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    Regionali in Lazio e Lombardia: ecco chi sono i candidati e come si vota

    Ascolta la versione audio dell’articolo3′ di letturaLombardia e Lazio voteranno domenica 12 (dalle 7 alle 23) e lunedì 13 febbraio (dalle 7 alle 15) per rinnovare il consiglio regionale ed eleggere il presidente della Regione. In Lombardia i candidati principali saranno il governatore leghista uscente Attilio Fontana (Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia), Pierfrancesco Majorino del Pd (con l’appoggio anche di M5s, Alleanza Verdi-Sinistra) e Letizia Moratti, ex viceprensidente della Regione guidata da Fontana e ora sostenuta dal Terzo Polo. Nel Lazio i principali nomi in corsa sono l’ex presidente della Croce rossa Francesco Rocca (FdI, Lega, Fi), l’assessore uscente alla Sanità della giunta Zingaretti, Alessio D’Amato (Pd e terzo polo), e la giornalista Rai Donatella Bianchi (M5s),Il sistema di votoLa norma “capostipite” delle leggi elettorali regionali è la legge Tatarella del 1995: elezione diretta del presidente e consiglio regionale eletto con un proporzionale corretto da un premio di maggioranza che premia le liste a sostegno del candidato presidente vincitore. Poi, dopo la riforma del Titolo V del 2001, le Regioni hanno avuto la facoltà di cambiare il proprio sistema di voto. E Lazio e Lombardia hanno corretto le proprie leggi elettorali prima del voto del 2018.Loading…Elezione diretta (senza ballottaggio)In Lazio e in Lombardia è eletto presidente il candidato governatore che ottiene più voti. Senza ballottaggio, come invece per i sindaci dove per essere eletti al primo turno bisogna superare il 50% dei voti altrimenti si va a un secondo turno tra i primi due candidati che hanno ottenuto più consensi. Sia nel Lazio che in Lombardia è previsto che il candidato presidente secondo classificato sia eletto immediatamente in consiglio regionale.L’elezione del consiglio regionale in LombardiaPer l’elezione del consiglio, il territorio della regione (sia in Lazio che in Lombardia) è diviso in tanti collegi quante sono le province. In ogni collegio sono presenti i candidati governatori con la lista (o le liste coalizzate) di candidati consiglieri regionali che li appoggiano. In Lombardia, le liste che appoggiano il candidato governatore vincente ottengono il 55% dei seggi (ripartiti in maniera proporzionale) se il candidato governatore ottiene meno del 40% dei voti; se ottiene più del 40% i seggi salgono al 60% (ma le liste che appoggiano il candidato eletto governatore non possono ottenere più del 70% dei seggi).Fac simile della scheda elettorale per le regionali in Lombardia (provincia di Milano)L’elezione del consiglio regionale nel LazioNel Lazio invece il sistema è più semplice: le liste che appoggiano il neogovernatore ottengono un bonus di 10 seggi (su 50) ripartiti in maniera proporzionale. Nel Lazio, come in Lombardia, sono previste delle correzioni per far sì che ogni provincia elegga almeno un consigliere. Il bonus di seggi non sempre garantisce al governatore la maggioranza (la cosiddetta anatra zoppa), come avvenuto per Nicola Zingaretti nel 2018: la migliore performance delle liste del centrodestra rispetto al centrosinistra garantì a quest’ultimo a inizio legislatura solo 24 seggi su 50. Ma il presidente, essendo eletto direttamente dai cittadini, non necessita di un voto di fiducia del consiglio per entrare in carica. Zingaretti riuscì anche a respingere una mozione di sfiducia, a causa delle divisioni nelle opposizioni, fino a quando l’accordo con il M5S riuscì a blindare la consiliatura. LEGGI TUTTO

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    Regionali Lazio, Tajani: è voto di fiducia al governo. Meloni, Italia isolata? No, ora consapevole centralità

