More stories

  • in

    Proposta di Fi: obbligo vaccinale per il personale scolastico, sospensione e niente stipendio per chi rifiuta

    I punti chiave2′ di letturaIl 78,2% del personale scolastico ha completato il ciclo di vaccinazione. Restano ancora circa 220mila tra insegnanti e non docenti che ancora non si sono sottoposti alla profilassi anticovid. Per i “resistenti al vaccino” nella scuola il Governo ipotizza l’obbligatorietà all’immunizzazione, come già accade per il personale sanitario.La senatrice di Forza Italia Licia Ronzulli si è portata avanti e ha presentato un ddl che introduce la vaccinazione come requisito indispensabile per l’esercizio della professione all’interno delle strutture scolastiche. Per chi si sottrae scatta la sospensione dall’incarico e dello stipendio. «Mi auguro ora che, così come è successo per il disegno di legge per l’obbligo di vaccino ai sanitari, il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, e tutto il Governo accelerino l’iter» è l’auspicio della vicepresiodente dei senatori azzurri che è presidente della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza.Loading…Leggi ancheVaccino obbligatorio per chi lavora nella scuolaL’obbligo vaccinale che verrebbe introdotto dal ddl riguarda il personale docente e non docente all’interno degli asili e delle scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private. La vaccinazione non è obbligatoria solo in caso di accertato pericolo per la salute, per specifiche condizioni cliniche documentate attestate dal medico di medicina generale.La verificaNel testo si prevede che entro cinque giorni dall’entrata in vigore della legge, ogni ufficio scolastico regionale acquisisca dal personale dipendente la certificazione di avvenuta vaccinazione o la dichiarazione di prenotazione del vaccino.Successivamente l’ufficio scolastico definisce un calendario vaccinale per il personale che non ha ancora provveduto autonomamente alla prenotazione. Fino al completamento del ciclo vaccinale il personale docente e non docente non può essere adibito a mansioni che comportino il rischio di diffusione del contagio. LEGGI TUTTO

  • in

    M5S: a Torino esordio per SkyVote, piattaforma erede di Rousseau

    I punti chiave3′ di letturaDopo mesi di attesa e discussioni, il Movimento 5 Stelle di Torino deciderà mercoledì 21 luglio il suo candidato sindaco affidandosi per la prima volta la piattaforma SkyVote, piattaforma erede di Rousseau. I pentastellati hanno deciso di affidare al voto degli iscritti torinesi – circa 2mila i potenziali votanti – chi tra la capogruppo Valentina Sganga e il presidente della commissione Commercio Andrea Russi tenterà di ricevere il testimone da Chiara Appendino alla guida dell’amministrazione comunale.Appendino: democrazia diretta caratteristica di M5SUrne online aperte dalle 10 alle 22 per quello che Appendino definisce «un traguardo importantissimo con cui portiamo avanti il principio di democrazia diretta che ci ha sempre caratterizzato. La comunità del Movimento di Torino è orgogliosa di poter essere apripista con questa votazione. Torino – aggiunge – è sempre stata protagonista nelle varie fasi del M5S fin dalle origini e siamo in trepidante attesa della votazione e di poter presentare il nostro candidato».Loading…Crimi: «Votazioni certificate, segrete e sicure»A Roma è il reggente Vito Crimi a presentare la nuova piattaforma, assieme al notaio Alfonso Colucci e all’ad di SkyVote Alfonso Di Sotto. Le votazioni saranno «certificate, segrete e sicure», sottolinea Crimi rimarcando come «la democrazia diretta» resti «il cuore pulsante» anche del M5S.«La società SkyVote non ha alcun ruolo nella definizione del corpo elettorale, che viene fatto dagli organi del M5S – ha spiegato Crimi -. Il corpo elettorale viene consegnato poi a SkyVote con dei dati che servono esclusivamente all’identificazione del votante. SkyVote controlla che ad accedere alla piattaforma sia chi ha indicato il M5S. Un link viene inviato al votante ed è come se fosse la tessera elettorale. Al momento del voto c’è un ulteriore elemento di certificazione, che è l’sms via cellulare. Questo meccanismo ha una serie di sistemi che garantiscono la segretezza, l’autenticità e l’unicità del voto».«Il nostro sforzo è coniugare il principio di democrazia con la certezze di verità e trasparenza. Ogni seggio elettorale è criptato e la chiave di decriptazione è nelle mani del notaio», sottolinea Alfonso Colucci, notaio che si occupa dei voti su Skyvote. LEGGI TUTTO

