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    Ballottaggi, per il centrodestra una débâcle ma chi perde di più è Meloni

    I punti chiaveAscolta la versione audio dell’articolo3′ di letturaQuesta tornata amministrativa è una sconfitta gravissima per il centrodestra. Ma a pagare il prezzo più alto è Giorgia Meloni, che, dopo due anni di ascesa ininterrotta, subisce il primo importante stop. La sconfitta di Enrico Michetti a Roma grava infatti soprattutto sulle sue spalle perché è la leader di Fdi ad aver sponsorizzato e fortemente voluto l’avvocato noto per le sue partecipazioni a una radio della Capitale. Un arresto che pesa e che meriterebbe un’attenta riflessione. Gli attacchi delle ultime settimane sulla vicinanza alla destra estrema non sono infatti sufficienti a spiegare le ragioni dell’esito elettorale.Segui lo spoglio in direttaLoading…Lega e Fdi hanno consapevolmente rinunciato a candidature forti a Roma e MilanoUn verdetto che conferma la difficoltà del centrodestra e in particolare delle sue formazioni maggiori, Lega e Fdi, di trovare candidati credibili a Roma come a Milano e in generale in tutte le grandi città. La sconfitta di Michetti brucia tanto quanto quella di due settimane fa nel capoluogo lombardo. Sono infatti due facce della stessa medaglia. La estrema competizione tra Meloni e Salvini ha paradossalmente convinto entrambi che l’obiettivo fosse anzitutto evitare che qualcuno potesse beneficiare del risultato elettorale. Si è preferito così rinunciare a candidature forti (almeno secondo quanto rilevato da tutti i sondaggi) come Albertini a Milano e Bertolaso a Roma che non sarebbero stati riconducibili all’uno o all’altra leader. È vero che entrambi hanno declinato l’invito, ma questo è avvenuto dopo aver preso atto che sulla loro possibile investitura c’era tutt’altro che un sostegno unanime.Leggi ancheCoalizione divisaLa divisione nella coalizione era palese e a poco sono servite le foto opportunity all’ultimo momento, che hanno consegnato un’unità posticcia. Il risultato è stata la sconfitta. Anche laddove, come a Torino, la vittoria sembrava fino a un mese fa quasi scontata. Resiste Trieste, dove tuttavia il sindaco di centrodestra Dipiazza era stato dato vincente forse già al primo turno.Di certo non basta per consolarsi fare la conta dei municipi governati ora dal centrodestra. Così come solo parzialmente può consolare Fratelli d’Italia la conquista del primato tra le forze politiche. Perché se si punta a governare il Paese, bisogna essere in grado di proporre candidati credibili per guidare le principali città italiane. Questo è il punto. La lezione romana, così come quella di 15 giorni fa a Milano e Napoli deve essere ben assimilata. LEGGI TUTTO

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    Ballottaggi, centrosinistra vince a Roma e Torino: Gualtieri (60,3%), Lo Russo (59,4%). A Trieste centrodestra avanti

