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    Cashback, ecco le regole per iscriversi al programma e ricevere i rimborsi sui pagamenti elettronici

    MILANO – Grande attesa per il cashback di Stato sulle spese effettuate con moneta elettronica. Al via (salvo ripensamenti dell’ultima ora) l’8 dicembre, può consentire a un maggiorenne residente in Italia di mettere insieme – nella migliore delle ipotesi – oltre 5 mila euro di rimborsi sui propri acquisti dai prossimi giorni all’estate del 2022. 
    Cos’è il cashback di Stato?
    È il rimborso del 10% delle spese effettuate per gli acquisti presso negozi, bar, grande distribuzione, ristoranti, supermercati o presso gli artigiani e professionisti. La condizione per ottenerlo è che si paghi con carte o app di pagamento. Non ci sono importi minimi di spesa, ma un numero minimo di operazioni da effettuare per poter entrare nel programma. È invece previsto un tetto al rimborso che si può ottenere da ogni singola spesa: sono rimborsabili gli acquisti fino a 150 euro di valore (quindi 15 euro di cashback). Se gli importi pagati fossero superiori, concorrerebbero comunque al cashback fino a 150 euro.

    Guida allo Spid: come ottenere l’identità digitale per accedere ai servizi pubblici
    02 Dicembre 2020

    Perché un rimborso sulle spese?
    Il cashback fa parte delle iniziative del governo per migliorare il posizionamento italiano verso la cashless society, una società che riduce l’uso dei contanti in favore della moneta elettronica (siamo 23esimi in Europa per questa voce, ma la pandemia sta accelerando – come ha certificato la stessa Bce – la transizione verso i pagamenti digitali). Per moneta elettronica s’intende l’insieme di strumenti di pagamento di beni e servizi, da parte dei consumatori finali, digitali e tracciabili quali carte di debito, carte di credito, applicazioni per dispositivi mobili. Alla tracciabilità dei pagamenti, che favorisce (per quanto dibattuta) una riduzione del sommerso, si è unita la volontà di dare ossigeno agli esercenti. Il rimborso di Stato è un incentivo al consumo presso i negozi fisici (l’e-commerce è escluso dal piano) che hanno sofferto i lockdown. Infine, l’obbligo di registrare un numero minimo di transazioni (100 all’anno sono più della nostra media, che secondo PwC era di 77 transazioni a testa nel 2019 contro le 177 europee) mira a rendere la moneta elettronica uno strumento di pagamento quotidiano e non solo dedicato ai ‘grandi’ acquisti. 
    Quali sono i riferimenti normativi?
    Previsto già dalla legge di Bilancio per il 2020, poi congelato con la pandemia, il cashback è stato quindi rifinanziato dal dl Agosto. Il decreto-cardine è arrivato dal Mef il 24 novembre scorso, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Inizialmente prevista per il 1° dicembre, la data di partenza è slittata per evitare sovrapposizioni con la fase più acuta della seconda ondata pandemica: sarebbe stato difficile conciliare, anche dal punto di vista comunicativo, un incentivo allo shopping fisico con l’esplicita richiesta alla popolazione di restare a casa. La data diffusa dal governo per il primo periodo ‘sperimentale’ del piano – e indicata chiaramente anche nel portale dedicato all’Italia Cashless – è quella dell’8 dicembre, con termine il 31 dicembre. Al Mef resta il compito di dare il fischio d’inizio con il provvedimento ufficiale.

    Cashback di Stato, verso l’avvio dall’8 dicembre. Le regole per il rimborso sugli acquisti
    di Raffaele Ricciardi 27 Novembre 2020

