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    Scuola, Valditara: “Basta violenza su professori, saranno difesi da Avvocatura Stato”

    Economia
    Scuola, si lavora a un nuovo piano per assumere 70mila docenti

    L’idea del dicastero di Viale Trastevere, come scrive il Sole 24 ore, sarebbe quella di procedere con bandi annuali. L’intento è di modificare il sistema attuale che ha creato diversi problemi. La volontà è emersa nel corso di un incontro tra il ministero dell’Istruzione e del merito e le sigle sindacali
     

    Il governo sarebbe pronto a sbloccare i concorsi nella scuola. L’obiettivo del Pnrr, del resto, è quello di inserire almeno 70mila “nuovi” docenti, aggiornando anche le regole delle selezioni. La volontà è emersa nel corso di un incontro tra il ministero dell’Istruzione e del merito e le sigle sindacali
     

    L’idea del dicastero di Viale Trastevere, come scrive il Sole 24 ore, sarebbe quella di procedere con bandi annuali. L’intento è di modificare il sistema attuale che ha creato diversi problemi

    Lo scorso settembre, nonostante sette diverse procedure per le assunzioni aperte dai governi precedenti, si è riuscito a coprire sì e no un terzo dei posti scoperti LEGGI TUTTO

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    Mattarella a Sanremo, Salvini “La Costituzione non va difesa al Festival”

    Musica
    La prima serata del Festival di Sanremo in 11 momenti da ricordare

    Sono tanti i momenti vissuti ieri sera al Teatro Ariston che hanno fatto emozionare, divertire e riflettere il pubblico in sala e a casa. Ecco gli 11 momenti da ricordare della prima serata del Festival

    Il Festival di Sanremo 2023 si è aperto sulle note dell’inno di Mameli. Dopo un minuto di silenzio in memoria delle vittime del terremoto in Turchia e Siria, Gianni Morandi ha invitato il pubblico dell’Ariston a intonare l’inno di Mameli in onore del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, presente al teatro Ariston e in occasione dei 75 anni della Costituzione. Sul palco, la coppia Amadeus e Morandi cantano emozionati con la mano sul cuore

    Per la prima volta, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella assiste all’apertura del Festival di Sanremo. Di fronte al pubblico dell’Ariston in piedi e ad un lungo applauso, Mattarella ha fatto il suo ingresso in uno dei palchetti laterali del teatro, affiancato dalla figlia Laura

    È Roberto Benigni ad aprire ufficialmente la prima serata del Festival con un lungo monologo in onore della Costituzione Italiana. In un tuffo nel passato a 75 anni fa, l’attore ricorda i padri costituenti, tra i quali figurava lo stesso Bernardo Mattarella, padre di Sergio. Chiude l’intervento ricordando l’articolo 21 e il diritto di non avere paura di esprimere il proprio pensiero liberamente LEGGI TUTTO

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    Tessere, è scontro nel Pd calabrese. Cuperlo accusa: «Iscrizioni raddoppiate in 48 ore»

