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    Le Olimpiadi di Airbnb: un'esperienza da vivere a casa di Larry Bird, Scottie Pippen e Patrick Ewing

    Le Olimpiadi di Tokyo sono diverse dagli altri grandi eventi sportivi per l’assenza, nei campi di gara, di ogni marchio pubblicitario (e gli sponsor del Cio da soli sono 15 aziende big, da Airbnb a Visa). Ma  saranno ancora più singolari, nell’estate dello stadio di Wembley riempito quasi in ogni posto per la finale degli Europei di calcio, perché non ci saranno tifosi in tribuna: neanche i genitori, le mamme in primis, degli atleti, che proprio un’azienda, la P&G, aveva fatto diventare protagonisti di uno spot epocale.

    Le Olimpiadi hanno un motto fondante. Risale al 1908 e non è una frase, come si crede, del fondatore dei Giochi, il barone Pierre De Coubertin. Al contrario è una citazione che lui fece nel 1908 per la prime delle tre Olimpiadi londinesi usando l’espressione di un vescovo anglicano della Pennsylvania: “L’importante è partecipare”. Detto che il motto ha un nuovo valore per questi Giochi di resilienza, i primi che si tengono in anno dispari, bisogna anche aggiungere che, passati cento e più anni, sia il barone sia il vescovo andrebbero corretti in modo breve ma significativo: oggi, l’importante è far partecipare. E così, non potendo portare nessuno a Tokyo per i Giochi, Airbnb ha pensato di portare i Giochi, e i turisti, a casa di sportivi top con le Esperienze online (airbnb.it)

    Sempre più attenta al mercato delle esperienze, prima che il Covid sconvolgesse il calendario e il lavoro di tutti, anche nello sport, Airbn’b si era presentata come partner del Comitato Olimpico schierandosi al fianco degli atleti, garantendo loro dei ricavi semplicemente continuando ad allenarsi. Con la novità che, diventando host, ovvero padroni di casa, gli stessi atleti potevano vendere l’esperienza di seguirli dal vivo, e magari di allenarsi con loro, a tifosi di tutto il mondo. Purtroppo, il programma è stato bloccato dal Covid, ma l’accordo con il Cio dura fino al 2028, ed è allargato anche ad altro: mira a ridurre la necessità di costruire nuovi alloggi sfruttando le strutture registrate da Airbnb, garantisce la piena accessibilità di ogni residenza che interessa al mondo paralimpico.

    La storia

    La carezza di una mano bionica

    di

    Matteo Marini

    19 Luglio 2021

    Appunto, il mondo. Il mondo olimpico del 2021, quello in cui e per cui l’importante è far partecipare, dare a quanta più gente possibile la possibile di essere coinvolta in un evento come le Olimpiadi, l’esperienza sportiva migliore per antonomasia. Così ci sono, per esempio, aprono le porte di casa loro ai tifosi Larry Bird, Scottie Pippen e Patrick Ewing, tre leggende Nba, membri del Dream Team originale, la Nazionale di basket Usa che portò per la prima volta ai Giochi nel 1992 i gioielli di una Nba non ancora global come oggi. Bird per parlare, lui che da giocatore non era un chiaccherone, di Olimpiadi e di cultura sportiva. Pippen per un time out alla vigilia della finale per l’oro del torneo di basket. Ewing per aprire il suo album dei ricordi relativo al Dream Team.

    Ovvio, col mondo che deve restare a casa, si tratta di esperienze online. Oltre tutto, a casa dei tre cestisti potranno andare solo turisti Usa, ma sono il segnale di quante e quali ricchezze siano rappresentate nelle Olimpiadi. Il Dream Team lo conoscono più o meno tutti, anche perché oggi l’espressione è uscita dai campi da basket e identifica ogni gruppo speciale, ma appunto speciale è anche un contatto diretto con una atleta del team Rifugiati a cui il Cio permette di gareggiare sotto la sua bandiera, la siriana Yusra Maldini. Oppure la conoscenza di Sky Brown, la giovanissima inglese che al ritorno da Tokyo si metterà sul divano per raccontare da casa con suo padre l’andata verso il Giappone e il ritorno dai primi Giochi in cui ci sono state gare di skateboard, la sua disciplina.

