moronese. Le altre presidenze sono 4 del M5s, dopo aver perso quella degli Esteri in mano a Vito Petrocelli; 4 del Pd; 2 della Lega e altrettante di Italia viva. Craxi è stata eletta con 12 voti su 22 e con scrutinio segreto. Ex deputata e approdata al Senato nel 2018, è stata vicepresidente della commissione Esteri fino alla precedente composizione. Sotto il quarto governo Berlusconi è stata nominata sottosegretario agli Esteri, incarico che ha ricoperto dal 2008 al 2011.
    “Non ho mai fatto una questione di incarichi. Sono onorata di questa scelta della commissione Esteri”, ha detto Craxi. “La prima cosa che mi sento di dire è che la politica estera di un grande paese non deve essere un argomento che divide maggioranza e opposizione soprattutto in un momento così delicato della storia del mondo, quindi lavoreremo insieme – ha continuato la nuova presidente della commissione Esteri -. Bisogna immediatamente dare dei segnali chiari: c’è una guerra in corso, bisogna usare la durezza necessaria per condurre a un dialogo, la commissione darà segnali in questo senso”.
    “La politica estera di un grande Paese come l’Italia, per ragioni valoriali e culturali, ancor prima che storiche e geopolitiche – ha proseguito -, non può non avere chiari connotati atlantici, un atlantismo della ragione che non ammette deroghe ma non accetta subalternità. È in questo contesto che dobbiamo avere l’ambizione di essere protagonisti di pace, ricoprendo un ruolo guida sul fronte Sud e nelle acque inquiete del Mediterraneo allargato. La politica estera di un grande Paese non può poi conoscere divisioni e, soprattutto, non dovrebbe essere mai oggetto di scontro. Per questo, pur ringraziando tutti i senatori che hanno espresso fiducia nella mia persona, anche oltre i confini del centrodestra tradizionale, posso assicurare che lo spirito di unità e condivisione caratterizzerà la guida della Commissione esteri”. “Infine – conclude -, voglio rivolgere un ringraziamento particolare al mio Presidente, Anna Maria Berini, a cui ascrivo il merito di questa mia elezione, a Forza Italia, da sempre baluardo dei valori atlantici, nelle persone di Antonio Tajani e di Silvio Berlusconi ed a tutte le forze di centrodestra che ancora una volta dimostrano che sulle grandi questioni di fondo trovano sempre le ragioni della loro unità”.

    Congratulazioni a @stefaniacraxi eletta Presidente della Commissione Affari esteri del Senato. Un ruolo molto importante e delicato, soprattutto in questa fase storica. Persona autorevole e competente saprà svolgere al meglio il suo lavoro. Auguri!
    — Antonio Tajani (@Antonio_Tajani) May 18, 2022

    Subito sono arrivati i complimenti dell’ex presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, che su Twitter ha specificato che si tratta di “un ruolo molto importante e delicato, soprattutto in questa fase storica”, ma anche che Craxi è “persona autorevole e competente saprà svolgere al meglio il suo lavoro”. Da Forza Italia, ha fatto eco a Tajani il senatore Renato Schifani, già presidente del Senato: “Congratulazioni e auguri di buon lavoro a Stefania Craxi, che saprà guidare la Commissione esteri del Senato con la competenza e l’autorevolezza necessarie ad affrontare la complessità del momento internazionale che stiamo vivendo”. “Complimenti a Stefania Craxi” arrivano anche dalla vicepresidente del gruppo Forza Italia al Senato, Licia Ronzulli: “Un incarico prestigioso e, al contempo, molto delicato, tanto più in questo periodo in cui venti di guerra soffiano sulla pace in Europa”. 
    Dalla coalizione di centrodestra, sempre su Twitter arrivano anche gli auguri del leader della Lega Matteo Salvini, eletta “nel nome dell’equilibrio, del buonsenso e della Pace”.