    I punti chiaveAscolta la versione audio dell’articolo3′ di letturaÈ bagarre nel Pd calabrese, per il quale la strada verso il congresso si fa più sconnessa e accidentata. Gianni Cuperlo, candidato alla segreteria, denuncia il raddoppio in 48 ore delle iscrizioni in provincia di Cosenza, 2000 tesserati in più solo in una notte. E lo stesso si sarebbe verificato a Vibo Valentia e nel reggino. I presidenti delle commissioni provinciali di garanzia (Michele Drosi, Giuseppe Mazzuca e Giuseppe Panetta) rivendicano la regolarità delle operazioni, dichiarando che i sospetti di Cuperlo sono infondati, ovvero «non corrispondono alla realtà dei fatti». Semmai, replicano, «sembrano avere il solo obiettivo di creare allarmismo e avvelenare il clima».Il partito vaglia le iscrizioni«Si sta svolgendo tutto all’insegna della trasparenza», secondo il segretario regionale Nicola Irto, che fa notare come «in Calabria il tesseramento è più basso del 2021», in linea con il dato nazionale. «Tutte le iscrizioni sono al vaglio della commissione nazionale – rassicura Andrea Giorgis, coordinatore della mozione Cuperlo e membro della commissione nazionale del congresso – e non si procederà in alcun modo in caso di accertate irregolarità». Ad esempio, verrà verificato se ci siano più di tre iscrizioni eseguite con lo stesso metodo di pagamento. Il regolamento del tesseramento lo impedisce (art.7).Loading…Il veto a Mario OliverioMentre lievitano gli iscritti, aumentano, però, anche i veti: Mario Oliverio, ex presidente della Regione Calabria, con una lunga storia dentro il Pd, anzi, dal Pci in poi, è al momento fra i grandi esclusi. Per lui niente tessera. La questione, sollevata dalla mozione Cuperlo, è piuttosto intricata. Il partito ne fa un problema di tipo burocratico: nel 2021, Mario Oliverio si presentava alle regionali con una propria lista perché il Pd aveva respinto la sua candidatura. Un caso previsto e sanzionato dell’articolo 4, commi 9 e 10, dello statuto nazionale, che nega il tesseramento a chi in occasione di elezioni amministrative si sia candidato nell’anno in corso e in quello precedente in liste alternative al Pd o comunque non autorizzate dal Pd. Oliverio fa notare che «al tempo non aveva alcune tessera, dal momento che il Pd in Calabria era commissariato e non aveva attivato i tesseramenti». C’è anche da sottolineare che, considerato che siamo nel 2023, sarebbero anche scaduti i termini.Cuperlo e l’esclusione di OliverioIl problema è evidentemente politico e a porselo più che Oliverio è Gianni Cuperlo che in vista del congresso ha chiesto all’ex presidente della Regione di supportarlo sul territorio. Un impegno che Mario Oliverio ha onorato con slancio. «Riconosco a Cuperlo le sue qualità politiche, la sua passione, il suo spessore culturale e per questo ho accettato il suo invito ad aderire alla fase costituente di un nuovo Pd. Nuovo?, viene da chiedermi. Il realtà mi sembra che continuino ad emergere vecchie modalità di chiusura, atteggiamenti ostili e preoccupazioni personalistiche, francamente ingiustificate».Oliverio, «Non serve palleggiarsi le responsabilità»È sempre Giorgis a spiegare come procederà adesso il partito nei confronti di Oliverio: «Visto che Oliverio aderisce a una fase nuova, sul suo ricorso si esprimerà la commissione di garanzia regionale presieduta da Girolamo De Maria, poi quella nazionale guidata da Silvia Velo». Solo un particolare: Oliverio non ha presentato alcun ricorso «e nemmeno intendo farlo – dichiara categorico – I nodi politici devo essere affrontati a viso aperto e non, come stanno facendo, palleggiandosi le responsabilità. Siamo o no alla vigilia di un congresso costituente?». LEGGI TUTTO

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    Alessandra Mussolini rifiuta il passaporto da europarlamentare: “Non è inclusivo”

    Mondo
    Gender gap, 132 anni per ridurre divario: Italia 63esima. IL REPORT

    Secondo i dati del Global Gender Gap Index 2022 del World Economic Forum – che misura il raggiungimento degli obiettivi di parità tra uomini e donne – il nostro Paese ha migliorato il suo punteggio globale di 0,001 rispetto al 2021 e nella classifica è lontano dagli altri maggiori Stati europei. In testa ci sono Islanda, Finlandia e Norvegia. Per chiudere il gap globale sulla partecipazione economica ci vorranno 151 anni

    L’Italia non fa passi avanti sul divario di genere. È quanto emerge dal Global Gender Gap Index 2022 del World Economic Forum, il rapporto che misura il raggiungimento degli obiettivi di parità tra uomini e donne in diversi campi: la partecipazione economica, il livello di istruzione, la salute e la partecipazione politica. Il nostro Paese è al 63° posto su 146 Paesi

    L’Italia è anche piuttosto lontana dagli altri maggiori Paesi europei: a separarci dalla Spagna (17esima), ci sono 46 posizioni, 48 dalla Francia (15esima) e 53 dalla Germania (decima). Rispetto al 2021, l’Italia ha migliorato il suo punteggio globale di 0,001 e nella classifica rimane subito dopo Uganda e Zambia e appena prima della Tanzania

    L’Italia resta “bassa” anche nella classifica regionale europea, insieme a Macedonia del Nord e Bosnia ed Erzegovina LEGGI TUTTO

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    Caso Cospito, minacce di morte a Tajani da anarchici: rafforzata la scorta