    A Torino vince Lo Russo contro DamilanoAnche Torino è stata portata via al M5s e pure nel capoluogo piemontese non ci sono stati né l’apparentamento Pd-M5s né una dichiarazione di voto della sindaca uscente Chiara Appendino. A rassicurare il centrosinistra era già stato l’esito del primo turno: il suo candidato Stefano Lo Russo aveva ottenuto quasi cinque punti in più (43,86%) di quello del centrodestra, Paolo Damilano, candidato di Torino Bellissima e del centrodestra che si era fermato al 38,9% due settimane fa.Leggi ancheA Trieste vince DipiazzaRoberto Dipiazza è, per la quarta volta, sindaco di Trieste. Candidato del centrodestra, ha vinto il ballottaggio contro il candidato del centrosinistra, Francesco Russo, autore tuttavia di una incredibile rimonta. Lo ha detto lui stesso – “ho vinto” – intervenendo in collegamento in diretta con l’emittente televisiva TeleQuattro, quando mancano sei sezioni al termine dello spoglio ed è in vantaggio di circa tre punti, 51,6% contro 48,4%. Russo partiva da quasi 16 punti di svantaggio. La città è stata interessata negli ultimi giorni dalla protesta dei lavoratori del porto contro il green pass obbligatori per i luoghi di lavoro. Al Porto la protesta è andata avanti mentre si votava e nelle ultime settimane erano state diverse e partecipate le manifestazioni no vax e no pass in città. In concomitanza con l’ultimo giorno di campagna, il capoluogo del Friuli Venezia Giulia è stato punto di incontro per migliaia di manifestanti contro il green pass.A Varese confermato il centrosinistraA Varese confermato il primo cittadino uscente Davide Galimberti, candidato dal centrosinistra in una coalizione che comprende anche M5s. In vantaggio già al primo turno (con il 48% delle preferenze) Galimberti si attestebbe al 53,1% mentre l’avversario di centrodestra, il leghista Matteo Bianchi è al 46,9%. Una sconfitta, quella di Varese, soprattutto per la Lega, visto che qui è stato fondato il movimento e che queste terre hanno dato i natali, non solo al padre del Carroccio, Umberto Bossi, ma anche al governatore lombardo Attilio Fontana, ad alcuni dei ministri di punta della squadra leghista del governo Draghi (Giorgetti e Garavaglia), oltre che all’ex ministro e presidente della Lombardia, Roberto Maroni, sul quale inizialmente aveva puntato il centrodestra per riprendersi la città, poi costretto a fare un passo indietro per motivi di saluteSavona torna al centrosinistraSavona torna al centrosinistra dopo cinque anni di governo del centrodestra. Dopo lo scrutinio di 51 sezioni su 61 l’avvocato Marco Russo ha il 62,2% dei voti contro il 37,8 dell’ex primario dell’Ospedale San Paolo Angelo. Russo è stato sostenuto da lista Articolo Uno-Partito Democratico, Patto per Savona, Riformiamo Savona e Sinistra per Savona. Su Schirru puntava il presidente della Regione Giovanni Toti con la lista Toti per Savona, con Lega Salvini Liguria, Fratelli d’Italia, Lista civica Schirru, Andare Oltre, Forza Italia e Unione di Centro. A Savona non correva la sindaca uscente uscente Ilaria Caprioglio, che aveva vinto cinque anni fa sostenuta da una maggioranza di centrodestra.Latina resta al centrosinistraCon oltre la metà delle sezioni scrutinate a Latina è in vantaggio con il 54.12% delle preferenze Damiano Coletta, candidato sindaco sostenuto da Pd e M5S. Vincenzo Zaccheo del centrodestra si trova al momento al 45,8%. Nel centro pontino, storica roccaforte del centrodestra, Zaccheo, già deputato e due volte sindaco della città, aveva sfiorato l’elezione al primo turno con il 48,3% contro il primo cittadino, Damiano Coletta, esponente del centrosinistra. Ma il centrodestra non è riuscito a riprendersi uno dei suoi feudi, strappatogli nel 2016 proprio dall’indipendente Coletta (Latina Bene Comune), medico sostenuto dal Pd e da liste civiche, con una vittoria schiacciante, il 75% dei voti, che pose fine a anni di giunte di centrodestra. LEGGI TUTTO

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    Ballottaggi: alle 12 ha votato il 10,07% degli elettori. Le sfide principali a Roma, Torino e Trieste

