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    Quota 102, aumento degli assegni, flessibilità in uscita: domande e risposte sulle pensioni del 2022

    Il nuovo anno della previdenza si è aperto con non poche novità. A partire dal ritorno della rivalutazione degli assegni in base all’aumento dei prezzi, che per il primo trimestre del 2022 significa l’accredito di bonifici incrementati dell’1,6% in attesa del conguaglio di primavera che sconterà a pieno un aumento superiore e fissato al +1,7%. […] LEGGI TUTTO

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    Inflazione, confermato il +3,9% di dicembre. Il 2021 si chiude con prezzi in crescita dell'1,9%, record dal 2012

    MILANO – Confermati i dati preliminari dell’Istat sull’andamento dei prezzi nell’ultimo mese dell’anno passato. A dicembre, infatti, l’inflazione è stata del 3,9% annuo, in crescita dal precedente +3,7%. La variazione mensile è invece cristallizzata al +0,4%.

    Alla luce del dato di dicembre, l’Istituto può chiudere quindi il bilancio sull’intero 2021. Nel suo commento, si legge: “Nel 2021, dopo la flessione del 2020 (-0,2%), i prezzi al consumo tornano a crescere in media d’anno (+1,9%), registrando l’aumento più ampio dal 2012 (+3,0%). La ripresa dell’inflazione nel 2021 è essenzialmente trainata dall’andamento dei prezzi degli Energetici (+14,1%), diminuiti invece dell’8,4% nel 2020. Al netto di questi beni, nel 2021, la crescita dei prezzi al consumo è la stessa registrata nell’anno precedente (+0,7%). L’inflazione acquisita o trascinamento per il 2022 (cioè la crescita media che si avrebbe nell’anno se i prezzi rimanessero stabili fino a dicembre) è pari a +1,8%, diversamente da quanto accaduto per il 2021, quando fu -0,1%”. LEGGI TUTTO

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    Le Borse di oggi, 17 gennaio. La Cina rallenta meno del previsto, ma la Banca centrale inietta liquidità

    MILANO – Ore 9:10. Arriva il preventivato rallentamento della Cina nel quarto periodo dell’anno, ma l’intensità della frenata è inferiore alle attese. Ciononostante, la Banca centrale di Pechino si è subito messa in moto per sostenere mercati ed economia reale, tagliando i tassi d’interesse per la prima volta da oltre due anni per far sì che la parentesi di scarso vigore dovuta alle restrizioni anti-Covid resti il più contenuta possibile. Una decisione che la mette in aperto contrasto con quanto stanno facendo le altre Banche centrali, che con rarissime eccezioni stanno progettando i rialzi dei tassi.

    La Cina rallenta, la Pboc mostra i muscoli

    La Cina registra infatti nel quarto trimestre un Pil in rialzo del 4% annuo (meno del 4,9% di luglio-settembre), oltre il +3,6% atteso dagli analisti, chiudendo l’intero 2021 con un progresso dell’8,1% che è il più alto in un decennio. Lo ha riferito l’Ufficio nazionale di Statistica, secondo cui l’aumento su base congiunturale è dell’1,6%, meglio dello 0,2% dei tre mesi precedenti e dell’1,1% atteso alla vigilia: malgrado la crescita annuale sia migliore delle stime, “l’economia cinese ha di fronte una triplice pressione, tra cui la contrazione della domanda, lo shock dell’offerta e le aspettative più deboli”, ha messo in guardia l’Ufficio. La crescita annua del quarto trimestre è la più lenta dal secondo trimestre (+3,2%) del 2021, nel mezzo dei problemi causati dalla crisi energetica, dalle strozzature della catena dei rifornimenti, dalla stretta sul settore immobiliare e dai focolai di Covid-19, che hanno da ultimo visto apparire ufficialmente anche la temuta variante Omicron. Una variante alla quale le autorità hanno reagito con durezza, decretando chiusure che hanno in parte rallentato le vendite e d’altra parte creato alcune difficoltà, ad esempio in alcuni porti. Infatti tra i dati emersi c’è il fatto che le vendite al dettaglio della Cina sono salite di appena l’1,7% su base annua, facendo decisamente peggio delle attese degli analisti, che erano per una crescita pari a +3,7%. Forte decelerazione rispetto a novembre, quando il dato era salito del 3,9%. Bene invece la produzione industriale che è cresciuta su base annua del 4,3%, più del +3,6% stimato dagli analisti, e in rafforzamento rispetto al +3,8% di novembre.

