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    Passeggiata spaziale per Cristoforetti, con il russo Artemyev

    L’astronauta Samantha Cristoforetti sarà la prima donna europea ad affrontare una passeggiata spaziale. Lo indica la programmazione della Nasa, secondo la quale l’attività extraveicolare (Eva) dell’astronauta italiana dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) è prevista il 21 luglio alle 16.00 italiane. Con lei sarà il collega russo Oleg Artemyev. La durata prevista è fino a 7 ore. LEGGI TUTTO

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    Il 2022 anno ricerca di base per lo sviluppo sostenibile

    Il 2022 è l’Anno Internazionale della ricerca di base per lo sviluppo sostenibile: la proposta era stata fatta dall’Unesco, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, a fine 2019 ed è stata poi ratificata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. La cerimonia ufficiale di apertura si terrà l’8 luglio a Parigi. L’iniziativa vuole mettere in evidenza il ruolo cruciale delle scienze di base nel settore della sostenibilità e sottolineare il contributo nell’attuazione dell’Agenda 2030 dell’Onu e nel raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Una serie di 17 obiettivi interconnessi definiti come strategia “per ottenere un futuro migliore e più sostenibile per tutti”, che riconosce lo stretto legame tra il benessere, la salute dei sistemi naturali e sfide comuni per tutti i paesi.
    “Il messaggio della comunità scientifica internazionale di rafforzare la consapevolezza globale delle scienze di base”, commenta Michel Spiro, presidente dell’Unione Internazionale di Fisica Pura e Applicata (Iupap), “aprirà le porte a più ricerca, istruzione e sviluppo in questi campi”. La proposta per l’Anno Internazionale è stata elaborata dalla Iupap, con il supporto del Consiglio Internazionale della Scienza (Isc) e dell’Unesco. 
    Il 2022 è stato proclamato anche Anno Internazionale del vetro, della pesca e dell’acquacoltura (proposta della Fao, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura), e dello sviluppo sostenibile della montagna. Quest’ultima iniziativa spetta al Kirghizistan, esattamente a 20 anni di distanza dall’Anno Internazionale della Montagna, che portò all’istituzione della Giornata Internazionale delle Montagne, celebrata ogni 11 dicembre in tutto il mondo. LEGGI TUTTO

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    Ottenuti in laboratorio i 'geni-architetto' del corpo

    Ottenuti per la prima volta in laboratorio i geni-architetto che controllano lo sviluppo del corpo negli animali: sono i geni Hox. Il Dna sintetico così ottenuto, copiato da quello di ratto, è stato poi inserito in cellule staminali di topi: l’obiettivo è comprendere meglio come funzionano questi geni così importanti e allo stesso tempo molto difficili da studiare. Il risultato si deve ad uno studio pubblicato sulla rivista Science e guidato dalla Università di New York, che apre la strada a future ricerche sullo sviluppo anche degli esseri umani.
    Durante lo sviluppo dell’organismo, i geni Hox stabiliscono dove deve andare ogni cellula e quale parte del corpo andrà a formare, assicurando quindi che organi e tessuti si sviluppino nel posto giusto. Se questi geni funzionano male, ad esempio a causa di una mutazione, le cellule possono perdersi, causando tumori, difetti alla nascita e aborti spontanei. Nonostante il ruolo essenziale, i geni Hox sono ancora poco compresi: nel Dna si trovano strettamente organizzati in gruppi in cui non trovano posto geni di altro tipo e questo li rende molto complicati da esaminare.
    Per superare l’ostacolo, i ricercatori guidati da Sudarshan Pinglay hanno fabbricato lunghi filamenti di Dna sintetico dei geni Hox copiando quello dei ratti, inserendoli poi in una posizione precisa all’interno di cellule staminali di topi. L’utilizzo di due specie diverse ha consentito di distinguere facilmente il Dna sintetizzato in laboratorio dal resto. Grazie a questa tecnica, i ricercatori hanno scoperto che il gruppo di geni Hox contiene al suo interno già tutte le informazioni necessarie alle cellule per capire da che parte andare, senza bisogno di altri elementi di regolazione, confermando la teoria di lunga data finora difficile da dimostrare. LEGGI TUTTO