    Una lettera con minacce di morte, recapitata alla Farnesina. A riceverla il ministro degli Esteri Antonio Tajani, come segnale dell’escalation degli atti di violenza e intimidazione compiuti dalla galassia anarchica in Italia e nelle sedi diplomatiche all’estero, in nome di Alfredo Cospito, detenuto al 41 bis. Attacchi, fortunatamente finora senza vittime, che hanno fatto scattare un rafforzamento delle misure di sicurezza in tutte le sedi di rappresentanza del mondo, incluso quelle attorno al ministero degli Esteri a Roma. Gli anarchici chiedono la liberazione del torinese 56enne sottoposto al carcere duro, da giorni in sciopero della fame. “Le minacce sono minacce, ma noi andiamo avanti, non è la prima volta”, ha risposto Tajani ai cronisti che gli chiedevano delle minacce ricevute al ministeriale, al termine di un’iniziativa elettorale di Forza Italia che si è svolta ieri a Roma. Sull’eventuale rafforzamento della sorveglianza nei suoi confronti, si è limitato a dire: “Vediamo che succede” e ha concluso con tono ironico: “Sono già ben sorvegliato”. Ieri, dal palco della manifestazione elettorale di Fi a Roma, Tajani ha ribadito:”Il regime del 41 bis deve rimanere, questo deve essere molto chiaro”.  

    Solidarietà da tutte le forze politiche

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    Caso Cospito, Tajani: “41 bis? Stato sotto attacco ma non va cambiato”

    Dopo la lettera minatoria, il vicempremier ha ricevuto una solidarietà bipartisan. “Ennesima grave intimidazione rivolta ad un esponente delle istituzioni”, ha sottolineato il presidente del Senato, Ignazio La Russa. “Individuare i responsabili”, è la richiesta del presidente della Camera Lorenzo Fontana. “Oggi la viltà e la codardia delle minacce hanno colpito Antonio Tajani. A lui, così come a tutti coloro che subiscono minacce, la certezza di avere accanto la “scorta” dell’Italia”, ha scritto su Twitter il vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia, Giorgio Mulè. Solidarietà anche da Azione-Italia Viva: “Un atto odioso e vigliacco”, secondo la capogruppo al Senato Raffaella Paita. LEGGI TUTTO

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    Verso le primarie del Pd, i numeri dei circoli non tornano

    Sono in corso le votazioni sui quattro candidati segretario degli iscritti del Pd nei circoli sparsi sul territorio nazionale. In questi giorni si sono registrati ritardi e numeri contrastanti e così il partito fornirà un report unico serale. In Campania scoppia il caso delle “tessere fantasma”. Si voterà fino a domenica 12, per Lazio e Lombardia la possibilità è estesa fino al 19. Poi il 26 febbraio le primarie con la sfida a due

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    Nella lunga marcia del congresso Pd e della scelta del segretario o la segretaria che sostituirà Enrico Letta, in questi giorni la competizione si gioca tutta nei circoli. Sono gli iscritti al partito – su tutto il territorio nazionale – che stanno votando il loro favorito tra i quattro candidati: Stefano Bonaccini, Elly Schlein, Paola De Micheli e Gianni Cuperlo. Un voto che proseguirà fino a domenica 12 quando si conosceranno i risultati; in Lombardia e in Lazio – concentrate sulle elezioni regionali di domenica e lunedì – si voterà per una settimana in più. I due sfidanti più votati andranno al ballottaggio nei gazebo il 26 febbraio per l’ultima sfida. In queste ore la “battaglia” avviene anche attraverso i numeri dei consensi che i circoli diffondono per valorizzare uno o l’altro dei candidati. E così dalle prossime ore sarà la commissione per il congresso a fornire – a fine giornata – il report di quanti iscritti hanno votato nei circoli e come.

    Nei circoli lo scontro dei numeri

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    Primarie PD, il nuovo sondaggio dopo il confronto TV. Bonaccini al 44%

    I dati ufficiali saranno dunque forniti direttamente dal Nazareno, sede del partito, proprio per evitare tensioni, ritardi e dati contrastanti. Secondo il sindaco di Firenze, Dario Nardella, nella zona del capoluogo toscano sarebbe in testa Bonaccini, da Pisa i sostenitori di Schlein dicono l’opposto e la danno in vantaggio in una serie di città del Nord, da Trieste a Treviso. Complessivamente secondo gli ultimi dati a disposizione il distacco tra Bonaccini e Schlein sarebbe intorno al 13 per cento: Bonaccini intorno al 50 e Schlein al 36.5.

