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    Fincantieri, aumento ok sottoscrizioni al 99,2%

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    Sfiora l’en plein la ricapitalizzazione da 400 milioni di euro di Fincantieri. Durante il periodo di offerta in opzione delle azioni di nuova emissione, iniziato il 24 giugno e conclusosi ieri, sono stati esercitati 167.996.020 diritti di opzione per la sottoscrizione di 151.196.418 nuove azioni, pari a circa il 99,2% del totale delle nuove azioni offerte, per un controvalore complessivo pari a 396,13 milioni di euro. Contestualmente, sono stati assegnati gratuitamente 151.196.418 warrant Fincantieri 2024-2026.La ricapitalizzazione, volta a finanziare l’acquisizione della linea di business Underwater Armament Systems (UAS), ha visto l’adesione pro quota dell’azionista di maggioranza Cdp Equity, così come previsto dagli impegni di sottoscrizione della quota di sua spettanza assunti lo scorso 9 maggio. Nel dettaglio Cdp Equity ha sottoscritto 109.094.724 nuove azioni per un controvalore complessivo pari a 285,83 milioni.I diritti di opzione non esercitati, pari a circa lo 0,8% del totale delle nuove azioni offerte (circa 3,2 milioni di euro), saranno offerti in Borsa da Fincantieri nelle sedute del 15 e 16 luglio 2024, salvo chiusura anticipata dell’offerta in caso di vendita integrale dei diritti inoptati. Mediobanca coordinerà l’offerta in Borsa dei diritti inoptati che attribuiscono il diritto alla sottoscrizione delle nuove azioni, al prezzo di 2,62 euro per nuova azione, nel rapporto di 9 nuove azioni ogni 10 diritti inoptati acquistati. L’aumento di capitale vede le banche Bnp Paribas, Intesa Sanpaolo, Jefferies, J.P. Morgan e Mediobanca, in qualità di joint global coordinator, impegnate a sottoscrivere le nuove azioni eventualmente rimaste inoptate al termine dell’offerta in Borsa. LEGGI TUTTO

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    La festa della Fiat non placa i malumori

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    Fiat compie 125 anni e, a differenza delle celebrazioni per la centesima candelina, l’11 luglio 1999, ora fa parte di un grande gruppo globale: Stellantis. Gianni Agnelli, quel giorno di 25 anni fa, ricordò come «la Fiat è Torino, e Torino è la Fiat».Ieri, sulla pista del Lingotto, dove tutto è nato, il nipote dell’Avvocato e attuale presidente, John Elkann, ha sottolineato come «Fiat è il primo marchio di Stellantis, che sono orgoglioso di aver contribuito a creare tre anni fa». «L’attenzione verso il territorio non è mai mancata – ha aggiunto – una tradizione che andrà avanti sempre, perché fa parte della nostra identità». «Fiat adesso è globale, ma testa e cuore sono sempre qui a Torino», ha puntualizzato Olivier François, ad di Fiat e Abarth.In via Nizza si festeggia, presenti anche la vicepresidente del Senato, Licia Ronzulli, e il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso; a meno di 4 chilometri, invece, c’è il polo storico di Mirafiori in forte sofferenza: oltre il 60% di produzione in meno nel primo semestre dell’anno e tanta cassa integrazione. L’ad di Stellantis, Carlos Tavares, cerca di infondere ottimismo. «Torino è il cuore pulsante di Stellantis e di questo Paese – afferma, rivolto al ministro Urso -. Il progetto per Mirafiori rappresenta un impegno sull’Italia e per l’Italia: la volontà di continuare a investire qui». LEGGI TUTTO

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    Unicredit si oppone alla Bce ma il governo non condivide

