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    Le Borse di oggi, 27 novembre. Europa in miglioramento, tassi ai minimi nell'asta Btp

    MILANO – Le Borse europee chiudono in rialzo una seduta, l’ultima settimanale, partita all’insegna della debolezza. Si conferma così la prospettiva di un novembre da record, con le azioni globali in crescita del 13% grazie agli annunci sui vaccini e all’affermazione di Biden negli Usa.Milano segna un rialzo dello 0,68% a fine giornata, con un +2,6% circa nella settimana, Parigi dello 0,56%, Francoforte dello 0,37%, e Madrid dell’1,06%, nonostante lo scivolone di banco Sabadell, affossata dallo stop alle trattative per la fusione con Bbva.
    Anche Wall Street consolida il trend positivo dopo un avvio al ralenti, col Dow Jones che torna momentaneamente sopra 30 mila punti: alla chiusura dei mercati europei, il Dow sale dello 0,1%, lo S&P500 dello 0,3% e il Nasdaq fa meglio aggiungendo l’1 per cento.Gli investitori ribaltano dunque l’iniziale preoccupazione per l’andamento della pandemia che ha portato, tra gli ultimi dati negativi, a un nuovo incremento delle richieste dei sussidi di disoccupazione negli Usa registrato mercoledì, il primo da luglio. Clima diverso in Asia dove la pubblicazione dei profitti industriali, in crescita per la prima volta da gennaio rispetto all’anno precedente (+0,7%), ha dato fiducia a tutti i listini, con Tokyo che ha chiuso a +0,4%.Lo spread Btp/Bund termina la seduta in leggero calo a 114 punti base, per un rendimento del decennale tricolore allo 0,55 per cento. Il Tesoro conclude di fatto il programma di finanziamento necessario per il 2020 con l’asta a medio-lungo termine che vede scendere ancora i rendimenti ai minimi storici. Il Mef ha infatti assegnato 5,5 miliardi di Btp a 5 e 10 anni, nel dettaglio 3 miliardi di Btp a 10 anni con un tasso in calo a 0,59% (da 0,79%) e 2,5 miliardi a 5 anni con il rendimento lordo in calo a 0,01% (da 0,23%) e un rapporto di copertura di 1,90. Collocati infine 2,5 miliardi di CCteu a 6 anni con il rendimento a -0,02% e un rapporto di copertura di 1,58.Sul valutario, l’euro resta sopra 1,19 dollari e vale 1,1957 (1,192 dollari in avvio e 1,1907 ieri) e 124,38 yen (124,1 all’apertura e ieri), mentre il dollaro-yen è stabile 104,83.Tra i dati macroeconomici, si registra la revisione al rialzo del Pil del terzo trimestre in Francia: l’Insee ha segnato un aumento del 18,7%, contro il 18,2% stimato in precedenza. Tuttavia la crescita resta “del 3,9% al di sotto del livello del terzo trimestre 2019”, specifica l’Istituto nazionale di statistica, che spiega la nuova lettura alla luce di una rivalutazione dei consumi delle famiglie e degli investimenti nei servizi. In Italia, invece, l’Istat traccia un calo della fiducia di consumatori e imprese a novembre.Detto del miglioramento sul fronte azionario, resta invece debole il petrolio che cede lo 0,66% a 45,41 dollari al barile, mantenendosi comunque intorno ai massimi da marzo. LEGGI TUTTO

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    La corsa dei bond green e social: oltre 900 miliardi di asset sostenibili

    MILANO – L’anno della pandemia potrebbe sancire l’innamoramento definitivo dei mercati per le emissioni attente ad ambiente e società. Le ricadute del Covid sull’esplosione dei rischi sociali e la necessità di spesa per farvi fronte hanno acceso l’attenzione verso i social bond, che hanno così iniziato a occupare spazi importanti sul mercato. Andando a ritmo anche più accelerato dei green bond, gli asset verdi che restano comunque assai richiesti tanto che la domanda è cresciuta più rapidamente dell’offerta.Non solo le coscienze, ma anche fattori esogeni spingono questi mercati: l’Europa, lanciando il programma Sure che si è già finanziato per quasi 40 miliardi; e la Bce che dal 1° gennaio accetterà come garanzia nelle operazioni di rifinanziamento bond con cedole legate alle performance rispetto a uno o più obiettivi di sostenibilità, oltre ad ammetterli per i programmi di acquisto di titoli sotto il Qe. Non solo. Proprio oggi l’Eurtower ha fatto sapere che “terrà conto dei rischi climatici nella prossima prova di stress del 2022”, ovvero quando darà la pagella sulla solidità degli istituti. Che per ora si prendono una tirata di orecchie: “Nonostante alcuni miglioramenti riscontrati rispetto allo scorso anno, le banche devono compiere sforzi significativi per meglio sostenere la propria informativa al pubblico con dati quantitativi e qualitativi pertinenti”, sottolinea Francoforte, per cui “nella seconda metà del 2021 la Bce si propone di identificare le restanti carenze e discuterle con le banche”.

