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    Cdp, cinque donne nel cda. Decaro era il candidato Pd

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    «Gender parity» a parole e maschilismo nei fatti. Il rinvio dell’assemblea della Cassa depositi e prestiti a lunedì prossimo 15 luglio nasconde un retroscena molto più interessante delle polemiche che in questi ultimi giorni hanno riempito le pagine economiche dei giornali. Sostanzialmente i rumor attribuiscono l’impasse sul rinnovo del consiglio di amministrazione (già certe le conferme del presidente Giovanni Gorno Tempini e dell’ad Dario Scannapieco, rispettivamente in quota Fondazioni e Tesoro) ai partiti di maggioranza (Fdi, Fi e Lega), ma in realtà la situazione è bene diversa.Lo statuto prescrive che i «due quinti» dei nove consiglieri siano donne. Poiché una di queste designazioni spetta agli enti di origine bancaria (non sarà comunque l’avvocato Lucia Calvosa, indicata da alcune indiscrezioni), nessuno dei tre partiti vuole rinunciare alla propria quota rosa e così l’assemblea è slittata sia il 20 giugno che il 2 luglio. Paradossalmente il Pd, in quanto principale partito di minoranza, avrebbe potuto approfittarne per mettere in imbarazzo la maggioranza non solo con le dichiarazioni di principio, ma avanzando una candidatura femminile. Ebbene la formazione della segretaria Schlein avrebbe indicato l’ex sindaco di Bari e presidente Anci nonché attuale parlamentare europeo, Antonio Decaro, come proprio candidato. La situazione, anziché sbloccarsi, si è complicata ulteriormente, a dimostrazione del fatto che i democratici sono bravissimi a predicare bene, ma non altrettanto a dare seguito ai principi. LEGGI TUTTO

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    Airbus, arriva il nuovo modello: le novità sui voli intercontinentali

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    I punti chiave

    È una novità destinata a cambiare (in meglio) l’approccio con i voli a lungo raggio, quelli intercontinentali, con un maggiore comfort per i passeggeri ma soprattutto una riduzione dei costi (fino al 45%) e sul consumo di carburante (-30% rispetto alle rotte attuali), nonostante sia in grado di volare senza sosta per quasi novemila chilometri. Dal prossimo autunno Airbus sarà lieta di presentare ai suoi clienti il nuovo modello A321Xlr che adesso si trova nelle fasi finali di assemblaggio.La novità del corridoioLa “rottura” rispetto al passato sarà rappresentata dal singolo corridoio, un unicum nel panoarma degli aerei per voli intercontinentali che ne presentano sempre due. Questa innovazione non diminuirà il comfort offerto dagli Airbus A330 e A350 ma ne migliorerà le prestazioni dal momento che si potrà volare senza scalo da Milano in Canada, ad esempio, o da Milano a qualsiasi città africana. Il nuovo modello avrà 182 posti (ma se ne potranno installare molti di più), una parte riservata all’area Business e un’altra per l’Economy ma con un comfort maggiore grazie, ad esempio, alle cappelliere più ampie e in grado di contenere fino al 60% in più di bagagli a mano.La cabina sarà dotata di sei diverse illuminazioni in base all’esigenza (volo diurno o notturno): per la prima volta saranno presenti anche 14 posti singoli vicino al finestrino ma che potranno collegarsi facilmente con l’unico corridoio. Rivisti anche i sedili che dovrebbero offire maggiore benessere rispetto a modelli simili sui voli a lungo raggio. Chi prenoterà in Business si ritroverà anche una tv da 18 pollici in 4K con immagini molto più nitide e un servizio per tutte le ore del viaggio. Tra le altre novità sarà possibile collegarsi (ma accade già sul lungo raggio) con il servizio Wi-Fi. I bagni saranno quattro e tutti con superfici antibatteriche, i rubinetti si apriranno con il passaggio della mano e un cestino rifiuti dotato di un pedale.Chi ha ordinato il nuovo AirbusFioccano gli ordini con Iberia che sarà la prima compagnia mondiale ad avere i propri passeggeri a bordo sul volo inaugurale Madrid-Boston previsto per novembre. Gli ordini maggiori sono arrivati, fino a questo momento, da IndiGo che ne ha presi ben 69 per arricchire la sua flotta seguita da American e United Airlines con 50 nuovi aerei a testa e WizzAir (47), la low cost che in questo modo si inserità nel mercato intercontinentale. Nel caso di IngiGo e WizzAir, l’intenzione è quella di montare a bordo del nuovo Airbus circa 240 sedili così da poter trasportare un buon numero di passeggeri.Quali sono le cifreIl nuovo A321Xlr vale attualmente una cifra compresa tra 40 e 65 milioni di dollari mentre il noleggio costa mediamente qualcosa come 375-450 mila dollari al mese. Questo modello è molto simile al modernissimo A321Neo acquistato anche da Ita Airways ma, come detto, con la novità del singolo corridoio. È stato implementato anche il serbatoio con uno posizionato al centro dalla capacità di circa 13mila litri. Airbus stima che con questo nuovo velivolo potranno decollare anche i profitti superando i 10 milioni di dollari perché i costi operativi sul lungo raggio saranno nettamente inferiori agli attuali Airbus o, per fare un paragone con la concorrenza, si risparmierà anche rispetto alle cifre spese dai Boeing 777 o 787. LEGGI TUTTO

