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    ”Sono una prepotente e volevo comandare”: Annamaria Bernardini de Pace rivela finalmente perché si è tirata fuori dal divorzio Totti-Blasi

    L’avvocata divorzista più temuta d’Italia alla fine si sbottona
    A Sette, inserto del Corriere della Sera, la 75enne si racconta da madre di Francesca e Chiara

    Annamaria Bernardini de Pace si racconta da madre di Francesca e Chiara, le due figlie avute dall’ex marito Francesco Giordano. A Sette, inserto del Corriere della Sera, confida: “Volevo fare la mamma e basta tutta la vita”. Nel corso dell’intervista rivela anche, finalmente, perché si è tirata fuori dal divorzio Totti-Blasi. “Sono una prepotente e volevo comandare”, ammette l’avvocato divorzista più temuto d’Italia.
    ”Sono una prepotente e volevo comandare”: Annamaria Bernardini de Pace rivela finalmente perché si è tirata fuori dal divorzio Totti-Blasi
    La legale di sé racconta: “Io per essere esageratamente madre sono stata 5 anni da una psicanalista junghiana, che mi ha detto che sbagliavo a farmi coinvolgere troppo. Ero andata perché per il mio lavoro mi occupo di dolori familiari e non riuscivo più a distinguere il dolore dei clienti dal mio. Ho scelto una junghiana perché avevo sempre letto Jung come produttivo di aspetti benefici per il futuro, anziché come Freud indagatore degli aspetti malefici del passato. E lei ha subito notato in me questo esagerato esprimersi nella maternità, anche se poi mi sono fermata quando è finito l’amore”. 
    “Per me è dall’amore che devono nascere i figli ed è con amore che devono crescere – prosegue la Bernardini de Pace –  Tanto che dico ai miei clienti: voi grandi mi pagate, ma io difendo i vostri figli, non voi. Ho mollato un sacco di clienti rinunciando al mandato perché non rispettavano i loro figli”. 
    L’avvocata divorzista più temuta d’Italia alla fine si sbottona sul motivo della sua decisione in quello che è stato il crack più fragoroso degli ultimi tempi tra il 46enne e la 42enne
    Immediatamente il riferimento va alla vicenda che ha catalizzato i media, quella tra l’ex capitano della Roma 46enne e la conduttrice 42enne. Annamaria era stata scelta da Totti come suo avvocato. Poi, però, dopo poco lei ha deciso di mollare tutto. “E’ andata così nel caso Totti?”, le viene chiesto. La Bernardini de Pace ribatte perentoria e lapidaria: “E’ andata così perché c’era troppa gente intorno, e io sono una prepotente e volevo comandare”. Di più non aggiunge.
    Poi la legale spiega perché ora preferisce tutelare gli uomini nei divorzi: “Oggi sono loro le vittime. Quando ho cominciato a occuparmi del diritto di fa- miglia, nel 1987, le donne erano la parte debole: venivano trattate a qualsiasi livello sociale come baby sitter di lusso. Anche l’assegno che veniva dato loro era ridicolo così a fine anni Ottanta ho sviluppato il concetto di tenore di vita che purtroppo l’anno scorso la Cassazione ha eliminato. Ma le donne nel frattempo hanno raggiunto gli uomini come capacità economiche. Quindi non ha senso che vengano gratificate di qualcosa che possono fare da sole. Ora devo proteggere la parte debole. In questo momento ho il 70 per cento di uomini come miei clienti perché voi non avete idea di cosa sono diventate le donne. Prepotenti, arroganti, furbe”. LEGGI TUTTO

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    ”Mia madre mi disse: ‘Mi sono stufata, me ne vado’. Avevo sei anni”: Luca Barbareschi racconta come il genitore l’ha abbandonato

    L’attore, regista e produttore 67enne ha vissuto con tanta rabbia, figlia della solitudine
    Confessa: “Non ho mai la sensazione di meritarmi il successo”