    Un insieme di elementi che hanno alimentato l’interesse degli investitori. In un report della Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo si calcola che le emissioni in circolazione dei social bond siano passate da circa 36 miliardi di euro nel 2019 agli attuali 157 miliardi. “Gli investimenti nel sistema sanitario, i fondi per la ricerca medica e scientifica ed il sostegno al salario per le categorie più colpite dalle misure di contenimento, sono alcuni degli esempi di spesa ad impatto sociale che hanno spinto enti pubblici e privati a finanziarsi sul mercato tramite emissioni di social bond”, scrive Federica Migliardi.

    Ursula von der Leyen ha già chiarito a metà settembre che il 30% dei fondi del Next Generation EU, ossia 225 miliardi, saranno finanziati tramite emissioni green bond che verranno collocate sul mercato tra il 2021 ed il 2026, contribuendo a sviluppare ulteriormente il mercato che ad oggi ha raggiunto uno stock di 760 miliardi (che quindi porta il totale, con i social bond, a 917 miliardi). “Il totale delle emissioni nette realizzate da inizio anno ad oggi è pari a 214 miliardi e supera già i 175 miliardi del 2019. Anche le emissioni governative sono cresciute del 33% rispetto al 2019 grazie all’ingresso di nuovi emittenti”, annota Intesa. Su tutti, la Germania è l’ingresso più di peso. L’Italia è attesa al passo a inizio 2021, così come la Spagna ed il Regno Unito.Per l’emittente, questi bond sono un affare. Sul mercato, con l’ampliarsi dell’offerta, la strategist rintraccia sempre più evidente la presenza di un “green premium”: l’invesitore rinuncia a una parte del rendimento perché ha maggiore trasparenza sull’uso delle risorse, favorisce lo spostamento dell’emittente verso progetti green che sono in linea con quanto richiedono i legislatori, paga l’accesso a un asset che ancora scarseggia a fronte di una domanda molto forte, perché ha una barriera all’ingresso rappresentata dalla difficoltà (in capo all’emittente) di predisporre la documentazione iniziale.Che la domanda ci sia, eccome, è certificato dai numeri sui fondi d’investimento che guardano a fattori ambientali, sociali e di governance. “Secondo i dati di Morningstar, il settore del risparmio gestito sostenibile si è mostrato resiliente durante la pandemia ed i flussi netti globali nei fondi sostenibili sono stati positivi (+45,6 miliardi di dollari) nel primo trimestre 2020, contro riscatti netti per 384,7 miliardi dagli strumenti tradizionali. Nel secondo semestre i flussi sono stati ulteriormente positivi e pari a 71 miliardi di dollari, di cui l’86% è rappresentato da investitori europei”. Secondo i dati Bloomberg, ormai i fondi sostenibili hanno raggiunto asset totali per un controvalore pari a 1000 miliardi di dollari e sono cresciuti del 35% rispetto a fine dicembre 2019: sono 2.183 in tutto il mondo, soltanto da gennaio ad oggi ne sono stati creati 192. LEGGI TUTTO

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    Istat, la ripartenza del Covid abbatte la fiducia di consumatori e imprese