    Come detto, a questa situazione si è subito attivata la Banca centrale che hatagliato i costi di finanziamento dei suoi prestiti a medio termine per la prima volta da aprile 2020, a dispetto delle aspettative dei mercati: la Pboc ha riferito di aver ridotto il tasso su 700 miliardi di yuan (148,6 miliardi di dollari) di prestiti a medio termine (Mlf) a 1 anno ad alcune istituzioni finanziarie di 10 punti base al 2,85%, dal 2,95% nelle operazioni precedenti. Con 500 miliardi di yuan di prestiti Mlf in scadenza oggi, l’operazione ha portato a 200 miliardi netti le nuove iniezioni di fondi nel sistema bancario. Ha anche abbassato i costi finanziari degli accordi di riacquisto inverso a sette giorni, o pronti contro termine, dello stesso margine al 2,10% dal 2,20%, quando ha offerto altri 100 miliardi di yuan di pronti contro termine inversi al sistema bancari, rispetto ai 10 miliardi di liquidità in scadenza oggi.

    Mercati Ue cauti, focus sul rialzo dei rendimenti obbligazionari

    I mercati europei aprono in cauto rialzo. Milano segna un guadagno dello 0,4% nelle prime battute. In calo Tim dopo il piano di Cdp per il riassetto.

    La Borsa americana resterà chiusa per la giornata dedicata a Martin Luther King, intanto si scalda il fronte dei bond. Come nota Bloomberg, è in atto un rialzo generalizzato dei rendimenti obbligazionari che segue il sell-off di venerdì scorso sui Treasury, scatenato dalla convinzione che la Fed alzerà i tassi già a marzo e potrebbe andare avanti con altre tre strette durante l’anno. Venerdì, il rendimento dei titoli americani a dieci anni è arrivato al massimo da gennaio 2020, oggi i future sono in leggero calo. Apertura stabile per lo spread tra Btp decennali e omologhi Bund tedeschi. Il differenziale si attesta a 138 punti, in linea con la chiusura d venerdì. Il rendimento dei titoli italiani è all’1,349%.

    Wall Street è reduce dalla seconda settimana consecutiva in calo per gli indici, con il Dow che ha perso lo 0,9% e lo S&P500 e il Nasdaq che hanno ceduto entrambi lo 0,3%. Grande attenzione è ora posta sulle trimestrali, dalle quali gli analisti si attendono di capire se le aziende saranno in grado di passare i rialzi dei prezzi ai consumatori per difendere i loro margini.

    In mattinata, la Borsa di Tokyo ha recuperato dai minimi in un mese e terminato la prima seduta della settimana in positivo, trainata dai titoli del comparto tecnologico e il rialzo dai listini azionari Usa. L’indice di riferimento Nikkei avanza dello 0,74%, a quota 28.333,52, con un guadagno di 209 punti. Sul fronte valutario lo yen si indebolisce sul dollaro a 114,40, e a 130,60 sull’euro. Mista la reazione degli altri listini al dato cinese: Shanghai avanza dello 0,54% e Shenzhen dell’1,57%. Negativa invece Hong Kong con l’Hang Seng che scende dello 0,95%.

