More stories

  • in

    Nuovo governo, quante chance ha Salvini di andare al Viminale?

    I punti chiave2′ di letturaSi dice che Matteo Salvini non demorda, che il suo obbiettivo resti il ritorno al Viminale. E questo continuano a ripetere più o meno i leghisti vicini al segretario anche in queste ultime ore. Eppure l’ipotesi del bis al ministero dell’interno è praticamente impercorribile e il primo a saperlo è proprio Salvini.L’ostacolo del processo in corsoSenza tirare in ballo ricostruzioni che indicano nella passata vicinanza con Vladimir Putin l’ostacolo a ricoprire il bis in un ministero “sensibile”, è il processo per sequestro di persona a carico del leader della Lega il muro invalicabile che gli sbarra la strada all’Interno: impensabile che il capo dello Stato possa accettare la proposta di nomina.Loading…Quanto conta la trattativaLa domanda dunque da porsi è perché Salvini insista o meglio faccia insistere i suoi a candidarlo per il Viminale. Certamente per alzare l’asticella, per sedersi al tavolo della trattativa con Giorgia Meloni e gli alleati del centrodestra partendo dalla premessa di dover essere ricompensato per la rinuncia a rientrare al dicastero in cima alle sue preferenze da sempre. Questo aspetto sicuramente c’è ma forse non è il solo.La coda della campagna elettoraleQuesta insistenza punta anche a mettere in difficoltà Meloni, ad attribuirle la responsabilità di questo “no” per soggiacere a veti posti altrove, a minarne insomma l’immagine di premier autonomo prima ancora che riceva l’incarico dal Capo dello Stato. Del resto anche le ripetute richieste di procedere allo scostamento di bilancio per attenuare il caro energia sulle bollette vanno un po’ nella stessa direzione. È come se Salvini stesse ancora in campagna elettorale e dicesse: ecco io vorrei garantirvi sicurezza in città, frontiere chiuse agli immigrati e sconti sulle bollette ma lei invece si mette di traverso. Le elezioni però ci sono già state e il verdetto elettorale per la Lega è stato una sonora bocciatura. LEGGI TUTTO

  • in

    Salvini: «Io al Viminale? Farò quel che serve». Oggi direzione Fdi con Meloni

    ServizioPoliticaGiorgia Meloni continua a lavorare alla squadra di governo ed oggi riunisce per la prima volta dopo le elezioni politiche la direzione nazionale di Fratelli d’Italia. Sul fronte Lega, il Consiglio federale ha dato pieno mandato a Salvini. Interni, Riforme e autonomia, Agricoltura e Infrastrutture sono i ministeri chiave a cui punta il Carroccio. Il leader leghista: flat tax e stop Fornero fondamentali5 ottobre 2022Governo, Meloni punta a chiudere entro il 20 ottobreI punti chiave8:59Cardinal Zuppi: Chiesa ha rispetto per Meloni ma vigilerà sul bene comune“Mi auguro che coloro che avranno l’onere e l’onore di governare sappiano esserne all’altezza. Va detto che in questo periodo sarebbe difficile per chiunque”. È quanto ha sottolineato, in una intervista a La Stampa, il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei. Che esprime un’apertura di credito a Giorgia Meloni dicendo di porsi nei confronti della probabile prima premier donna d’Italia “con rispetto, come per chiunque eserciti questo altissimo compito. È un momento difficile per tutti. Richiede una discussione consapevole. Anche la necessaria dialettica tra maggioranza e opposizione non può non tenere conto di questa sfida. E quindi dell’interesse nazionale, che deve prevalere sull’interesse di parte”. Da parte sua, la Chiesa “eserciterà – aggiunge – la sua influenza innanzitutto perché tutti, a cominciare dai più deboli, siano protetti, nella convinzione che solo insieme se ne esce. Avremo uno sguardo attento e severo circa le scelte del nuovo Governo, che dovranno rispondere all’esigenza del bene comune e non ai ’profitti’ personali o di partito. Questo è un tempo cruciale che richiede una grande concertazione per affrontare insieme le problematiche”.8:36Oggi direzione Fdi con MeloniGiorgia Meloni continua a lavorare alla costruzione del nuovo governo con un occhio alla situazione internazionale ed a quella dell’energia. Si prevede che a Montecitorio tenga riunioni politiche, ed oggi avvierà una riflessione con il suo partito nella prima riunione dell’esecutivo di Fdi dopo le elezioni del 25 settembre. Ieri la leader di Fdi con il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani ha affrontato il dossier energetico e fatto il punto sulle dinamiche in discussione in sede europea per contenere il prezzo dell’energia. Anche a Palazzo Chigi l’attività non si ferma.8:35Governo:Salvini,flat tax e stop Fornero fondamentali«Sbloccare i cantieri fermi, riportare sicurezza nelle città, estendere la flat tax fino a 100 mila euro di fatturato, azzerare una volta per tutte la legge Fornero» e «applicare l’autonomia saranno passaggi fondamentali». Ma «ora donne e uomini della Lega lavorano giorno e notte per bloccare gli aumenti di luce e gas». Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini al termine del consiglio federale. LEGGI TUTTO