    I punti chiaveAscolta la versione audio di questo articolo3′ di letturaBallottaggi al via per l’elezione dei sindaci in tutti quei Comuni che non hanno espresso un vincitore al primo turno: alle ore 12 ha votato il 9,7% degli elettori secondo il dato sull’affluenza diffuso dal ministero dell’Interno (63 Comuni su 63,) a fronte del 12,47% registrato due settimane fa. Ed ecco l’andamento nelle 15 Regioni, oltre al Friuli Venezia Giulia, interessate dalla consultazione: Abruzzo al 10,34% (13,84% al primo turno), Basilicata al 8,87% (10,72%), Calabria all’8,79% (13.32%), Campania al 9,93% (14,74%), Emilia-Romagna all’11,98% (13,85%), Lazio al 9,61% (12,2%), Liguria al 13,14% (16,21%), Lombardia all’11,26% (12,31%), Marche al 9,87% (12,85%), Molise all’11,41% (13,74%), Piemonte all’8,74% (9,9%), Puglia al 10,62% (12,68%), Toscana al 10,8% (12,62%), Umbria all’8,72% (11,81%) e Veneto al 12,55% (14,56%).I Comuni interessati dal ballottaggioProtagonisti di questa tornata sono 5 milioni di elettori chiamati a esprimere la propria indicazione di voto. Le sfide più attese riguardano tre grandi città (Roma, Torino e Trieste) dove il centrosinistra prova a consolidare l’affermazione già messa a segno al primo turno. Tra i 65 Comuni al ballottaggio ci sono anche sei capoluoghi di provincia: Latina, Savona, Varese, Benevento, Caserta e Isernia. Il 24 ottobre, invece, si voterà in Trentino Alto Adige (Merano e Brentonico). In Sardegna (Capoterra) e Sicilia (Canicattì, Rosolini, Porto Empedocle, San Cataldo, Favara, Adrano, Vittoria, Lentini) oltre a domenica 24, si voterà anche lunedì 25. La consultazione elettorale odierna proseguirà fino a lunedì 18 ottobre: si potrà votare fino alle ore 23 di domenica 17 ottobre e dalle ore 7 alle 15 di lunedì.Loading…Come si votaGli elettori troveranno una scheda azzurra con i nomi e i cognomi dei due candidati alla carica di sindaco interessati dal ballottaggio inseriti entro un apposito rettangolo, sotto il quale sono riportati i contrassegni della lista o delle liste con cui il candidato è collegato. L’elettore, con matita copiativa, potrà esprimere il proprio voto tracciando un segno sul rettangolo recante il relativo nominativo. Non è ammesso il voto disgiunto. Risulterà eletto il candidato che avrà ottenuto, nel turno del ballottaggio, il maggior numero di voti. Per chi avesse necessità di rinnovare la tessera elettorale, è bene ricordare che gli uffici elettorali sono aperti dalle 9 alle 18 nei due giorni antecedenti alla data della consultazione e, nei giorni del voto, per tutte le operazioni di consultazioneIl significato politico della consultazioneLunedì, a urne chiuse, i partiti tireranno i loro bilanci. Ed è chiaro che questa consultazione aiuterà a capire quale futuro attende l’asse giallorosso tra Pd e M5S, puntellata da Enrico Letta e Giuseppe Conte, e quale sarà il destino della coalizione di centro-destra dove la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni proverà a sfruttare l’eventuale esito positivo del voto per consolidare la sua leadership all’interno dell’alleanza. Sul voto e sui risultati finali, aleggia comunque lo spettro dell’astensione che potrebbe sconvolgere diversi equilibri politici.Leggi ancheLe sfide principaliLe sfide principali riguardano Roma, Torino e Trieste. Nella capitale, dove alle 12 ha votato il 9,39% degli elettori (era l’11,89% al primo turno) la corsa alla poltrona di primo cittadino è tra Enrico Michetti, candidato del centrodestra in quota Fratelli d’Italia e in vantaggio al primo turno, e Roberto Gualtieri, esponente Dem sostenuto dal centrosinistra. A Torino, il rush finale con l’affluenza alle 12 pari all’8,74% (9,9% al primo turno) coinvolge Stefano Lo Russo, candidato del centrosinistra e Paolo Damilano, sostenuto dal centrodestra. Mentre, a Trieste, si sfidano il sindaco uscente Roberto Dipiazza, candidato del centrodestra, e Francesco Russo, sostenuto dal centrosinistra. LEGGI TUTTO

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    Ballottaggi: 5 milioni di cittadini al voto. Le sfide principali a Roma, Torino e Trieste