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    L’ambigua strategia di Iliad che ha spento le tlc italiane

    Con la cessione della rete, Telecom Italia – oggi nota come Tim – ha pagato il suo tributo ai vent’anni di razzie cui è stata sottoposta da raider di dubbia nobiltà che l’hanno obbligata ad accumulare il debito monstre (ha toccato l’astronomica cifra di 40 miliardi) motivo primo della vendita dell’asset più pregiato. Se è vero che ciò renderà il mercato delle tlc italiane più equilibrato, non risolve però il problema dei ricavi che, a causa di tariffe ormai infime (le più basse d’Europa), si sono via via ridotti fino a incidere pesantemente sui margini mettendo in seria difficoltà il sistema delle tlc nazionali. Con il risultato che gli investimenti continuano a calare e con essi il numero degli occupati. Basti dire che il fatturato totale delle imprese associate ad Asstel-Assotel è passato da 44,8 miliardi nel 2008 a 27,1 miliardi nel 2022. Nonostante ciò, gli operatori hanno reagito alla crescita del traffico con l’aumento degli investimenti sulle reti (36 miliardi tra il 2018 e il 2022, cui si aggiungono i 7,5 miliardi pagati allo Stato per le frequenze 5G). Tuttavia, ultimamente il dimezzamento dei margini lordi (16,6 miliardi nel 2010, 7,8 miliardi nel 2022) ha costretto le aziende a ridurre progressivamente gli investimenti; mentre i flussi di cassa sono scesi progressivamente e nel 2022, anche a causa della maxi-rata delle licenze 5G, sono diventati negativi. In breve, il settore brucia cassa e non attrae più nuovi investitori.Come si è giunti a tanto? Come è accaduto che un settore tra i più floridi, ora fatica a stare in piedi? L’amministratore delegato di Iliad Italia, Benedetto Levi, sostiene che il mercato delle tlc italiane è stato messo in ginocchio dalle «offerte riservate», ovvero le offerte che gli operatori rivolgono agli ex clienti per convincerli a tornare da loro dopo essere passati all’ultimo arrivato. Che, guarda caso, è Iliad. Dice Levi: «Quello delle offerte riservate non è un fenomeno di nicchia, detta i prezzi sul mercato. Quanto alla guerra delle tariffe, non è colpa nostra: lo dice la Luiss, lo dicono i numeri». E ribadisce: «Come ha certificato la Luiss, ciò che distrugge il mercato delle tlc sono le offerte riservate». Sembra che nemmeno lo sfiori il sospetto che invece sia l’aggressiva politica commerciale di Iliad la vera causa del crollo delle tariffe.Per la cronaca, Levi fa riferimento a uno studio che la stessa Iliad ha commissionato all’Università Luiss, pubblicato a novembre 2022, dal titolo «Il contributo di Iliad all’economia italiana». Il punto è che, pur essendo commissionato da Iliad, lo studio afferma il contrario di ciò che dichiara Levi. «Effettivamente – vi si legge – l’ingresso di Iliad nel mercato ha portato una scossa agli equilibri esistenti: l’entrata dell’operatore francese è avvenuta con un’offerta molto competitiva e ha sollecitato una ovvia risposta da parte degli altri operatori, i quali hanno subito reagito con molte nuove offerte caratterizzate da prezzi e livelli di servizi più aggressivi».Quanto alla pratica delle offerte riservate, davvero le sue dimensioni sono tali da condizionare il mercato? Impossibile dirlo. Nemmeno i ricercatori della Luiss azzardano numeri, tanto il fenomeno è difficilmente censibile. Sappiamo però che Iliad, grazie alla sua politica commerciale, continua a catturare nuovi clienti al punto che oggi la sua quota di mercato non è inferiore al 13,7%. È perciò una fandonia che queste offerte abbiano potuto costituire un ostacolo alla concorrenza. Sicché è forte il sospetto che Levi stia strumentalizzando lo studio a fini di propaganda.Del resto, sono gli stessi autori dello studio a confermare che è l’ingresso di Iliad nel mercato italiano ad aver costretto tutto il settore a correre ai ripari per frenare l’emorragia di clienti. Col risultato che le tariffe sono crollate a meno della metà per gli operatori minori (i più aggressivi) e a circa un decimo di quelle dei brand principali (rilevazioni Agcom e Asstel).In altre parole, assistiamo al paradosso che Levi protesta contro gli operatori già presenti sul mercato perché hanno reagito non con un abbassamento generalizzato dei prezzi per fronteggiare la concorrenza di Iliad, ma piuttosto con offerte selettive, mirate ai clienti persi allo scopo di convincerli a tornare. Si resta basiti. Che altro avrebbero dovuto fare? Regalare al signor Xavier Niel, che ha fondato Iliad anche grazie ai proventi del business della pornografia, il loro portafoglio clienti? E pensare che la politica italiana aveva salutato con favore i primi passi di Iliad in Italia, apprezzandone il contributo alla riduzione dei prezzi con vantaggio per i consumatori. Addirittura, lo scorso anno un paio di parlamentari si erano convinti che fosse opportuno incoraggiare l’ultimo arrivato vietando le offerte rivolte agli ex clienti per convincerli a tornare indietro. Poi è stato spiegato loro che avallando tale provvedimento avrebbero contribuito a indebolire ulteriormente i conti di società come Wind Tre o Vodafone che pagano ben 13.000 stipendi, o alla stessa Tim che ha già i suoi bei grattacapi, a favore di chi gioca la stessa partita con meno di 1.000 dipendenti.Ciò che avvilisce è che gran parte dei signori che siedono a Montecitorio pensano – e ciò dà il segno della loro cifra – che «una società che va bene con prezzi bassi è una società efficiente». Sciocchezza sesquipedale: i prezzi non devono essere bassi, i prezzi devono essere giusti. Solo così la società può continuare a investire per rendere il servizio sempre migliore. È forse efficiente Iliad Italia che dal 2018 presenta bilanci in perdita? Nel 2023 il rosso è addirittura cresciuto a 248 milioni. Sarà anche una start up, ma che dopo cinque anni dalla partenza non sia ancora in grado di cominciare a ripagare gli investimenti effettuati, la dice lunga sulla mission di Iliad.Però sbaglierebbe chi pensa che Xavier Niel abbia fatto tutto da solo, che sia responsabile primo della débâcle delle tlc italiane. Mai sarebbe arrivato in Italia se chi ha guidato per cinque anni l’Antitrust Ue, la radicale di sinistra Margrethe Vestager, non avesse imposto, con un diktat dissennato, la presenza in ciascuno Stato membro di almeno quattro operatori mobili (tranne in Germania, dove curiosamente sono tre). Quando nel 2016 Wind e Tre decisero di fondersi ritenendo che fosse difficile tenere i conti in equilibrio con quattro concorrenti sul mercato, Vestager impose che il numero degli operatori in Italia tornasse subito a quattro: et voilà monsieur Xavier Niel con la sua Iliad. Inoltre, per non fargli mancare un caloroso benvenuto, l’Agcom si assicurò che non subisse ostacoli da parte degli incumbent. E sicuramente il mandato è stato assolto con efficacia, visto che oggi Iliad Italia vanta una quota di mercato che è il triplo di Fastweb e poco sotto quella di Vodafone. Insomma, in men che non si dica il Calimero francese si è posizionato al fianco dei grandi operatori costringendoli a diete dannosissime per tutti.Giusta la domanda: ma se continua a operare in perdita, perché Iliad Italia insiste nella sua pratica aggressiva? Qual è la sua strategia? Lo spiega con precisione il sito francese bmftv.com: «Xavier Niel y applique exactement la même stratégie qu’en France. Après avoir cassé les prix et pris 13% de parts de marché, il rêve de grossir en mariant Iliad Italia à un concurrent». E infatti quando sono venuti al pettine i nodi nel settore, con l’evidenza dei problemi di Tim e poi quelli di Vodafone, il gruppo francese si è fatto avanti per ben due volte con offerte ostili (respinte) per l’acquisto della filiale italiana del gruppo inglese. È ora che l’Agcom faccia due più due: se l’ultimo arrivato opera in perdita, con prezzi talmente bassi da mettere in crisi gli altri operatori, e attraverso questa strategia poi si offre di comprare il secondo degli incumbent, forse l’ipotesi di dumping finalizzato a stravolgere i comportamenti razionali sul mercato è qualcosa di più di un sospetto. LEGGI TUTTO