    MILANO – Forte contraccolpo sulla fiducia delle imprese e dei consumatori italiani a novembre, con la pandemia che è tornata a mordere e le chiusure che si sono fatte sentire sulle attività economiche.Per il mese giunto ormai agli sgoccioli, l’Istat stima infatti una diminuzione sia dell’indice del clima di fiducia dei consumatori (da 101,7 a 98,1) sia dell’indice composito del clima di fiducia delle imprese che cade da 92,2 a 82,8 “per effetto soprattutto del forte peggioramento dei servizi di mercato”.
    Nel loro commento ai dati, gli statistici rimarcano che “il peggioramento dell’emergenza sanitaria ha influenzato la fiducia sia delle imprese sia dei consumatori”. E nel segmento dei servizi registrano i “giudizi estremamente negativi e una caduta delle aspettative, soprattutto nel comparto turistico. Per l’industria e il commercio al dettaglio l’effetto è più contenuto”. Per quanto riguarda le famiglie, “la situazione emergenziale ha influito sulle opinioni relative alla situazione economica del Paese, ivi compresa la disoccupazione, che sono in deciso peggioramento rispetto al mese scorso”.Tutte le componenti del clima di fiducia dei consumatori sono in calo anche se “con intensità differenziate”, spiega l’Istituto. Il clima economico e il clima futuro (che si riferiscono alla situazione generale del Paese) registrano le flessioni maggiori, passando, rispettivamente, da 87,2 a 79,3 e da 104,0 a 98,8. Il clima personale scende da 106,4 a 104,7 e quello corrente diminuisce da 99,9 a 97,4.Guardando alle imprese, l’Istat sottolinea che “il peggioramento della fiducia è diffuso a tutti i settori”.Se l’industria e il commercio al dettaglio registrano “cali più contenuti”, si evidenzia invece “un crollo dell’indice relativo ai servizi di mercato”. In particolare, nel settore manifatturiero l’indice scende da 94,7 a 90,2 e nelle costruzioni cala da 142,5 a 136,8. Nel commercio al dettaglio l’indice diminuisce da 98,9 a 95,2 mentre nei servizi di mercato cade da 87,5 a 74,7.Con riferimento alle componenti dell’indice di fiducia, nell’industria manifatturiera e nelle costruzioni tutte le componenti sono in peggioramento, rileva ancora l’Istituto. Nei servizi di mercato si registra poi un diffuso e “marcato peggioramento” dei giudizi sia sugli ordini sia sull’andamento degli affari; le attese sugli ordini subiscono un forte ridimensionamento contribuendo in modo considerevole alla caduta dell’indice di fiducia. Nel commercio al dettaglio, la diminuzione dell’indice è dovuta “al forte calo delle aspettative sulle vendite future”. LEGGI TUTTO

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    Recovery fund, governo al lavoro su piano e governance: una cabina di regia per recuperare i ritardi

    ROMA. “Siamo lavorando su due elementi: il piano e la governance. Il piano sarà inviato a breve in Parlamento e prevediamo di costituire una cabina di regia piuttosto complessa imperniata su un doppio livello, uno politico e uno tecnico”. Così il ministro degli Affari Europei, Enzo Amendola, rilancia dopo i rilievi degli ultimi giorni sui ritardi del Recovery Plan.L’intesa c’è: nei primi giorni di dicembre si avvierà la procedura per costituire la cabina di regia, con struttura dedicata e dotazione di tecnici, che dovrà curare la governance esecutiva del Recovery e Resilience Facility, il dispositivo che riserva all’Italia 209 miliardi tra sussidi e prestiti da impegnare soprattutto in green e digitalizzazione. “E’ uno schema, quello a due livelli, che stanno mettendo in campo anche gli altri paesi europei”, aggiunge Amendola. Il ministro per gli Affari europei ci tiene inoltre a sottolineare che in questi giorni sono in corso “fitte interlocuzioni con la Commissione a proposito delle linee guida e dei capitoli principali del piano” in vista della imminente presentazione del cronoprogramma.
    Solo in una zona laterale rispetto all’intera struttura del Recovery ci sarà il Cup (codice unico di progetto) destinato al monitoraggio della costruzione di opere pubbliche e alla loro implementazione finanziaria. L’organismo previsto dall’articolo 41 del decreto Semplificazioni, è stato varato ufficialmente ieri dal Cipe, e farà capo al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Mario Turco (M5S). Tuttavia, come fanno osservare fonti di governo, non avrà punti di contatto operativi con la nuova cabina di regia del Recovery plan.La governance del Recovery plan è stata invece oggetto ieri di interlocuzioni all’interno della maggioranza e del presidente del Consiglio Conte: la strada, che ormai sembra condivisa, si conferma quella di una cabina di regia e dell’accelerazione della consegna del piano in Parlamento. Lo stesso ministro dell’Economia Gualtieri, che ha incontrato ieri a Roma il collega francese Bruno Le Maire, ha insistito sulla “sinergia con la Francia per l’implementazione del Recovery”. Come è noto anche dall’Europa giungono pressioni perché l’Italia faccia presto: dopo i mugugni della Commissione europea ieri le “minute” del board della Bce hanno confermato la preoccupazione di Francoforte, espressa già alcune settimane fa, che il Recovery “sia operativo senza ritardi”. La Bei, con il vicepresidente Dario Scannapieco, invita l’Italia alla “discontinuità con il passato”. Mentre l’Assonime propone la figura di un ministro ad hoc per la gestione dell’intero dossier.Tornando al dispositivo della cabina di regia, la cui istituzione è stata oggetto di richieste anche dalla Commissione europea, avrà il compito di controllare tutte le fasi di sviluppo del Recovery Plan, dalla selezione dei progetti, all’attivazione, al monitoraggio e del decollo operativo. La raccolta dei grant e dei loan invece avverrà attraverso la Ragioneria generale che gestirà e custodirà gli appositi fondi introdotti con la legge di Bilancio dove affluiranno le risorse europee.
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    Partita Iva, posso ancora usare il regime dei minimi?