    Perché si parla di cashback “di Natale” e cashback “normale”?
    Il programma è previsto a regime dal 1° gennaio 2021. A partire da quella data, il cashback “ragiona” per semestri: ne sono previsti tre, fino al giugno 2022. All’interno di ciascun semestre possono accedere al rimborso gli aderenti al programma che abbiano effettuato almeno 50 transazioni con moneta elettronica (è vietato il frazionamento fittizio dei pagamenti per far figurare più transazioni). Il rimborso è pari al 10% dell’importo di ogni transazione, fino a un valore massimo di 150 euro per transazione. Le transazioni di importo superiore concorrono fino a 150 euro. In ciascun semestre sono rimborsabili spese per un massimo di 1.500 euro. In ciascun semestre, dunque, gli aderenti possono maturare un rimborso da 150 euro. 
    Periodo
    Numero minimo transazioni
    Valore massimo spesa singola ammissibile al cashback
    Valore massimo spese nel periodo 
    Max cashback cumulabile
    8-31 dicembre 2020, “Cashback di Natale”
    10
    150 euro
    1.500 euro
    15 euro a transazione, 150 euro nel periodo
    1 gennaio-30 giugno 2021
    50
    150 euro
    1.500 euro
    15 euro a transazione, 150 euro nel periodo
    1 luglio-31 dicembre 2021
    50
    150 euro
    1.500 euro
    15 euro a transazione, 150 euro nel periodo
    1 gennaio-30 giugno 2022
    50
    150 euro
    1.500 euro
    15 euro a transazione, 150 euro nel periodo
    Fine di ogni semestre, “Supercashback”
    Va ai 100 mila maggiori utilizzatori
     
     
    1.500 euro a semestre 
    Se questa è la versione a regime, dall’8 al 31 dicembre si terrà (salva la conferma della data di avvio da parte del Mef) il cosiddetto cashback di Natale: una versione “sperimentale” della misura per incentivare le compere natalizie. Per questo periodo è previsto un minimo di 10 transazioni per accedere ai rimborsi, sempre con limite massimo di 150 euro a transazione. Il valore complessivo delle spese rimborsabili effettuate a dicembre non può superare i 1.500 euro. Quindi, per il solo shopping di Natale si può puntare a un cashback di 150 euro, come se fosse un intero semestre “normale”. 
    E come funziona il super-Cashback?
    Dal 1° gennaio, con l’operatività a regime del piano, scatterà anche la corsa per aggiudicarsi un super-cashback aggiudicato su base semestrale. Per ciascuno dei tre periodi previsti dal piano è in palio un maxi-rimborso da 1.500 euro. Ne avranno diritto i centomila iscritti al programma che avranno totalizzato il maggior numero di transazioni elettroniche durante il semestre. Non c’è importo minimo di spesa: conta il numero di acquisti pagati con carta e app, per cui un pacchetto di caramelle ha la stessa dignità di un frigorifero. Il decreto del Mef dettaglia che a parità di numero di transazioni effettuate, in classifica verrà data la priorità a chi ha effettuato per primo l’ultima transazione registrata. In pratica, in un gruppo di aderenti con lo stesso numero di pagamenti elettronici verrà premiato chi è arrivato per primo a quella soglia. Al termine di ogni semestre il conteggio si azzera. 
    Chi e come si può registrare?
    Il programma è aperto a tutti i maggiorenni residenti in Italia. I rimborsi si possono cumulare all’interno di uno stesso nucleo familiare, purché siano presenti più maggiorenni.I cittadini si possono registrare attraverso l’App IO, quella dei servizi digitali della Pubblica amministrazione. Il primo passo da fare, però, è richiedere la propria identità digitale Spid (qui il portale) che è offerta da diversi operatori (le Poste, su tutti, per numeri gestiti) gratuitamente. L’attivazione, da qualche settimana, è possibile integralmente online. Attraverso Spid (o, in alternativa, attraverso la Carta di identità elettronica con il Pin che è stato consegnato al rilascio) si può dunque accedere all’App IO. Al suo interno si trova una struttura in tre sezioni: i messaggi della Pa, il portafoglio con i pagamenti verso le amministrazioni e i servizi geolocalizzati su base territoriale o nazionale. Nell’App dovrà apparire la sezione cashback, che al momento non è visibile. Sul portale del governo si fa riferimento a “dopo l’avvio del cashback” come momento buono per abilitare le carte utilizzate per i pagamenti.
    La corsa per il cashback e altri servizi pubblici: boom per Spid, ma l’identità digitale non è ancora matura
    di Alessandro Longo 02 Dicembre 2020