    I punti chiaveAscolta la versione audio di questo articolo3′ di letturaCinque milioni di elettori sono chiamati al voto al turno di ballottaggio per l’elezione diretta dei sindaci domenica 17 e lunedì 18 ottobre. La tornata elettorale riguarderà 65 Comuni, distribuiti in 15 Regioni a statuto ordinario, oltre al Friuli Venezia Giulia. Tra le amministrazioni interessate dal rinnovo figurano anche 10 capoluoghi: le sfide principali si giocheranno a Roma, Torino e Trieste. Ma la competizione per designare il primo cittadino riguarda anche l’elezione del sindaco a Varese, Savona, Latina, Benevento, Caserta, Isernia e Cosenza.Quando e come si votaSi vota, come per il primo turno, domenica 17 ottobre, dalle ore 7 alle ore 23, e lunedì 18 ottobre, dalle ore 7 alle 15. Lo scrutinio dei voti inizierà a partire dalle ore 15 di lunedì 18 ottobre. Gli elettori troveranno all’interno del seggio una scheda azzurra con i nomi e i cognomi dei due candidati alla carica di sindaco interessati dal ballottaggio inseriti entro un apposito rettangolo, sotto il quale sono riportati i contrassegni della lista o delle liste con cui il candidato è collegato. L’elettore, con matita copiativa, potrà esprimere il proprio voto tracciando un segno sul rettangolo recante il relativo nominativo. Risulterà eletto il candidato che avrà ottenuto, nel turno del ballottaggio, il maggior numero di voti. Per chi avesse necessità di rinnovare la tessera elettorale, è bene ricordare che gli uffici elettorali sono aperti dalle 9 alle 18 nei due giorni antecedenti alla data della consultazione e, nei giorni del voto, per tutte le operazioni di consultazioneLoading…L’app mobile per seguire affluenza e risultati in tempo realePer chi volesse seguire in tempo reale le elezioni, il ministero dell’Interno ha predisposto un’app “Eligendo Mobile” che può essere scaricata sul proprio smartphone (Android o Apple). L’applicazione consente di mettere a fuoco candidati e liste nella fase pre-elettorale e di seguire l’affluenza delle urne durante il voto. Una volta avviato lo scrutinio, sarà poi possibile visualizzare i dati relativi ai candidati man mano che sarà aggiornato l’andamento della competizione elettorale. Sono inoltre disponibili una guida al voto e le Faq con tutte le informazioni utili per poter esercitare il proprio diritto al voto.Occhi puntati su Roma con la corsa tra Michetti e GualtieriLe sfide principali riguardano tre capoluoghi. Occhi puntati soprattutto su Roma dove la corsa alla poltrona di primo cittadino è tra Enrico Michetti, candidato del centrodestra in quota Fratelli d’Italia e in vantaggio al primo turno, e Roberto Gualtieri, esponente Dem sostenuto dal centrosinistra. Avvocato specializzato in diritto amministrativo e docente universitario, 55 anni, Michetti ha ottenuto il 30,1% dei consensi nella prima tornata ed appoggiato da Fdi, Lega e Forza Italia oltre che da una serie di liste collegate. Professore associato di storia contemporanea, già europarlamentare e ministro dell’Economia nel governo Conte II, 55 anni, Gualtieri, ha raccolto il 27% dei voti al primo turno ed è appoggiato oltre che dal Pd, dal Partito Socialista Italiano, Sinistra Civica ecologista e da altre liste collegate.La sfida di Torino tra Lo Russo e DamilanoA Torino la gara è tra Stefano Lo Russo, candidato del centrosinistra e Paolo Damilano, sostenuto dal centrodestra. Docente di geologia al Politecnico, già assessore durante l’amministrazione di Piero Fassino, 45 anni, Lorusso ha sfiorato la vittoria al primo turno con il 43,9% dei consensi ed è sostenuto dal Partito Democratico. Il suo avversario, imprenditore, 55 anni, era già stato sondato per la corsa a primo cittadino nel 2019, ma alla fine il candidato del centrodestra era stato Alberto Cirio. Alla prima tornata elettorale, ha raccolto il 38,9 per cento dei voti. LEGGI TUTTO

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    «Progetti di rilancio subito ma 200 milioni l’anno per Napoli non bastano»