  • in

    Pnrr, Chieppa: «Limiteremo le gestioni in house, vanno motivate prima dell’affidamento»

    Ascolta la versione audio dell’articolo4′ di lettura«Le regole dei servizi pubblici locali in Italia sono frammentarie e, dopo il referendum abrogativo del 2011, sono state oggetto di oscillazioni e incertezze. Il governo ha fissato un nucleo di regole e principi comuni per tutti i servizi di rilevanza economica, per dare organicità, stabilità e certezza alla normativa. Gli obiettivi sono qualità dei servizi pubblici, efficienza delle gestioni, investimenti e buon utilizzo delle risorse pubbliche». Roberto Chieppa, segretario generale di Palazzo Chigi per l’intera legislatura, ora in uscita, spiega l’importanza della riforma dei servizi pubblici locali, considerata strategica a Bruxelles. «Già a maggio – dice – ho istituito la commissione di esperti presieduta dal professor Caia che ha svolto il lavoro preparatorio; senza quel lavoro non si sarebbe potuto arrivare alla approvazione preliminare del decreto in poco più di un mese dalla delega. Ora servono l’intesa della Conferenza unificata e i pareri delle commissioni parlamentari. Ci sono i tempi per l’approvazione definitiva del decreto legislativo da parte del futuro governo entro dicembre, nel rispetto degli obiettivi Pnrr».Riscontra resistenze da Regioni e Comuni?Loading…C’è stata una discussione sulle gestioni in house e in particolare sulla norma che prevedeva una motivazione anticipata per l’affidamento dei servizi. È stato trovato un punto di equilibrio in Parlamento che mi pare condiviso. Non vedo atteggiamenti ostili al provvedimento. Anche su altri obiettivi Pnrr vedo una dialettica con Regioni e Enti Locali, come ad esempio sulla qualificazione delle stazioni appaltanti, altro impegno Pnrr, su cui vi sono molte attese da parte della commissione.Quale effetto avrà la riforma per le gestioni in house? L’in house è consentito dal nostro ordinamento e da quello Ue. Troppo spesso, però, le amministrazioni ricorrono a questa scelta senza esame approfondito delle alternative sul mercato per conseguire servizi di qualità e gestioni efficienti. Nel Pnrr c’è l’impegno a limitare gli affidamenti in house, richiedendo una motivazione qualificata e trasparente, che consenta il controllo, anche da parte degli utenti, delle scelte delle amministrazioni. LEGGI TUTTO

  • in

    Ultime notizie. Meloni: sosterremo ogni azione contro speculazione. Mattarella: non ci arrendiamo a logica guerra

