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Aprile, buste paga più sostanziose: ecco a chi spettano gli aumenti


Aprile si preannuncia un mese di aumenti in busta paga per alcune categorie di lavoratori, specie nel settore pubblico, anche se ovviamente il ritocco verso l’alto non sarà uguale per tutti. Tra le prime voci a concorrere nel determinare l’incremento ci sono le festività, ovvero quelle pasquali e il 25 aprile, ma i dipendenti pubblici dovrebbero beneficiare anche dell’applicazione del taglio del cuneo fiscale determinato dalla legge di Bilancio 2025, incluso il riconoscimento degli arretrati, oltre che dell’indennità derivante dal mancato aggiornamento contrattuale dopo la scadenza del 31 dicembre 2024.

Festività

Focalizzando l’attenzione sulle festività di aprile, sono due i giorni a causare l’aumento in busta paga, ovvero il Lunedì dell’angelo (la Pasquetta) che quest’anno cade il 21 del mese, e il 25 (Festa della Liberazione): contrariamente a quanto ci si attenderebbe, invece, la Pasqua non concorre ad incrementare i giorni festivi da calcolare come incremento nello stipendio, a differenza di ciò che accade con altre festività non godute che cadono di domenica.

L’accoppiata 21/25 aprile viene calcolata come accade per tutti i giorni festivi, a meno che non sia determinato diversamente nel contratto o in seguito a un accordo col proprio titolare: anche se si sta a casa, il giorno viene contato esattamente come se si fosse svolto regolarmente il proprio lavoro. Qualora si sia tenuti invece a lavorare, la giornata viene calcolata in busta paga con la maggiorazione prevista dal contratto , che ovviamente varia a seconda degli accordi: nel commercio, ad esempio, tale maggiorazione è del 30%, nel contratto delle Cooperative sociali varia tra il 30% e il 50% in caso di lavoro in orario notturno, mentre nel settore metalmeccanico l’aumento è del 50%.

Dipendenti statali

Un primo aumento per quanto concerne i dipendenti pubblici è conseguenza della scadenza del contratto 2022-2024, condizione che riguarda la quasi totalità del settore: il rinnovo per alcuni è in dirittura di arrivo, dato che dopo il raggiungimento dell’accordo manca solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, mentre per altre categorie le trattative sono tuttora in corso. In conseguenza di ciò, la busta paga degli statali presenta due voci di aumento, ovvero l’indennità di vacanza contrattuale (0,5% dello stipendio) e l’anticipo del rinnovo contrattuale (pari invece al 3,35%). Ad aggiungersi a queste due voci ad aprile ce n’è una terza, ovvero l’indennità di vacanza relativa al contratto del triennio 2025-2027: stando a quanto previsto dall’ultima legge di Bilancio, il suo peso è doppio rispetto ai vecchi accordi, toccando quota + 0,6%, una percentuale che da luglio aumenterà ancora fino all’1%.

Da questo mese, inoltre, potrebbero essere applicate le modifiche relative al taglio del cuneo fiscale determinate in Manovra: in vigore da gennaio 2025, hanno necessitato di qualche mese di tempo in più per consentire a NoiPa di renderle effettive.

Per i redditi fino a 20mila euro sono previste le seguenti percentuali:

  • 7,1% entro gli 8.500 euro;
  • 5,3% tra gli 8.500 e i 15mila euro;
  • 4,8% per redditi tra 15mila e 20mila euro.

Per quanto

concerne i redditi superiori ai 20mila euro, invece, il calcolo è il seguente:

  • per i redditi entro i 32mila euro l’incremento della detrazione è di 1.000 euro l’anno;
  • per redditi superiori si applica la formula 1.000 * (40.000 – Reddito complessivo)/8.000.

Trattandosi di una misura applicata in ritardo, il beneficio includerà anche il riconoscimento degli arretrati da gennaio 2025.


Fonte: https://www.ilgiornale.it/taxonomy/term/40822/feed


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