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    Infermieri, le mani M5s sulla Cassa già segnata da investimenti azzardati

    È triste il destino degli eroi del Covid. Dimenticati dalla politica, richiestissimi all’estero, gli infermieri italiani sono alle prese con il rinnovo della loro cassa previdenziale, prima previsto dal 19 al 21 marzo, poi rinviato a oggi e fino al 15 aprile. L’Enpapi che deve garantire le pensioni agli infermieri è in crisi, come del […] LEGGI TUTTO

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    Wi-fi nei porti turistici, ecco come funzionerà

    Il piano per l’installazione di reti Wi-Fi nei porti turistici, promosso dal Ministero del Turismo nell’ambito del Piano Strutturale di Coordinamento, prevede interventi finanziati dal governo. Attualmente la maggior parte dei porti pubblici non dispone di connessione internet. Con questo progetto, il MiTur ha pianificato 39 interventi, con l’87% concentrato nel Mezzogiorno. Successivamente ti invierò i dettagli sugli interventi attivi e quelli in programma. Ecco tutti gli aggiornamenti.Il progetto”Wi-Fi by Italia.it” è stato sviluppato su un investimento di 5 milioni di euro da parte del Ministero del Turismo volto a espandere la disponibilità di connessione wireless nei porti turistici più importanti. L’obiettivo è potenziare la digitalizzazione dell’esperienza turistica, migliorando l’accessibilità alla rete Internet in queste aree cruciali per il flusso dei visitatori. Inserito nel Quadro di Sviluppo e Coesione 2014-2020 del Ministero, all’interno di un contesto più ampio di valorizzazione del patrimonio storico, culturale e naturalistico legato al settore marittimo, questo progetto mira a potenziare l’ecosistema del Tourism Digital Hub. Grazie alla connessione gratuita alla rete i visitatori verranno indirizzati alla pagina di benvenuto di italia.it, dove potranno accedere a contenuti contestuali e geolocalizzati. LEGGI TUTTO

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    “L’Italia un Paese che osa”, il rapporto GEM sull’attività imprenditoriale di Universitas Mercatorum

    L’Italia è in grado di scommettere su sè stessa? L’Universitas Mercatorum cercherà di rispondere a questa domanda presentando il rapporto GEM (Global Entrepreneurship Monitori) Italia 2023-2024, intitolato: “Un paese che osa? L’imprenditorialità come risorsa per l’Italia”. Si tratta della più estesa rilevazione dell’attività imprenditoriale a livello internazionale e verrà presentata martedì 16 aprile alle ore 10.00 presso la Sala Longhi di Unioncamere, in Piazza Sallustio 21 a Roma. L’inizio nel 1999Il “Rapporto Gem” ha rappresentato un lunghissimo lavoro iniziato nel 1999 che ha interessato oltre 100 paesi nel mondo. Nel 2023, sono stati 46 i paesi coinvolti dove sono state realizzate interviste dirette ad oltre 100mila individui e 2mila a testimoni privilegiati. Un enorme bacino di informazioni che ora possono offrire un’analisi dettagliata dello scenario imprenditoriale nazionale, fornendo dati accurati e approfondimenti significativi sui vari aspetti che caratterizzano il processo individuale della creazione aziendale.L’analisiGrazie a questo enorme sforzo si sono potuti esaminare i fattori che possono influenzare la propensione imprenditoriale al fine di comprendere le cause che contribuiscono alla discrepanza tra l’intenzione e l’effettivo avvio di nuove imprese. Comprenderlo significa anche trovare soluzioni per superare il gap e permettere una velocizzazione tra l’intenzione e l’avvio di nuove imprese. LEGGI TUTTO

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    L’Ue tira dritto sulle case Green. L’allarme di Giorgetti: “Chi paga?”

    L’Ecofin ha approvato nuove normative sul risparmio energetico negli edifici, stabilendo standard minimi di prestazione per quelli non residenziali. In base alla nuova direttiva, gli Stati membri dovranno ristrutturare il 16% degli edifici non residenziali con le peggiori prestazioni energetiche entro il 2030 e il 26% entro il 2033, inserendo requisiti minimi di prestazione energetica. Ecco tutti gli aggiornamenti.La misuraQuanto anticipato porterà a una graduale eliminazione degli edifici non residenziali con le peggiori prestazioni. Entro il 2030, l’obiettivo è che tutti i nuovi edifici siano a emissioni zero, mentre entro il 2050 si mira a trasformare l’intero patrimonio edilizio in edifici a emissioni zero. L’Italia e l’Ungheria hanno espresso voto contrario, mentre la Repubblica Ceca, la Croazia, la Polonia, la Slovenia e la Svezia si sono astenute. A questo aspetto si aggiunge la questione dell’eliminazione graduale delle caldaie alimentate a combustibili fossili, che inizierà nel 2040. A partire dal 2025 non sarà più permesso offrire incentivi per l’acquisto di caldaie inquinanti. I benefici economici proposti dai governi saranno esclusivamente destinati all’acquisto di sistemi di riscaldamento che sfruttano una quota considerevole di energia proveniente da fonti rinnovabili. LEGGI TUTTO

