“Il trasporto marittimo è certamente una fonte importante e crescente di emissioni di gas serra – si parla di un 3-4% delle emissioni di CO₂, di 124 milioni di tonnellate emesse – quindi la necessità di una riduzione delle emissioni è molto stringente: dobbiamo fare questo grande sforzo della riconversione e andare ad agire a partire dai biocarburanti”. Lo ha dichiarato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, alla presentazione dello studio sulla decarbonizzazione del trasporto marittimo realizzato da Eni, Fincantieri e Rina, con il supporto di Bain & Company.
“Biocarburanti, biogas, tutti i carburanti liquidi e gassosi di origine anche non biologica, quelli derivanti dal carbonio sono tanti processi che vanno avanti insieme per arrivare poi all’idrogeno, un fronte che si sta sviluppando in modo molto forte e sul quale confidiamo molto”, ha spiegato il ministro.
Pichetto ha ricordato che “come Paese, abbiamo investito 3,5 miliardi complessivamente” per raggiungere gli obiettivi fissati dall’Unione Europea al 2030, che prevedono una produzione di 20 milioni di tonnellate di idrogeno. “Si stima che 10 possano venire da produzione europea, ma per altre 10 dovremo avere fonte da importazione: una delle valutazioni che stiamo portando avanti è anche il raccordo con Paesi amici nell’ambito del ragionamento sul Piano Mattei, con la produzione di idrogeno in Paesi a noi vicini, al sud del Mediterraneo”.
Secondo il ministro, anche il nucleare potrebbe avere un ruolo nello sviluppo del settore marittimo: “È un percorso che dobbiamo coltivare e accompagnare in ogni azione”. Pichetto ha poi ribadito “la piena disponibilità del governo a collaborare con tutti i player sul fronte della decarbonizzazione del settore navale”.
Porti e concorrenza nel Mediterraneo
Sul fronte della competitività dei porti italiani, Pichetto ha sollevato il tema delle differenze nei costi di approdo tra le sponde del Mediterraneo: “La settimana scorsa ho avuto un confronto sui porti con la commissaria europea Teresa Ribera. Se il Mediterraneo è un unico mare, una nave che va a Gioia Tauro non può pagare il 50% in più rispetto a un identico approdo a Tangeri. O c’è il 50% su tutti i porti, o altrimenti proprio la struttura calabrese è quella che ne risentirà di più”.
Il ministro ha poi sottolineato che “se l’Italia vuole diventare un hub energetico, allora deve avere i migliori porti. Abbiamo la fortuna di avere la più grande cantieristica d’Europa. Questo vuol dire che possiamo giocare a testa alta la sfida coi nostri porti. Ciò ci permette di essere tra i migliori in Europa e dunque tra i migliori al mondo”.
Il futuro di Newcleo e il ruolo del governo
Interpellato sulla possibile partecipazione dello Stato nel capitale di Newcleo, azienda attiva nella ricerca sul nucleare di quarta generazione, Pichetto ha precisato: “Newcleo in questo momento la stiamo seguendo, l’ho visitata e la conosco bene fin dall’inizio. La valutazione da farsi è come accompagnare Newcleo a crescere. Sta facendo molte cose, ricerche e sperimentazioni, non produzione. Si tratta di capire come accompagnarla nei prossimi anni verso l’obiettivo del nucleare di quarta generazione”.
Sull’ipotesi di un ingresso pubblico nel capitale dell’azienda, il ministro ha aggiunto: “Chiaramente ne abbiamo
parlato nel senso di fare una valutazione. Newcleo farà degli aumenti di capitale o cercherà altre soluzioni, chiaramente l’interlocuzione continua e valuteremo quale sarà la nostra azione. Al momento non abbiamo deciso nulla”.