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Procreazione assistita, pubblicate le linee guida dal ministero della Salute

Dopo un giorno dall’edizione 2024 degli Stati Generali della Natalità, il ministero della Salute ha pubblicato le linee guida che definiscono il procedimento per accedere e usufruire della procreazione assistita.

All’interno del documento vi sono tutte le indicazioni che determinano l’applicazione della legge 40 del 2004. Una delle principali specificazioni è che la donna potrà usufruire della pratica anche senza più il partner.

Le linee guida sulla procreazione assistita pubblicate dal ministero della Salute

Dopo un giorno dallo svolgimento degli Stati Generali della Natalità e dai conseguenti disordini scaturiti durante l’evento, in un contesto interno particolare rispetto al tema della natalità, il ministero della Salute ha pubblicato le linee guida per la procreazione assistita. Queste in applicazione della legge numero 40 del 2004. 

Numerose le disposizioni tecniche e legislative contenute all’interno del documento, tra cui alcune norme sul consenso di entrambe le parti, la specifica delle cause di infertilità, la necessità di dar vita ad un’indagine approfondita sulla condizione psicofisica della donna, così da poter prevenire ed evitare danni alla salute.

Inoltre, all’interno del documento viene espressamente stabilito che la fecondazione assistita è legittima unicamente “in riferimento al caso in cui sia accertata l’esistenza di una patologia che sia causa irreversibile di sterilità o infertilità assolute”.

Tra le direttive, contenute nel decreto ministeriale, che maggiormente sono saltate all’occhio vi è quella che stabilisce che dopo la fecondazione assistita, il consenso per svolgere l’intero procedimento non può essere revocato. Viene stabilito, inoltre, che la donna ha il diritto di proseguire la procedura anche in caso di decesso del partner o di rottura del rapporto.

In cosa consiste la fecondazione artificiale

La pratica della fecondazione artificiale viene utilizzata con l’intento di aiutare il concepimento per coloro che non possono farlo in modo spontaneo.

Le tecniche maggiormente utilizzate a livello medico prevedono una manipolazione di ovociti, embrioni o spermatozoi. Limite importante a questa pratica – oltre a particolari patologie che possono coinvolgere sia l’uomo che la donna – è rappresentato dall’età della donna.

Secondo i dati presenti sul sito del ministero della Salute, infatti, il successo dell’operazione sarà “garantito” fino ai 32 anni di età. Dopo questo limite è possibile che le probabilità di riuscita diminuiscano gradualmente.


Fonte: https://www.nanopress.it/s/cronaca/feed/


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