    Luca Barbareschi ha vissuto la sua vita con tanta rabbia dentro, figlia soprattutto della solitudine. A Sette, inserto settimanale del Corriere della Sera, che gli regala la cover, l’attore, regista e produttore racconta con crudezza come si sia sentito quando il genitore di riferimento, la mamma, l’ha abbandonato. “Mia madre mi disse: ‘Mi sono stufata, me ne vado’. Avevo sei anni”, confessa.
    ”Mia madre mi disse: ‘Mi sono stufata, me ne vado’. Avevo sei anni”: Luca Barbareschi racconta a Sette come il genitore l’ha abbandonato
    Figlio di Francesco Saverio Barbareschi, ingegnere e imprenditore con un passato da partigiano, e Maria Antonietta Hirsch, un’economista di origine ebraica, il 67enne sulla madre svela: “Un giorno mi ha detto: ‘Scusa ma io mi sono stufata, me ne vado’. Avevo sei anni, si era innamorata di un altro uomo e si è portata via mia sorella di un anno dividendoci per sempre”. Lui le ha detto: “‘E io?’,  ma mi ha risposto: ‘Mica possiamo andare tutti in vacanza insieme…’. Era molto simpatica, spiritosa. Mi ha dato un libro, Cent’anni di solitudine, dicendomi di leggerlo. Per tutta la vita mi ha mandato un libro ogni due giorni. Al telefono diceva: ‘Sì sono via, sono a Copenaghen…’, ‘Sto andando in Egitto…’, e poi aggiungeva: ‘Ora cosa fai, piangi?’”. Barbareschi rispondeva: “No, no, ciao mamma”. 
    Non si è mai più ritrovato con lei, morta nel 2015. “Non volevo più vederla. Difendevo anche mio padre, lo vedevo piangere: gli mancava sua figlia. Bel casino, insomma”. Lui è rimasto col papà: “Quando mia madre è scappata siamo rimasti due uomini in competizione. Quando abbiamo litigato e me ne sono andato gli ho detto cose terribili. Gli è venuto un infarto”. E’ volato negli Usa, faceva il cameriere e guadagnava bene. Ha cominciato a scrivere film. 
    L’attore, regista e produttore 67enne ha vissuto con tanta rabbia, figlia della solitudine
    Luca ha rivisto il padre dopo 5 anni: “Ma la competizione fra noi non è finita neppure alla sua morte”.  Nemmeno con la mamma ha risolto: “No, ed è il problema più grosso della mia vita. Quando ho capito un po’ meglio le cose sono diventato suo padre, a 80 anni era ancora un’adolescente”. La sua rabbia ora si è un po’ placata: “Meno di un tempo. La mia è stata una rabbia terribile, figlia della solitudine. Una volta al mese devo riguardare il mio curriculum perché non penso di aver fatto davvero le cose scritte lì. Non ho mai la sensazione di meritarmi il successo. Ho fatto ipnoterapia, sono stato anche in cura per 8 anni da Matte Blanco, un analista cileno. Il problema non è guarire ma accettare i propri dolori. La ferita rimane dentro e ti rende consapevole delle difficoltà, ti tiene sveglio, ti fa ricominciare”. 
    Il trauma dell’abbandono non lo ha mai lasciato. Anche nel creare i suoi rapporti sentimentali. “Io lo creo, l’abbandono, faccio di tutto perché a un certo punto qualcuno mi lasci. I modelli di comportamento si ripetono”, spiega Barbareschi. E confida: “Per i medici nel primo mese di vita ci succedono le cose più importanti. Con l’ipnoterapia parlavano col mio inconscio per eliminare i traumi, ma tutto si ferma a 10 giorni dopo il mio concepimento. So che mia madre voleva abortire, ha scritto una lettera a mio padre proprio 10 giorni dopo aver scoperto di essere incinta. Il feto ha ventimila neuroni che registrano tutto, e io ho registrato che non ero benvoluto”. 
    Luca ammette: “Cercavo gli applausi ed è un bel passo avanti che oggi non mi interessino più. Da ragazzo ho usato tante droghe, oggi faccio volontariato al Centro Maraini per tossicodipendenti, andare tra persone che stanno peggio di me è un gesto di umiltà. Ho anche lavorato con una trainer per un deficit da mancanza di concentrazione che compenso facendo mille cose”. LEGGI TUTTO