  • in

    La città di Roma avrà un posto in prima fila nel Pnrr

    I punti chiave3′ di letturaChiunque sarà il sindaco di Roma, avrà un posto in prima fila al tavolo per il Piano nazionale di ripresa e resilienza che il governo costituirà con le forze economiche e sociali per rafforzare l’attuazione del Recovery. Entra a sorpresa, nel decreto legge 77 su governance Pnrr e semplificazioni, un emendamento dei due relatori, Annagrazia Calabria (Forza Italia) e Roberto Morassut (Pd), entrambi romani, che punta a rafforzare il ruolo della Capitale nell’attuazione del Pnrr e in vista degli altri appuntamenti di rilancio della città, a partire dal Giubileo. Sostegno di tutte le forze politiche e anche del governo: una sorta di «patto per Roma» che segna una tregua istituzionale in vista dell’elezione del sindaco.È la sorpresa forse più rilevante in una giornata di votazione degli emendamenti al decreto legge 77 nelle commissioni Affari costituzionali e Ambiente, ancora segnata da confusione e tensione nella maggioranza e fra maggioranza e governo. In una sarabanda di rinvii, accantonamenti, riformulazioni, pareri governativi promessi e poi rinviati, cambi di posizione a più riprese, l’esame delle proposte, che doveva essere concluso nel pomeriggio, è andato avanti fino a notte fonda.Loading…Leggi ancheLe altre proposte in dirittura d’arrivoFra le altre proposte approvate o comunque in dirittura d’arrivo in nottata l’emendamento dei due relatori sul dissesto idrogeologico (riformulato d’intesa con il Mef per tener conto delle competenze della Protezione civile), la proposta di Alessia Rotta (Pd) sulla parità di genere nelle posizioni di governance del Pnrr e la riformulazione del Ministero delle infrastrutture sull’appalto integrato, materia quanto mai delicata su cui il Pd si era messo molto di traverso con due emendamenti illustri di Graziano Delrio e Paola De Micheli.Alla fine la mediazione di Giovannini – che non è detto soddisfi i due presentatori – prevede che siano le linee guida ministeriali a rafforzare i contenuti del Progetto tecnico di fattibilità tecnico-economica, in modo da imporre qualche vincolo e indirizzo a un appaltatore che si troverà nelle mani progettazione definitiva, progettazione esecutiva e lavori. Soluzione certamente ardita che in molti casi copre però i ritardi delle stazioni appaltanti sui progetti del Pnrr e consente – anche agli occhi della Ue – di appaltare intanto l’opera in assenza di un progetto definitivo.I punti di contrastol Le tensioni non sono mancate su numerosi emendamenti. A partire, ancora, ovviamente, dal Superbonus su cui la disponibilità mostrata dal Mef ad accogliere alcuni emendamenti ordinamentali di semplificazione ulteriore si è scontrata con altre opposizioni dentro il governo e con le tensioni nella maggioranza. Tutto molto strisciante. LEGGI TUTTO

  • in

    Vaccino obbligatorio, Salvini: per giovani non serve. Letta: dal leghista atteggiamento irresponsabile