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    Tasse al 5% e agevolazioni: così la Tunisia ha conquistato i pensionati italiani

    I punti chiave

    Il paradiso fiscale dei pensionati è la Tunisia. Sebbene il Portogallo e la Spagna, specialmente le isole Canarie, continuino ad essere le destinazioni preferite dagli italiani che desiderano trascorrere la pensione all’estero, negli ultimi due anni c’è stato un aumento significativo dei trasferimenti verso la Tunisia, raggiungendo la cifra di 2mila pensionati, di cui la metà sono ex dipendenti statali. In Tunisia su una pensione lorda di 3mila euro, si paga solo 180 euro di tasse. Un vero paradiso fiscale con condizioni previdenziali favorevoli.Le misureIn Tunisia è stata introdotta una legge per attirare pensionati europei che consiste in una decurtazione dell’80% sulle tasse per le pensioni lorde dei cittadini di vari Paesi, tra cui l’Italia, con cui il Paese in questione ha un accordo fiscale. La misura è entrata in vigore nel 2007, ma come funziona? Un pensionato del Belpaese che sceglie di trasferirsi in Tunisia può usufruire di un regime fiscale il quale tassa la sua pensione a non più del 5%, rispetto al 30% mediamente applicato in Italia. Coloro che percepiscono pensioni considerate medio-alte ottengono un risparmio proprio grazie a questa misura fiscale. È necessario trasferire la propria residenza per ottenere una pensione tassata per l’80% a zero e per la parte restante 20% con una aliquota pari al 20%. Complessivamente, però, non deve oltrepassare il 5% del totale lordo.I requisitiIn quanto ai requisiti, al fine di poter usufruire dell’agevolazione previdenziale è importante non essere stati tassati come residenti fiscali nei cinque anni precedenti alla richiesta. Il soggiorno minimo è di 183 giorni. Nel caso in cui non si raggiunga la permanenza richiesta è necessario essere proprietari di un’abitazione e che persistano le condizioni per il mantenimento e la residenza.I Paesi più convenientiIn questo frangente è bene conoscere i Paesi più convenienti per i pensionati stranieri. A Malta, esiste una tassazione agevolata al 15% per i redditi provenienti dall’estero, comprese le pensioni, che rispettano determinate condizioni: il reddito deve provenire da un paese europeo, il beneficiario non deve lavorare e la pensione deve essere pari o superiore al 75% del reddito imponibile complessivo. Inoltre, è necessario acquistare un immobile con un valore minimo di 250.000 euro o stipulare un contratto d’affitto di almeno un anno con un importo annuo minimo di circa 9.000 euro.In Grecia, è prevista una tassazione del 7% per 15 anni sui redditi dei pensionati stranieri che hanno lavorato nel settore privato e trasferiscono la residenza. Questa misura è stata introdotta nel 2013. A Cipro, le pensioni fino a 3.420 euro sono esentasse, mentre per le cifre superiori si applica un’aliquota del 5%. Inoltre, viene applicata un’IVA agevolata del 5% per l’acquisto o la ricostruzione di una casa.In Romania, è applicata un’aliquota del 10% per chi si trasferisce nel paese, ma non si tratta di uno sconto specifico per i pensionati. Infatti, nel paese è in vigore una flat tax del 10% sul reddito delle persone fisiche. Nelle Canarie, è previsto uno sconto di 6.500 euro per chi ha più di 65 anni, che aumenta a 7.000 euro per i pensionati con più di 75 anni. Infine, in