    8:34Calenda: no a campi larghi, Pd scelga progressisti o populisti«Decidete una buona volta chi siete e da che parte state», «l’opposizione è una grande opportunità per recuperare consensi», «non esistono campi larghi da costruire. Non perdete tempo ad evocarli. Esiste una sola scelta da compiere: progressisti o populisti». Lo scrive, in una lettera indirizzata ai dem, pubblicata da Repubblica, il leader di Azione, Carlo Calenda. «Cari amici del Pd, la scelta che dovete compiere non è quella tra Conte e Calenda, ma tra populismo e riformismo», ribadisce Calenda. «Il M5S non è un partito progressista, non lo è mai stato e mai lo sarà – sottolinea -. Conte non parla di scuola e sanità ma di bonus e sussidi. Non parla di transizione energetica, ma spaccia illusioni che servono a mascherare i no a tutto».E poi rincara la dose: «Il voto dei 5S al Sud rappresenta la condanna del meridione all’assistenzialismo, e la sconfitta di ogni possibilità di riscatto». Calenda ricorda la proposta del Terzo polo: «Tutta incentrata sulla ricostruzione di un welfare funzionante. Abbiamo sostenuto la necessità del salario minimo legale per combattere la povertà lavorativa. Non abbiamo chiesto di abolire il reddito di cittadinanza ma di dare spazio alle agenzie private nella formazione e nelle offerte di lavoro». Secondo Calenda «il fallimento del Pd alle elezioni deriva dalla convinzione di poter tenere dentro tutto: il riformismo, il populismo, il moderatismo». E poi aggiunge: «Il nostro obiettivo non è mai stato cancellare il Pd. L’Italia ha bisogno di un grande partito socialdemocratico, così come ha bisogno del partito liberaldemocratico che stiamo costruendo. Ma se il nodo dell’alleanza con i 5S e con i loro emuli postcomunisti non verrà sciolto prima del congresso sarà del tutto inutile cambiare faccia affinché nulla cambi». LEGGI TUTTO

  • in

    Bonomi: Governo in tempi più rapidi possibile, servono unità e responsabilità

    I punti chiaveAscolta la versione audio dell’articolo2′ di lettura«Ci auguriamo la formazione di un Governo nei tempi più rapidi possibile. Ci auguriamo un Governo con ministri autorevoli, competenti e inappuntabili». È l’auspicio del presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, nel corso dell’assemblea degli industriali di Varese.«Non mi esprimo sul risultato elettorale. A votare sono gli italiani e non le imprese. Noi non tifiamo né per uno e né per l’altro. Proponiamo le misure e giudichiamo cosa viene fatto» ha aggiunto Bonomi. «Nessuno oggi può fare previsioni realistiche sulla crescita e sugli effetti del rialzo dei prezzi dopo la scelta scellerata dei russi. Serve da parte del Governo una generale vasta convergenza sulle scelte, anche con le forze di opposizione. C’è bisogno di serietà, unità e responsabilità su energia e finanza pubblica» ha aggiunto Bonomi riferendosi al nuovo governo che nascerà nei prossimi giorni.Loading…Ue sia unita su tetto gas come lo è stata su sanzioni«Bisogna dirlo chiaro: serve una Europa che condivida gli sforzi (sul gas) come è stata unita sulle sanzioni. Non si può essere uniti sulle sanzioni e poi lasciare da soli i Paesi più esposti, perché il rischio è di esporre imprese e famiglie a colpi asimmetrici» ha detto Bonomi. «Sull’ energia, l’Italia da sola non ce la può fare, servono scelte europee, come il tetto al prezzo del gas, tutto il gas, non solo quello esportato dalla Russia, soprattutto ora che il gas russo sta venendo meno», ha continuato il leader degli industriali, spiegando che «serve anche una sospensione del mercato ETS: riteniamo assurdo che i fondi speculativi possano operare su questo mercato» e «serve un indice diverso sul mercato Ttf olandese».Confindustria non tifa per nessuno«Questa è la prima assemblea alla quale partecipo dopo le elezioni. Non mi esprimo sul risultato elettorale, in coerenza al nostro mandato e allo statuto di Confindustria, che è autonoma e indipendente dalla politica, apolitica. I governi non li scegliamo noi e non tifiamo per l’uno o per l’altro. Lo abbiamo sempre fatto e sempre lo faremo» ha detto Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, intervenendo all’assemblea dell’Unione industriali della provincia di Varese, facendo un accenno al governo Draghi, per il quale ha ribadito il ringraziamento al presidente della Repubblica. «L’autorevolezza e il prestigio internazionale che ha portato (Draghi) hanno rappresentato un enorme vantaggio per Italia. Draghi è stato essenziale per mantenere la barra dritta in Italia, in Europa, nella Nato, la definizione delle sanzioni e il sostegno inequivocabile al popolo ucraino», ha affermato.Energia e finanza pubblica sono le emergenze, evitare follie «Non possiamo permetterci immaginifiche flat tax e prepensionamenti. Non vogliamo negare ai partiti di perseguire le promesse elettorali ma oggi energia e finanza pubblica sono due fronti di emergenza che non possono ammettere follie per evitare l’incontrollata crescita di debito e deficit» ha affermato il presidente di Confindustria. LEGGI TUTTO