    Abbiamo da sempre rapporti molto costruttivi. E ora farei dei passi in avanti. Vorrei chiedere un forte coinvolgimento. Vorrei che gli imprenditori esprimessero il meglio in termini sia di investimenti che di responsabilità sociale.Lei parla di inclusione e di collaborazione, poi la realtà è che anche per fare la giunta ci sono difficoltà.Non drammatizzerei. Intendo comporre una giunta con personalità di alto profilo. Se i partiti sapranno indicarmele bene, altrimenti andrò avanti per la mia strada. Poi stiamo lavorando non solo alla Giunta ma allo staff in senso ampio. Ci saranno l’ex questore De Iesu e il professore Edoardo Cosenza.Dovrà affrontare mille emergenze e guardare al futuro.Abbiamo molteplici emergenze: asili nido, trasporti, rifiuti. Mancano gli impianti di compostaggio, ma posso assicurare che si faranno. Quanto ai grandi progetti, restano validi i programmi di Bagnoli e di Napoli Orientale, purtroppo rimasti lettera morta in oltre venti anni. Ma vorrei anche puntare a qualcosa che lasci un segno. Penso alla apertura del Molo San Vincenzo, il molo borbonico, e poi credo che sarebbe molto bello realizzare una lunga passeggiata pedonale e ciclabile da San Giovanni a Portici, lungo il Miglio d’Oro. E soprattutto vorrei riuscire a trattenere i giovani. Il nostro capitale umano, tutto, va trattenuto a tutti i costi. LEGGI TUTTO

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    Amministrative, il ritorno del bipolarismo centrodestra-centrosinistra

    Ascolta la versione audio di questo articolo4′ di letturaIl primo turno delle comunali ha espresso due verdetti. La mancanza dei dati completi sui comuni sotto i 15mila abitanti ci costringe a ragionare solo sugli esiti nei 118 comuni superiori. In questo aggregato il verdetto è parziale, perché sono ancora 61 i comuni al voto, ma il risultato è solido. Il secondo verdetto riguarda la distribuzione dei voti tra i partiti. Questo è un verdetto certo, perché al ballottaggio non si votano le liste, ma altamente aleatorio sia per la bassa affluenza sia per la presenza di un 21,8% di voti andati a liste civiche, sia per l’effetto-candidati.Vittoria netta per il Pd Nei 118 comuni in cui si è votato con il sistema elettorale a due turni è opportuno distinguere l’insieme dei 6 comuni capoluogo di regione dagli altri comuni, vista la loro importanza e l’attenzione dei media. Nel primo di questi due aggregati, le sei grandi città, il Pd ha ottenuto una vittoria netta che potrebbe diventare ancora più netta dopo i ballottaggi di domenica e lunedì. È arrivato primo in cinque casi su sei. Solo a Roma è arrivato terzo dietro alla lista di Azione e a quella di Fdi. Ha già vinto in tre città. Domenica molto probabilmente vincerà a Roma e forse anche a Torino. Il risultato finale potrebbe quindi essere 4 a 2 o 5 a 1. Comunque vada, un successo che il dato dei voti alle liste conferma.Loading…In percentuale il Pd è risultato di gran lunga il partito più votato. Con il suo 19% supera la somma di Lega e Fdi (18,8%). Insieme al partito di Letta, Fdi è l’altra forza politica che può ritenersi soddisfatta. Non ha vinto in nessuno dei grandi comuni e il suo candidato non vincerà a Roma, mentre a Trieste e a Torino, dove il centrodestra può vincere, i candidati in corsa non sono suoi. Però con il suo 12,8% ha raddoppiato in percentuale sia i voti presi alle Europee del 2019 sia quelli presi alle comunali del 2016. Ed è l’unico partito ad averlo fatto. I perdenti sono Lega e M5s.Leggi anchePer la Lega un risultato (troppo) negativo Il dato relativo al partito di Salvini è particolarmente negativo. Tanto negativo da non essere credibile. Non è possibile che la Lega oggi abbia nei 6 comuni capoluogo solo il 6,8%. Molti fattori hanno giocato contro in questa tornata elettorale. Purtroppo mancano ancora oggi i dati di sezione di Milano e Roma (detto per inciso, è incredibile che il Comune di Napoli abbia messo on line tempestivamente i dati ma non Milano e Roma). In ogni caso i flussi calcolati dal Cise e dal Cattaneo su Torino, Bologna e Napoli concordano nell’indicare che la Lega ha perso molto verso l’astensione oltre che verso Fratelli d’Italia. Non sono voti persi definitivamente. Ma il dato di oggi segnala inequivocabilmente che la Lega è in difficoltà.Coalizioni in equlibrio Questo è il verdetto sui 6 capoluoghi. Il verdetto sui 118 comuni superiori ai 15mila abitanti è più sfumato. Sono 57 quelli in cui il sindaco è già stato scelto. In 42 casi si tratta del sindaco uscente che si è ricandidato. La distribuzione delle vittorie è questa: 24 centrosinistra, 18 centrodestra, 4 destra (senza Forza Italia), 1 M5s, 1 sinistra (senza Pd), 9 civici. LEGGI TUTTO