alcuni Paesi dell’Europa dell’Est, come Bulgaria, Slovacchia e Albania, non viene applicata alcuna imposizione fiscale per gli stranieri che scelgono di trasferirsi sul territorio.Come valutareValutare se un regime di tassazione previdenziale è vantaggioso richiede una disamina attenta di diversi aspetti. Innanzitutto, è importante considerare le aliquote fiscali applicate. Un regime con aliquote più basse può ridurre l’imposizione fiscale sul reddito destinato alla previdenza, consentendo di accumulare risparmi pensionistici più rapidamente.Tuttavia, è cruciale anche esaminare la struttura della tassazione delle prestazioni pensionistiche. Regimi che prevedono tassazioni agevolate o esenzioni al momento del ritiro possono offrire un vantaggio fiscale significativo a lungo termine. Un altro aspetto chiave è la deducibilità dei contributi al fondo pensione. Contributi deducibili significano che il reddito imponibile è ridotto di conseguenza, portando a una minore imposta da pagare ogni anno. Questo può essere particolarmente vantaggioso per chi desidera massimizzare i risparmi pensionistici senza aumentare l’imposta sul reddito corrente. Oltre alla deducibilità, l’accessibilità e la flessibilità delle prestazioni sono fondamentali. LEGGI TUTTO

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    “Tassi, i tagli servono adesso”. Pressing di Panetta sulla Bce

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    «La disinflazione potrà essere completata adeguando gradualmente il livello dei tassi ufficiali al calo dell’inflazione effettiva e attesa, se gli sviluppi macroeconomici confermeranno l’attuale quadro previsivo». Il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nel corso del proprio intervento all’assemblea dell’Abi ha lasciato intendere come sia possibile attuare una politica monetaria espansiva da parte della Bce. In primo luogo, perché l’inflazione sta calando (e se è ancora alta nei servizi, è perché sono un settore che assorbe in ritardo rispetto all’industria gli shock) e, in seconda istanza, perché la riduzione del bilancio da parte dell’Eurotower compenserà il minor costo del denaro. Allo stesso modo, il governatore ha avvertito che «bisogna essere pronti a rispondere rapidamente a eventuali nuovi shock». L’esatto contrario di quanto ribadito dal numero uno della Bundesbank, Joachim Nagel: «Non tagliamo i tassi di interesse con il pilota automatico». Una dichiarazione di preconcetta ostilità alle politiche espansive.Panetta ha inoltre rilevato come l’economia italiana cresca a «ritmi moderati»: tale stabilità deriva «dall’irrobustimento delle imprese, alla solida posizione finanziaria delle famiglie e alla forza delle banche». Questi elementi consentono di «guardare avanti con fiducia», ma il governatore ha invitato a non cadere nell’eccessivo ottimismo. La solidità delle banche, ha sottolineato, «è cruciale per sostenere la ripresa della domanda, evitando che il credito diventi un freno ai consumi e agli investimenti». Ecco perché il governatore ha invitato gli istituti ad adeguarsi progressivamente alle nuove regole di Basilea 3 che «comportano incrementi patrimoniali cui le banche possono fare fronte agevolmente nell’attuale fase di alti profitti». Ritardare il processo renderebbe «l’attuazione più ardua qualora essa slittasse a una fase meno positiva di quella attuale». LEGGI TUTTO