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    ”Il cambiamento fisico mi è pesato”: l’ammissione di Diletta Leotta sulla gravidanza

    La 32enne si racconta dopo la nascita della figlia Aria, venuta al mondo il 16 agosto scorso
    Sa a cosa non rinuncerà mai: “Il lavoro di sicuro, per me è fondamentale”

    Diletta Leotta si racconta dopo la nascita della figlia Aria, venuta al mondo il 16 agosto scorso, giorno in cui la conduttrice ha compiuto 32 anni. A Sette, inserto del Corriere della Sera, fa un’ammissione inaspettata sulla gravidanza: “Il cambiamento fisico mi è pesato. Nel finale mi sono sentita ingombrante”.
    ”Il cambiamento fisico mi è pesato”: l’ammissione di Diletta Leotta sulla gravidanza
    La cicogna è arrivata alle 8,47 del mattino all’ospedale San Raffaele di Milano. Diletta è raggiante per la sua bimba. Sui figli svela: “Io ho sempre desiderato averne, arrivo da una famiglia molto numerosa e molto presente e ho sempre pensato che questo fosse uno step che volevo fare nella vita. Ma non avevo stabilito quando, anche perché a 32 anni oggi in Italia ti senti giovanissimo”. Era con Loris Karius da pochissimo: a dicembre ha scoperto di essere incinta. “E’ stato totalmente uno choc”, confida. A tranquillizzarla ci ha pensato il calciatore tedesco 30enne, sereno e al settimo cielo.
    La 32enne si racconta dopo la nascita della figlia Aria, venuta al mondo il 16 agosto scorso
    Sullo sportivo padre la Leotta spiega: “Credo che Loris sicuramente sarà un padre presente ma giovanile. Anche mia mamma mi racconta che con me è stato diverso: la prima figlia l’ha avuta a 18 anni, me a 37 quando aveva vissuto di più e aveva un’altra consapevolezza”.
    Per la siciliana è tutto nuovo con una figlia: “I primi giorni ho comprato un sacco di cose che ci mancavano e delle quali non sapevamo di avere bisogno: ci stiamo adattando alle sue esigenze, pian piano sto imparando. E’ una scuola super intensa, in pochi giorni mi sono già trasformata. Sto ancora prendendo le misure, ma spero di essere una buona mamma. Senza rinunciare a me. E senza restare da sola: è importante avere il papà vicino, l’aiuto di mia mamma, la puericultrice… Sono tutti importanti in questa fase”.
    La presentatrice e il compagno 30enne Loris Karius stanno imparando pian, piano a fare i genitori
    Arriva la domanda sulla gravidanza e il cambiamento del corpo: “Io l’ho gestita in maniera abbastanza serena. Ci sono stati momenti in cui ho sentito di avere un’energia in più, di essere invincibile e indistruttibile, e altri in cui non stavo in piedi e mi dava fastidio non essere performante al 100% come sempre. Nell’ultima fase invece mi sono sentita ingombrante, lenta, per fare un metro ci mettevo 10 minuti, e questo tipo di cambiamento fisico mi è pesato”. Diletta aggiunge: “Accettare la gravidanza è un processo bello ma lento”.
    Nell’ultimo periodo di gestazione Diletta si è sentita “ingombrante”
    La presentatrice sa a cosa non vorrebbe mai rinunciare: “Il lavoro di sicuro, per me è fondamentale. So che la mia vita cambierà in molte cose e mia figlia sarà il primo pensiero in tutto, però cercherò di organizzarmi in modo che possa condividere con me le cose che mi piace fare. A Loris per esempio avevo detto che mi sarebbe piaciuto viverci di più ‘noi’, lui però mi ha risposto che sarà bello fare le cose in tre, come i viaggi e le vacanze. Quindi non la vedo come una rinuncia ma come un’opportunità di avere un pensiero bello in più nella vita”. Ad Aria vuole trasmettere “il valore della famiglia”. LEGGI TUTTO