    Gentile lettore,il regime “dei minimi” ha cessato di poter essere scelto a partire dal 1° gennaio 2016, ma coloro che lo avevano già adottato possono continuare ad avvalersene sino al raggiungimento dei cinque anni complessivi di attività o sino al compimento del trentacinquesimo anno di età anche oltre il quinquennio.

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    Black friday, i consigli per fare acquisti sicuri

    È di nuovo Black Friday, il giorno dedicato ai grandi sconti che anticipano lo shopping natalizio. Fare stime per questo 2020 non è facile: la crisi scatenata dalla pandemia potrebbe indurre molti italiani a tirare la cinghia. È probabile che lo shopping online prevalga su quello nei negozi e centri commerciali, tra chiusure forzate e paura del contagio. E proprio online, nel periodo che va dal Black Friday a gennaio, aumenta il rischio di incorrere in truffe e furti di identità. In parte perché aumenta il numero di transazioni e i criminali, fiutando l’affare, gettano più ami, in parte perché i super-sconti inducono agli acquisti frettolosi. Quando invece, come vedremo, in molti casi le verifiche sono d’obbligo. Il fenomeno è molto esteso: la Banca centrale europea stima in 1,8 miliardi di euro il totale delle transazioni fraudolente che avvengono ogni anno. Ecco alcuni consigli per evitare truffe o furti di dati sensibili.Occhio ai siti fake. Durante le festività fioccano i siti fotocopia di famosi rivenditori o catene della grande distribuzione. Somigliano molto agli originali, spesso è difficile distinguerli, ma non hanno nulla a che fare con il marchio che dovrebbero rappresentare, non vendono nulla. Sono pagine web costruite ad arte per invitarci a inserire i nostri dati, rubarli e usarli contro di noi. Per poi acquistare con la nostra carta oppure per entrare nella nostra casella di posta o nell’home banking.Il link galeotto. La maggior parte delle volte questi siti-fake si raggiungono cliccando su un link che ci viene inviato direttamente (via email, sms o messaggistica come Whatsapp) o viene pubblicizzato su un social network. È il cosiddetto “phishing”. Che diventa ancora più insidioso se a mandare il link è una persona di nostra fiducia. Per questo, se un amico o un parente ci invia un messaggio su un’offerta imperdibile, è sempre meglio contattarlo per sapere se dietro quel messaggio c’è davvero lui. “I criminali informatici sono in grado di acquisire il controllo degli account di messaggistica istantanea aggirando i legittimi proprietari tramite azioni di phishing o di malware keylogging” spiega Avira, società che produce antivirus.Hashtag-esca. A proposito di social, Instagram è uno dei più utilizzati per diffondere link malevoli. “Per aumentare la visibilità – spiega ancora Avira – i truffatori condividono infatti messaggi allettanti utilizzando hashtag come #giveaway, #blackfriday e #sconti che facilitano la ricerca all’interno dei canali social”. Spesso a condividere il link è un account fasullo che nei suoi post tagga decine di utenti, per ottenere più condivisioni possibile e aumentare così il numero di potenziali vittime. Il consiglio è quello di non cliccare su link condivisi da account sconosciuti e, se condivisi da amici, chiedere a loro se hanno già acquistato su quel sito. L’importanza della barra degli indirizzi. Ma come si riconosce un sito-truffa, se è identico all’originale? In