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    Modello 730 precompilato a crocette, ecco cosa cambia

    Precompilato più facile e veloce. Via al nuovo 730 con compilazione assistita da parte dell’Agenzia delle Entrate. I contribuenti potranno accedere al dettaglio delle informazioni che il fisco ha a disposizione, si parla di redditi e spese. I soggetti dovranno confermare e modificare l’ammontare che verrà poi automaticamente riportato sul precompilato. Ecco tutti gli aggiornamenti.Il 730Le novità sono contenute nella circolare 8/E pubblicata il giorno 11 aprile dall’Agenzia delle Entrate avente come oggetto il decreto legislativo 1/2024 che riguarda la “razionalizzazione e semplificazione delle norme in materia di adempimenti tributari” il c.d. decreto adempimenti. Nei prossimi anni, l’Agenzia delle Entrate implementerà una nuova funzionalità nei moduli precompilati, che consentirà ai contribuenti di confermare o modificare le informazioni già presenti in modo dettagliato. Questo avverrà attraverso un percorso guidato e semplificato, il che renderà più agevole la compilazione della dichiarazione dei redditi modello 730. Una volta confermate o modificate le informazioni, queste saranno automaticamente riportate nei campi corrispondenti della dichiarazione, facilitando ulteriormente il processo. Inoltre, viene precisato che in futuro tale servizio sarà esteso anche ai soggetti delegati dai contribuenti, garantendo una maggiore accessibilità e facilitando il lavoro di coloro che gestiscono la dichiarazione fiscale per conto di terzi.Le partire IvaLe partite Iva potranno, anch’esse, utilizzare il modello precompilato dopo aver integrato le informazioni reddituali delle CU in quanto l’amministrazione potrebbe non averle recepite del tutto. In quanto ai modelli di dichiarazione questi saranno snelliti leggermente e verranno eliminate le informazioni che le Entrate conoscono già, un esempio sono quelle relative ad alcune tipologie di crediti d’imposta da sfruttare solo in compensazione orizzontale.770In quanto al 770 dal momento in cui avverranno i versamenti delle ritenute e trattenute riguardanti le dichiarazioni dell’anno d’imposta 2025 i sostituti d’imposta che hanno non più di cinque dipendenti dovranno trasmettere alle Entrate il modello che sostituirà il 770 e dovrà avvenire il versamento attraverso addebito sul conto corrente. LEGGI TUTTO

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    Professionisti: c’è una crepa nella previdenza