    Tra le materie prime, i prezzi del petrolio viaggiano in rialzo sui mercati asiatici. Gli investitori commettono che l’offerta rimarrà stretta tra la produzione limitata e la domanda globale invariata a causa dalla variante del coronavirus Omicron. I future sul greggio Wti avanzano dello 0,44% a 84,19 dollari al barile mentre quelli sul Brent salgono dello 0,20% a 86,23 dollari al barile. LEGGI TUTTO

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    Generali, dopo Caltagirone si dimette anche il consigliere Bardin. Galateri: “Rammarico”

    MILANO – Continuano i movimenti ai piani alti delle Generali, dove l’asse Caltagirone-Del Vecchio sta organizzando le mosse per sfidare il blocco Mediobanca in vista del rinnovo dei vertici della compagnia nell’assemblea di primavera. Dopo le dimissioni dal ruolo di vicepresidente da parte di Caltagirone, che con l’imprenditore degli occhiali ha costituito un patto ostile […] LEGGI TUTTO

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    Le Maire: “Sul debito cambieremo le regole per sostenere la crescita”

    PARIGI – “La regola del debito pubblico è obsoleta” dice Bruno Le Maire a qualche ora dal prossimo Ecofin, in cui la Francia avrà un ruolo di indirizzo in virtù della presidenza di turno del Consiglio Ue. Dopo il testo congiunto firmato da Emmanuel Macron e Mario Draghi pubblicato sul Financial Times, entra nel vivo la discussione intorno al futuro del Patto di Stabilità. “Ci sono varie proposte sul tavolo, prendiamoci il tempo di esaminarle tutte” sottolinea il ministro dell’Economia parlando a un gruppo di giornali europei, tra cui Repubblica.

    Le Maire, 52 anni, è uno degli uomini più in vista del governo francese non solo per il ruolo che ricopre ma per l’esperienza e l’autorevolezza mancata ad altri politici lanciati nei primi cinque anni di macronismo. Lo scrittore Michel Houellebecq ne ha fatto uno dei protagonisti (con l’alias Bruno Juge) del suo nuovo romanzo “Annientare”, presentandolo come “il più grande ministro dell’Economia dai tempi di Colbert” e immaginando che la Francia del 2027 sia tornata a essere la quinta potenza mondiale, risanata nei conti e con una nuova forza industriale. L’ottimismo della volontà è sicuramente un tratto distintivo di Le Maire. “Siamo uscendo dalla crisi economica e noi europei dovremmo essere orgogliosi di come l’abbiamo affrontata insieme”.

    La pioggia di soldi pubblici iniettati nell’economia deve finire?

    “Il modo in cui abbiamo gestito la precedente crisi finanziaria ha prodotto meno crescita, più debito pubblico e più disoccupazione. È stato un fallimento ma abbiamo imparato la lezione. E questo dimostra che l’Europa è diventata una potenza politica. Ora dobbiamo porre fine al “whatever it takes” e avere un approccio su misura per sostenere gli ultimi settori ancora in sofferenza”.

    Il blocco dei “frugali” esiste ancora, o siamo entrati in una nuova epoca?

    “La questione della frugalità o non frugalità è un dibattito superato. Non dobbiamo chiederci se “spendere di più o di meno”, ma trovare il giusto equilibrio tra gli investimenti necessari per affrontare le sfide del ventunesimo secolo, come già fanno la Cina e gli Stati Uniti, e la necessità di tornare a finanze pubbliche sane. Anche nel programma del nuovo governo olandese viene resa chiara la necessità di investire di più”.

    Quali nuove regole per la governance economica?

    “Nella definizione di Patto di Stabilità e di Crescita vorrei insistere sulle parole. Comincerei da Patto: non c’è unione monetaria senza regole comuni. La seconda parola, dal mio punto di vista, non è stabilità ma crescita. Non possiamo accontentarci dei livelli di crescita che avevamo prima della crisi. Perché gli Stati Uniti dovrebbero avere un tasso di crescita medio del 2,5%, mentre l’Europa sarebbe condannata a ridursi all’1,2%? Secondo me la risposta è semplice: innovazione, innovazione e ancora innovazione. Infine, la terza parola è stabilità: abbiamo bisogno di regole sul deficit pubblico a cui tutti gli stati membri devono attenersi”.

    Significa che il Patto di Stabilità è ormai obsoleto ?

    “Il Patto nel suo insieme no, ma la regola del debito pubblico è obsoleta. Prima della crisi c’era un divario di quasi 40 punti di Pil tra stati più e meno indebitati dell’eurozona. Oggi alcuni hanno raggiunto un livello di debito pubblico del 168%, mentre altri sono rimasti intorno al 60-65%. Ciò significa che c’è un divario del 100%. Le regole devono essere basate sulla realtà, non sui sogni”.