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    Ecco il primo caso di trasmissione del Covid da gatto a uomo

    Documentato il primo caso di trasmissione del virus SarsCoV2 da un gatto a un essere umano: è successo nel sud della Thailandia, dove il felino di una famiglia positiva al Covid avrebbe contagiato la veterinaria starnutendole in faccia. La conferma è arrivata dallo studio dei genomi virali, pubblicato su Emerging Infectious Diseases dai ricercatori della Prince of Songkla University.
    Fin dai primi mesi della pandemia era noto che i gatti potevano essere contagiati dagli umani senza sviluppare gravi sintomi. Finora, però, non era stato mai dimostrato che il contagio potesse venire anche nel senso opposto, cioè dall’animale all’uomo. “Sapevamo da due anni che era una delle possibilità”, commenta su Nature Angela Bosco-Lauth, esperta di malattie infettive della Colorado State University.
    Considerando la grande diffusione dei gatti come animali domestici, il fatto che ci sia voluto così tanto tempo per dimostrare questa eventualità potrebbe significare che il contagio da gatto a uomo non è poi così comune: secondo gli esperti non c’è al momento alcun tipo di allarme, perché è ancora più probabile che il virus passi dall’uomo all’animale. LEGGI TUTTO

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    Dispositivo raffredda i nervi per vincere il dolore senza farmaci

    Per combattere il dolore senza farmaci è stato sviluppato un mini dispositivo impiantabile, morbido e flessibile, che si allaccia ai nervi periferici e li raffredda in modo mirato, rallentando la trasmissione dei segnali dolorosi al cervello: realizzato con materiali riassorbibili che si auto-dissolvono nell’organismo, potrebbe rappresentare una nuova speranza per il trattamento del dolore post-operatorio. La sua efficacia è stata testata sui topi, in uno studio pubblicato sulla rivista Science da un gruppo di ricerca guidato dalla Northwestern University negli Stati Uniti.
    “Come ingegneri, siamo motivati ​​dall’idea di trattare il dolore senza farmaci con modalità che il paziente può attivare e disattivare ​​all’istante, controllandone l’intensità”, afferma il bioingegnere John A. Rogers che ha guidato lo sviluppo del dispositivo. “La nostra tecnologia sfrutta meccanismi simili a quelli che provocano l’intorpidimento delle dita quando sono fredde. L’impianto consente di produrre quell’effetto in modo programmabile e diretto su nervi specifici”. “Man mano che si raffredda un nervo, i segnali che trasporta diventano sempre più lenti, fino a fermarsi completamente”, aggiunge il coautore dello studio Matthew MacEwan della Washington University School of Medicine.
    Il dispositivo è simile a una sottile fascia larga meno di 5 millimetri, con un’estremità leggermente arricciata che permette di abbracciare il nervo senza bisogno di sutura. Al suo interno contiene un minuscolo canale con del liquido di raffreddamento (già approvato per uso clinico) e un secondo canale con un gas inerte, l’azoto secco. Quando il liquido e il gas fluiscono in una camera comune, si verifica una reazione che fa evaporare il liquido determinando un abbassamento della temperatura. Allo stesso tempo, un minuscolo sensore integrato monitora la temperatura del nervo per assicurarsi che non diventi troppo freddo in modo da non causare danni, anche ai tessuti circostanti. LEGGI TUTTO

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    Oggi è l'Asteroid Day, eventi in tutto il mondo

    Torna l’appuntamento con l’Asteroid Day, la Giornata mondiale istituita dalle Nazioni Unite per ricordare l’impatto dell’asteroide di Tunguska, in Siberia, avvenuto nel 1908, che provocò danni in un’area di oltre 2.000 chilometri quadrati.

