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Incontro Elkann-Trump, avanti con dialogo sulla competitività


Vertice alla Casa Bianca: da una parte , presidente degli Stati Uniti, e dall’altra John Elkann, al volante di Stellantis, gruppo che in quel Paese ha il mercato principale: ci lavorano circa 75mila persone per un fatturato annuo intorno a 63,5 miliardi di euro e 1,4 milioni di veicoli consegnati. Da quanto è filtrato, Elkann, che tra l’altro è nato a New York, non ha chiesto a Trump uno stop ai dazi introdotti sulle auto prodotte al di fuori degli Stati Uniti e in vigore da domani, 2 aprile.
Elkann ha ribadito quanto sostenuto dall’American Automotive Policy Council (Aapc) di cui Stellantis fa parte con Gm e Ford. Tre i punti evidenziati da questa organizzazione: l’importanza che il settore nordamericano resti competitivo, la preoccupazione per l’accessibilità dei prodotti Made in America e le ripercussioni che le incertezze tuttora persistenti avranno sulla domanda negli Stati Uniti.

La volontà di Trump è di adottare una nuova linea sul tema degli standard ambientali, in netto contrasto con la stretta green avviata a colpi di miliardi di dollari dal suo predecessore . Quindi, il ripristino di limiti meno rigidi sulle emissioni delle auto. Una strategia sulla quale i costruttori, in virtù degli investimenti pianificati e futuri, chiedono ovviamente maggiori informazioni in un momento cruciale per il futuro della mobilità su quattro ruote. Trump è stato chiaro: «Riporteremo gli standard a un livello che è ottimo dal punto di vista ambientale e che consente di produrre auto.

Le restrizioni non fanno alcuna differenza per l’ambiente». Da qui l’obiettivo di tornare agli standard del 2020 (il limite di 204 grammi per miglio di CO2 per le vetture rispetto ai piani di Biden: 170 grammi nel 2027 e addirittura 85 grammi nel 2032).


Fonte: https://www.ilgiornale.it/taxonomy/term/40822/feed


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