    Il caso delle tessere fantasma

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    Primarie Pd, i programmi dei candidati a confronto

    Ad agitare le acque nella sede del Pd ci si mette anche la questione delle “tessere fantasma” con il caso più clamoroso registrato in Campania, nella zona di Caserta, dove la commissione provinciale del Pd decide proprio a causa delle anomalie di non certificare la platea del tesseramento locale, rinviando il congresso dei circoli a dopo il congresso nazionale. Dai dem locali la denuncia su “iscrizioni di avversari del Pd” e di persone che hanno già tessere di partiti del centrodestra. In questo caos il sindaco di Casal di Principe, Renato Natale, scrive una lettera aperta per chiedere che il Pd non diventi ciò che era la Dc, cioè il “partito delle tessere”. Una situazione che ha portato Francesco Boccia a dimettersi da commissario regionale: supporter di Schlein è stato accusato dai sostenitori di Bonaccini di conflitto di interesse. Irregolarità si riscontrano anche in Sardegna tanto che, sulle 150 adesioni risultate fasulle, Piero Comandini, consigliere regionale e candidato alle primarie dem nell’isola, non ha dubbi: “Se ci sono anomalie – sostiene – dovranno venire cancellate senza tentennamenti”. La lista dei problemi non finisce qui. Il candidato Cuperlo contesta anomalie nel tesseramento in Calabria e contestazioni si registrano anche in Basilicata dove De Micheli ha ottenuto 198 voti contro il voto a testa ottenuto da Bonaccini e Schlein.

    In attesa delle primarie il 26 febbraio

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    Duello su Twitter tra Salvini e Schlein su legalizzazione cannabis

    E dunque la marcia verso le primarie del 26 procede, anche se lentamente, per un partito che al voto politico dello scorso 25 settembre ha ottenuto il 19 per cento circa: rimane il primo partito di opposizione in Parlamento. Una volta chiuse le votazioni degli iscritti anche in Lazio e Lombardia domenica 19 la scelta ricadrà solo su due candidati alla segreteria. Nei gazebo potranno votare non solo i tesserati, ma anche i simpatizzanti. Entro le prossime ore i circoli dovranno fornire la mappa dei gazebo, necessaria per stabilire chi potrà registrarsi al voto online su cui molto aveva battuto la Schlein: un voto digitale non ammesso in generale, ma che sarà possibile nel caso in cui il seggio-gazebo disti più di 20 chilometri dall’abitazione. Alla fine di una mediazione tra le diverse anime – per non dire correnti – del partito è stato stabilito che potranno votare online solo le persone che si registreranno per partecipare alle primarie entro il 12 febbraio e che vivano all’estero, siano studenti o studentesse fuori sede, abbiano disabilità o vivano in zone isolate e lontane dai gazebo. Chi invece, non iscritto al Pd, ma semplicemente simpatizzante potrà votare al gazebo previa registrazione all’albo pubblico degli elettori/elettrici.

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    Politica
    Primarie Pd, la guida: chi può votare, come e quando

    Il 26 febbraio i sostenitori del partito sono chiamati a decidere chi prenderà il posto di Enrico Letta alla guida della segreteria nazionale. Quattro i nomi in corsa: Stefano Bonaccini, Elly Schlein, Gianni Cuperlo e Paola De Micheli. Lo scorso 11 gennaio è stato approvato il regolamento sulle modalità della votazione: ecco cosa è stato stabilito

    Dalle 8 alle 20 del 26 febbraio si voterà per le primarie del Pd. Il partito, dopo i risultati non del tutto soddisfacenti delle legislative dello scorso 25 settembre 2022, è in cerca di una nuova guida. In corsa per sostituire Enrico Letta ci sono quattro esponenti delle diverse anime dem: il governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, la deputata Elly Schlein, l’ex presidente di partito Gianni Cuperlo e l’ex ministra dei Trasporti Paola De Micheli

    Inizialmente il voto era stato previsto per il 19 febbraio. Non è stata però facilissima la strada percorsa dai dem dopo l’esito delle urne. Solo lo scorso 11 gennaio è stato approvato il regolamento che disciplina le modalità di voto per le primarie, peraltro siglato al fotofinish dopo lunghi battibecchi sul nodo delle preferenze espresse online

    CHI PUÒ VOTARE – Non serve per forza essere iscritti al Pd per partecipare alla votazione. È lo stesso regolamento a ricordare che sono ammesse le persone che “dichiarino di riconoscersi nella proposta politica del Partito, di sostenerlo alle elezioni, e accettino di essere registrate nell’Albo pubblico delle elettrici e degli elettori”