realtà non è troppo difficile. Il primo consiglio è di leggere la barra degli indirizzi del browser, su pc o smartphone. La Url del sito deve iniziare con “https://”, dove la “s” finale indica un sito crittografato: i dati di chi naviga sono più al sicuro. Ma per distinguere un vero venditore da un truffatore ci sono anche altri modi: uno è quello di controllare se sono presenti l’indirizzo fisico della società, un numero di telefono e la partita Iva. La loro presenza non è garanzia di nulla (possono anche essere stati copiati dalla società che si vuole replicare), ma è la loro assenza che deve metterci in allarme.Tenere d’occhio i soldi. Non sempre la frode si riesce a evitare. Per questo è bene tutelarsi fin da subito, per minimizzare i danni o essere in grado di rimediare subito. Alcuni consigli in questo senso arrivano da Revolut, la società fintech che offre diversi sistemi di pagamento anche per l’e-commerce. Il primo è quello di usare le carte usa e getta: sono prepagate che, una volta effettuato l’acquisto, vengono distrutte e il numero sostituito. Se anche un truffatore arrivasse a conoscere il numero della carta, non se ne farebbe nulla. Un’altra dritta: abilitare sempre le notifiche della propria banca o servizio finanziario dopo ogni acquisto. Se c’è un’operazione sospetta, si può intervenire subito e disconoscerla. I consumatori più esperti, che utilizzano più carte di credito o di debito, possono avere molto beneficio dai servizi di open banking: consentono di vedere le transazioni di tutte le carte in un solo posto anziché dover aprire uno per uno i singoli account.Password differenti. Spesso scegliamo la soluzione più comoda: una sola password per tantissime cose. Comodo, certo, ma l’esatto opposto della sicurezza. Molto meglio utilizzare una password diversa per ogni sito di e-commerce. E assicuratevi che le credenziali di accesso ai negozi online che frequentate siano diverse da quelle del vostro conto online, email e social network. Serve per evitare che i criminali informatici, una volta carpita una password, possano entrare in tutti i vostri account.Niente wi-fi pubbliche. Fare acquisti da smartphone può essere molto comodo, ma attenzione a dove lo fate. Inserire i dati della propria carta o conto online mentre siete connessi a una rete wi-fi pubblica non è una buona idea, perché non c’è alcuna garanzia sulla sicurezza e i dati che passano possono essere intercettati con maggior facilità. Occhio anche alle wi-fi con nomi di bar o ristoranti: a volte si tratta di reti fittizie aperte da truffatori, proprio per catturare i dati di chi si collega. Sempre meglio chiedere le credenziali al personale dell’esercizio commerciale.I nostri diritti. Un acquisto online può andar male per tanti motivi anche diversi dalla truffa. Per questo è bene tenere a mente i diritti del consumatore in caso di acquisti a distanza: se la merce non ci soddisfa o è diversa da quel che pensavamo, può essere restituita entro 14 giorni senza bisogno di fornire alcuna motivazione. È il cosiddetto diritto di ripensamento che si applica alla merce comprata al di fuori dei locali commerciali e che, naturalmente, prevede la restituzione dell’intera somma versata. LEGGI TUTTO

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    Gualtieri: “Impegno a livello Ue su sostegno ai settori più colpiti. Vogliamo rilanciare la digital tax”

