Quando ci spostiamo con la nostra auto, siamo tenuti ad accertarsi che tutto sia in regola, anche dal punto fiscale: ecco perché è importante sapere se siamo o meno in regola anche con il pagamento del bollo, la tassa automobilistica che sono tenuti a versare tutti coloro che possiedono un veicolo.
Attualmente il bollo è un tributo regionale, dunque gestito dalle singole Regioni, che viene calcolato in base alla potenza della vettura e alle emissioni inquinanti della stessa. La tassa può variare a seconda della Regione, pertanto, in caso di trasferimento, spetterà al possessore dell’auto informare le amministrazioni locali, proprio come accade per le assicurazioni dell’automobile.
Circolare senza bollo auto pagato può portare a delle sanzioni. Per assicurarsi che il pagamento sia stato effettuato, è possibile consultare il portale dell’Automobile club d’Italia (Aci), dove si trova una specifica funzione che consente la verifica: basta inserire il numero di targa del veicolo e la Regione di residenza. C’è inoltre la possibilità di consultare l’app Aci Space, per iOS e Android. Ci sono poi delle Regioni che offrono dei servizi online dedicati sui proprio portali a cui è possibile accedere mediante CIE o SPID. In alternativa ci si può recare di persona agli uffici dell’Aci territoriale, a un’agenzia di pratiche auto e presso i tabaccai convenzionati. Altra cosa da considerare è che, trattandosi di un’imposta regionale, tempi e modalità del pagamento del bollo possono variare a seconda del territorio.
Questa imposta deve essere versata annualmente, e la scadenza è fissata per l’ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione. Si può pagare dal sito dell’Aci, ma anche presso gli uffici postali, nelle tabaccherie, in banca e presso le agenzie di pratiche auto.
In caso di mancato pagamento, si rischia una multa che aumenta col passare del tempo. Con un ritardo di 14 giorni si paga lo 0,1% dell’importo spettante per ogni giorno di ritardo. Fino a 30 giorni dalla scadenza, invece, si sale all’1,5%. Dopo 90 giorni di ritardo si arriva all’1,67%. Infine, dopo i 90 giorni, la multa aumenta del 3,75%. La sanzione sale del 4,29% dopo un anno, mentre dopo due anni si arriva al 5%. A questo punto può addirittura scattare la cartella esattoriale, fino ad arrivare al fermo amministrativo della vettura in caso di non regolarizzazione.
Se si è certi del pagamento del bollo, è possibile dimostrarlo tramite la ricevuta emessa alla fine del saldo. La ricevuta, infatti, dovrebbe essere conservata per almeno cinque anni. In ogni caso, si può richiedere un duplicato in caso di smarrimento. È accettato come prova anche l’estratto conto con attestato il pagamento. Purtroppo possono verificarsi degli errori di trasmissione dati che portano a far risultare il bollo non pagato quando invece è il contrario. In questo caso fa testo la ricevuta di pagamento.
Anche i bolli non pagati possono andare incontro a prescrizione, che è fissata dopo i tre anni a partire dal primo gennaio dell’anno successivo rispetto a quello in cui avrebbe dovuto avvenire il versamento.
Quando scatta la prescrizione, le cartelle esattoriali possono essere contestate mediante richiesta di annullamento supportata da relativa documentazione. Chiaramente, in caso di nuova notifica o sollecito ufficiale da parte dell’ente, il termine di prescrizione si resetta e parte di nuovo da zero, allontanando la possibilità di arrivare all’annullamento.