  • in

    Dalla prima seduta del Parlamento all’incarico: Meloni punta a chiudere entro il 20 ottobre

    I punti chiaveAscolta la versione audio dell’articolo2′ di letturaA una settimana dal voto politico del 25 settembre continuano le consultazioni informali di Giorgia Meloni, a Roma, con l’obiettivo di ricevere l’incarico dal Capo dello Stato, partire con gli incontri ufficiali e presentare la lista dei ministri forse anche in tempo utile per partecipare in prima persona al Consiglio europeo di ottobre a Bruxelles. La crisi energetica è il vero banco di prova del futuro esecutivo e l’intenzione è far presto per affrontare la crisi legata agli aumenti del costo dell’energia e per approvare entro l’anno la legge di Bilancio: l’ambizioone è perciò chiudere la partita possibilmente entro il 20 ottobre. Ma strada per la formazione del nuovo governo è scandita da passaggi istituzionali obbligati che segnano l’avvio di ogni nuova legislatura. Ecco le date che potrebbero portare alla nascita del 67esimo governo della storia repubblicana, il primo guidato da una donna.Prima riunione delle Camere: 13 ottobreUn giorno certo è giovedì 13 ottobre, quando si dovranno riunire, per la prima volta, le Camere. L’articolo 61 della Costituzione prevede che i due rami del Parlamento vengano convocati «non oltre il ventesimo giorno» dal voto. Il 13 ottobre sarà una data spartiacque perché a partire dalla seduta inaugurale del nuovo Parlamento i senatori e i deputati eletti, dopo aver dato vita ai gruppi parlamentari, dovranno scegliere come primo atto i presidenti di Camera e Senato: un voto che di fatto indica una maggioranza e prelude a un accordo di massima sul Governo. Tra il 16 e il 17 dovrebbe arrivare l’elezione dei capigruppo.Loading…Le consultazioni in tempi rapidi: forse già dal 15 ottobreLe urne hanno consegnato al Paese una maggioranza ampia e nel rispetto dei tempi dettati da Camera e Senato e dagli accordi politici, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si appresta ad affrontare i passaggi istituzionali in tempi brevi. Quindi, una volta eletti i vertici del Parlamento Mattarella è pronto ad aprire le consultazioni che potrebbero tranquillamente svolgersi anche di sabato e domenica. Vale a dire, ove ci siano le condizioni, già il 15 e 16 di ottobre. O, in alternativa, il 17 o il 18 ottobre.L’iter è quello classico: il capo dello Stato chiamerà al Quirinale i capigruppo, i leader delle coalizioni, gli ex presidenti delle Camere e i presidenti emeriti della Repubblica per capire gli orientamenti prima di affidare l’incarico a formare il nuovo Esecutivo. Al termine del confronto nello studio alla Vetrata, forse il giorno seguente, dovrebbe arrivare l’incarico al presidente del Consiglio indicato che dovrebbe essere Giorgia Meloni, leader del partito più votato della coalizione vincente di centrodestra.L’incarico e il nuovo governoPrassi vuole che la persona incaricata accetti con riserva e svolga un giro di colloqui prima di tornare al Colle per accettare e presentare la lista dei ministri. Molto, in questo passaggio, dipenderà dagli equilibri interni al centrodestra, equilibri che decideranno dunque le caselle del futuro esecutivo. L’articolo 92 della Costituzione prevede la nomina dei ministri da parte del capo dello Stato su proposta del presidente del Consiglio. Nei giorni scorsi Meloni ha raccolto i desiderata di Lega e Forza Italia ma non ha sciolto il rebus sui ministeri chiave: Economia, Esteri e Interno. La leader di FdI dovrebbe salire quindi di nuovo al “palazzo dei Papi” per consegnare la lista dei ministri e accettare l’incarico. LEGGI TUTTO