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    ”Abbiamo dormito nella stessa stanza fino a 20 anni, nel letto a cassetto”: Paola e Chiara raccontano la loro vita tra alti e bassi

    La 49enne e la 50enne sulla separazione artistica ricordano: “Dolorosa”
    Ora sono tornate insieme e hanno ritrovato il successo in coppia

    Paola e Chiara Iezzi, 49 e 50 anni, raccontano la loro vita tra alti e bassi a Sette, inserto settimanale del Corriere della Sera. “Abbiamo dormito nella stessa stanza per 20 anni”, rivelano. Occupavano due reti diverse nel letto a cassetto.
    ”Abbiamo dormito nella stessa stanza fino a 20 anni, nel letto a cassetto”: Paola e Chiara raccontano la loro vita tra alti e bassi
    Paola ricorda: “Abbiamo dormito nella stessa stanza fino a vent’anni”. “Letto a cassetto: io sotto – le fa eco Chiara – Sentire di notte il suo respiro mi faceva passare la paura. Del buio. Ancora oggi dormo con la luce accesa, del bagno, o di una lucina piccola direttamente in camera”.
    Le cantanti hanno condiviso molto: giocattoli, esperienze e la musica. Il successo le ha travolte negli anni 2000. Poi il buio. “Dal 2010. Le radio non passano più le nostre canzoni. Ogni pezzo proposto non va bene. ‘Troppo veloce’, ‘Troppo lento’, ‘non in linea editoriale’. Il pubblico si è stufato di noi”, spiega Paola. “Non funzionavamo più – ammette Chiara – C’è stato un momento preciso. Sono in un negozio a provare un vestito. Mi guardo allo specchio e scoppio a piangere. Lì capisco che sto piangendo per altro”. 
    La 49enne e la 50enne sulla separazione artistica ricordano: “Dolorosa”
    Paola rivela: “Ricordo che eravamo in treno. Chiara mi chiede: ‘ma a te piace ancora fare questo lavoro?. E io capisco”. Lei continua a cantare, la sorella no. “Sotto casa mia c’era una scuola di recitazione. Passandoci davanti mi dicevo: sarebbe bello. Alla fine prendo coraggio e mi iscrivo. Nessuno si accorge che sono io. Nessuno”.
    Per Paola la separazione è stata “dolorosa”. “Nella lontananza ci siamo riscoperte. Prima la simbiosi era uno schema”, sottolinea Chiara. “La distanza è servita per rendere più autentico il nostro rapporto”, precisa l’altra. 
    ra sono tornate insieme e hanno ritrovato il successo in coppia
    “Eravamo una formula. Ora siamo due donne adulte, sorelle, ciascuna coi propri gusti e desideri. Essere un duo oggi è una scelta, non uno schema”, spiega ancora Chiara. Hanno deciso di tornare a fare coppia. E’ andata bene. “I coming back possono essere tristi. Noi volevamo essere come la gente ci ricordava, balletti, glitter, ma con un messaggio nuovo. Una macchina del tempo che porta indietro per dire che si può andare avanti”. E ci sono riuscite. LEGGI TUTTO

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    ”Per 7 anni ho rimosso Venezia dalla mia vita, non riuscivo neanche a vedere foto della città”: la confessione della veneta Mara Venier

    La conduttrice 72enne non voleva più andarci dopo la morte della madre Elsa, deceduta nel 2015
    Il 25 aprile scorso, in Laguna per il Premio San Marco, ha rotto il tabù