    Su IO si caricheranno infatti gli strumenti di pagamento (uno o più) come carte di credito, carte di debito, Pagobancomat, le cui operazioni verranno segnalate per ricevere il rimborso. Andrà anche indicato l’IBAN del proprio conto corrente.Satispay, la società dei pagamenti via smartphone resa celebre da un recente round di finanziamento da 93 milioni di euro con nomi noti del tech internazionale, consente la registrazione al programma cashback anche dalla propria App. Il decreto, infatti, precisa che l’adesione può avvenire anche attraverso i sistemi messi a disposizione da un “issuer convenzionato”. Anche le banche potrebbero dunque aprire le porte al casbhack attraverso le loro app, ma al momento non risultano iniziative di questo tipo. Il governo aggiunge che da gennaio sarà possibile inserire account Bancomat Pay e a seguire Apple Pay e Google Pay, e anche altre tipologie di carte e app che aderiranno all’iniziativa. Oval Money ha ricordato la possibilità di pagare tramite la carta Visa presente sul conto di pagamento Oval Pay.Solo gli acquisti effettuati dopo la registrazione saranno ammessi al cashback.IL CALCOLATORE del tuo stipendio giusto 
    Come si ottengono i rimborsi?
    I rimborsi vengono accreditati dalla Consap sull’IBAN indicato al momento della registrazione o comunque entro la fine del periodo di riferimento. I rimborsi “normali” e quelli “super” da 1.500 euro a semestre saranno accreditati entro 60 giorni dalla fine del semestre. Il rimborso di Natale arriverà invece a febbraio 2021. A PagoPa è affidato invece lo sviluppo di un help desk, mentre la gestione di eventuali reclami spetta a Consap. 
    Quanti soldi ci sono a disposizione?
    Il decreto indica limiti massimi di spesa di 2,2 milioni per quest’anno (per stipulare le convenzioni Consap e PagoPa), di 1.750 milioni il prossimo e 3.000 nel 2022. Si dettaglia anche l’importo attribuito a ciascun semestre di cashback. In particolare, 1.367 milioni per il primo semestre di cashback normale e 1.347 per i due successivi, con possibilità di travasi delle risorse non utilizzate. Per il cashback sperimentale la dotazione è di 227,9 milioni. In tutti i casi, il decreto chiarisce che qualora le risorse non siano sufficienti per i pagamenti integrali dei rimborsi maturati, questi sono “proporzionalmente ridotti”. 
    Ci sono pagamenti esclusi?
    Il portale del governo detaglia le tipologie di spese per le quali non è previsto il rimborso: gli acquisti effettuati online (es. e-commerce); gli acquisti necessari allo svolgimento di attività imprenditoriali, professionali o artigianali; le operazioni eseguite presso gli sportelli ATM (es. ricariche telefoniche); i bonifici SDD per gli addebiti diretti su conto corrente; le operazioni relative a pagamenti ricorrenti, con addebito su carta o su conto corrente. Ai cittadini, inoltre, ricorda che alcuni esercenti potrebbero non esser dotati dei dispositivi necessari ad accettare app o carte di pagamento per partecipare all’iniziativa: è bene verificarlo prima di ritrovarsi in cassa. LEGGI TUTTO

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    Visco presenta l'hub dell'innovazione di Bankitalia “per superare i ritardi e sviluppare l'economia”

    MILANO – Un centro per l’innovazione tecnologica nel settore bancario e finanziario, il Fintech Milano Hub, per “lavorare assieme all’industria finanziaria e alle altre istituzioni per superare i ritardi e portare un’innovazione non fine a sè stessa, ma che aiuti lo sviluppo della nostra economia”.Così il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, in occasione della presentazione ufficiale del Milano Hub Fintech di via Nazionale. Un progetto, che era già stato annunciato in occasione delle Considerazioni finali del governatore. Al taglio del nastro, rigorosamente virtuale, dell’iniziativa si sono avvicendati in collegamento Alessandra Perrazzelli, Vice Direttrice Generale della Banca d’Italia, Pietro Sella, Founder Fintech District, Roberta Cocco, Assessora a Trasformazione digitale e Servizi civici del Comune di Milano, Giuseppe Sopranzetti, Direttore della sede di Milano della Banca d’Italia, Gino Nicolais, Professore Emerito della Scuola Politecnica dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”.
    “Il Milano Hub è un centro Fintech in cui esercitare un confronto, un collegamento, fra l’industria finanziaria, tecnologica, dell’innovazione e la Banca d’Italia, anche come autorità di controllo”, ha detto il governatore aprendo la presentazione e ricordando quanti siano i ritardi che l’Italia deve colmare su competenze, digitale, ecosistema dell’innovazione. L’Italia ha “un problema di fondo” ed è che “già pre-Covid eravamo un Paese che non riusciva a crescere in un mondo di grandi cambiamenti”, ha rimarcato. “Questa lentezza nella nostra capacità di adeguarci al cambiamento crea gravi problemi anche per gli obiettivi specifici di una banca centrale”, ha sottolineato, citando la stabilità finanziaria, il rischio di credito, l’accumularsi di npl e “i problemi di alcuni intermediari spesso acuiti da comportamenti scorretti”. “Nell’esaminare le cause di questi fenomeni, di questa difficoltà ci siamo spesso soffermati sulle insufficienze nel capitale umano, sui ritardi nell’innovazione tecnologica, che sono gravi a diversi livelli”, ha aggiunto ricordando i suoi recenti interventi su queste tematiche. “C’è un problema di infrastrutture, di connettività, ma anche di competenze e capacità di usare le tecnologie”. E in questo senso il buon uso delle risorse che arriveranno dall’Europa con il Recovery plan “è una sfida straordinaria da cogliere”.
    Le startup italiane crescono, ma il salto di qualità è ancora lontano
    Raffaele Ricciardi ,  Flavio Bini 06 Settembre 2020