    “Scopriamo centinaia di nuovi asteroidi ogni mese, ma i più pericolosi sono quelli che non abbiamo ancora scoperto”, dice all’ANSA Luca Conversi, responsabile del Neocc, il Centro di coordinamento per le osservazioni degli asteroidi vicini alla Terra, i cosiddetti Neo (Near Earth Object) dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), presso l’Esrin a Frascati: “Degli asteroidi che conosciamo, possiamo stimare le caratteristiche e l’eventuale rischio di collisione, ma gli altri, finché restano sconosciuti, rappresentano una minaccia”, osserva l’esperto.
    Per questo la sorveglianza di questi sassi cosmici è fondamentale, come sottolineano i numerosi eventi in programma in tutto il mondo, dal Giappone all’India, dall’Egitto alla Lettonia, fino all’Argentina e agli Stati Uniti.
    Per l’Europa l’evento centrale è organizzato a Lussemburgo e tramesso in streaming, così come è online l’evento organizzato in Italia dal Virtual Telescope, condotto dall’astrofisico Gianluca Masi, coordinatore per il nostro dell’Asteroid Day dal 2016. “Lo scopo della giornata – aggiunge Conversi – è sensibilizzare la popolazione e i governi su un evento che sicuramente non rappresenta un rischio imminente, ma che è comunque concreto”.
    Ecco perché, al di là della giornata-simbolo della sirveglianza degli asteroidi, le ricerche in questo campo proseguono senza sosta, come accade al Neocc. Questo centro dell’Esa si occupa di monitorare e scoprire asteroidi e comete, grazie a telescopi attivi in tutto il mondo, di calcolarne l’orbita e la probabilità di impatto con la Terra e, infine, di mitigare gli effetti di un eventuale impatto (attività, quest’ultima, in via di sviluppo).
    Conversi ricorda che oggetti molto piccoli cadono in maniera regolare sul nostro pianeta, lasciando al massimo una bella scia luminosa nel cielo: “Per oggetti di dimensioni così contenute gli eventuali danni sono estremamente ridotti e si possono evitare con semplici contromisure adottate a livello locale dalla popolazione”, osserva il ricercatore. “Eventuali sistemi per deviare gli asteroidi prima dell’impatto sarebbero utili solo con oggetti di grandi dimensioni e per i quali conoscessimo la rotta con anni di anticipo”, come prevede la missione Dart della Nasa, che ha l’obiettivo di verificare se un veicolo possa deviare con successo un asteroide in collisione con la Terra.
    La Risk List del Neocc è un catalogo di tutti gli oggetti che hanno una probabilità diversa da zero di entrare in rotta di collisione con la Terra, completa di tutti i dati noti per ogni asteroide. “Il primo della lista l’abbiamo escluso, come oggetto potenzialmente pericoloso, proprio pochi giorni fa”, dice Conversi, “ma potrebbe essere interessante l’asteroide Apophis: con circa 300 metri di diametro, passerà a qualche migliaio di chilometri dal nostro Pianeta nel 2029 e sarà visibile ad occhio nudo”. Apophis è noto per aver causato un breve periodo di allarme al momento della sua scoperta, nel dicembre 2004, in quanto le osservazioni iniziali indicavano una probabilità relativamente alta di collisione con la Terra, poi esclusa dalle osservazioni successive. LEGGI TUTTO

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    Inaf scopre emissione radio 80 volte dimensione Via Lattea