    I punti chiaveAscolta la versione audio dell’articolo3′ di letturaIl centrodestra si è dato appuntamento a Roma per sostenere il candidato alla presidenza della Regione Lazio Francesco Rocca, nelle elezioni del 12 e 13 febbraio. «Siamo l’unico Paese al mondo che non guadagna dallo smaltimento dei rifiuti: paghiamo altri Stati per farlo. Mancano i fatti. Vorrei vincere e vincere bene per dimostrare che questo governo sta lavorando bene, è un voto di fiducia non solo a Rocca ma a questo governo, che sta governando bene». È quanto ha sottolineato il ministro degli Esteri e coordinatore nazionale di Fi, Antonio Tajani, intervenendo alla kermesse che si è svolta all’Auditorium Conciliazione di Roma. All’incontro hanno partecipato tutti i leader delle tre forze politiche di maggioranza: oltre a Tajani, la premier Giorgia Meloni e il segretario della Lega Matteo Salvini.Meloni, oggi come 10 anni fa la sfida è avere coraggio«Nella vita serve coraggio e quella fu 10 anni fa la nostra parola d’ordine – ha detto Meloni nel suo intervento -. Senza paura di sfidare qualcosa che è più grande di noi. È esattamente quello che dobbiamo fare oggi. Abbiamo mantenuto gli impegni, facendo una destra moderna, rafforzare il centrodestra, senza mai abbassare la testa, o diventare una cosa diversa da quello che eri».Loading…«Italia isolata? No, ora consapevole centralit໫C’è chi dice – ha aggiunto Meloni – che l’Italia è isolata, è isolatissima, una tragedia…Ma non è possibile isolare l’Italia, è fondatrice dell’Ue, della Nato, nel G7, una delle nazioni più ricche nel mondo. Ma ora siamo consapevoli della sua centralità».«Stato non tratta con mafia e con chi lo minaccia»Un passaggio dell’intervento della premier è stato sulla lotta alla mafia. «Il 2023 – ha detto – sarà governo delle grandi riforme, daremo all’Italia riforma per far governare chi è eletto, una riforma della giustizia, perchè se hai una pena te la devi scontare tutta, vale per tutti. Lo stato non deve trattare con la mafia e nemmeno con chi lo minaccia».Salvini: cappa di silenzio, il Pd si prenderà una lezione«Domenica – ha detto il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini, aprendo il suo intervento alla kermesse a favore di Rocca – si vota in Lazio e in Lombardia, due regioni niente male, ma se vedi le tv e i grandi giornali, non ci siete, sembra non si voti. Mi sembra che ci sia una enorme cappa di silenzio su queste elezioni: siccome sanno che il Pd prenderà una lezione di cui se ne parlerà per i prossimi trent’anni non ne parla nessuno». LEGGI TUTTO

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    Voto in Lombardia e Lazio, ecco come sono cambiate le tasse regionali

    Ascolta la versione audio dell’articolo4′ di letturaLe elezioni regionali in Lombardia e Lazio si avvicinano. La campagna elettorale, come di consueto, si incentra anche sulle tasse regionali. In particolare sull’addizionale Irpef, che riguarda le famiglie, e l’Irap, che interessa invece le imprese e serve in massima parte a finanziare il sistema sanitario. Sia la Lombardia che il Lazio sono intervenuti negli ultimi cinque anni sul sistema fiscale, cercando di mitigare prima l’effetto della pandemia e poi quello del caro vita.Lazio, l’intervento per le famiglieIl consiglio regionale del Lazio ha approvato a marzo 2022 l’incremento del fondo speciale di parte corrente con cui è stato aumentato a 296 milioni il “Fondo taglia tasse”, per la riduzione strutturale della pressione fiscale, rimodulando la spesa corrente per mitigare gli aumenti dei costi dell’energia e tutelare così i redditi più bassi. Per questo è stata inserita l’esenzione dall’addizionale Irpef per i redditi sotto i 35 mila euro e introdotto un “Bonus energia” di 300 euro per la fascia di redditi tra i 35 mila e i 40 mila euro.Loading…Lazio, l’intervento per le impresePer quanto riguarda le imprese, invece,è stata congelata l’applicazione, per molti settori dell’economia, della maggiorazione dell’Irap. È stata poi previsto, dal 1 gennaio 2023, uno sconto del 5% sulla tassa automobilistica regionale. Già nel 2020, a seguito del Covid, era stato previsto un abbassamento dell’Irap dello 0,92% per le imprese che operano sul territorio regionale e hanno una forte propensione all’export. Questo anche grazie al fatto che il Lazio nel 2020, dopo 12 anni, è uscito dal commissariamento della sanità. A fine 2018 erano già stati previsti tagli all’Irap per 12 mila imprese,conferma delle riduzioni dell’Irpef per oltre 2,7 milioni di cittadini. Lombardia, gli interventi sull’IrapNel febbraio 2020 è stata estesa la politica zero Irap in 1326 Comuni lombardi fino a 15 mila abitanti per i nuovi negozi. A non dover pagare l’imposta, le imprese costituite tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2020, che svolgono attività commerciali di vicinato e artigianali. Nei comuni più piccoli (fino a 3 mila abitanti) il beneficio fiscale opera su tutto il territorio comunale. In Lombardia, inoltre, le medie e piccole sale cinematografiche non pagano l’aliquota Irap regionale per tre anni. L’agevolazione fiscale per le micro, piccole e medie imprese che esercitano attività di proiezione cinematografica è stata introdotta nella legge stabilità 2020-2022 approvata a dicembre della Regione.Le aliquote IrapNel Lazio i soggetti che pagano l’Irap sono quasi 330mila, al secondo posto in Italia dopo la Lombardia (oltre 608mila contribuenti). Ma il Lazio è la Regione con gli incassi maggiori (8,2 miliardi, in base all’ultimo anno d’imposta disponibile, il 2019), mentre la Lombardia si ferma a 5,2 miliardi. Questo dipende anche dalla distribuzione delle aliquote. In Lombardia è stata mantenuta l’aliquota ordinaria minima (3,90%) mentre nel Lazio l’aliquota ordinaria ha la maggiorazione che porta il valore al 4,80% (solo la Campania, con il 4,97% ha un valore più alto, mentre il Lazio ha lo stesso valore di Abruzzo, Calabria, Molise e Puglia) . LEGGI TUTTO