    I punti chiave3′ di letturaNon c’è solo il dossier sulla riforma della giustizia o quello sul Ddl Zan contro l’omotransfobia a dividere le forze politiche che sostengono l’esecutivo Draghi. C’è anche un altro tema divisivo, ed è quello dell’obbligo vaccinale. A favore Pd, LeU e Forza Italia, contro Lega a Fratelli di Italia. Un tema che avrà in tempi stretti ricadute concrete: in settimana, ha anticipato il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, l’ipotesi di introdurre un obbligo di vaccinazione per il personale scolastico sarò valutata dal Consiglio dei ministri nella sua collegialità.Salvini: mio figlio deciderà, coprire chi più rischiaIl leader della Lega Matteo Salvini frena. Per l’ex ministro dell’Interno infatti va messa in sicurezza la popolazione «dai 60 in su, da 40 a 59 scelgano, per i giovani non serve. Parlare di obbligo per studenti di 13 o 14 anni o per gli insegnanti non fa parte del mio modo di pensare un paese libero. Entro settembre – ha ancora aggiunto – si stima di arrivare oltre il 90% di copertura volontaria fra gli insegnanti. Che senso ha parlare di obblighi o licenziamenti a scuola?». Infine, un passaggio sulle scelte che farà suo figlio: «Mio figlio, che ha 18 anni, è libero perché è adulto e può fare quello che vuole e si informa, non rischia se guardo i numeri. Noi dobbiamo coprire e tutelare tutti coloro che rischiano di più dai 60 anni in su», ha detto in un intervento a “Quarta Repubblica” su Rete4. «Mio figlio può andare a trovare i nonni (vaccinati) senza che rischino – ha aggiunto – Non è che devo vaccinare mia figlia di 8 anni con tutti i rischi denunciati nel mondo, per come ce l’hanno raccontata, perché sennò non può andare a trovare i nonni».Loading…Letta attacca Salvini: atteggiamento completamente irresponsabileIl segretario del Pd Enrico Letta ha criticato la posizione della Lega: «Quando sento e vedo Salvini che ride e scherza – ha detto – penso che questo atteggiamento sia completamente irresponsabile: non si scherza sulle vaccinazioni e la salute degli italiani». Letta ha pertanto sollecitato il governo a decisioni «stringenti».ovvero l’obbligo vaccinale.Leggi ancheZingaretti, invito a giovani a non vaccinarsi è come dirgli di disertareLa posizione del leghista è stata ampiamente criticata dal governatore Dem del Lazio, ed ex segretario del partito Nicola Zingaretti. «Invitare i giovani a non vaccinarsi è grave. Siamo in estate e bisogna fare in modo che il maggior numero possibile di giovani si vaccini», ha sottolineato in un’intervista al Corriere della Sera. Secondo Zingaretti sostenere, come ha fatto Salvini, che vaccinare i giovani non serve e che è demenziale minacciare con l’ago un diciottenne «è una vera e propria vergogna, equivale a dire che non si raggiungerà mai l’immunità di gregge. Significherebbe perdere la battaglia contro il virus, come se in guerra si invitassero le persone a disertare. Colpisce che si definiscano patrioti degli esponenti politici che sono contro gli italiani e contro gli interessi del Paese. Questa non è la linea del governo – ha ricordato il presidente della Ragione Lazio – anche perché sarebbe stata un imbroglio. A me colpisce l’impianto politico e culturale sbagliato, la confusione per cui la libertà è non seguire le regole e non vaccinarsi».Speranza, inammissibile ambiguità dalla politica Sulla necessità di procedere con la campagna vaccinale è intervenuto anche il ministro della Salute Roberto Speranza. E anche lui ha espresso una posizione fortemente contraria a quella delineata dal leader della Lega. «Sui vaccini – ha messo in evidenza – non sono ammissibili ambiguità da parte di nessuna forza politica. Dalla campagna di vaccinazione dipende la ripartenza e il futuro del Paese». LEGGI TUTTO

