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    Immagini di nomadi dall’archivio NatGeo

    Pubblicato 16 mag 2021, 10:18 CESTOman, 1992: i beduini Hamad Haraiz Harsousi durante la preghiera della sera a Jiddat al Harasis, un deserto famoso per i suoi depositi di meteoriti. 
    Fotografia di JAMES L. STANFIELD, NATIONAL GEOGRAPHIC IMAGE COLLECTIONArabia Saudita, 1972: alcuni beduini riposano all’ombra di una tenda nel deserto del Nefud. I beduini sono la popolazione nomade moderna più numerosa, il loro numero è nell’ordine dei milioni, e sono diffusi in Nordafrica, nella penisola arabica e nel Levante.  
    Fotografia di THOMAS J. ABERCROMBIE, NATIONAL GEOGRAPHIC IMAGE COLLECTIONAlgeria, 1973: pastori di capre Tuareg bevono il tè presso il campo di Hassi Izernene, in Algeria. I Tuareg, che derivano dai Berberi, occupano la regione subsahariana di Sahel. Spesso artigiani e commercianti, il loro uso del colorante indaco per i tessuti tradizionali gli è valso il soprannome di “popolo blu”.
    Fotografia di THOMAS J. ABERCROMBIE, NATIONAL GEOGRAPHIC IMAGE COLLECTIONSahara, 1990: un Tuareg guida i dromedari nel Sahara. Indossa la tradizionale tagelmust, ovvero la fascia che viene avvolta intorno al capo formando un turbante e davanti al viso come velo, e una tunica blu indaco. I Tuareg sono esperti viaggiatori astrali, e sul nitido cielo stellato del deserto hanno sviluppato una ricca mitologia legata alla vita quotidiana.
    Fotografia di JAMES L. STANFIELD, NATIONAL GEOGRAPHIC IMAGE COLLECTIONFinlandia, 1954: una famiglia Sami siede intorno al fuoco in una tipica tenda di pelle di renna. Conosciuti anche come Lapponi, i Sami sono pastori di renne diffusi in tutto il nord di Norvegia, Svezia e Finlandia. 
    Fotografia di FRANC SHORE e JEAN BOWIE, NATIONAL GEOGRAPHIC IMAGE COLLECTIONNorvegia, 1971: la vita nomade dei Sami è iniziata in tempi relativamente recenti, sviluppandosi nel corso degli ultimi secoli. Oggi la maggior parte dei Sami sono solo semi-nomadi, e solo i pastori seguono le renne quando migrano, mentre le famiglie occupano alloggi più permanenti.
    Fotografia di GEORGE F. MOBLEY, NATIONAL GEOGRAPHIC IMAGE COLLECTIONFilippine, 1971: una bambina Ubo, con abiti e monili tradizionali, sull’isola di Mindanao. Gli Ubo fanno parte dei Lumad, una popolazione indigena composta da circa una decina di diverse tribù. Sono abili artigiani e cacciatori, e tradizionalmente nomadi; molti gruppi che si erano stanziati sono dovuti tornare allo stile di vita originario a causa di dispute sulle terre ancestrali. 
    Fotografia di DEAN CONGER, NATIONAL GEOGRAPHIC IMAGE COLLECTIONIran, 1975: i membri della tribù Shahsavan si preparano a smontare il campo per spostarsi verso l’altopiano. In quella che un tempo era la Persia nordorientale, questi popoli nomadi abitavano le montagne della regione transcaucasica, e sono diventati famosi per le loro elaborate tessiture, soprattutto dei tappeti. 
    Fotografia di JAMES P. BLAIR, NATIONAL GEOGRAPHIC IMAGE COLLECTIONIran, 1975: una donna Shahsavan copre il proprio sorriso con il velo.
    Fotografia di JAMES P. BLAIR, NATIONAL GEOGRAPHIC IMAGE COLLECTIONMontana, fine del XIX secolo: membri della tribù Piegan trasportano lingue di bufalo, animale sacro, sulle tregge. Le popolazioni delle Grandi pianure erano nomadi, seguivano le mandrie di bufali dai quali dipendeva la loro sussistenza; cercavano di utilizzare tutte le parti dell’animale, ricavandone cibo, vestiti, armi e utensili. 