  • in

    Il Comitato del Nord agita la Lega: perché si muove la vecchia guardia

    I punti chiaveAscolta la versione audio dell’articolo3′ di letturaLa definizione della squadra di governo leghista che dovrebbe entrare nel nuovo esecutivo è in cima all’agenda di Matteo Salvini. Ma il tema interseca la gestione delle tensioni interne al partito, dopo la deludente performance elettorale. Sono ancora in via di chiarificazione i connotati della corrente «nordista» con a capo (almeno sulla carta) Umberto Bossi e che a tutti gli effetti potrebbe diventare il catalizzatore degli umori di una parte dei vertici del partito impegnati sul territorio tra Lombardia e Veneto.Verso il Consiglio federaleIl segretario è impegnato «affinché la Lega dia all’Italia la squadra di governo migliore possibile». Martedì è previsto un altro Consiglio federale che dovrebbe tenersi a Roma, in vista dell’individuazione dei nomi più adatti per il nuovo esecutivo. Il clima di «grande ottimismo» (la Lega non vede l’ora che questo governo cominci a lavorare», riferisce una nota ufficiale di via Bellerio) ha per contraltare la vecchia guardia di quello che fu il Carroccio pronta a farsi sentire dopo la sortita del Senatur.Loading…Castelli: vedremo chi c’è dietro al Comitato del NordRoberto Castelli, esponente storico della vecchia Lega Nord, chiarisce che «Bossi non è assolutamente un’ombra, è una presenza fondamentale, un vecchio leone che lotterà fino alla fine, ma – precisa – bisogna capire come si sviluppa questa questione. Ho imparato che in ogni iniziativa politica bisogna chiedersi “cui prodest”? Perché le letture possono essere tante». Con una ulteriore avvertenza. «Se il Comitato del Nord parte da una precisa esigenza di portare alla ribalta il dibattito sulla questione settentrionale, assolutamente ben venga. Ma vediamo come si svilupperà e vedremo la vera essenza di questa iniziativa».Lo spazio per la neonata «corrente»Nel frattempo Autonomia e libertà, l’associazione fondata dallo stesso Castelli, sabato manderà una sua rappresentanza all’appuntamento previsto a Biassono (Monza e Brianza) per l’incontro «Per il Nord! Riparte la battaglia». È ben più netta la posizione dei rappresentanti veneti. «La proposta di Bossi di un Comitato per il Nord è uno sfogo figlio del malessere che è dato dalla lontananza del partito dal territorio», dice Fabrizio Baron, consigliere regionale .«Siamo in Veneto e non in Lombardia ma da noi, come da loro, tutto è figlio del malessere che c’è da tempo. Da tre anni non si fanno congressi, dopo quattro anni al governo non si è riusciti a fare l’autonomia che è tema fondante della Lega». La proposta di Bossi? «Sono pronto ad aderire, è un ritorno alle origini forse ma soprattutto a ciò per cui abbiamo lottato e lavorato per tanti anni», rilancia un altro veneto doc, Giannantonio Da Re, eurodeputato del partito di Via Bellerio e già sindaco di Vittorio Veneto.«Temiamo caduta del Nord, non c’è solo il Senatur»Sulla proposta di Bossi «bisogna capire di cosa si tratta. Il fatto è che comunque è un movimento come altri che stanno nascendo all’interno della Lega e che hanno un’unica spinta: riportare al centro la questione settentrionale», spiega l’assessore leghista veneto allo Sviluppo Roberto Marcato. «Il voto a Giorgia Meloni ha portato il peso di FdI al nord e, sapendo che non è certo un partito attento alla questione settentrionale, si teme che questa scompaia dall’agenda politica». Autonomia, federalismo, lavoro e territorio da questa angolazione non sembrano più essere lo scopo della Lega. «E così c’è chi si smarca e si è cominciato a parlarne all’interno del partito nonostante il segretario sia sempre stata l’espressione unica della linea da seguire, ruolo che oggi non appare più tale». Non vorrebbe essere tanto una critica a Matteo Salvini, «ma piuttosto al cerchio magico che gli sta attorno». LEGGI TUTTO