    Dal Fintech una promessa di accelerazione. “La sede scelta dalla Banca per il nuovo centro di innovazione è Milano, per l’ampia presenza di intermediari, investitori e ricercatori e la sua grande capacità di dialogare con interlocutori europei e internazionali. Il centro costituirà però ben presto un volano di qualità e un traino per le eccellenze nelle diverse aree del Paese”, le intenzioni dichiarate da parte dell’Istituzione centrale. A chi si rivolge e cosa sarà? “Al mondo dell’iniziativa privata e rappresenta il luogo, fisico e virtuale, nel quale la Banca d’Italia – nel rispetto dei ruoli istituzionali ad essa assegnati – assiste gli operatori, collabora allo sviluppo di progetti e favorisce la verifica della qualità e sicurezza di specifiche innovazioni”, dice una nota.
    Nicastro, Passera, Massiah & Co.: la carica dei banchieri fintech
    di Andrea Greco 16 Novembre 2020

    Il mercato finanziario italiano sta conoscendo una espansione delle nuove tecnologie, applicate al mondo bancario e affine. La pandemia ha dato un impulso a questi servizi: dai prestiti per le imprese erogati in fretta e in remoto, ai pagamenti elettronici tra cittadini e verso le imprese, all’attivazione di polizze assicurative dal proprio smartphone. Anche in Italia si stanno affermando quei trend che altrove sono già radicati.
    L’onda delle startup dei pagamenti, dopo il colosso Nexi e il boom di Satispay
    di Raffaele Ricciardi 30 Novembre 2020

    Secondo una ricerca che l’Osservatorio Fintech & Insurtech della School of Management del Politecnico di Milano ha pubblicato soltanto ieri, durante il lockdown il 51% dei clienti italiani ha interagito con la banca e il 39% con l’assicurazione, ed esprimono soddisfazione, ma chiedono una migliore user experience e nuovi servizi nell’App della banca, ad esempio, la possibilità di pagare le bollette (47% del campione). “I consumatori italiani – spiega lo studio – confermano la fiducia nelle istituzioni tradizionali ma sono sempre più aperti ad attori innovativi”, a cui, il 53% si affiderebbe per piccoli finanziamenti. Tra questi, ci sono produttori di smartphone come Apple e Samsung, startup, siti e-commerce come Amazon e aziende internet come Google e Facebook. In questo scenario “emerge un ecosistema pronto a intercettare le richieste di user experience di qualità, velocità di risposta, trasparenza e sostenibilità”. Nel 2020 sono oltre 300 le startup Fintech & Insurtech italiane e mostrano una notevole capacità di adattamento alla crisi. A livello mondiale, oltre la metà delle 2.541 startup fintech e insurtech censite collabora con imprese non finanziarie, il 32% con realtà del settore finanziario, il 30% con altre startup.
    Passera: “Senza nuove aggregazioni le banche medie rischiano di sparire”
    di Giovanni Pons 28 Novembre 2020