  • in

    Pensioni: sindacati, M5S e Lega in pressing contro il ritorno alla Fornero

    I punti chiave4′ di letturaIl confronto tra Governo e parti sociali sulle pensioni scatterà il 27 luglio quando mancheranno solo 5 mesi al “pensionamento” di Quota 100. Ma è già intenso il pressing su Palazzo Chigi e sul ministero dell’Economia per evitare un ritorno “integrale” alla riforma Fornero. Un ritorno considerato “impensabile”, oltre che dai sindacati, dai Cinque Stelle e dalla Lega. Anche nel Pd c’è chi punta su una nuovi meccanismi di flessibilità in uscita. Ma a via XX Settembre si continua a guardare alle varie ipotesi sul tavolo, da Quota 41 all’anticipo a 63 anni d’età della sola quota “contributiva “ dell’assegno, con molta cautela e con un certo distacco.Il monito della Commissione europeaAnzitutto a causa dei maggiori costi che queste opzioni comporterebbero, ma anche perché quello delle pensioni è uno dei capitoli su cui Bruxelles vigila con molta attenzione. E la stessa cautela sembra mostrare Palazzo Chigi, dove, nello stesso momento in cui comincia a diventare caldo il tema-pensioni, approda proprio la professoressa Elsa Fornero, che farà parte della squadra di consulenti e “consiglieri” del C omitato d’indirizzo per la politica economica istituito nelle scorse settimane dal sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Bruno Tabacci. Anche se un punto di partenza della trattativa sostanzialmente condiviso già c’è: il rafforzamento dei canali agevolati per i lavoratori impegnate in attività gravose e usuranti, in prima battuta attraverso l’estensione dell’Ape sociale, ma non solo.Loading…Leggi ancheMaggioranza e sindacati in fermento sul dopo Quota 100Da mesi i sindacati invocano la riapertura del tavolo su Quota 100. Fin qui il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha sempre preso tempo affermando che la priorità andava data alla definizione della riforma sugli ammortizzatori sociali e alle misure per la salvaguardia dell’occupazione. Ma ora la convocazione è arrivata: l’appuntamento è per il 27 luglio.Per l’Orlando la priorità è rappresentata dagli assegni pensionistici da garantire ai giovani, ai quali non si potrà chiedere di sopportare gli eventuali costi di nuovi interventi. I sindacati chiedono a gran voce di arrivare entro l’anno a un intervento complessivo sulla previdenza che parta dalle indicazioni contenute nella loro proposta unitaria, a cominciare dall’introduzione di flessibilità in uscita dopo i 62 anni d’età e dalla possibilità di pensionamento con 41 anni di contribuzione, a prescindere dall’età anagrafica.Una posizione in gran parte condivisa dal M5S, come è emerso dall’incontro con una delegazione di Cgil, Cisl e Uil del 19 luglio. I Cinque stelle, che considerano impensabile un ritorno alla “Fornero”, chiedono una riforma organica della previdenza per delineare nuove forme di flessibilità post-Quota 100 ed, eventualmente, rendere anche possibili le uscite con 41 anni di contribuzione. E la cosiddetta “Quota 41” è un cavallo di battaglia della Lega, che continua a insistere per consentire in qualche modo i pensionamenti dal 62esimo anno d’età. Il Pd è favorevole alla flessibilità in uscita ma non si sbilancia, forse in attesa che la partita entri nel vivo a settembre, in vista del varo della prossima legge di bilancio.Inps: lavoratori fragili e lavori gravosiIl presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, nelle scorse settimane ha caldeggiato la proposta che offrirebbe la possibilità di beneficiare al compimento dei 63 anni d’età (e con almeno 20 anni di contributi) la quota “contributiva” dell’assegno per poi usufruire anche della eventuale fetta “retributiva” al raggiungimento dei 67 anni. Una soluzione che non impatterebbe troppo sui conti pubblici: 443 milioni il 1° anno per poi arrivare a poco più di 2 miliardi il decimo anno.In ogni caso l’Inps nell’ultimo rapporto annuale sottolinea che “la scelta che farà il legislatore rispetto ad un possibile intervento” dovrà “tener conto del crescente livello di spesa pensionistica rispetto al Pil a normativa vigente e delle tensioni che ci saranno nei prossimi anni sul denominatore anche a seguito della crisi pandemica oltre a quelle già note che agiscono sul numeratore e dovute a fenomeni demografici difficilmente controllabili”.Il rafforzamento dell’Ape socialeSempre l’ente previdenziale indica anche altre priorità: l’equità intergenerazionale cercando di creare condizioni di flessibilità nella direzione di quelle già esistenti nel sistema contributivo “in modo da non generare ulteriori discriminazioni tra generazioni di lavoratori spostando ancora una volta i costi di un intervento a carico delle giovani generazioni” e la tutela di alcune tipologie di lavoratori in condizioni di salute precarie o impegnati in attività particolarmente gravose. In quest’ultimo caso andrebbero rafforzati gli strumenti esistenti come l’Ape sociale (reddito ponte al requisito di vecchiaia) e le misure pensionistiche per i lavori usuranti e i lavoratori precoci. E proprio su questo capitolo l’apposita Commissione sui lavori gravosi istituita al ministero del Lavoro starebbe per giungere alla stretta finale con l’obiettivo di fornire le sue indicazioni. “Stiamo andando avanti positivamente”, afferma Cesare Damiano che fa parte della Commissione. LEGGI TUTTO