    Mara Venier non voleva più andare nella città in cui è nata. Dopo la morte della madre, Elsa, deceduta nel 2015, non ne era capace. “Per 7 anni ho rimosso Venezia dalla mia vita, non riuscivo neanche a vedere foto della città”, dice, affidando a Sette, inserto del Corriere della Sera, la sua confessione.
    ”PHo rimosso Venezia dalla mia vita per 7 anni, non riuscivo neanche a vedere foto della città”: la confessione della veneta Mara Venier
    “Per sette anni ho rimosso Venezia dalla mia vita, sono stata lontana da lei. Probabilmente in modo vigliacco, non ho voluto dare spazio ai ricordi. Troppo dolore. Neanche le foto della città riuscivo a vedere”, spiega la conduttrice 72enne. “Poi, pian piano, grazie all’amicizia del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, mi sono riavvicinata alla città del mio cuore. Lui nel 2019 mi ha mandato il Leone di Venezia, un riconoscimento dato dall’intera città, a Domenica In, perché sapeva che ancora non avrei avuto la forza di ritirarlo di persona. Ma Brugnaro non ha desistito, fino a che nel febbraio 2022 sono tornata”, racconta. “Per me, Venezia è casa”, sottolinea la ‘zia’.
    Lo scorso 25 aprile la 72enne è tornata in Laguna per ricevere (insieme a Pino Donaggio e Federica Pellegrini) il Premio San Marco
    Lo scorso 25 aprile Mara è tornata in Laguna per ricevere (insieme a Pino Donaggio e Federica Pellegrini) il Premio San Marco. “Questa volta il premio sono andata a prendermelo, Brugnaro non me l’ha dovuto mandare. Una profonda emozione. E quest’anno, grazie a quella giornata, credo proprio di aver superato il mio blocco”, chiarisce.
    “Ora torno a Venezia con leggerezza, anche se sto poco, due o tre giorni, è una terapia per me. Vado sempre nello stesso albergo, sul Canal Grande, ho la mia stanza con terrazza. Mi sveglio come sempre alle 5 e guardo la Chiesa della Salute e riassaporo i rumori delle barche che scaricano, ritrovo un po’ la pace. A Venezia c’è un tran tran meno nevrotico delle città. Vivo a Roma da anni e la adoro, ma Roma è lavoro, non ho mai un attimo di quiete, al di là di Domenica In, ho una vita frenetica”, sottolinea Mara. LEGGI TUTTO

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    Paola Turci rivela quale inaspettata passione la lega alla moglie Francesca Pascale

    Le due si sono sposate il 2 luglio 2022 e hanno festeggiato da poco il loro primo anniversario
    Si sono conosciute tre anni prima a un concerto della cantante a Torino

    Paola Turci, protagonista della cover story di Sette, si racconta nella lunga intervista all’inserto settimanale del Corriere della Sera. Parla del passato, della sua infanzia. Ripercorre le tappe del terribile incidente avuto nel 1993, che le ha distrutto parte del viso e per il quale si è sottoposta a 14 interventi di ricostruzione. La cantante 58enne confessa anche la sua felicità accanto alla moglie Francesca Pascale, sposata il 2 luglio 2022. Svela quale inaspettata passione la lega alla napoletana 37enne. “Il camper. Ci piace viaggiare in camper. Siamo andate ad Amsterdam e a Parigi”, confida.
    Paola Turci rivela quale inaspettata passione la lega alla moglie Francesca Pascale
    Paola di sé dice: “Mai definita attraverso la sessualità. Ho avuto molti uomini, eppure nessuno mi ha mai detto con accezione negativa: sei etero. Mi dicevano che sembravo lesbica per via dei muscoli e della voce bassa. In quel momento stavo con uomini: fidanzata, sposata”. Il 2 luglio del 2010 è andata a nozze col giornalista Andrea Amato: i due hanno divorziato due anni dopo.
    “La gente continua a dire lesbica come un’offesa”, sottolinea la Turci. Per lei è semplicemente “un aggettivo”. Della Pascale, ex di Silvio Berlusconi, sapeva poco: “Non m’incuriosiva, poi un giorno leggo una sua intervista su Il Fatto Quotidiano, di Francesca Fagnani, e rimango colpita. Quello che dice sui diritti, sulle ingiustizie. Al che la cerco su Instagram dove lei era arrivata da poco per cercare me. Mi seguiva come cantante. Io metto un like a una sua immagine in sostegno di Radio Radicale. Dal like iniziamo a scriverci”. Il primo incontro poco dopo, tre anni fa: “A un mio concerto. Ero emozionata a sapere che nel pubblico ci fosse lei”.
    Le due si sono sposate il 2 luglio 2022 e hanno festeggiato da poco il loro primo anniversario
    E’ arrivata l’unione civile. Le due sono innamorate e amano viaggiare in camper, Paola ripercorre il giorno in cui l’hanno acquistato: “Francesca individua il modello su internet, lei in questo è brava, ricerca. Quindi andiamo dal rivenditore. Ricordo la strada per tornare a casa: lei davanti col camper, io dietro in macchina”. Poi lo descrive: “Non grandissimo: un living con due panche e un tavolo. Chiuso il tavolo, dal soffitto viene giù il letto”.
    Quando lei e la moglie partono, “guida Francesca”. “Ogni tanto ci fermiamo in autogrill, ma non scendiamo. Rimaniamo dentro, andiamo in bagno, ripartiamo”, racconta. Paola Turci, quando le si domanda cosa sia la famiglia, non ha dubbi: “Dove c’è amore”. Per lei è lì, nella casa dove vive con la Pascale e i loro 11 cani. LEGGI TUTTO