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    Il governo Meloni ha fatto sapere informalmente di non essere coinvolto in alcun modo nella richiesta di chiarimenti presentata da Unicredit alla Corte di Giustizia Ue riguardo i termini fissati dalla Bce per l’uscita dalla Russia. Lo scorso primo luglio, infatti, l’istituto guidato da Andrea Orcel ha presentato un ricorso per avere chiarezza sugli «obblighi stabiliti dalla Banca centrale europea sulla ulteriore riduzione dei rischi associati alle attività in Russia».Da due anni gli istituti europei sono pressati da Francoforte per ridurre gli attivi nel Paese guidato da Vladimir Putin, proprio per dare un segnale di ostilità nei confronti dell’invasore dell’Ucraina. Unicredit, tuttavia, con 56 filiali alla fine del 2023 e un personale a tempo pieno di circa 3.150 persone, ha eseguito un progressivo derisking senza abbandonare sic et simpliciter Mosca e dintorni.Alla metà di giugno la Bce ha scritto a tutti gli istituti europei ancora operanti in Russia affinché accelerassero l’uscita. Piazza Gae Aulenti, dal canto suo, ha reso noto di aver ridotto del 91% (5,6 miliardi) l’esposizione transfrontaliera e, come ha detto Orcel, «in 15-18 mesi l’esposizione sarà azzerata». Di qui la decisione di rivolgersi alla Corte di Giustizia Ue per avere una timeline certa che eviti il rischio di pesanti sanzioni (il management locale, inoltre, potrebbe rischiare penalmente; ndr) che potrebbero avere effetti sul conto economico.Il governo, tuttavia, non può in nessun modo prendere posizione a favore dell’istituto italiano. In primo luogo, perché in una fase delicata come quella attuale (con una Commissione Ue ancora tutta da decidere), si schiererebbe contro una delle principali istituzioni comunitarie come la Bce. In seconda istanza, smentirebbe l’attività di moral suasion del governatore Panetta che, anche pubblicamente, ha sollecitato le banche italiane presenti in Russia a smobilitare (Intesa ha incontrato ostacoli burocratici ma ha organizzato un management buyout della sua filiale; ndr). Ultima ma non meno importante, c’è anche una questione «politica» da non sottovalutare: Palazzo Chigi è ancora «scottato» dalla sostanziale inazione di Unicredit nei confronti di Mps la cui privatizzazione a tranche procede bene, ma che con un acquirente esterno sarebbe già cosa fatta. LEGGI TUTTO

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    Inflazione Usa in calo al 3%. Più ottimismo sul fronte tassi

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    Nuovi segnali di raffreddamento dell’inflazione statunitense. A giugno l’indice dei prezzi al consumo è sceso dello 0,1% rispetto al mese precedente – primo calo mensile dal lontano maggio 2020 – mentre la variazione annua è di +3% dal 3,3% precedente. Le attese di consensus erano di un +3,1% annuo. Allo stesso tempo, anche l’inflazione core, che esclude le componenti volatili di prodotti alimentari ed energia, ha subito un rallentamento, scendendo al 3,3% dal 3,4% di maggio. LEGGI TUTTO

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    Spese veterinarie: ecco quelle che si possono detrarre

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    I punti chiave

    Buone notizie per chi ha un amico a quattro zampe. Anche nel 2024, è possibile detrarre le spese sostenute nel 2023 per le cure degli animali domestici e per quelli impiegati in attività sportive. Tuttavia, non sono detraibili le spese relative agli animali utilizzati in ambito agricolo o commerciale, né per quelli allevati a fini riproduttivi o alimentari. Ecco tutto ciò che c’è da sapere.Le spese detrabili e l’importoÈ possibile includere nella dichiarazione dei redditi i pagamenti effettuati per le prestazioni fornite dai veterinari, l’acquisto di medicinali, le analisi di laboratorio e gli interventi eseguiti presso cliniche veterinarie, e l’acquisto di farmaci senza obbligo di prescrizione medica effettuato online presso farmacie e negozi autorizzati. Le spese veterinarie detraibili nel modello 730/2024 hanno un importo massimo di 550 euro, rimborsato al 19% con una franchigia di 129,11 euro. La detrazione piena è concessa solo a chi ha un reddito fino a 120mila euro. Per chi supera questo limite l’importo detraibile diminuisce progressivamente fino ad azzerarsi per redditi di 240mila euro.Cosa non rientra e la prova dei pagamentiNon rientrano nelle spese detraibili quelle sostenute per acquistare mangimi speciali per animali di compagnia anche nel caso in cui siano prescritti dal veterinario. Inoltre non sono incluse neanche le uscite per gli animali allevati a scopo alimentare o riproduttivo oppure impiegati in agricoltura. È poi necessario provare i pagamenti effettuati e quindi devono essere sostenuti con carta di debito o credito, bollettino postale/MAV/PagoPA ed estratto conto. Dev’essere poi allegata la corrispondente ricevuta di versamento.A cosa sono tenuti i veterinariAnche i veterinari fanno la loro parte, infatti secondo la normativa devono comunicare al sistema TS i dati che riguardano le spese veterinarie sostenute dalle persone fisiche nell’anno precedente, ammesse al beneficio della detrazione fiscale. La dichiarazione precompilata dell’Agenzia delle Entrate include anche le spese per l’acquisto di farmaci veterinari e quelle relative alle prestazioni veterinarie comunicate dagli iscritti agli albi professionali dei veterinari. LEGGI TUTTO