    Le esperienze sono, in fin dei conti, un viaggio nel tempo: passato e futuro. Si potrà visitare, e far visitare, con qualche rimpianto per le Olimpiadi a cui abbiamo rinunciato, la Roma dei Giochi del 60, ma si potranno svelare in anticipo anche le bellezze di tutti i luoghi che ospiteranno le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026. E per ogni atleta ci sarà la possibilità di coltivarsi una platea di tifosi. E la sfida è proprio questa: aggiungere un tocco di Made in Italy a un’offerta che già riguarda 50 sport e 30 Paesi, ma non il nostro. Una conversazione con Larry Bird, offerta esaurita in fretta, costava 85 dollari. Quanto potrebbe valere una serata con Federica Pellegrini a parlare di nuoto in cinque edizioni dei Giochi diverse, e anche di sue passioni come i tatuaggi e le scarpe col tacco? Lei ci potrebbe guadagnare qualcosa, ma anche la città che la ospita avrebbe una opportunità non da poco. Basta correggere definitivamente il motto del Barone de Coubertin.

    TechTalk con la ginnasta Alessia Maurelli: che Olimpiadi saranno dopo la pandemia?

    09 Giugno 2021 LEGGI TUTTO

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    Perché il razzo di Bezos ha la forma che ha, spiegato bene

    Il 20 luglio, Jeff Bezos, uomo più ricco del mondo e fondatore di Amazon, è andato nello Spazio con un razzo New Shepard della sua Blue Origin: “È stato il giorno più bello della mia vita”, ha detto appena tornato sulla Terra.

    È stato anche un evento seguito in diretta da milioni di persone grazie a Internet e fonte inesauribile di meme e battute. Soprattutto sulla forma del razzo, che sembra indiscutibilmente un pene.

    L’aspetto del missile, che come tutti gli altri missili è molto lungo, ma diversamente dagli altri ha una punta parecchio grande (dettglio che favorisce il confronto con l’organo genitale maschile), ha generato parecchia ironia: c’è chi ha scritto che “mio padre ha visto il primo uomo arrivare sulla Luna, io ho visto l’uomo che ha distrutto le librerie andare nello Spazio a bordo di un gigantesco c…” e chi ha parlato di annoiati milardari di mezza età che tentano di compensare chissà quali mancanze.

    twitter: uno dei tanti cinguettii ironici sul razzo di Bezos

    Una forma che ha una ragioneE però, il razzo New Shepard ha la forma che ha per un motivo. Anzi due: innanzi tutto, è molto largo in cima perché lo scopo principale di Blue Origin è dare il via al turismo spaziale, portare le persone nello Spazio. E farle pagare per questo. E più è grande la cabina, più persone contemporaneamente possono trovare posto all’interno e più soldi guadagnerà Bezos a ogni lancio.

    Poi c’è una ragione tecnica: secondo quanto spiegato a Tech Insider dall’ingegner Pedro Llanos, docente all’Università Embry Riddle di Daytona, in Florida, che in passato ha organizzato voli proprio con Blue Origin, quella forma lì sarebbe utile per “massimizzare la stabilità del razzo al suo rientro sulla Terra”.

    Il “no comment” di Blue OriginAl di là di tutto, fra le tante cose scritte sull’argomento, fra i tanti meme, gif e tweet, forse il pezzo che fa più ridere è proprio quello di Tech Insider, che finisce con “abbiamo chiesto a Blue Origin un commento sulla vicenda, ma non ci hanno risposto”.

    (Ché un po’ te la immagini, la conversazione:“Pronto? Ciao, sono di Tech Insider, volevamo chiedere a Jeff perché il suo razzo sembra un c…”“Scusa?”“Volevamo chiedere a Jeff perc…”tu tu tu tu) LEGGI TUTTO

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    Bitcoin, Ether, Dogecoin: per Musk e Dorsey il futuro dell’economia è nelle criptovalute

    Elon Musk e Jack Dorsey possiedono personalmente dei Bitcoin. Lo hanno confermato durante la loro discussione durante B Word, un evento organizzato da ARK Invest, uno dei fondi più importanti che investono in criptovalute. Musk ha sottolineato di essere un supporter di Bitcoin, nonostante il suo scetticismo verso l’algoritmo di consenso Proof-of-work, che consiste nel coinvolgere computer molto potenti per risolvere calcoli matematici e validare transazioni, sigillandole nel registro permanente della blockchain. Questo processo, infatti, consuma molta elettricità che, in molti casi, non viene prodotta da fonti rinnovabili, alimentando la richiesta di combustibili fossili e carbone.