    Una riforma “ibrida” per le regole Ue sui bilanci: piani pluriennali per i Paesi, via il debito pandemico

    a cura di

    Osservatorio Conti Pubblici Italiani

    12 Gennaio 2022

    Cosa chiede la Francia?

    “Ci sono diverse proposte sul tavolo, per esempio calendari e obiettivi differenziati, come ha suggerito il commissario Paolo Gentiloni. Altri sottolineano il concetto di “ownership”: dovrebbe spettare agli Stati membri definire le tappe e i cambiamenti necessari nelle loro politiche economiche per tornare a finanze sane. Penso che sia un approccio interessante”.

    Emmanuel Macron e Mario Draghi hanno aperto il dibattito con un testo comune. Come hanno risposto Germania e Paesi Bassi?

    “La sospensione del Patto è attiva fino a fine 2022. C’è tempo per avere una discussione molto pragmatica con una priorità: assicurare un alto livello di crescita dopo la crisi”.

    Otmar Issing: “La stabilità dell’euro si protegge solo con regole comuni credibili”

    di

    Eugenio Occorsio

    10 Gennaio 2022

    La Francia si batte per inserire l’energia nucleare nel testo della Commissione sulla tassonomia, ma ci sono proteste in altri paesi, a cominciare dalla Germania.

    “Spetta ad ogni Stato membro definire il suo mix energetico. Alcuni puntano su energie rinnovabili e nucleare, è il caso della Francia. Altri hanno deciso di abbandonare il nucleare e puntare sul gas e rinnovabili. Spero che l’atto della Commissione sia adottato il prima possibile”.

    Parlerete del caro-energia all’Ecofin?

    “Certo, i prezzi dell’energia spiegano più della metà dell’inflazione nell’eurozona, minano la competitività delle imprese e limitano il potere d’acquisto dei consumatori”.

    Ci sono manovre geopolitiche dietro ai rincari, in particolare della Russia?

    “Putin può fare i suoi giochi con l’Europa perché dipendiamo troppo dal gas che fornisce la Russia. Se vogliamo essere più indipendenti, dobbiamo investire nella nostra produzione di energia a bassa emissione di Co2”.

    Tra Angela Merkel e Olaf Scholz chi è più europeista?

    “Sono due grandi leader europei. E’ un’opportunità avere nei più grandi paesi europei dei leader convinti della necessità di rafforzare l’indipendenza dell’Europa, di investire di più nell’innovazione e nelle nuove tecnologie”.

    L’eventuale uscita di Mario Draghi dal governo è motivo di preoccupazione?

    “Mario è un amico, ho lavorato molto bene con lui quando era presidente della Bce. Ha giocato un ruolo decisivo nella ripresa dell’economia italiana, prendendo le decisioni giuste per il popolo italiano. Ma spetta al popolo italiano decidere il futuro di Mario Draghi. Ho visto che si è definito come un “nonno”. Direi che è un grande nonno europeo”. LEGGI TUTTO

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    Pensioni, come cambia l'assegno passando dall'invalidità alla vecchiaia?

    Gentile lettore, le prestazioni economiche assistenziali erogate per gli invalidi civili e per i sordomuti titolari di pensione non reversibile, sono trasformate automaticamente in assegno sociale al compimento dell’età anagrafica determinata per legge, ai sensi dell’articolo 19 legge n. 118/1971. Prima della Riforma Fornero, il requisito anagrafico che determinava la trasformazione della prestazione in assegno […] LEGGI TUTTO

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    Superbonus, in caso di edificio vincolato quanto tempo per i lavori trainati?

    Come prevede l’ultimo periodo del comma 2 dell’articolo 119 del decreto Rilancio qualora l’edificio sia sottoposto ad almeno uno dei vincoli previsti dal  Codice dei beni culturali, o gli interventi di coibentazione siano vietati da regolamenti edilizi, urbanistici e ambientali, la detrazione si applica a tutti gli interventi trainati anche se non eseguiti congiuntamente ad […] LEGGI TUTTO