    MILANO – Italia e Francia avanzeranno “una proposta comune a livello europeo per un nuovo supporto per i settori più impattati dalla crisi Covid nei prossimi mesi, come stazioni sciistiche, bar, ristoranti e il settore del turismo in generale”.Lo ha detto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, nel punto stampa dopo l’incontro con il collega francese Bruno Le Maire.Gualtieri ha parlato anche delle misure da mettere in campo in materia fiscale. “Abbiamo discusso su un tema importante a livello globale ed europeo: quello della tassazione, della digital tax e del livello minimo di tassazione”, ha detto Gualtieri “Sono due pilasti in cui siamo impegnati in una battaglia comune per raggiungere un accordo a livello globale che come presidenza italiana del G20 vogliamo rilanciare su entrambi i pilastri”, aggiunge. “Credo – prosegue – che l’Ue debba essere protagonista auspicabilmente per tradurre un accordo nei primi mesi del 2021 come legislazione europea e se necessario per intraprendere autonome iniziative”.
    Tra i temi sul tavolo dell’incontro anche il Recovery Plan. “Abbiamo discusso della profonda collaborazione e sinergia anche rispetto all’implementazione del Recovery Plan, e stiamo lavorando entrambi per finalizzarlo”, ha detto Gualtieri. “E crediamo – ha aggiunto – che in questa cornice sia importante una forte cooperazione su molti temi di politica industriale relativi all’innovazione e alla sostenibilità ambientale. Quindi abbiamo discusso su alcuni di questi ambiti dove una collaborazione tra i nostri Paesi è importante per rendere l’Europa protagonista della sfida delle nuove frontiere dell’innovazione e della sostenibilità”.Sollecitato dai giornalisti, Gualtieri è tornato a chiarire la posizione sul debito e l’ipotesi di cancellazione per quel che riguarda la parte sottoscritta dalla Bce durante la fase pandemica. Suggestione ripresa in queste ore anche da Fraccaro, a Bloomberg. “La posizione del governo – ha ribadito Gualtieri – è sempre la stessa: noi consideriamo che i debiti per definizione vanno rimborsati e sono sempre rimborsati. E che la strategia italiana per la cancellazione del debito e la sua riduzione si fa attraverso un percorso di finanza pubblica che è incentrato sulla crescita, sugli investimenti e su una politica finanziaria e di bilancio che oggi ha bisogno di un forte stimolo di bilancio fiscale ma come ovviamente, come indicato dalla Nadef, nel medio lungo periodo deve mettere il debito su un sentiero di riduzione graduale e sostenibile”. 
    Misiani: rinviare scadenze dal 30 novembre in avanti
    Il governo utilizzerà “la quasi totalità delle risorse” dello scostamento da 8 miliardi “sul terreno fiscale per rinviare le scadenze fiscali dal 30 di novembre in avanti, il secondo acconto irpef, Ires, Irap, i versamenti di Iva, contributi e ritenute, privilegiando chi subisce significativi cali di fatturato, abbiamo il dovere di essere selettive per aiutare chi più ha bisogno”. Lo ha detto in Aula al Senato il viceministro all’Economia Antonio Misiani, spiegando che le scelte “arrivano anche da una interlocuzione e di un utilizzo di questi 8 miliardi che raccoglierà la sensibilità di tutte le forze parlamentari e in particolare dalle opposizioni per un intervento di sostegno a “chi svolge autonomo e indipendente, che sta soffrendo particolarmente e che è meno tutelato”. LEGGI TUTTO

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    In arrivo voli “Covid-free” senza quarantena tra Italia, Usa e Germania

    ROMA – Italia, Stati Uniti e Germania sono pronti a sperimentare i voli “Covid-free” senza obbligo di quarantena. I primi scali coinvolti saranno quelli di Roma-Fiumicino, New York (Newark e Jfk) e di Atlanta Hartsfield-Jackson con il supporto di Delta Airlines e Alitalia. Seguiranno anche Monaco e Francoforte, presumibilmente con il coinvogimento del colosso tedesco Lufthansa. Si tratta di un programma transatlantico di screening primo nel suo genere che permetterà l’ingresso nel nostro Paese Italia senza quarantena, in conformità con un decreto la cui pubblicazione è attesa a breve da parte del governo italiano. A partire dal 19 dicembre, la sperimentazione dedicata di Delta testerà passeggeri ed equipaggio sui voli, appena rilanciati, dall’Aeroporto Internazionale Hartsfield-Jackson Atlanta all’Aeroporto Internazionale di Roma-Fiumicino. I test esonereranno dalla quarantena all’arrivo in Italia tutti i cittadini statunitensi autorizzati a recarsi in Italia per motivi essenziali, come lavoro, salute e istruzione, nonché tutti i cittadini dell’Unione Europea e italiani. Per imbarcarsi sui voli Covid-tested di Delta tra Atlanta e Roma, i passeggeri dovranno risultare negativi dopo aver effettuato un test PCR (Polymerase Chain Reaction) eseguito fino a 72 ore prima della partenza; un test rapido somministrato all’aeroporto di Atlanta prima dell’imbarco; un test rapido all’arrivo a Roma-Fiumicino; un test rapido a Roma-Fiumicino prima della partenza per gli Stati Uniti. Ai passeggeri verrà inoltre chiesto di fornire informazioni al momento dell’ingresso negli Stati Uniti per aiutare le procedure di tracciamento dei contatti. 