    El Salvador, un Paese all’avanguardia grazie a bitcoin?

    di

    Amelia Tomasicchio

    09 Giugno 2021

    Ora Musk comunque detiene “molti Bitcoin, molti di più di Ether e Dogecoin”, altre due monete molto popolari in tempi recenti e che lui stesso ha pubblicizzato ampiamente negli ultimi sei mesi. In particolare i Dogecoin: ha dichiarato su Twitter di averne acquistati anche per suo figlio X Æ A-12. Non solo: Bitcoin sono a bilancio anche di Tesla, che ne ha comprati l’equivalente di 1,5 miliardi di dollari a gennaio scorso, e di SpaceX, che non essendo una società quotata in borsa non deve pubblicare il proprio bilancio. Tesla aveva annunciato di accettare Bitcoin come metodo di pagamento a febbraio scorso, per poi tornare indietro sulla decisione perché Musk riteneva che “Bitcoin consuma troppo, ed è poco alimentato da fonti rinnovabili”.

    Durante la discussione con Dorsey, però, il magnate sudafricano ha spiegato meglio la sua posizione, confermando che Tesla tornerà ad accettare Bitcoin: “La produzione di energia non deve per forza essere pura come la neve, ma non può nemmeno arrivare dal carbone più sporco, affinché Tesla lo supporti”, ha dichiarato, concludendo che “credo davvero che Bitcoin sarà [una tecnologia] molto più attenta all’ambiente, sicuramente di più dell’estrazione dell’oro o dell’industria finanziaria tradizionale. Per certi versi, già lo è.” Tesla tornerà ad accettare Bitcoin quando almeno il 50% delle operazioni di estrazione della criptovaluta saranno alimentate da energie rinnovabili.

    Criptovalute

    Il Trilemma Blockchain ci spiega perché Bitcoin ha un futuro assicurato

    di

    Giacomo Barbieri

    05 Luglio 2021

    “Bitcoin di per sé non può essere il sistema monetario su cui tutto il mondo si basa, ma può diventare un modello aggiuntivo, in base a come verrà implementato”, ha continuato Musk, aggiungendo che anche SpaceX sta “avendo un ruolo” nel futuro di Bitcoin.

    Nonostante sia meno esplosivo e spettacolare nelle sue intenzioni, Jack Dorsey, CEO di Twitter e Square, ha dichiarato durante la discussione che se il modello delle criptovalute ci fosse stato quando internet stava nascendo, forse a quest’ora le inserzioni pubblicitarie non sarebbero il principale volano di profitto di un’azienda, e che sicuramente Twitter accetterà Bitcoin come metodo di pagamento in futuro, ma che non è l’obiettivo principale ora, dato che gli sforzi sono su BlueSky, un progetto pilota finanziato da Twitter ma con un team separato di cinque sviluppatori che mira a trovare un modello di business sostenibile per un social network decentralizzato. Il progetto, però, è ancora in stato embrionale.

    Monete digitali

    Israele colpisce il terrorismo nelle criptovalute

    di

    Alessandro Longo

    16 Luglio 2021 LEGGI TUTTO

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    Massimo Nordio (Vw): “La vera rivoluzione è avere l’auto quando serve (e non averla quando non serve…)”

    Si chiama “Proust al volante” l’approfondimento di Italian Tech sulla mobilità e sul futuro dell’auto. Abbiamo modificato in chiave motori le famose trenta domande di Proust per capire chi sono e come la pensano i big del settore. E, soprattutto, quali sono le strategie della loro marca. Nella puntata di oggi Massimo Nordio dal primo […] LEGGI TUTTO