  • in

    Effetto rotture nel M5S, il centrodestra passa in vantaggio nella corsa al Colle

    3′ di letturaLa nascita del governo Draghi, prima, e le tensioni all’interno del 5 stelle, poi, hanno avuto un effetto anche sugli equilibri per l’elezione del prossimo Capo dello Stato. Gli smottamenti e i cambi di gruppo degli ultimi mesi hanno portato ad un ribaltamento degli schieramenti, con il centrodestra (Lega, Fdi, Fi e alleati) che ha conquistato – prima volta nella storia – la maggioranza relativa dei “grandi elettori” che saranno chiamati dal prossimo a gennaio 2022 ad eleggere il nuovo inquilino del Colle.Centrodestra in vantaggio 449 a 438Dalla nascita del governo Draghi c’è stato il rafforzamento della componente centrista del centrodestra, con la nascita diCoraggio Italia di Brugnaro e Toti. Dall’altra sono usciti dal M5S coloro che non hanno appoggiato la nascita del governo Draghi. Tanti piccoli smottamenti nei gruppi parlamentari hanno portato il centrodestra a passare in vantaggio nel conteggio dei grandi elettori (parlamentari + delegati regionali): 449 la truppa di Lega, Fdi, Fi e alleati, contro i 438 di M5S, Pd, Leu e alleati. Con il ruolo determinate dei 45 rappresentanti dei renziani di Italia viva, che dopo aver tolto il sostegno a Conte hanno assunto una collocazione più centrale nello schieramento politico.Loading…Leggi ancheA chi spetta il primo passoChe il centrodestra abbia conquistato (prima volta nella storia) la maggioranza relativa non significa automaticamente che il futuro inquilino del Colle arriverà da questo schieramento: al centrodestra mancano ancora 55 voti di grandi elettori per conquistare la maggioranza minima richiesta per eleggere il futuro capo dello Stato. Ma probabilmente toccherà al centrodestra l’onere di proporre un nome in grado di andare al di là del proprio perimetro.In grado magari di convincere Italia viva e una manciata di grandi elettori provenienti dai 75 non riconducibili immediatamente né al centrodestra né al centrosinistra.Le regole del giocoI giochi inizieranno ufficialmente il 3 gennaio 2022 (un mese prima della scadenza del mandato di Mattarella), quando il presidente della Camera convocherà i 630 deputati – al momento 628 per il seggio lasciato vacante a Siena dal Pd con Pier Carlo Padoan diventato presidente di Unicredit e a Roma dal M5S con Emanuela Del Re nominata rappresentante speciale dell’Unione europea per il Sahel. – i 321 senatori e i 58 delegati regionali. Nelle prime tre sedute servono i due terzi dell’assemblea (673 voti) per eleggere il capo dello Stato, dal quarto scrutinio in poi si scende alla maggioranza assoluta (505).Centrodestra in vantaggio tra i delegati regionaliIl calcolo della suddivisione tra le coalizioni dei delegati regionali – a parte la Valle d’Aosta che ha un solo delegato, ogni consiglio regionale elegge tre delegati, due della propria maggioranza, uno dell’opposizione – è abbastanza facile, visto che da qui alla primavera del 2022 le uniche elezioni regionali previste sono quelle della Calabria (dove il centrodestra però è in netto vantaggio). Al centrosinistra, a meno di ribaltoni in Calabria, dovrebbero andare 26 delegati regionali, 32 al centrodestra. LEGGI TUTTO