    Sono nel capitale della Banca d’Italia e c’è chi le vorrebbe azioniste anche di Cassa depositi e prestiti. C’è chi le guarda come il salottino buono (e ricco, con un patrimonio di 104 miliardi di euro) da affiancare alla declinante finanza italiana. C’è chi invece le considera, più cinicamente, uno degli ultimi limoni da spremere nel perimetro pubblico. Che siano private o privatizzate, le Casse di previdenza dei professionisti italiani (1,7 milioni di individui) svolgono un ruolo pubblico. Sono il primo pilastro della previdenza di questa diversificata platea fatta di medici, avvocati, geometri, commercialisti, farmacisti, biologi eccetera cui devono pagare la pensione. Quando l’Inpgi (la Cassa di previdenza dei giornalisti) alzò bandiera bianca, diventando un fondo dell’Inps, c’è chi cominciò a temere che fosse solo l’inizio. Altri lo hanno addirittura sperato. Poche settimane fa, in audizione alla Bicamerale di controllo sugli enti previdenziali, Mauro Maré ha avuto il pregio di parlare chiaro: «Quando vengono meno gli attivi, quelli cioè che pagano i contributi, si può avere qualunque idea politica, o filosofica, ma resta il problema dell’equilibrio dei conti. E il medesimo rischio dell’Inpgi ce l’hanno altre Casse».Maré, presidente di Mefop, la società del Mef che promuove cultura e gestione nel sistema dei fondi pensione, non ha fatto i nomi delle Casse nel mirino, ma qualche azzardo lo si può fare, sia guardando i conti sia misurando la consistenza delle platee degli iscritti: l’inverno demografico gela anche le nascite dei professionisti di domani, che siano geometri o notai. E l’evoluzione delle professioni è così rapida e imprevedibile – come si profetizzava qualche anno fa al World Economic Forum di Davos «l’85% dei posti di lavoro che esisteranno nel 2030 non è stato ancora inventato» – che pensare all’inamovibilità professionale dell’ingegnere o dell’agronomo, è pia illusione.I piccoli numeri non hanno mai fatto bene a nessuno, quando si tratta di scommettere sul futuro, fin dai tempi dell’Alleanza tra Dio e Abramo. «Andate e moltiplicatevi» è un buon consiglio anche per chi si occupa di previdenza. Almeno sei Casse (su 19) hanno un rapporto tra iscritti attivi e pensionati che, già oggi, sfiora il 2 a 1. Se è vero che la soglia dell’1,5 è quella che tranquillizza sul futuro pensionistico nel sistema a ripartizione, vuol dire che lo sguardo a 50 anni, come richiesto dai bilanci tecnici di previsione, non serve a molto. Il presidente della Bicamerale, il deputato leghista Alberto Bagnai, nel corso dell’audizione dell’Adepp (Associazione degli enti di previdenza dei professionisti), è stato anche più esplicito, a proposito dell’affidabilità dei bilanci tecnici di previsione a 50 anni indicati dalla legge del 2011 voluta dal governo Monti (che elevò la soglia da 30 a 50 anni): «Vi chiedo – ha osservato Bagnai dopo aver ascoltato il presidente dell’Enpam, Alberto Oliveti – di quale utilità possano essere delle proiezioni a 50 anni basate sul wishful thinking di istituzioni come la Bce che in tanti anni ci ha dato un’unica certezza: quella di non riuscire a mantenere il tasso di inflazione al 2%. Una analisi sommaria di alcuni bilanci tecnici – ha proseguito il parlamentare – evidenzia errori medi assoluti di oltre un punto su previsioni di due punti, senza alcuna analisi di sensibilità delle previsioni rispetto a errori di questo tipo».Insomma, se l’orizzonte previdenziale è incerto per tutti (ogni riforma è un ricalcolo delle condizioni di uscita e delle prestazioni promesse), diventa particolarmente instabile per chi fa parte di piccole platee: che tranquillità di prestazione possono avere le poche migliaia di biologi o di periti agrari, finché restano in una Cassa autonoma? Gli stessi notai, che contano poco più di 5.000 iscritti e ormai più di 2.600 pensionati, possono fare conto sull’assegno di pensione o piuttosto sui risparmi privati di una vita? La mutualizzazione del rischio è la premessa di ogni contratto di assicurazione: più siamo meglio stiamo. Che i piccoli numeri siano un problema avvertito lo si vede anche dalla creazione di una Cassa pluricategoriale a cui sono iscritti chimici, attuari, dottori agronomi, forestali e geologi.Ma a questo punto non è meglio l’Inps, come è accaduto per l’Inpgi dei giornalisti? La stessa supercassa dei medici – Enpam è l’ente numero uno per iscritti, utile e patrimonio – ha dovuto incentivare i professionisti anziani a ritardare il tempo dell’uscita dal lavoro. Ci sono sempre meno iscritti e le prestazioni, nel medio-lungo periodo, potrebbero richiedere qualche aggiustamento. In questo le Casse hanno la loro auspicata autonomia. Decidono in proprio i livelli contributivi, quasi sempre collegandoli al volume di affari denunciati dal professionista in sede di dichiarazione fiscale; e quasi sempre offrono prestazioni proporzionalmente inferiori a quelle di chi, lavoratore dipendente, ha obblighi contributivi (diretti e tramite il datore di lavoro) assai più onerosi.Quindi tanto patrimonio disponibile da investire nel presente, ma numeri esigui (in termini di platea di iscritti, di lavoratori attivi, di contributi pagati e di prestazioni erogate) per programmare il futuro. Quel patrimonio cospicuo è però la fonte e la garanzia del pagamento delle future prestazioni di primo pilastro, derivante da un’adesione obbligatoria. Ai fondi pensione ci si può iscrivere volontariamente per costruirsi una pensione di scorta, alle Casse l’iscrizione è obbligatoria per i professionisti.E allora sarebbe lecito aspettarsi un controllo e una vigilanza sugli investimenti: perché entrare nel capitale di questa o quella banca? Perché scegliere quel fondo di investimento o quell’altro? Sono più di dieci anni che si discute di un Regolamento in proposito, che i ministeri vigilanti (Mef e Lavoro) avrebbero dovuto emanare per indicare linee guida alle Casse per i loro investimenti, per metà in attività estere. Non ve n’è ancora traccia, nonostante fosse atteso per la scorsa estate. LEGGI TUTTO

