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Generali-Natixis, dubbi anche dall’Ivass


Le nozze tra le Generali e la francese Natixis sollevano perplessità anche ai vertici dell’Ivass. L’autorità di vigilanza delle assicurazioni, secondo quanto risulta a Reuters, ha bisogno di più tempo per completare la sua revisione dell’operazione, così ha chiesto maggiori dettagli sui sistemi di controllo interno, di governance e sul sistema di remunerazione del portafoglio della nuova joint venture che verrebbe costituita ad Amsterdam, nei Paesi Bassi.

La proposta di aggregazione è stata fortemente voluta dal vertice del Leone a pochi mesi dalla sua scadenza avendo peraltro sollevato preoccupazioni nel governo, oltre che essere contestata dagli azionisti Caltagirone e Delfin. Lo scorso 21 gennaio Generali ha firmato un accordo non vincolante con Bpce, l’azionista di controllo di Natixis, per la partnership sull’asse Trieste-Parigi che riguarda 1.900 miliardi di masse gestite (di cui 630 miliardi di risparmi degli italiani). La firma del contratto arriverà non prima di maggio poi l’intesa verrà notificata a Palazzo Chigi per seguire l’iter del Golden Power che riguarda banche e assicurazioni. Se andrà in porto, però, impiegherà diversi anni prima di produrre concreti benefici. I primi impatti positivi sull’utile del gruppo triestino sono attesi solo dal 2028, ossia quando finirà l’effetto del dividendo preferenziale previsto per i francesi nei primi due anni. A ciò si aggiunge la spada di Damocle di una penale da 50 milioni di euro che scatterebbe in caso di mancata finalizzazione della fusione per cause riconducibili a una delle parti.

Nel frattempo, ieri Generali ha confermato che sono state presentate tre liste di candidati per il nuovo cda che sarà nominato dagli azionisti nell’assemblea del 24 aprile a Trieste. La VM 2006 del gruppo Caltagirone ha anche proposto che il compenso annuo spettante a ciascun consigliere per il triennio 2025-2027 preveda una riduzione in misura pari al 15% rispetto a quanto proposto dal board. Di conseguenza, propone che il compenso sia così determinato: 85mila euro lordi annui, con un incremento del 50% per coloro che fossero componenti del comitato esecutivo, ove costituito; un gettone di presenza per ciascuna seduta del consiglio e del comitato esecutivo pari a 3.400 euro lordi. La società del gruppo Caltagirone, come già reso noto, ha inoltre candidato Annalisa Firmani, per la nomina a sindaco supplente.

La prima lista è del primo azionista Mediobanca: 13 candidati con la conferma di 9 su 10 consiglieri in carica tra cui l’ad Donnet e il presidente Andrea Sironi. Esce Diva Moriani e al suo posto viene candidata Patricia Estany Puig. Gli altri due nomi nuovi (Elena Vasco e Giorgio Valerio) entrerebbero nel board solo se Piazzetta Cuccia otterrà la maggioranza dei voti.

La lista numero due è stata depositata da VM 2006 di Caltagirone (e sostenuta anche da Delfin): i candidati sono Flavio Cattaneo (già in cda), Marina Brogi (già in cda), Fabrizio Palermo, Ines Gandini, Stefano Marsaglia (già in cda) e Tiziana Togna. La terza lista, presentata dai fondi sotto l’egida di Assogestioni, è composta da Roberto Perotti, Francesca Dominici, Anelise Sacks e Leopoldo Attolico.


Fonte: https://www.ilgiornale.it/taxonomy/term/40822/feed


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