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    Sindacati in piazza a Roma. Landini: «Una manifestazione per la democrazia»

    Sbarra: sciogliere subito le forze neofascisteDi difesa della democrazia ha parlato anche il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, intervenendo dal palco della manifestazione. «Con l’attacco squadrista alla sede della Cgil è stato colpito il sindacato e il mondo del lavoro» e questo «imponeva una sola scelta essere qui, uniti, contro tutti i fascismi, stare qui insieme con le nostre idee e proposte. Mi dispiace che qualcuno dissenta, ce ne faremo una ragione. Questa è una manifestazione autenticamente sindacale». Sbarra ha poi richiamato la necessità «di procedere velocemente allo scioglimento delle organizzazioni neofasciste e neonaziste. L’arco parlamentare e costituzionale sia unito e deciso. È un passo doverso».Bombardieri: una grande giornata di democrazia«Noi abbiamo invitato tutti. Lo slogan della piazza è l’antifascismo, democrazia e lavoro. Pensavamo potessero essere degli slogan sui quali potessero ritrovarsi tutti», ha commentato il segretario della Uil, Pierpaolo Bombardieri, prima dell’inizio della manifestazione. «Questa è una piazza democratica, una piazza che unisce. Da qui vorremmo lanciare un augurio: che da oggi riparta un nuovo percorso unitario per ricostruire il Paese».Orlando: non vedo discriminazioni per green passMolti i politici che sono arrivati a San Giovanni, a cominciare dal segretario del Pd, Enrico Letta e dal ministro del Lavoro Andrea Orlando, ma ci sono anche il leader dei M5S, Giuseppe Conte e il ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio:«Lavoratori discriminati per il Green pass? Non vedo la discriminazione. Ognuno ha facoltà di scelta», ha risposto il ministro Orlando. «L’unica vera obiezione che si può prendere in considerazione è che chi si fa il tampone per andare a lavorare può avere un trattamento lievemente diverso da chi se lo fa per svolgere altre attività. Ma alla fine la via maestra è quella del vaccino»Letta in piazza: silenzio per rispetto piazzaIl segretario Dem, invece, ha scelto di non rispondere alle domande dei tanti giornalisti che hanno provato a chiedergli del significato dell’evento e delle assenze di alcuni partiti. Una decisione, spiegano fonti dem, presa nel rispetto del silenzio elettorale e verso una piazza che non deve avere vessillo di partiti, per mandare un messaggio di unità nell’antifascismo. Letta ha poi ricevuto con piacere in regalo una maglietta con la scritta “La matrice dell’Europa è antifascista”, realizzata dall’associazione EuropaNow.Allerta sicurezzaSono stati organizzati 800 pullman provenienti da tutta Italia, 10 treni speciali, più qualche volo dalle isole, oltre a quanti si muoveranno con mezzi propri. Massima l’attenzione sul fronte della sicurezza e dei controlli, proprio dopo le violenze di sabato scorso durante la manifestazione non autorizzata dei non green pass, che ha portato anche all’arresto di esponenti di Forza nuova. Il Viminale ha previsto un grande dispiegamento di uomini, tra i 1.500 e i 2.000. LEGGI TUTTO