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John Elkann, ceo di Exor, si lascia alle spalle «un anno impegnativo» sia per la holding di casa Agnelli sia per alcune delle società che ne fanno parte. Realtà, ricorda nella lettera annuale agli azionisti, «che hanno affrontato questioni strategiche e operative e vissuto cambiamenti di leadership»: il burrascoso addio di Carlos Tavares da Stellantis e il passaggio di Gerrit Marx da Iveco Group alla guida di Cnh. A proposito del futuro ceo di Stellantis, atteso entro giugno: le ultimissime voci vedrebbero un possibile periodo «ponte» con al volante Richard Palmer, ex cfo di Fca e Stellantis, e attuale special advisor di Elkann, per dare poi il via libera ad Antonio Filosa, responsabile del mercato Usa, il più importante per il gruppo. In questo modo, Filosa, da poco a capo anche dell’ente Quality di Stellantis, acquisirebbe ancora più peso ed esperienza. «Exor – interviene Elkann sul tema – vuole assicurarsi di avere le persone giuste nei ruoli giusti».Il ceo, intanto, ringrazia la miniera d’oro Ferrari. Nel 2024, infatti, il Nav (valore netto degli attivi) per azione della holding è cresciuto del 9%, raggiungendo 38,2 miliardi dai 35,4 del 2023. «E questo – le parole di Elkann – grazie soprattutto all’eccellente performance della nostra società più grande e di maggior valore, Ferrari, che ha registrato un incremento del 35%». Elkann, che di Ferrari è presidente, ha fatto chiarezza anche sulla vendita da parte di Exor di una quota del Cavallino rampante pari a circa 3 miliardi. «Tale operazione – ha precisato – riduce la concentrazione del nostro portafoglio e, al contempo, fornisce le risorse per una nuova significativa acquisizione. Il sostegno a Ferrari e la nostra fiducia nel potenziale della società rimangono invariati». La prossima sfida di Maranello, brutto inizio della nuova stagione in Formula 1 a parte, riguarda il lancio, entro quest’anno, della prima auto elettrica. LEGGI TUTTO