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    ”Tentare di diventare mamma è una grande avventura”: Chiara Francini lascia intendere di stare provando a rimanere incinta

    A Sette confessa: “Voglio un figlio con il corpo che ho”
    Dopo il monologo sulla mancata maternità a Sanremo, affronta la tematica nella sua autobiografia, “Forte e Chiara” 
    L’attrice è fidanzata da 18 anni con Frederick Lundqvist, svedese innamorato dell’Italia

    Chiara Francini a 43 anni lascia intendere di stare provando a rimanere incinta. L’attrice a Sette, inserto del Corriere della Sera, parlando del suo libro, un’autobiografia, “Forte e Chiara”, edito da Rizzoli, in uscita, sottolinea: “Tentare di diventare mamma è una grande avventura”.
    ”Tentare di diventare mamma è una grande avventura”: Chiara Francini lascia intendere di stare provando a rimanere incinta
    A Sanremo 2023 il monologo dell’attrice sulla mancata maternità aveva scosso gli animi. Aveva parlato della condizione della donna, costantemente divisa tra realizzazione personale e desiderio di maternità. La toscana, fidanzata da 18 anni con Frederick Lundqvist, svedese innamorato dell’Italia, ci torna anche nel libro. “Si parla di maternità ma soprattutto dell’essere donna e dell’essere caratterizzate da questa felicità mutilata – dice Chiara – Nel senso che c’è la bellezza del diventare madre, di assolvere a quello che dalla notte dei tempi viene concepito come un miracolo. Ma dall’altra c’è quasi sempre una voce dentro che dice: ho fatto questo ma magari ho perso altro. Come c’è quest’eco che rimbomba nelle donne che non hanno fatto figli: magari assolutamente soddisfatte del loro percorso, alle prese con una voce che ricorda che sono state fatte per quello, e porterebbero nella pancia un miracolo”.
    Per Chiara la maternità non è compito da portare a termine per preservare la specie: “E’ importante che ora si possa dire, anzi urlare, che ci si vuole sentire giuste anche se non si sente il desiderio di maternità, ma questo non significa che non si possano avere dentro tentennamenti e discrasie. Siamo libere di scegliere se essere madri o meno anche se dentro di noi rimbomba l’inadeguatezza”.
    Dopo il monologo sulla mancata maternità a Sanremo, affronta la tematica nella sua autobiografia, “Forte e Chiara”. L’attrice è fidanzata da 18 anni con Frederick Lundqvist, svedese innamorato dell’Italia
    La Francini parla di lei e rivela: “Per quello che mi riguarda prima dei 40 anni non ho mai pensato di rimanere incinta, perché comunque la mia vita è molto piena, però la vita è una soltanto e trovo che sia una grande avventura anche solo il tentare di diventare mamma. Ma lo faccio piena di curiosità, con la voglia di esplorare una possibilità che la vita ti può dare ma anche togliere”. Chiara segue il destino: “Sicuro, perché se proprio vuoi un figlio c’è l’adozione, ci sono tante possibilità. Pino Daniele cantava: ‘Chi vuole un figlio non insiste’. Non ho questo senso di rivalsa o questa necessità di affermarmi come donna solo in quanto madre”.
    Alla maternità surrogata non pensa affatto. Chiara Francini precisa: “No, vorrei provare con il mio corpo, con la Chiara che ho. Credo sia un momento di arricchimento, vedere come mi cambierà”. Lei, se avrà un bambino, manterrà il suo focus “sul rapporto genitoriale”. Spiega: “Non credo nei genitori amici, ma vorrei essere amorosa. Non vorrei mai che mio figlio si trovasse impreparato alla vita. Un figlio è grande responsabilità e io sono molto seria. Sono colorata ma sono profondamente seria e molto rigida. Ed è un atto che vedo come creativo, un salto al quale ti devi abbandonare. Lì c’è la misura della vita”. LEGGI TUTTO