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    Insegnamento delle armi a scuola, il progetto Fazzolari è un caso: lui smentisce

    Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio (FdI ) nega quanto riportato dal quotidiano La Stampa. Critiche le opposizioni: secondo Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana l’idea è “singolare e allucinante”. Per Alfonso Maria Gallo di +Europa in questo modo si punta a “insegnare ai nostri giovani ad essere dei pistoleri provetti”. Salvini: “Non mi sembra idea illuminata”

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    Diventa un caso l’articolo pubblicato su La Stampa e riguardante il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, che – secondo quanto scritto dal quotidiano torinese – avrebbe detto queste parole al generale Franco Federici, consigliere militare del presidente del Consiglio: “Dobbiamo fare un tavolo per un progetto di insegnamento del tiro a segno nelle scuole. C’è tutta una rete di associazioni che si possono coinvolgere e mettere in contatto con il mondo delle scuole. Ci sono ragazzi molto appassionati e bravi che lo fanno nel tempo libero. Manca una struttura e un riconoscimento ufficiale”. Sempre secondo quanto riportato dalla testata, Federici avrebbe accolto con favore l’idea e avrebbe proposto di “organizzare un incontro” con i vari soggetti interessati. Mentre piovono critiche dall’opposizione, il sottosegretario nega.

    La smentita
    “L’articolo apparso oggi sul quotidiano La Stampa nel quale si sostiene che io vorrei ‘insegnare a sparare nelle scuole’ è ridicolo e infondato. La chiacchierata tra me e il generale Federici, consigliere militare del Presidente Meloni, che il giornalista di La Stampa crede di aver carpito come uno scoop, verteva su tutt’altro. La necessità di fornire maggiori risorse per l’addestramento di Forze armate e Forze di polizia e oltre a ciò l’ipotesi di prevedere un canale privilegiato di assunzione in questi corpi dello Stato per gli atleti di discipline sportive reputate attinenti, anche se non olimpiche, quali paracadutismo, alpinismo e discipline di tiro. Due misure alle quali lavoreremo al più presto”, ha detto il senatore di Fratelli d’Italia. Fazzolari inoltre intende ricorrere alle vie legali contro il quotidiano. Lo fanno sapere fonti vicine all’esponente di Fratelli d’Italia. La querela, spiegano le stesse fonti, fa riferimento proprio all’articolo pubblicato dal quotidiano di Torino.

    Le opposizioni: “Messaggio grave”
    Il retroscena, pur nettamente smentito, accende comunque le critiche delle opposizioni. Un messaggio “grave”, una “destra dal grilletto facile”. E ancora: “Un clamore di armi” o “ecco le priorità per la scuola della Meloni” fino a chi si chiede “a quando le adunate del sabato”. Il tesoriere di +Europa, Alfonso Maria Gallo, vede l’idea di introdurre come disciplina sportiva scolastica il tiro a segno come qualcosa “per insegnare ai nostri giovani ad essere dei pistoleri provetti. Non ingegneri, non medici, non latinisti, storici o scienziati: pistoleri”. “Con tutto il rispetto per la disciplina sportiva del tiro a segno – si chiede anche la capogruppo dem al Senato Simona Malpezzi -, ma davvero la priorità della destra per l’istruzione è insegnare ai ragazzi ad usare le armi? Valditara chiarisca”. “Avete scambiato il Governo del Paese per un’assemblea del Fuan?”, interviene con un tweet il vicesegretario del Pd Peppe Provenzano preannunciando sul tema un’interrogazione parlamentare. “Ci mancava il sottosegretario alla presidenza del Consiglio che propone di incrementare l’insegnamento del tiro a segno nelle scuole: non c’è che dire, una vera e sentita priorità per le famiglie italiane”, ironizza il capogruppo di Azione-Italia Viva alla Camera, Matteo Richetti, sottolineando che “la vera emergenza è smettere di sparare stupidaggini perché la legislatura è ancora lunga”. “Singolare e allucinante”, per il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, l’idea del numero due di Giorgia Meloni che registra sulla scuola “prima l’umiliazione formativa di Valditara, poi l’alternanza scuola-lavoro alle basi militari, ora questo. Il tutto mentre la spesa militare torna a crescere senza freni”.