    “L’obiettivo è quello di supportare l’adozione delle tecnologie digitali da parte del mercato finanziario in Italia e di favorirne un utilizzo sicuro per garantire la stabilità finanziaria ed evitare l’adozione di soluzioni azzardate e potenzialmente pericolose”, dice Bankitalia confermando, dunque, un ruolo anche di Vigilanza. “L’Hub mira inoltre a rafforzare la capacità di risposta degli intermediari alle sfide poste dalla digitalizzazione sul piano dei costi e dei servizi resi. I progetti proposti dal settore privato saranno selezionati sulla base di criteri trasparenti e predeterminati e gestiti nel disegno e nello sviluppo, approfondendo il loro potenziale impatto e utilizzo pratico; nel farlo si potrà contare sul contributo di gruppi di esperti indipendenti, sul dialogo con le università e con l’industria finanziaria e non finanziaria”. LEGGI TUTTO

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    Istat più cauto sulla ripresa: riviste al ribasso le stime sul Pil 2020 e 2021

    MILANO – Ci vorrà più tempo del previsto per uscire dalla crisi causata dalla pandemia. L’Istat ha infatti rivisto al ribasso le stime sull’andamento del Pil per l’anno in corso e per il prossimo. In particolare l’istituto vede per quest’anno una calo dell’8,9%, dal -8,3% inizialmente previsto, e per il prossimo un +4%, in calo rispetto al +4,6% della stima precedente.Nella sua nota l’Istat rimarca che la persistenza della pandemia mette a rischio la ripresa economica. Dopo la decisa ripresa dei ritmi produttivi e degli scambi commerciali durante i mesi estivi – si sottolinea – , le nuove misure di contenimento dei contagi, in risalita in quasi tutti i paesi, potrebbero incidere negativamente sulle prospettive economiche internazionali. Il riacutizzarsi della pandemia potrebbe determinare nel quarto trimestre una contrazione del Pil, seppure non paragonabile a quella registrata nella fase acuta della prima crisi sanitaria.
    Sul fronte del mercato del lavoro, nel 2020 il tasso di disoccupazione dovrebbe calare al 9,4%, per poi tornare a crescere nel 2021 (11,0%). L’istituto di statistica spiega che l’evoluzione dell’input di lavoro, misurato in termini di ULA (unità di lavoro), seguirebbe quella del Pil, con un’ampia riduzione nel 2020 (-10,0%) e una ripresa parziale nel 2021 (+3,6%). L’andamento del mercato del lavoro risentirebbe del processo di ricomposizione tra disoccupati e inattivi oltre che della progressiva normalizzazione dei provvedimenti a sostegno dell’occupazione.
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    McKinsey: annus horribilis per la moda, ma la pandemia porta in dote una rivoluzione digitale

    MILANO – Anche la moda è stata messa a dura prova dalla pandemia. Alcuni prodotti più di altri, alcuni paesi più di altri e se il canale online raddoppia le vendite per la chiusura forzata dei negozi, in molti sono convinti che le vetrine del futuro non saranno più la stessa cosa. Secondo McKinsey, e il suo studio sul settore intitolato ” The state of fashion”, nel 2020 ci sarà contrazione delle vendite fra il 15 e il 30%, dove il conto più salata tocca  all’Europa  (colpita anche dal calo del turismo con cali tra il 22 e il 35%), poi agli  Usa  (tra il -17% e il  -32%) e, in misura minore, Cina (il calo atteso è tra il 7 e il 20%). Una crisi in parte mitigata grazie alle vendite online, raddoppiate dal 16 al 29% facendo compiere al settore un salto digitale mai registrato negli anni passati.La crisi comunque porterà una selezione, di marchi, prodotto e aziende. “In seguito al drastico calo dei profitti, la generazione di valore nell’industria della moda si è ulteriormente concentrata tra pochi top player – spiega Emanuele Pedrotti, partner McKinsey responsabile di apparel, fashion & luxury per il mediterraneo -La stima dell’incidenza delle aziende che distruggono valore passata dal 60% del 2019 al 73% nel 2020”.
    Lo studio si basa su interviste esclusive ai più importanti manager del settore, nonché su un sondaggio che ha coinvolto 320 professioni. Per McKinsey le aziende del settore potrebbero riportare quest’anno un calo del 90% dei profitti (dal + 4% del 2019), come conseguenza della riduzione delle vendite, del cambiamento nei comportamenti dei consumatori e delle interruzioni nelle catene di approvvigionamento. A livello di segmenti, quelli del lusso e del lusso accessibile si sono dimostrati lievemente più resilienti, con una contrazione media delle vendite pari al 30% e un calo medio del amrgien lordo di 20 punti percentuali nei trimestri compresi tra febbraio e giugno 2020, rispetto allo stesso periodo del 2019. Anche il mercato globale del beauty sta dimostrando di essere più resiliente di quello del fashion e le vendite dovrebbero tornare ai livelli del 2019 – o persino superarli – già nel 2021.Nonostante l’industria della moda stia attraversando il suo anno peggiore, con quasi tre quarti delle aziende quotate in Borsa che chiuderanno in rosso, McKinsey  evidenzia che oltre il 70% dei manager del settore fashion si aspetta che il proprio business online riporti una crescita pari o superiore al 20% nel 2020  e la spinta al digitale sarà volano di investimenti e innovazione.Se grazie al vaccino la ripresa del 2021 sarà a “V” le vendite del settore fashion mondiale potrebbero raggiungere i livelli del 2019 nel terzo trimestre del 2022. Tuttavia è anche possibile che la ripresa sia tardiva (a “U”) e in tal caso le vendite globali del settore fashion potrebbero tornare ai livelli del 2019 soltanto entro l’ultimo trimestre del 2023. LEGGI TUTTO