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    Banca Sella, risolti i problemi sui servizi online

    Dopo alcuni giorni, nella serata di giovedì si sono risolti gli ultimi problemi ai sistemi informatici del gruppo Sella. Infatti, dalla scorsa domenica i servizi digitali dell’omonima banca piemontese e dell’app Hype da essa controllata erano diventati irraggiungibili a causa di un guasto informatico. Un’angoscia per gli oltre tre milioni di clienti che negli ultimi giorni non hanno potuto accedere ai rispettivi account di internet e home banking. Svariati utenti avevano segnalato anche disservizi e rallentamenti con le carte di debito e i pagamenti con bancomat, in alcuni casi bloccati o finalizzati in ritardo. Funzionanti invece le operazioni di trading, così come i bonifici in entrata, contabilizzati nella prima data possibile.A essere rimasti ko sono stati i canali on line e le applicazioni Sella, Sella Invest, Internet Banking, Smart Business Sella e Hype. «La ragione è di natura tecnica, ossia legata ad interventi di manutenzione periodica dei sistemi operativi avvenuti nel fine settimana», si legge in una nota. Sella aveva annunciato che i tecnici dell’azienda stavano lavorando alacremente insieme ai consulenti della società informatica Oracle per ripristinare la piena operatività. E al fine di garantire prelievi, versamenti e assistenza urgente, i correntisti si sono potuti rivolgere alle circa 300 succursali rimaste aperte con orario continuato fino alle 18.00. Il gruppo, intanto, ha fatto sapere che valuterà tutte le situazioni e rimborserà i clienti che hanno subito eventuali danni causati dai problemi tecnici di questi giorni.All’origine dello stop c’è un aggiornamento dei sistemi informatici programmato lo scorso weekend. Dopo diverse ore di incertezza, nel pomeriggio la banca ha fornito un aggiornamento sulle tempistiche di recupero, parlando di «un tipo di intervento che richiede tempo», ma rassicurando sull’operatività dei servizi come i saldi dei conti, le liste movimenti e la disponibilità della carta, che «funzionano regolarmente». La svolta è arrivata intorno alle 22, quando l’azienda ha fatto sapere di aver sistemato anche gli ultimi malfunzionamenti. LEGGI TUTTO

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    Scuole aperte in estate: il piano da 400 milioni del governo

    Durante il periodo estivo in cui le scuole sono chiuse, ci sarà un’espansione delle opportunità offerte agli studenti. Il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha autorizzato l’utilizzo di fondi per finanziare una serie di iniziative volte a promuovere l’inclusione, la socializzazione e il potenziamento delle competenze presso le istituzioni scolastiche. Ecco tutti gli aggiornamenti.Il provvedimentoIl provvedimento riguarda gli anni scolastici 2023/24 e 2024/25 e coinvolge sia le scuole elementari che quelle secondarie. Gli istituti avranno la possibilità di estendere ulteriormente i percorsi e la loro durata grazie a collaborazioni con enti locali, università, organizzazioni di volontariato, terzo settore, associazioni sportive e le famiglie stesse, seguendo le migliori pratiche già implementate in base all’autonomia scolastica. Complessivamente vengono stanziati 400 milioni di euro, 80 milioni in più rispetto al biennio precedente. L’obiettivo è coinvolgere tra gli 800 mila e gli 1,3 milioni di studenti, attraverso l’aggiunta di 1.714 milioni di ore di attività supplementari. I percorsi e la durata potranno essere modificati dalle scuole in base agli accordi con enti locali, università, organizzazioni di volontariato e del terzo settore, associazioni sportive e le stesse famiglie.La parola al ministro ValditaraSulla questione il ministro dell’Istruzione Valditara ha commentato: “Lo avevamo promesso lo scorso anno e ora, anche grazie a un incremento sostanzioso dei fondi, siamo in grado di mettere in campo un Piano estate ampliato e rinnovato”, è avere “una scuola che sia punto di riferimento per gli studenti e per le famiglie anche d’estate, con sport, attività ricreative, laboratori o attività di potenziamento, ricorrendo a tutte le sinergie positive possibili, dagli enti locali alle associazioni del terzo settore. Una scuola che sia sempre più un luogo aperto, parte integrante della comunità per tutto l’anno, realizzando attività di aggregazione e formazione soprattutto per i bambini e i ragazzi che, in estate, non possono contare su altre esperienze di arricchimento personale e di crescita a causa delle esigenze lavorative dei genitori o di particolari situazioni familiari”. LEGGI TUTTO