    Salvini: “Sparare a scuola non mi sembra idea illuminata”
    Sulla vicenda intanto interviene anche il leader della Lega, Matteo Salvini: “Non mi sembra illuminata come idea”, ha commentato su Radio Capital. “Con tutto l’amore e il sostegno al tiro sportivo, ai poligoni, alla passione, allo sport e al business, io sto lavorando da ministro per portare l’educazione stradale nelle scuole perché 3.000 morti all’anno sulle strade sono troppi. Più che sparare – afferma Salvini -porterei nelle classi l’educazione stradale, lascerei perdere l’educazione al tiro”. 

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    Tecnologia
    Ministri sui social, ecco chi cresce: i dati di gennaio 2023

    Un report dell’agenzia di comunicazione Arcadia ha monitorato, in riferimento al primo mese dell’anno, gli account Facebook, Twitter e Instagram dei membri del governo Meloni. Sono stati analizzati vari aspetti: le percentuali di engagement, post interaction e dei nuovi follower, oltre alle menzioni e l’engagement digitali in lingua italiana

    Il governo Meloni ha superato i suoi 100 giorni ed è stato uno degli argomenti più discussi degli ultimi mesi. Con il nuovo esecutivo i cittadini hanno iniziato a seguire l’operato e le dichiarazioni dei ministri. Un’analisi dell’agenzia di comunicazione Arcadia ha monitorato, in riferimento al mese di gennaio 2023, gli account Facebook, Twitter e Instagram dei ministri registrando le percentuali di engagement, post interaction e dei nuovi follower, oltre alle menzioni e l’engagement digitali in lingua italiana utilizzando come keyword di ascolto “nome e cognome”

    A livello di engagement su Facebook spicca il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, che ha alimentato il dibattito ad esempio in occasione delle sue dichiarazioni su Dante. Dopo di lui il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli e il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida

    Anche a livello di interazioni su Facebook il primo posto spetta a Sangiuliano, seguito però in questo caso dal ministro della Giustizia Carlo Nordio e dal ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità Eugenia Roccella

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    Maternità surrogata vietata anche all’estero: FdI presenta disegno di legge

    “Modifica all’articolo 12 della legge 19 febbraio 2004, n.40, in materia di perseguibilità del reato di surrogazione di maternità commesso all’estero da cittadino italiano”. E’ quanto prevede il disegno di legge presentato da Fratelli d’Italia.
    La scorsa legislatura
    Ad aprile, la Commissione Giustizia della Camera aveva adottato il testo base della legge che propone di perseguire la maternità surrogata come reato universale, anche se commesso all’estero. Come testo base era stato adottato quello di Giorgia Meloni abbinato alla Pdl di Mara Carfagna, FI e Lega. MOvimento 5 stelle e il Pd votarono contro.
    Maternità surrogata già vietata in Italia
    Nella seconda seduta plenaria del nuovo Comitato Nazionale per la Bioetica presieduto dal professor Angelo Luigi Vescovi che ha deciso di aprire un tavolo anche su questo tema. La maternità surrogata in Italia è vietata, la pena per chi viola la legge prevede la reclusione da 3 mesi a 2 anni e la multa da 600 mila fino a un milione di euro. Nel disegno di legge Rauti-Malan si sottolinea che “le pene si applicano anche se il fatto è commesso all’estero”.
    Legale in alcuni Paesi
    I riflettori sono accesi sui Paesi, sia europei sia extraeuropei, come India e Stati Uniti d’America, dove la pratica della maternità surrogata viene considerata legale. Dando luogo in questi anni – si legge nella premessa della ddl – “alla diffusione del cosiddetto turismo procreativo, cioè di quel fenomeno per cui coppie italiane che non possono avere figli si avvalgono della tecnica della surrogazione di maternità in un Paese estero in cui la stessa è consentita”. Secondo i firmatari del ddl, “il ricorso a queste pratiche è in vertiginoso aumento e la maternità surrogata sta diventando un vero e proprio business che, tanto per fare un esempio, in India vale oltre 2 miliardi di dollari l’anno”.
    L’esempio dell’India
    I due senatori di Fdi hanno sottolineato che in particolar modo in India le “volontarie”, reclutate nelle zone più povere, “producono più di millecinquecento bambini all’anno per assecondare la domanda che viene dall’estero, attirata dai prezzi bassi, ‘appena’ 25.000/30.000 dollari rispetto ai 50.000 che si spendono negli Stati Uniti d’America. In India, le volontarie che entrano nel circuito legale delle cliniche per la maternità surrogata  guadagnano tra gli 8.000 e i 9.000 dollari a gestazione, una cifra che corrisponde a dieci anni di lavoro di un operaio non specializzato”. LEGGI TUTTO