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    Borse europee poco mosse, il dollaro ai minimi da metà 2018

    MILANO – Ore 9.30. Ripartenza poco movimentata per le Borse europee con gli investitori ancora divisi tra l’ottimismo per i vaccini e i nuovi stimoli in arrivo per l’economia Usa da un lato, e dalle prese di profitto dopo i rialzi delle ultime settimane e dall’andamento dei contagi dall’altro. Della necessità di sostegni all’economia Usa ha parlato ieri il presidente della Fed Jerome Powell mentre ila speaker della camera Nancy Pelosi e il capogruppo democratico in senato Chuck Schumer, hanno pubblicato un comunicato congiunto in cui hanno affermato che il piano bipartisan da 908 miliardi di dollari presentato martedì dovrebbe essere usato “come base per una trattativa bicamerale immediata”.In Europa Milano sale in avvio dello 0,08%, Londra fa +0,08%, Francoforte cede lo 0,2% e Parigi lo 0,23%. In Asia, seduta cauta per Tokyo, che chiude a +0,03%.
    Ma il vero protagonista di giornata è il dollaro che scivola ai minimi da due anni e mezzo, in un clima di minore rischio percepito dagli investitori, che scelgono così di abbandonare la valuta, considerata tradizionalmente bene rifugio. In mattinata l’euro continua così a salire a 1.2118 dollari, ai massimi da aprile 2018.Stabile invece lo spread  il differenziale è a 115 punti, con il tasso di rendimento del decennale italiano allo 0,619%.In una giornata partita povera di spunti, indicazioni significative potrebbero arrivare dalla pubblicazione degli indici pmi servizi di molti Paesi, compresa l’Italia. E sempre per il nostro Paese ulteriori spunti potrebbero arrivare dalla nota Istat sulle prospettive dell’economia italiana per questo e il prossimo anno.Dopo gli ultimi rinvii è anche il giorno dell’attesa decisione dei Paesi OPec+ sui tagli alla produzione di petrolio. A regime i Paesi produttori avrebbero dovuto ridurre l’attuale taglio dell’offerta a partire da gennaio, ma il massiccio calo della domanda spingerebbe verso un rinvio. In attesa di comunicazioni ufficiali i prezzi  sono sotto pressione, con i contratti sul Wti che cedono mezzo punto percentuale, a 45 dollari al barile, e quelli  sul Brent che arretrano dello 0,41% a 48,05 dollari al barile. LEGGI TUTTO

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    Un brevetto Enea per ricostruire il centro Italia “com’era”