  • in

    Dalla giustizia al Recovery, tutti i fronti aperti tra premier e nuovo M5S

    2′ di letturaDomani l’atteso incontro tra Giuseppe Conte e Mario Draghi si annuncia come un faccia a faccia certo non formale. Forte dell’intesa trovata con Grillo, il leader in pectore del M5S è pronto a mettere i paletti su tutta una serie di cavalli di battaglia del movimento: dalla giustizia alla difesa del reddito di cittadinanza, passando per la tutela dell’ambiente da garantire nel decreto semplificazione, fino al cashback. Una serie di fronti aperti che potrebbero esplodere dopo il 2 agosto, quando inizia il semestre bianco e non sarà più possibile sciogliere le camere fino a febbraio: l’uscita dal governo del M5S non metterebbe immediatamente a rischio il seggio causa elezioni anticipate.Leggi ancheGiustizia e prescrizioneIl M5S targato Conte non ha gradito gli emendamenti del governo che rivedono le norme sulla prescrizione e che di fatto in tema di prescrizione mandano in soffitta la riforma Bonafede (ex ministro della giustizia del governo Conte). «Vogliamo processi veloci ma non accetteremo mai che vengano introdotte soglie di impunità e venga negata giustizia alle vittime dei reati», ha detto l’ex premier.Loading…Reddito di cittadinanzaIl M5S non ha gradito anche le parole di fuoco lanciate dall’ala di centrodestra della maggioranza di governo contro il reddito di cittadinanza. «Abbiamo realizzato questa misura che oggi qualcuno per interessi di bottega vorrebbe smantellare, ma non è la strada per aiutare davvero gli italiani. Piuttosto miglioriamolo, rendiamolo davvero efficace e funzionale, soprattutto per la parte delle politiche attive del lavoro, perché questo è quello che serve, non eliminarlo». ha detto l’ex premier.Tutela dell’ambienteNel M5S si sono poi alzati i timori che le norme di semplificazione per accelerare le misure del Recovery plan vadano a danno della tutela dell’ambiente. Inoltre c’è il timore che vengano sottratte risorse al Sud, bacino elettorale dei pentastellati: «Riteniamo inaccettabile che nel decreto Semplificazioni sia stata inserita una norma (l’art 59) che sottrae fondi già destinati al Sud, alle aree interne e a quelle montane. Per questo abbiamo presentato due emendamenti soppressivi», hanno tuonato gli esponenti del m5s.CashbackLo stop al cashback annunciato a fine giugno ha mandato in il Movimento 5 stelle: «Sospenderla la misura è un errore, l’ho detto e ripetuto in cabina di regia. Mi auguro si possa tornare indietro su questa decisione» ha tuonato il ministro e capodelegazione dei Cinque Stelle Stefano Patuanelli (vicinissimo a Conte). LEGGI TUTTO