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    Qatargate, Figà-Talamanca torna in libertà: «Emersi nuovi elementi»

    ServizioL’inchiesta belgaLa procura belga: la decisione è stata presa nel pomeriggio dopo l’interrogatorio3 febbraio 2023Il Parlamento Ue ha revocato l’immunità a Cozzolino e TarabellaAscolta la versione audio dell’articolo1′ di lettura«Nel dossier» sul Qatargate «ci sono nuovi elementi che hanno portato alla decisione di rimettere in libertà» Niccolò Figà-Talamanca. E’ quanto ha fatto sapere un portavoce della procura federale del Belgio dopo la decisione di scarcerare senza condizioni il responsabile dell’Ong “No Peace Without Justice” detenuto dal 9 dicembre 2022. «La decisione – ha spiegato – è stata presa nel pomeriggio dopo l’interrogatorio di Figà Talamanca, e ora serve il tempo necessario affinché la prigione completi le formalità per rimetterlo in libertà. È una questione organizzativa, generalmente si cerca di fare il prima possibile».Il 27 gennaio Figà-Talamanca aveva fatto appello contro la decisione presa il giorno precedente dlla Camera di consiglio del tribunale di Bruxelles di prolungare di un mese la sua custodia cautelare nel carcere di Saint-Gilles. Per il responsabile della ong “No Peace Without Justice” era stato arrestato con le accuse (comuni a tutti gli indagati della vicenda) di associazione criminale, corruzione e riciclaggio. Accuse che per lui si basano su presunti contatti avuti per organizzare audizioni con la sua Ong quando il pentito Antonio Panzeri vestiva i panni di presidente della sotto-commissione diritti umani dell’Eurocamera.Loading… LEGGI TUTTO

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    Meloni: sarò a Kiev prima del 24 febbraio, aiuti all’Ucraina fino a quando necessario. Scholz: con l’Italia intesa su sicurezza e difesa