    (ANSA) – CAGLIARI, 30 GIU – Un team internazionale di
    scienziati guidato da ricercatrici e ricercatori dell’Istituto
    Nazionale di Astrofisica ha rivelato per la prima volta un
    segnale polarizzato nel gas intergalattico dell’ammasso di
    galassie Abell 523 che si estende su scale mai osservate prima,
    circa ottanta volte la dimensione della Via Lattea. Questo
    segnale polarizzato fornisce una prova diretta della presenza di
    un debole ma esteso campo magnetico che pervade l’ammasso, fino
    alla sua periferia. Il risultato è in pubblicazione sulla
    rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.Abell 523 è un ammasso di galassie invisibile a occhio nudo
    che si trova a circa 1,6 miliardi di anni luce dal Sistema
    solare e appare nel cielo circa a metà strada tra la
    costellazione di Orione e quella del Toro. Per le osservazioni
    sono stati usati i dati raccolti dallo Jansky Very Large Array
    (VLA), una rete di radiotelescopi costruita nel New Mexico, USA.”Grazie al Very Large Array (VLA) siamo riusciti ad osservare
    l’emissione polarizzata associata al mezzo intergalattico
    dell’ammasso Abell 523 e fare luce su un fenomeno altrimenti
    inaccessibile. L’emissione polarizzata che abbiamo scoperto si
    estende su scale spaziali in cui quella in intensità totale non
    è infatti visibile” spiega Valentina Vacca, ricercatrice
    dell’Inaf di Cagliari e prima autrice dello studio.”Le osservazioni in polarizzazione sono poco interessate da
    alcuni limiti strumentali, per gli addetti ai lavori si parla di
    limite di confusione, rispetto a quelle in intensità totale. A
    parità di tempo osservativo e risoluzione, le osservazioni in
    polarizzazione possono raggiungere sensibilità molto più elevate
    e rivelare sorgenti deboli che non sarebbero visibili
    altrimenti” commenta Federica Govoni, responsabile della
    Divisione Nazionale Abilitante per la Radioastronomia dell’INAF.”Pensavamo però di dover aspettare alcuni decenni e l’avvento
    dell’Osservatorio SKA. Il risultato che abbiamo ottenuto – dice
    Matteo Murgia, primo ricercatore dell’Inaf di Cagliari –
    anticipa i tempi e dimostra che questo tipo di studi può essere
    già svolto con gli strumenti attuali”. (ANSA). LEGGI TUTTO

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    Bologna capitale mondiale della Fisica dal 6 al 16 luglio

    (ANSA) – BOLOGNA, 30 GIU – “Quest’anno e per la prima volta
    in Italia, Bologna diventa capitale della fisica ospitando un
    evento che dà lustro alla città e che, sono convinto, sarà un
    grande successo non solo a livello di partecipazione ma anche di
    contenuti”. Così l’assessore comunale all’Agenda digitale di
    Bologna, Massimo Bugani, ha presentato la 41esima edizione
    dell’International Conference on High Energy Physics (Ichep),
    che porterà a Bologna, dal 6 al 13 luglio, oltre mille fisici
    teorici provenienti da tutto il mondo per “l’evento scientifico
    biennale di riferimento della fisica delle particelle da oltre
    70 anni”.Tra gli ospiti della maxi rassegna, organizzata dalle sezioni
    dell’Istituto nazionale di fisica nucleare di Bologna e Ferrara,
    ci saranno la direttrice generale del Cern Fabiola Gianotti, il
    Nobel per la Fisica, Takaaki Kajita e il presidente
    dell’Istituto nazionale di fisica nucleare Antonio Zoccoli. Non
    solo. A margine della conferenza la città ospiterà “Le
    meraviglie della fisica”, una serie di mostre, spettacoli e
    dibattiti diffusi che si svolgeranno dal 7 al 16 luglio per
    avvicinare la cittadinanza al mondo della fisica.Un esempio è la HEPscape Room, una ‘escape room’ per famiglie
    sulla fisica delle alte energie, progettata per dare al pubblico
    l’impressione di visitare il Large Hadron Collider (ovvero
    l’acceleratore di particelle) del Cern. L’esperienza sarà
    fruibile all’Accademia delle Scienze di Bologna, in via Zamboni
    31. Tanti altri eventi in programma, tra cui uno dedicato ai
    dieci anni dalla scoperta del bosone di Higgs, “l’ultima
    particella della materia conosciuta”. Gli ingressi sono
    gratuiti, ma è necessaria la prenotazione. (ANSA). LEGGI TUTTO