  • in

    Meloni lavora ai ministeri, domani nuovo consiglio federale della Lega

    ServizioPoliticaProseguono gli incontri e i contatti informali della Meloni, che lavora sui ministeri del nuovo Governo: la leader Fdi vuole una squadra pronta per il Consiglio europeo del 20-21. Domani nuovo Consiglio federale della Lega. Calenda guarda intanto alle Regionali nel Lazio e in Lombardia, aprendo a una possibile alleanza con il Pd3 ottobre 2022Donne in Parlamento sono il 31%,primo calo in 20 anniI punti chiave9:00Tajani: il superbonus scenda all’80%, continuare sostegno a edilizia“Una riduzione, per passare dal 110 all’80” per il superbonus edilizio. Lo ha detto Antonio Tajani a Radio24. “Quello era un provvedimento eccezionale, giusto, ora bisogna continuare a sostenere la crescita del comparto industriale, va continuata l’azione di sostegno all’edilizia”, ha spiegato il coordinatore di FI.8:51Tajani: «Il Governo è politico, se poi ci sarà qualche tecnico di qualità bene»Tensioni sui tecnici nel governo? “Ricostruzioni giornalistiche che non trovano riscontro”. Lo ha detto Antonio Tajani a Radio 24. “Noi abbiamo solo detto che questo è un governo politico, se c’è qualche personalità di rilievo che può rientrare nel progetto, bene. È la qualità che conta -ha sottolineato il coordinatore di FI-. È ovvio che questo è un governo politico, se poi ci sarà qualche non politico non sarà un problema. Ma non ci sono scontri, il centrodestra è coeso”8:22Zanda: Conte, Renzi e Calenda vogliono disintegrare il Pd«Il Pd è un partito indispensabile per il sistema politico e la democrazia italiana. Nei suoi 15 anni di vita ha avuto 4 scissioni e nessuno ne ha preso il posto, nonostante questa fosse l’idea di chi ha provocato quelle scissioni. Miglioriamolo, rinnoviamolo, correggiamone la rotta, ma me lo terrei stretto». Così l’ex capogruppo ed ex tesoriere del Pd, Luigi Zanda, in una intervista a Repubblica.«Lo vogliamo capire che Conte, come Renzi e Calenda, vogliono disintegrare il Pd per prenderne i voti? Lo ripetono tutti i giorni. Il Pd dovrebbe sciogliersi e mandare allo sbando il sistema politico italiano per l’egoismo di Conte, Renzi e Calenda? Non scherziamo. Il Pd non è una costola dei 5S, che hanno dimezzato i loro voti del 2018. Ci vuole l’astuzia acrobatica di Conte per fare passare una sconfitta per una vittoria», ha aggiunto. LEGGI TUTTO