    Ascolta la versione audio dell’articolo3′ di letturaPiena sintonia in politica estera, a partire dal sostegno «fino a quando servirà» all’Ucraina. E anche sui migranti, nella convinzione che l’Europa debba agire «assieme». Ma distanze che restano sulla risposta da dare al piano anti-inflazione americano, nonostante la volontà espressa esplicitamente di cercare “soluzioni comuni”. Giorgia Meloni entra per la prima volta da premier nel palazzo della Cancelleria e viene accolta da Olaf Scholz con parole che mostrano la volontà, “forte” da entrambi i lati, di rafforzare le relazioni tra Roma e Berlino. Anche se questo non impedisce a Scholz di mantenere il punto sugli aiuti di Stato, che danno “possibilità di azione” per mantenere le imprese europee competitive. L’Italia predica invece “cautela” sullo strumento degli aiuti di Stato, che rischia di svantaggiare i Paesi ad altissimo debito e di conseguenza minori margini fiscali.«Siamo due nazioni legate da un rapporto bilaterale esteso a quasi tutti i settori, un partenariato con una forte interconnessione economica, due economie complementari. La nostra cooperazione è fondamentale per soluzioni europee su temi complessi in questi tempi, penso al prossimo Consiglio europeo su Ucraina e la competitività del sistema economico europeo». Lo ha detto la premier Giorgia Meloni a Berlino, a fianco del Cancelliere tedesco Olaf Scholz durante il bilaterale Italia-Germania. «C’è una forte sintonia tra Italia e Germania» che hanno lavorato per sostenere «l’autodifesa di Kiev» e «continueremo a farlo finche quando sarà necessario» ha aggiunto Meloni che sarà in Ucraina «prima del 24 febbraio».Loading…Accordo Italia-Francia: Samp-t in Ucraina in primavera Nelle stesse ore una nota del ministero della Difesa informava che il sistema di difesa antiaerea Samp-T di fabbricazione italo-francese sarà consegnato all’Ucraina «nella primavera del 2023». Nel pomeriggio c’era stto quanto afferma dopo un colloquio telefonico che si è tenuto nel pomeriggio tra il ministro Difesa Guido Crosetto e il ministro francese delle Forze armate Sébastien Lecornu nel quale sono stati definiti i dettagli tecnici per l’invio del sistema missilistico che «consentirà all’Ucraina di difendersi dagli attacchi dei droni, missili e aerei russi».Scholz: migrazione sfida europea«Cara Giorgia la tua visita qui dimostra che Italia e Germania sono partner stretti nell’Europa e nell’Alleanza atlantica» ha detto il cancelliere tedesco che ha sottolineato come la sfida migrazione va affrontata insieme nell’Ue: «Sulla migrazione sono convinto che sia una sfida che possiamo superare in Europa solo assieme. È importante che ci adoperiamo per un sistema comune di asilo sulla base dei nostri valori della democrazia e dei diritti dell’uomo, con un giusto equilibrio fra responsabilità e solidarietà» ha detto Scholzi. «Chi non ha diritto deve poter tornare al proprio paese di origine. Deve anche esser chiaro che ci devono essere vie legali per entrare nell’Ue perché abbiamo bisogno di forza lavoro in Europa».Sulla posizione migratoria, ha ribadito Meloni, c’è la «necessità di operare per evitare il traffico di esseri umani e di intercettare i flussi prima del loro arrivo». «Con la crisi in atto – aggiunge – si deve focalizzare che la questione migratoria è una questione di sicurezza. Chi conosce le dinamiche del Sahel, ad esempio, sa che c’è la presenza di persone che possono far diventare questa dei migranti un’arma». LEGGI TUTTO

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    «Favori sulla casa a Rocca e Durigon». Ma loro si difendono: «Falsità»

    I punti chiaveAscolta la versione audio dell’articolo1′ di letturaLa casa di Francesco Rocca, candidato del centrodestra, infiamma la campagna elettorale per le Regionali del Lazio. Un appartamento in una zona elegante di Roma (quartiere Camilluccia), afferma accendendo la miccia il quotidiano ’Domani’, ottenuto a presunte condizioni di favore assieme a quello del plenipotenziario leghista nel Lazio Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro. Secondo il giornale Durigon avrebbe ottenuto uno sconto del 30% per comprare una casa dell’Enpaia, sconto destinato però solo agli inquilini che hanno sottoscritto contratti di locazione da oltre 36 mesi. Nell’articolo si sostiene «che anche Francesco Rocca è entrato prima come affittuario e poi ha colto l’occasione al volo».L’attacco di Pd e M5s«Gli elettori hanno diritto alla verità – l’ha attaccato il rivale di centrosinistra Alessio D’Amato – Se fosse vero sarebbe uno scandalo, è un insulto alle famiglie che non possono permettersi una casa. Io vivo in borgata. Basta privilegi, serve trasparenza». Anche la candidata del M5s Donatella Bianchi non è stata in silenzio: «Un insulto alle famiglie che non riescono a pagare un mutuo, specie se la si acquista da un ente vigilato da un ministero dove è sottosegretario uno degli interessati».Loading…Rocca: nessun favoritismo«Ho comprato la mia casa regolarmente e senza nessun favoritismo – la replica di Rocca – La sinistra è imbarazzante: dovrebbe pensare alla pesante condanna a D’Amato di circa 300 mila euro per distrazione di fondi della Regione Lazio».Interpellanza dei VerdiMa la polemica sale, e al coro si aggiungono anche i leader nazionali dell’opposizione al governo di centrodestra, da Carlo Calenda a Giuseppe Conte mentre il coportavoce di Europa Verde Angelo Bonelli ha annunciato una interpellanza parlamentare. LEGGI TUTTO