    Ricostruire dopo un terremoto, soprattutto nei piccoli borghi appenninici e montani, può essere una doppia sfida. Perché oltre alle difficoltà legate al territorio, c’è sempre il rischio che il “nuovo” sia meno caratteristico, meno integrato con l’architettura circostante. Un nuovo brevetto di Enea, l’agenzia nazionale che si occupa – tra le altre cose – di nuove tecnologie, potrebbe risolvere questo eterno dilemma tra sicurezza e autenticità, un tema molto caro soprattutto in paesi e cittadine che hanno nel turismo una delle risorse più importanti.La tecnologia, sviluppata insieme all’azienda toscana Tekva, prevede una piattaforma in cemento armato con, all’interno, dei tubi in vetroresina – materiale super resistente – che hanno più funzioni: alleggerire la struttura (risparmiando calcestruzzo senza perdere in sicurezza), facilitare il controllo dei dispositivi antisismici e permettere ai cavi e ai tubi delle utenze energetiche di passare all’interno. 
    Tra la parte del piastrone appoggiata al terreno e quella superiore vengono installati infatti i dispositivi antisismici che proteggono l’edificio in caso di forte terremoto, salvando la vita di chi ci abita. Tra questi dispositivi, i più utilizzati sono dei “cilindroni” in gomma e acciaio (simili a grosse forme di formaggio) molto deformabili in orizzontale e capaci di assorbire le onde sismiche senza che queste si trasmettano in modo violento sull’edificio. Secondo gli studi effettuati da Enea il basamento è così sicuro che permette di costruire i piani superiori usando meno materiali e con tecniche più semplici, evitando di realizzare una serie di “parallelepipedi”, immobili dal punto di vista sismico ma tutti uguali. “Non stiamo sperimentando nulla di nuovo, stiamo piuttosto applicando conoscenze consolidate a un nuovo procedimento costruttivo” spiega Paolo Clemente, dirigente di ricerca Enea e uno degli “inventori” del nuovo brevetto. Il grande vantaggio di questa struttura infatti è che crea una specie di “nuovo suolo” piatto, regolare e antisismico. E su questo ci si può permettere di ricreare quegli edifici irregolari, imperfetti che c’erano prima. Caratteristici e finalmente sicuri. “Con una struttura così nelle fondamenta, anche la scelta dei materiali può essere più libera – continua Clemente – ad esempio si possono usare murature non armate”. Clemente ci tiene a sottolineare come il principio del “com’era” deve limitarsi all’aspetto estetico-architettonico, “non agli standard di sicurezza che devono essere i più all’avanguardia, soprattutto in zone sismiche come quelle colpite dal sisma del 2016”, auspicando che grazie al nuovo brevetto, il vialone di Amatrice – oggi raso al suolo – possa essere ricostruito in modo molto simile al pre-agosto 2016, “ad esempio si potrebbero fare due lunghi piastroni ai due lati opposti della strada e, su questi, costruire replicando quello che c’era prima”. LEGGI TUTTO

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    Superbonus, un volano da 6 miliardi all'anno: ecco perché i costruttori chiedono la proroga

    MILANO – Una misura “centrale” per il Paese, sulla cui proroga nessuno solleva dubbi mentre si ragiona di come farla. Il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, è tornato ad alimentare le speranze per un estensione dell’attuale scadenza (31 dicembre 2021) per usufruire del Superbonus al 110% per gli importanti lavori di efficientamento energetico degli immobili (riscaldamenti, cappotto termico) al cui traino si può intervenire con la maxiagevolazione anche all’interno dei singoli appartamenti.TUTTE LE REGOLE PER SFRUTTARE LO SCONTO: le risposte dell’esperto
    Di una proroga “fondamentale” parla l’Ance, che indica in almeno due anni ulteriori la finestra necessaria per massimizzare l’efficacia dello strumento. D’altra parte, è servito del tempo perché tutti i tasselli regolamentari andassero a posto per permettere l’avvio degli interventi. Ma la situazione pandemica, a cominicare dalla difficoltà di tenere le assemblee condominiali che devono prima valutare l’opportunità dei lavori, poi vagliare i preventivi e quindi passare alla fase operativa, sta rallentando l’avvio di una misura verso la quale ogni parte della filiera mostra interesse. Anche le banche e gli istituti finanziari, che vi hanno dedicato prodotti ad hoc.
    Superbonus 110%: grande interesse di privati, aziende e banche. Ma le assemblee a rilento frenano i lavori nei condomini
    di Antonella Donati 24 Novembre 2020