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    ”Sono rimasta senza lavoro per anni”: Ambra spiega chi l’ha aiutata quando la tv le ha voltato le spalle

    “Quando il successo è esploso mi tormentava il fatto di essere famosa senza sapere perché”

    La 45enne confessa: “Sono rimasta senza lavoro per anni ma non ho mai perso il bisogno di darmi da fare”

    Ambra Angiolini non è crollata nella disperazione quando la tv le ha voltato le spalle, dopo l’enorme successo da adolescente, stella indiscussa di “Non è la Rai”. A Sette, inserto del Corriere della Sera, spiega chi l’ha aiutata, rimanendole sempre accanto e dandole la serenità necessaria per andare avanti.

    ”Sono rimasta senza lavoro per anni”: Ambra spiega chi l’ha aiutata quando la tv le ha voltato le spalle

    “Ho iniziato senza capirci niente. Volevo ballare: i miei lavoravano tanto, la danza era un modo per non stare in strada. Quando il successo è esploso mi tormentava il fatto di essere famosa senza sapere perché. Non ero la più brava, né la più bella: non mi sentivo speciale. Desideravo un mestiere, qualcosa che avesse a che fare con una scelta mia. Sembravo incaz*ata con tutti, ma lo ero con me stessa. Quando la televisione mi ha voltato le spalle invece che disperarmi mi sono detta: ‘Ora posso cercarmi un lavoro’”, racconta l’attrice 45enne ora legata al collega 42enne Andrea Bosca.

    Teen idol osannata, Ambra ha saputo evolversi, cambiare pelle. “Ho sempre avuto la sensazione di poter aggiustare le cose. Sono rimasta senza lavoro per anni ma non ho mai perso il bisogno di darmi da fare. Anche se ciò che mi aveva resa famosa all’inizio poi si era spento. Ho una famiglia solida alle spalle, che è rimasta sempre lì, col suo lavoro, l’azienda alimentare di papà. Le persone che si fanno il cu*o mi affascinano. Essere famosi non è un mestiere, dev’essere il risultato del lavoro che fai”, chiarisce la Angiolini.

    La 45enne confessa: “Sono rimasta senza lavoro per anni ma non ho mai perso il bisogno di darmi da fare”

    Gli attacchi ricevuti non l’hanno spenta, anzi. “Col tempo ho smesso di pensare solo a me stessa: ho cercato di fare delle scelte che smuovessero qualcosa nelle persone. Solo così ho capito che questo lavoro poteva andare avanti, crescere con me. Prima pensavo a difendere me stessa e facevo casino: replicare a una bugia non fa altro che amplificarli”, sottolinea Ambra.

    Ambra è riuscita a sconfiggere i problemi di bulimia, ha imparato a dire di no: “Ai lavori sbagliati, a una storia che ti sta massacrando, ai ricatti morali. Il ‘no’ è diventato il potere più grande per diventare me stessa”. E’ una madre fiera dei due figli avuti dall’ex Francesco Renga, Jolanda, 18 anni, e Leonardo, 16. Il suo percorso non è ancora terminato: “Sono una nata col graffio dell’orso: quella cosa non si rimargina. Ma le mie ferite le porto anche sui red carpet, le trovo più chic di tanti gioielli”. LEGGI TUTTO