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    Tcc: “Noi corretti sulle nomine in Nhoa”

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    In relazione all’articolo «Nhoa, l’assalto di Taiwan che dribbla il golden power» pubblicato ieri sul Giornale, Tcc Group Holdings precisa che la ricostruzione dei fatti non è fedele alla realtà. Tcc ha infatti sempre rispettato pienamente la normativa Golden Power italiana e osservato le prescrizioni fissate nel 2021 al momento dell’acquisizione di Engie Eps, presentando sempre la prescritta relazione annuale al ministero competente, senza ricevere alcuna obiezione o contestazione. Inoltre, nel febbraio e nel giugno 2024, la società ha inviato ulteriori aggiornamenti volontari e da ultimo, dieci giorni fa, ha presentato una notifica prudenziale relativa all’imminente Opa in Francia in spirito di trasparenza e collaborazione con le istituzioni italiane. Contrariamente a quanto riportato nell’articolo («Nessuna notifica formale è mai giunta a Roma»), Tcc ha trasmesso a febbraio 2024 una comunicazione di aggiornamento volontaria al Mase e alla Presidenza del Consiglio informando sui nuovi ruoli per i dirigenti. Si tratta di una comunicazione di aggiornamento volontaria in quanto non vi è stato alcun cambiamento strutturale di governance. È altresì tendenzioso riportare la seguente frase: «L’ingresso dei due manager taiwanesi è stato fatto passare sottotraccia da Tcc e comunicato al governo italiano a nomine già avvenute, senza alcuna notifica formale e soprattutto senza comunicare preventivamente a Roma i cambiamenti in termini di rapporti di forza nel management team» in quanto, per le ragioni sopra esposte, non vi è alcun obbligo di effettuare una notifica preventiva.Tcc Group Holdings*** LEGGI TUTTO

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    Tim, la vendita della rete ora convince anche S&P

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    La cessione di NetCo a Kkr porta in dote a Tim il miglioramento del proprio rating creditizio. Dopo Moody’s, che si era mossa in anticipo un mese fa (prima della chiusura della cessione della rete), anche S&P si muove e alza di due gradini il rating sul gruppo, portandolo quindi a BB dal precedente B+. L’outlook indicato è stabile. Una promozione che riflette il miglioramento del profilo creditizio della tlc italiana. «Riteniamo – argomenta S&P – che Tim manterrà il suo forte posizionamento su mercato domestico e in Brasile» e che la società, a seguito della riduzione dell’indebitamento legata all’operazione, avrà l’obiettivo di «mantenere una leva moderata». L’outlook stabile riflette le attese dell’agenzia di rating statunitense su un turnaround del business domestico «come dimostrano la stabilizzazione della base clienti e dei ricavi medi per cliente, mantenendo al tempo stesso un andamento robusto in Brasile», tali da «migliorare ulteriormente» le metriche creditizie del gruppo nel 2025 e nel 2026. Le altre due grandi agenzie di rating, Moody’s e Fitch, hanno rispettivamente rating Ba3 e BB- su Tim. LEGGI TUTTO