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    L’assegno di inclusione a 1,7 milioni di italiani. Le condizioni per richiederlo

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    Sono circa 1,7 milioni gli italiani che hanno ottenuto l’assegno di inclusione (ADI) attraverso l’accoglimento di quasi 700mila domande che fanno riferimento ad altrettanti nuclei familiari. L’importo medio erogato è stato diÈ il dato comunicato al 30 giugno dall’Osservatorio Inps.L’ADI è la misura di contrasto alla povertà, alla fragilità e all’esclusione sociale delle fasce deboli attraverso percorsi di inserimento sociale, nonché di formazione, di lavoro e di politica attiva del lavoro, istituita a decorrere dal 1° gennaio 2024. L’ADI ha sostituito il Reddito di cittadinanza (RDC), dopo anni di polemiche e di persino troppo generose elargizioni: solo poche settimane fa si è appreso che il 50% dei RDC erogati non hanno mai avuto un controllo di congruità.L’ADI è riconosciuto, a richiesta di uno dei componenti del nucleo familiare, a garanzia delle necessità di inclusione dei nuclei familiari con componenti con disabilità, nonché dei componenti minorenni o con almeno sessant’anni di età, ovvero dei componenti in condizione di svantaggio e inseriti in programmi di cura e assistenza dei servizi socio-sanitari territoriali certificati dalla pubblica amministrazione.L’ADI spetta solo ai nuclei familiari che hanno al loro interno almeno un disabile, un minore o un anziano con più di 60 anni. Il beneficio aumenta se in famiglia sono presenti over 67 nonché altri familiari disabili gravi.REQUISITII richiedenti l’ADI devono possedere, per tutta la durata del beneficio, i seguenti requisiti.Il richiedente deve essere, alternativamente:cittadino italiano o suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente;cittadino di altro Paese dell’Unione europea o suo familiare che sia titolare del soggiorno o del diritto di soggiorno permanente;cittadino di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;titolare dello status di protezione internazionale di cui al decreto legislativo 19 novembre 2007, n. 251 o dello status di apolide.Il richiedente, al momento della presentazione della domanda, deve essere residente in Italia da almeno cinque anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo. LEGGI TUTTO

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    Iliad, la parola alle autorità di vigilanza

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    In relazione all’articolo pubblicato ieri sul Giornale dal titolo «L’ambigua strategia di Iliad che ha spento le tlc italiane» a firma di Osvaldo De Paolini, precisiamo quanto segue:- Iliad è in Italia da sei anni, ha investito oltre 4 miliardi e mezzo di euro, costruito una nuova rete mobile di ultima generazione, generato un impatto positivo sulla produzione nazionale di oltre dieci miliardi, creato direttamente e indirettamente decine di migliaia di posti di lavoro;- i ricavi del settore in Italia sono in calo da molti anni prima del nostro arrivo. Puntare il dito contro Iliad e il nostro lancio commerciale come causa della crisi, è sminuente nei confronti di tutto il settore;- se vogliamo rilanciare il settore, dobbiamo capirne seriamente i problemi, nell’interesse dello stato di salute della nostra industry, senza timore di confrontarci con la ricerca e con i dati, con trasparenza. Le offerte riservate fanno male a tutto il settore. Lo dice Antitrust. Lo ha detto Mediobanca, lo ha detto Intermonte. Lo dice il fatto che non si fanno in alcun altro Paese d’Europa;- Iliad continuerà ad investire nelle reti, nelle tecnologie, nella costruzione di un legame di fiducia con la nostra comunità di utenti. E, nel solco delle attività iniziate nel 2022 con la Luiss, continuerà a sostenere ogni tipo di studio e di ricerche che possa fare chiarezza sulle dinamiche che distruggono valore.Benedetto LeviAmministratore delegato Iliad Italia*** LEGGI TUTTO