    Buon lavoro Stefania Craxi: felice che sia tu a guidare la Commissione Esteri nel nome dell’equilibrio, del buonsenso e della Pace.
    — Matteo Salvini (@matteosalvinimi) May 18, 2022

    Lapidario, invece, il commento di Pier Ferdinando Casini su Twitter: “La sintesi della riunione della Commissione Esteri di questa mattina è: Stefania Craxi promossa a pieni voti, maggioranza bocciata a pieni voti. Come volevasi dimostrare”. Dello stesso avviso, per il centrosinistra, il senatore del Pd Andrea Marcucci, perché “la sua elezione rimette la commissione Esteri nelle condizioni di tornare a lavorare” anche se “dispiace, come dice il senatore Casini, che la maggioranza non sia stata in grado di trovare un candidato unitario”. 
    Da Italia Viva, il presidente dei senatori Davide Faraone è più critico: “La maggioranza avrebbe dovuto convergere su un nome condiviso, si trattava di un passaggio fondamentale per la compattezza delle forze politiche in una situazione internazionale delicatissima e dopo la vicenda Petrocelli. Si è voluto invece procedere alla conta in modo del tutto irresponsabile, come avevamo paventato nei giorni scorsi. Facciamo gli auguri a Stefania Craxi, figura autorevole, confidando nelle sue prime dichiarazioni riguardo alla ricerca di una maggiore unità in commissione e sul profilo del nostro Paese in politica estera”.

    La sintesi della riunione della Commissione Esteri di questa mattina è: Stefania Craxi promossa a pieni voti, maggioranza bocciata a pieni voti. Come volevasi dimostrare.
    — PierferdinandoCasini (@Pierferdinando) May 18, 2022

    Commenti alla nomina di Craxi arrivano anche dall’opposizione. Secondo il presidente del gruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Luca Ciriani, “l’elezione della senatrice Stefania Craxi alla presidenza della Commissione Esteri è l’ennesima conferma dell’implosione di questa maggioranza di governo, rafforzando così le ragioni che oltre un anno fa ci avevano convinto a rimanere all’opposizione. Una maggioranza sempre più dilaniata che va avanti soltanto per la paura del voto e per garantirsi posizioni di potere. Fratelli d’Italia –  ha continuato Ciriani -, fedele alla linea politica che dall’inizio di questa Legislatura ha indicato Giorgia Meloni, ha votato da opposizione responsabile la senatrice Stefania Craxi considerata l’unica, alla luce delle altre candidature in campo, capace di guidare con competenza, terzietà e senza imbarazzi la Commissione Esteri. Questa elezione, peraltro, conferma che quando il centrodestra è unito è vincente. Obiettivo che per FdI rimane prioritario, come dimostra la scelta fatta oggi nella votazione della Commissione Esteri”. 
    Sempre dall’opposizione, il presidente del gruppo Cal-Alt-Pc-IdV, il senatore Mattia Crucioli ha dichiarato: “Dopo aver tolto la presidenza della commissione esteri a Petrocelli con un pericoloso strappo istituzionale, oggi la maggioranza di governo mette a nudo di essere tenuta insieme solo dalla brama di poltrone. Forza Italia e M5S, dopo aver insieme obbedito agli ordini del Governo di far fuori Petrocelli perché “dissidente”, hanno litigato fino all’ultimo per chi dovesse ottenere il premio del tradimento all’autonomia del Parlamento e ricoprire la presidenza che avevano decapitato e che ora è ulteriormente delegittimata”.  LEGGI TUTTO

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    Election Day, schieramenti e alleanze alla prova delle Comunali

    Il voto del 12 giugno sarà più di un test politico. Con i circa 9 milioni di elettori chiamati alle urne può rappresentare uno spartiacque per le coalizioni anche in vista delle ormai prossime Elezioni Politiche del 2023

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    Coalizioni alla prova del voto. Le prossime Amministrative del 12 giugno potrebbero rappresentare un passaggio chiave per i partiti e, soprattutto, per le alleanze. Il Test è sicuramente significativo. A parlare, del resto, sono i numeri. 

    I numeri e le tensioni tra i leader
    26 Capoluoghi, 4 dei quali di Regione: Catanzaro, Genova, L’Aquila e Palermo, la città più grande, e ben 116 comuni sopra i 15 mila abitanti. In tutto sono quasi 9 milioni gli italiani chiamati alle urne. Per quasi mille (978) comuni pronti a votare. Il valzer delle alleanze però sembra tutt’altro che concluso. Già, perché, complice il doppio turno e le incertezze mostrate fino all’ultimo dalle coalizioni, le scaramucce tra partiti rischiano di andare avanti ancora per molto. Quantomeno fino allo spoglio del primo turno.

