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Contro la scalata a Piazza Meda si alza anche il muro dell’Agricole


C’è la data d’avvio dell’offerta di Unicredit su Banco Bpm, ma la strada per la conquista di Piazza Meda appare tutt’altro che spianata. Contestualmente al via libera della Consob alla pubblicazione del documento di offerta relativo all’offerta pubblica di scambio (Ops), che partirà il prossimo 28 aprile per concludersi il 23 giugno, ieri è arrivato il semaforo verde della Bce all’ascesa di Credit Agricole fino al 19,9% del capitale di Bpm. L’istituto francese è già primo azionista con il 9,9% e lo scorso novembre si era già mosso acquisendo strumenti derivati per balzare fino al 19,8% del capitale. Da Oltralpe non intendono lanciare un’Opa sulla banca guidata da Giuseppe Castagna, ma il tentativo di Andrea Orcel di mettere le mani su Bpm si intreccia anche con la partita per il rinnovo dell’accordo di distribuzione che Amundi (controllata da Agricole), ha con piazza Gae Aulenti. La partnership scadrà nel 2027 e in questi mesi i tentativi di trovare un’intesa per prolungarla non hanno dato frutti. Stando a quanto riferito dall’agenzia Bloomberg, Orcel potrebbe voltare le spalle ai francesi e cercare un altro partner a causa degli indizi – a partire dal voto favorevole dei francesi al rialzo del prezzo su Anima – che portano il banchiere romano a temere che non aderirà all’Ops con cui Unicredit mira a rafforzare non poco il suo ruolo di seconda forza bancaria in Italia arrampicandosi al 16% di quota di mercato in Italia (Intesa Sanpaolo è leader con il 21%).

Dal Documento di offerta relativo all’Ops è emersa qualche novità nel capitolo relativo ai rischi. Spicca il nodo Russia, dove Unicredit ha attività che rappresentano circa il 5% dei ricavi del gruppo. Questi rischi sono riconosciuti dalla Bce che, esattamente 12 mesi fa, aveva emesso una decisione in cui richiedeva al gruppo bancario italiano «di svolgere determinate attività per ridurli al minimo», si legge nel documento in cui si specifica anche che a fine 2024 risulta un totale attivo, sotto forma di investimenti in Russia, pari a 5,6 miliardi a fine 2024, rispetto agli 8,7 circa di un anno prima.

Orcel durante l’assemblea dei soci tenutasi settimana scorsa ha assicurato che la banca è in linea con quello che la Bce ha chiesto di fare e l’esposizione cross border verso Mosca andrà a zero a settembre. Dall’inizio della crisi ucraina, la filiale russa ha ridotto l’importo dei depositi raccolti localmente (-89%). L’impatto sull’indicatore patrimoniale Cet1 in caso di chiusura/perdita totale ammonta a 47 punti base.

Altro dettaglio che emerge dal Documento di offerta è che il rapporto di concambio dell’Ops, una volta che ci sarà lo stacco dividendo da parte di entrambi gli istituti, sarà di 0,166 azioni ordinarie Unicredit di nuova emissione per ogni azione Bpm (rispetto a quello di 0,175 annunciato a novembre).

Infine, non sono attesi impatti significativi dalle eventuali misure correttive che l’Antitrust in considerazione delle limitate concrete sovrapposizioni fra i due gruppi; tuttavia, eventuali misure correttive non sono comunque attese in misura tale «da incidere in maniera significativa sull’operazione».


Fonte: https://www.ilgiornale.it/taxonomy/term/40822/feed


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