    Fotografia di EDWARD S. CURTIS, NATIONAL GEOGRAPHIC IMAGE COLLECTIONTibet, 1955: un nomade tibetano Drokpa fa girare una grande ruota della preghiera lungo il cammino tra Choni e Xincheng. Drokpa significa “gente degli alti pascoli”, e queste popolazioni si trovano tutt’oggi sull’altopiano del Tibet, dove si spostano di pascolo in pascolo insieme alle mandrie di yak, dai quali dipendono, e dove vivono in tende o capanne stagionali.
    Fotografia di JOSEPH F. ROCK, NATIONAL GEOGRAPHIC IMAGE COLLECTIONInghilterra, 1972: davanti ai tradizionali carri da viaggio, una famiglia cucina intorno a un fuoco da campo. I gruppi nomadi chiamati traveller nel Regno Unito includono i popoli Romanichal (una derivazione britannica dei romanì europei) e gli Irish Travellers, i Kale e i Rom del Galles, oltre a gruppi di traveller scozzesi. Molti sono discendenti dei romanì europei itineranti, ma altri sono gruppi distinti con tradizioni, origini e usi propri.
    Fotografia di BRUCE DALE, NATIONAL GEOGRAPHIC IMAGE COLLECTIONInghilterra, 1972: un’anziana donna traveller guarda fuori dal suo carro. I gruppi di traveller britannici spesso vengono chiamati collettivamente zingari, ma data la diversità delle origini e delle culture tra i traveller, molti lo considerano un termine riduttivo o addirittura offensivo. Il termine inglese gipsy (zingaro) deriva da gypcian, versione slang di Egyptian, ovvero egiziano, per via della falsa credenza che queste persone venissero dall’Egitto.   
    Fotografia di BRUCE DALE, NATIONAL GEOGRAPHIC IMAGE COLLECTIONInghilterra, 1972: la fiera dei cavalli Appleby Horse Fair, che si tiene tutti gli anni ad Appleby-in-Westmoreland, Cumbria, è un’occasione di ritrovo di molti nomadi; l’evento spesso prevede corse coi carri, chiromanzia e vendita di prodotti artigianali e manufatti.
    Fotografia di BRUCE DALE, NATIONAL GEOGRAPHIC IMAGE COLLECTIONIran, 1961: una ragazza Qashqai in abiti tradizionali pascola le capre sui pascoli estivi. I Qashqai sono un insieme di tribù in gran parte turche che si spostano insieme ai propri animali tra i pascoli estivi e quelli invernali, e commerciano oggetti artigianali come tappeti e abiti nei mercati locali. Lo stile di vita nomade è gradualmente declinato dagli anni ’60, e la maggior parte di questi gruppi sono attualmente sedentari.
    Fotografia di THOMAS J. ABERCROMBIE, NATIONAL GEOGRAPHIC IMAGE COLLECTIONLibano, 1954: una famiglia nomade che usa un carro trainato da un asino come trasporto sorride alla fotocamera. I popoli nomadi del Medio Oriente comprendono i Domari, che probabilmente condividono le origini con i romanì dell’India.
    Fotografia di DAVID S. BOYER, NATIONAL GEOGRAPHIC IMAGE COLLECTIONPalestina, 1926: il capo di una tribù beduina nomade posa appoggiato a una rovina, nel sito dell’antica Tiberiade.
    Fotografia di MAYNARD OWEN WILLIAMS, NATIONAL GEOGRAPHIC IMAGE COLLECTIONCina, 1925: una donna tibetana nomade che indossa un tradizionale cappello a punta si mette in posa per la foto. Il Tibet è stato a lungo chiuso agli occidentali; in una delle prime missioni di ricognizione sul monte Everest da parte degli scalatori britannici, John Noel si travestì da nomade tibetano per riuscire ad attraversare il territorio
    Fotografia di JOSEPH F. ROCK, NATIONAL GEOGRAPHIC IMAGE COLLECTION LEGGI TUTTO