    Secondo l’Associazione nazionale dei costruttori edili, la spesa aggiuntiva legata al Superbonus si può stimare in 6 miliardi l’anno. “Tale maggior ammontare prodotto nelle costruzioni genererebbe un effetto totale sull’economia di 21 miliardi di euro, ovvero oltre 1 punto percentuale di Pil ogni anno. A ciò si aggiungano anche gli importanti effetti sull’occupazione, con un incremento di circa 64mila posti di lavoro nelle costruzioni. Considerando anche i settori collegati ad esso, l’aumento raggiungerebbe quasi le 100mila unità”, dice l’Ance.Se davvero andasse in porto una estensione biennale, i costruttori raddoppiano la stima della ricaduta positiva fino a 42 miliardi di euro e circa 200.000 posti di lavoro creati. “In termini di maggiori entrate per lo Stato si tratta di circa 7,5 miliardi di euro, derivanti per 1,2 miliardi da Iva, 3,6 miliardi da Irpef, Irap e Ires e 2,7 miliardi da contributi previdenziali, assistenziali e Irpef legati all’occupazione aggiuntiva stimolata dal provvedimento”.
    Superbonus e cessione del credito, le offerte di Poste e banche a confronto
    di Flavio Bini ,  Raffaele Ricciardi 24 Novembre 2020

    Le aspettative delle imprese del settore sono elevate: dopo tre mesi dall’avvio della misura, seppure come detto i decreti attuativi hanno avuto bisogno di tempo per esser firmati, circa il 40% delle imprese dichiara di avere già nel proprio portafoglio ordini interventi legati al Superbonus, grazie ai quali si prevede, per il prossimo anno, una crescita di fatturato di circa il 10%. Sempre dall’indagine, risulta che i meccanismi di cessione del credito e dello sconto in fattura sono i più frequenti per far partire i lavori, in virtù del minor esborso per il contribuente, già fortemente gravato dal difficile contesto legato alla pandemia.Visto che gli interventi devono portare al miglioramento di due classi energetiche dell’edificio, una stima di massima dell’Associazione indica una possibilità di riduzione dei consumi del 45% per edificio. “È una ipotesi prudenziale perché la riduzione dei consumi potrà essere sicuramente più elevata dal momento che la maggior parte degli edifici residenziali è datata (costruita in epoca antecedente alla prima norma sull’efficienza energetica) e localizzata nelle zone più fredde (il 50% del patrimonio immobiliare si trova nelle zone climatiche E e F). Il miglioramento di due classi energetiche in termini monetari avrà un impatto positivo sulle famiglie: sulla base dei dati Istat sulle spese per consumi energetici, si può stimare un risparmio di circa 600 euro annui a famiglia. Per l’economia in generale, il risparmio complessivo potrà raggiungere i 180 milioni”. Da non sottovalutare anche l’effetto-rivalutazione degli appartamenti: su una abitazione da 60 mq posta in un palazzo di oltre trent’anni, con una spesa complessiva tra i 25 e i 35mila euro (ma a impatto zero per le famiglie vista la cessione del credito), la rivalutazione media dell’immobile si attesta al 15%.Considerando, infine, che il Superbonus vale anche per gli interventi che mitigano il rischio sismico, l’Ance spinge per la proroga ricordando che dal 1944 al 2013 in Italia i terremoti hanno provocato danni per circa 188 miliardi di euro (2,7 miliardi l’anno). Solo per il terremoto del Centro Italia la protezione civile ha stimato danni per oltre 23 miliardi di euro. LEGGI TUTTO

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    “Muro di gomma” dell'Inps sul riscato della laurea, come fare?

    Gentile lettore,tale comunicazione non risulta da alcun atto ufficiale. In realtà, il messaggio n. 1982/2020 di Inps, apparso lo scorso 14 maggio, ha dato precise istruzioni sulla opzione al metodo contributivo e sul riscatto agevolato di laurea. Qualche mese fa l’Istituto aveva specificato che “nell’attesa che siano completati gli interventi procedurali necessari a rendere operativi gli effetti della citata circolare, con il presente messaggio si forniscono le prime istruzioni per la presentazione delle domande di riscatto nelle ipotesi di esercizio della facoltà che comporti la liquidazione della pensione esclusivamente con il sistema contributivo”. Pertanto, si ritiene che l’opzione e il riscatto light siano operativi; nel caso di ulteriori risposte esclusivamente interlocutorie si suggerisce di indirizzare una e-mail Pec di sollecito anche alla DC Pensioni Inps, oltre che alla Direzione Regionale e alla direzione della sede territorialmente competente. 

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