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    Cospito, ecco tutte le accuse contro l’anarchico

    I punti chiaveAscolta la versione audio dell’articolo2′ di letturaIl 22 novembre dello scorso anno, dieci giorni prima che ad Atene bruciasse l’automobile della diplomatica italiana Susanna Schlein, la Digos di Torino aveva informato l’autorità giudiziaria che le Fai-Fri erano pienamente operative. L’occasione fu il procedimento scaturito dal reclamo del detenuto Alfredo Cospito contro il 41 bis. Dalla Questura del capoluogo torinese era partita una nota che elencava una serie di azioni a firma anarchica: l’ultima, il plico esplosivo all’ad di Leonardo, Alessandro Profumo, a Roma, rivendicata dalle ’Fai-Fri Brigata Masetti’ e dedicata a Cospito: «Toglietelo dal carcere duro o dovrete cominciare a lavare il sangue».Cospito considerato il propulsore della FaiSecondo gli investigatori non si trattava solo di solidarietà al compagno detenuto. Cospito è considerato il propulsore della Fai, che avrebbe inventato una ventina d’anni fa modificando le teorie sull’”azione diretta” di uno storico esponente dell’anarchismo, Alfredo Maria Bonanno: una rete “orizzontale”, “informale”, di “cellule” sparse per il mondo e composte da attivisti che neppure si conoscono tra loro ma che condividono il modello della lotta. Nelle carte del procedimento gli si attribuisce «un ruolo apicale» che esercita anche dal carcere ponendosi come «punto di riferimento per i «sodali liberi» ai quali «indicare linee programmatiche e obiettivi da colpire».Loading…I messaggi mandati fuori dal carcereA dimostrarlo, secondo gli inquirenti, ci sono i messaggi che ha mandato fuori dal carcere (dove si trova dal 2012) e poi sono apparsi su «opuscoli clandestini» o siti di area, le frasi intercettate, gli indizi che emergono da varie indagini. La Digos menziona lo scoop di una rivista di settore, “Vetriolo”, che tra il 2018 e il 2019 presentò in tre puntate un’intervista-dialogo a Cospito, all’epoca recluso a Ferrara (il 26 maggio 2020 il direttore del carcere comunicò che non era mai stato autorizzato). L’anarchico parlava della necessità di «vivere la rivoluzione subito, con violenza, senza compromessi», spiegando che «il terrorismo è una pratica che gli anarchici hanno sempre utilizzato» e che i pacchi-bomba fanno «parte della ’tradizione».Il rifiuto di definirsi un ideologoGli analisti lessero nelle parole di Cospito anche una «critica decisa verso il rifiuto di un certo insurrezionalismo di colpire le persone» e «verso coloro che si dedicavano esclusivamente al sabotaggio». Ma l’anarchico non accetta l’etichetta che gli viene cucita addosso. Il 5 dicembre, a Torino, nel corso del processo in cui rischia l’ergastolo, ha preso la parola per ribadire che «dalla galera continuavo a scrivere e collaborare alla stampa anarchica»; però non ha mai sostenuto di voler fare l’ideologo o il direttore d’orchestra. I suoi avvocati, più volte, hanno affermato che è impossibile tracciare un collegamento fra articoli e attentati. È lo stesso Cospito, in alcuni colloqui di cui si trova traccia tra le carte di un’inchiesta a Perugia, a sottolineare che «nessuno prende in considerazione» quel che dice. LEGGI TUTTO