    Il Centrodestra e l’asse Pd-M5S
    Facendo una panoramica sugli schemi in campo però quel che appare con una certa evidenza è che il Centrodestra, pur tra mille difficoltà,  è riuscito a ricompattarsi in 21 delle 26 città capoluogo (non così però a Messina, Catanzaro, Parma, Verona e Viterbo). Dall’altro lato non sembra decollare del tutto il Campo Largo (dalla sinistra ai 5Stelle fino ai partiti di centro come Azione e Italia Viva, passando per i Dem) auspicato dal segretario democratico Letta, che però vede rafforzarsi l’intesa con i pentastellati: insieme in 18 dei 26 capoluoghi. Separati a Cuneo, Lucca, Como e Piacenza. Ma uniti in oltre 2/3 dei grandi centri.

    Centro in ordine sparso
    Mentre al Centro, appunto, nessuna uniformità, ognuno per se. E non è tutto. Facendo una retrospettiva a rischiare di più è il Centrodestra: la coalizione controlla infatti 18 su 26 giunte uscenti nei capoluoghi di Provincia interessati dal voto. (3 sindaci sono della Lega, 3 di Fratelli d’Italia, 6 di Forza Italia, 4 indipendenti di Centrodestra, uno di Coraggio Italia e uno di Cambiamo). Il Centrosinistra, invece, guida 5 amministrazioni (3 del Pd e 2 indipendenti di Centrosinistra). Tre comuni infine vengono da giunte sostenute da Liste civiche. 

    Genova e il laboratorio Sicilia
    Da sottolineare c’è il sostegno, a Genova, di Renzi all’uscente Marco Bucci, candidato del Centrodestra. Uno schema simile stava per realizzarsi a Palermo, sfumato però all’ultimo, quando il leader di Italia Viva ha spiegato di non poter sostenere Lagalla se il Centrodestra si fosse presentato unito, Fratelli d’Italia compresi. Ebbene proprio il laboratorio Sicilia merita una menzione a parte. Laddove le elezioni in Comuni importanti come Messina e Palermo si intrecciano con quelle per la presidenza della Regione che si terranno nel prossimo autunno. Sia Pd che 5 Stelle sono in corsa per esprimere il candidato presidente. Dal dem Provenzano, vice segretario ed ex ministro ai pentastellati Dino Giarrusso e Giancarlo Cancelleri, pronti a una sfida interna. Il Movimento sull’Isola è ancora forte e il Pd lo sa, come sa che servirà, per competere col Centrodestra unito, allargare al Centro. 

    Verona e Parma
    C’è poi Verona dove, al sindaco uscente Sboarina (con lui Lega e Fratelli d’Italia), si oppongono il decano Flavio Tosi dopo un quinquennio di pausa politica, sostenuto da Forza Italia, e l’ex calciatore Damiano Tommasi sostenuto dal Centrosinistra. Mentre a Parma da sottolineare, dopo dieci anni, l’assenza del simbolo pentastellato.
    Obiettivo: Politiche 2023
    Insomma i partiti continuano a studiarsi, consapevoli che l’appuntamento elettorale di giugno sebbene circoscritto e territoriale rappresenti di fatto l’ultima importante prova di tenuta delle coalizioni prima delle Politiche del 2023. 

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    Politica
    Referendum 12 giugno, come fare gli scrutatori e qual è il compenso

    Il voto riguarda le consultazioni referendarie sulla giustizia e, in circa mille comuni, l’elezione di sindaco e consiglieri comunali. Ecco tutto quello che occorre sapere sul ruolo degli scrutatori: da come vengono scelti a quanto percepiscono

    Domenica 12 giugno si vota per le consultazioni referendarie sulla giustizia e, in circa mille comuni italiani, anche per eleggere il nuovo sindaco e i consiglieri comunali. Ecco tutto quello che occorre sapere sul ruolo degli scrutatori: da come vengono scelti ai compensi che percepiscono

    In ogni sezione elettorale ci saranno tre scrutatori, se si vota solo per il referendum, mentre ce ne saranno quattro in caso ci siano anche le elezioni amministrative

    Gli scrutatori dovranno garantire la presenza il sabato dalle 16 per le operazioni preliminari, durante la votazione (domenica dalle 7 alle 23) e per le fasi di scrutinio che inizieranno subito dopo

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