Oramai è questione di ore. L’annuncio dei nuovi dazi statunitensi è atteso per la serata di oggi, 2 aprile, e l’Italia si sta preparando all’impatto. Donald Trump ha definito questo giorno il “Liberation Day”, e si appresta a rendere noti i nuovi dazi destinati a colpire tutti quei Paesi che, a suo dire, “hanno approfittato degli Stati Uniti”. Uno scenario che apre il rischio concreto di una guerra commerciale tra Europa e Stati Uniti, fonte di forte preoccupazione per tutti, governo di Giorgia Meloni incluso. Mentre i vertici della Ue promettono “vendetta” contro le tariffe Usa, la premier italiana si prepara a trattare giocando la carta del dialogo per salvaguardare l’economia nazionale. L’invito ai suoi interlocutori è chiaro: “Bisogna evitare di alimentare un’escalation di dazi contro dazi, perché tutti ne farebbero le spese”. (DAZI, OGGI L’ANNUNCIO DELLE MISURE USA)
La visita di J.D.Vance in Italia a Pasqua
Un’occasione per aprire un canale di dialogo con Washington potrebbe arrivare entro fine mese, con la visita in Italia del vicepresidente americano J.D. Vance. Secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg, i diplomatici statunitensi avrebbero chiesto alle loro controparti italiane di coordinare un incontro tra Vance e la premier Meloni. Vance dovrebbe approdare a Roma dal 18 al 20 aprile. Ma “i piani sono in evoluzione e potrebbero cambiare prima di essere finalizzati”, ha detto un funzionario Usa. Palazzo Chigi, al momento, non ha commentato ufficialmente, ma fonti di governo hanno confermato l’indiscrezione. L’esecutivo guarda con ottimismo a un faccia a faccia Vance-Meloni: la speranza è che conduca a una “exit strategy” non troppo dolorosa per le aziende italiane. “Rimaniamo fiduciosi per una soluzione negoziata. Gli Usa sono un alleato storico e il problema dei dazi non deve dividerci sul piano politico, ciò nondimeno va superato sul piano diplomatico”, ha commentato all’Adnkronos il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, esponente di Fratelli d’Italia.
Meloni tra Bruxelles e Washington
La presidente del Consiglio italiana resta dunque convinta che l’unica via per evitare una guerra commerciale dannosa tanto per gli Stati Uniti quanto per l’Europa sia il dialogo. Che si parli di difesa, Ucraina o dazi, la strategia di fondo di Palazzo Chigi non cambia: “Tenere unito l’Occidente”. Un obiettivo sempre più difficile da perseguire, soprattutto dopo che la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha alzato i toni contro Washington. “Non abbiamo iniziato noi questo scontro, ma siamo pronti alla rappresaglia”, ha dichiarato, in aperto contrasto con gli appelli alla prudenza rilanciati da Meloni. E anche all’interno della maggioranza emergono divergenze sulla linea da seguire. La Lega continua a spingere per una trattativa diretta tra Roma e Washington, con il segretario e vicepremier Matteo Salvini che si è schierato nuovamente contro la presidente della Commissione Ue. Più cauto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha invitato alla prudenza: “Sulle trattative non si può andare per conto proprio, tocca all’Ue trattare”.
ISCRIVITI AL CANALE WHATSAPP DI SKY TG24