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    “La Fiorita” di Castelluccio: uno spettacolo naturale da preservare dal sovraturismo

    Le caratteristiche di ogni specie di fiore selvatico indicano una diversa fase di maturazione nel ciclo di vita delle lenticchie avvisando i contadini del momento migliore per la raccolta, spiega Nunzio Testa, segretario della Pro Loco di Castelluccio, fondata nel 1982. “Questo è il modo in cui gli abitanti di Castelluccio comunicano con la natura”, continua, sorridendo “ci basta guardare fuori dalla finestra e i colori ci dicono cosa fare”.Un paradiso per gli escursionisti

    Questa importante area agricola è anche al contempo un paradiso per gli amanti delle attività all’aperto: i sentieri escursionistici offrono splendide vedute sulle valli e sulle montagne che si estendono a perdita d’occhio. Negli ultimi anni Castelluccio è diventata una meta molto apprezzata dagli italiani per un weekend di fuga dalla vita cittadina.

    Simone Gatto, guida escursionistica, attribuisce la popolarità di questi sentieri al loro livello di accessibilità: ce ne sono infatti di idonei sia per i camminatori amatoriali sia per gli escursionisti di maggiore esperienza, sia per chi cammina da solo sia per le famiglie. “Sono perfetti da esplorare anche in bici o a cavallo” afferma. “Questo posto entusiasma qualsiasi tipo di camminatore”.

    Cenci esplora questi percorsi da molti anni ed è ansiosa di poter tornare dopo la quarantena. “Ho viaggiato in tutto il mondo prima della pandemia ma sono fortunata perché posso dire che il paesaggio più bello di tutti ce l’ho a pochi chilometri da casa”, afferma.

    Ma notando che sono sempre di più i visitatori che accorrono per ammirare la bellezza unica di questo paesaggio, gli abitanti di Castelluccio stanno pensando a come poter contrastare gli effetti negativi del turismo di massa. Il Lago Elsinore, in California, dove la mania per i papaveri ha minacciato l’ecosistema locale, potrebbe essere un riferimento da prendere in considerazione: lì i volontari limitano l’accesso delle auto nell’area e l’accesso dei pedoni nei campi. Per ridurre l’inquinamento è stato istituito un servizio navetta a tariffa agevolata. LEGGI TUTTO

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    Venezia. Nuovo slittamento per il biglietto d'accesso. Entrerà in vigore nel 2022

    Slitta ancora di un anno, al primo gennaio 2022, l’introduzione a Venezia del contributo d’accesso, conosciuto anche come “tassa di sbarco”, da applicare ai visitatori della città lagunare. Lo ha deciso la Giunta comunale, riunitasi ieri in web conference, che ha licenziato la proposta dell’assessore al Bilancio e ai Tributi Michele Zuin, che verrà poi […] LEGGI TUTTO

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    “Ricordiamoci di salvare l'Italia”, al via le Giornate Fai d'autunno

    Ci sono stazioni, arsenali militari e stabulari della miticoltura, insieme a palazzi e siti archeologici: come ogni anno il Fondo ambiente italiano nelle sue “Giornate d’Autunno” svela tesori della cultura, dell’arte e della tradizione italiane. Quest’anno, la campagna ha un pizzico di malinconia nello sfondo, sia per le difficoltà causate dalla pandemia, sia per la […] LEGGI TUTTO

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    Turismo, agosto da 35 milioni di presenze in spiaggia. Cna: “Primo passo verso l'auspicata ripresa”

    Ad agosto si sono registrate, sulle spiagge italiane, 35 milioni di presenze. Puglia, Toscana ed Emilia-Romagna le regioni più gettonate. Sardegna, Lazio e Campania a ridosso. E’ quanto emerge da uno studio di Cna Turismo secondo cui è “un dato che conforta rispetto all’andamento molto negativo di giugno e luglio. E può rappresentare – sperano […] LEGGI TUTTO

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    Vacanze, si completa il rientro per 21 milioni di italiani, 1 su 4 è rimasto in regione

    Si conclude il rientro per i 21,1 milioni di italiani che hanno deciso di concedersi almeno un giorno di vacanza fuori casa in agosto, l’11% in meno rispetto allo scorso anno a causa dell’emergenza coronavirus. E’ quanto emerge dal bilancio Coldiretti/Ixè, diffuso in occasione dell’ultimo weekend del mese da bollino rosso per il controesodo. “Con […] LEGGI TUTTO