    (afp) I nuovi protocolli di viaggio, previsti in via sperimentale su questi voli dagli Usa con destinazione Fiumicino, come disciplinato nell’ordinanza dei ministeri della Salute, dei Trasporti e degli Esteri, saranno progressivamente offerti ai passeggeri a partire da dicembre. La fase sperimentale avrà lo scopo di valutare l’efficacia e la funzionalità della nuova modalità di viaggio, con l’obiettivo di renderla più ampiamente disponibile in vista della prossima stagione estiva 2021. L’ordinanza autorizzerà anche corridoi Covid tested tra Monaco di Baviera, Francoforte e Fiumicino per assicurare che questa nuova modalità di viaggio possa essere sperimentata anche all’interno dell’Unione Europea.”Protocolli di test Covid-19 accuratamente studiati sono la strada migliore per la ripresa in sicurezza dei viaggi internazionali e senza quarantena fino a quando le vaccinazioni non saranno ampiamente diffuse”, dice Steve Sear, di Delta. “La sicurezza è il nostro impegno primario – è al centro di questo sforzo pionieristico di screening ed è la base del nostro nuovo standard in continua evoluzione per la pulizia e l’igiene, per aiutare i passeggeri a sentirsi sicuri quando volano con Delta”. La compagnia Usa ha infatti chiesto a consulenti esperti della Mayo Clinic, impegnata nel settore delle cure mediche serie e complesse, di rivedere e valutare i protocolli di test per i passeggeri, necessari affinché Delta possa portare a termine un programma di voli Covid-tested. “Sulla base dei modelli che abbiamo condotto, quando i protocolli di test si associano a molteplici livelli di protezione – incluso l’obbligo di indossare la mascherina, distanziamento sociale adeguato e pulizia degli ambienti – possiamo prevedere che il rischio di contrarre l’infezione COVID-19, su un volo pieno al 60%, dovrebbe essere circa di una possibilità su un milione” spiega Henry Ting, di Mayo Clinic.

    (reuters) Aeroporti di Roma ha implementato qualche mese fa con Alitalia, partner italiano di code share di Delta, una sperimentazione di voli nazionali Covid-tested ed è l’unico aeroporto al mondo ad aver ottenuto il punteggio massimo di cinque stelle da Skytrax per i suoi protocolli sanitari. “Fiumicino – spiega Adr – sarà il primo scalo in europa ad attivare corridoi sanitari sicuri con voli ‘Covid tested’ tra Roma e alcune destinazioni negli Stati Uniti, sostituendo per i passeggeri a bordo l’imposizione della quarantena fiduciaria all’arrivo in italia grazie alla collaborazione di Aeroporti di Roma con Alitalia e Delta. L’innovativa procedura – per Adr – prevede che i passeggeri dei voli Covid tested, in arrivo dagli aeroporti americani di New York Jfk, Newark e Atlanta, non siano soggetti all’obbligo di quarantena fiduciaria in Italia grazie ad almeno un test molecolare o antigenico effettuato non più di 48 ore prima dell’imbarco e ad un ulteriore test ripetuto allo sbarco a Fiumicino, per maggiore sicurezza. La sperimentazione, che vede l’Italia primo Paese tra quelli europei ad attivare questo screening, si avvantaggerà della esperienza già acquisita con successo a Fiumicino sui voli Covid-tested Roma-Milano operativi dal 16 settembre, nonchè delle strutture di testing rapido già operative presso lo scalo con il supporto della Regione Lazio”.Da metà agosto, infatti, è attivo nell’area ‘arrivi’ del Terminal 3 di Fiumicino un centro di testing rapido, con risultato in meno di 30 minuti, gestito da personale medico della Regione e dell’Usmaf-ministero della Salute; da settembre, è stato inoltre attivato presso il parcheggio lunga sosta di Fiumicino un ‘drive-in’, disponibile anche alla cittadinanza oltre che ai passeggeri, gestito dalla Regione Lazio con la croce rossa italiana ed operativo 24 ore su 24.  LEGGI TUTTO