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    Scuola, lo studente anti-bulli tra i dieci finalisti del Global Prize

    ROMA – Lo studente di Lecce Mirko Cazzato è stato scelto fra i dieci finalisti per il Global Student Prize 2021 di Chegg.org, un nuovo premio della Varkey Foundation che mette in palio 100.000 dollari da assegnare a un alunno speciale, che ha avuto un impatto reale sulla scuola, sulla vita dei compagni e sulla società.

    Mirko Cazzato ha 20 anni e frequenta la WeDo Academy di Lecce, scuola di imprenditorialità nata dall’azione del professor Daniele Manni, docente di Informatica che l’anno scorso ha vinto il premio Global teacher award, sempre gestito dalla Varkey.

    Selezionato tra oltre 3.500 adesioni e candidature provenienti da 94 Paesi nel mondo, Mirko Cazzato è il co-fondatore della startup sociale “Mabasta”, un progetto condotto da adolescenti che punta ad affrontare il bullismo e il cyberbullismo. Nel loro primo anno di liceo, Mirko e i suoi amici hanno capito che il problema del bullismo non stava scomparendo, nonostante l’impegno di psicologi, educatori, insegnanti, forze dell’ordine, genitori. Così, insieme ai compagni di classe, Mirko, oggi cintura nera di taekwondo e abile nel tiro a segno, ha lanciato il “Movimento anti-bullismo animato da studenti adolescenti” (Mabasta, appunto).

    Il prof inventore e lo studente anti-bullismo: “Se vinciamo il premio, lo investiamo per aiutare gli altri”

    di

    Caterina Pasolini

    15 Settembre 2021

    Racconta il ventenne: “Ero in quarta elementare quando un ragazzo prese di mira un compagno albanese e gli tolse i pantaloni davanti a tutti. Nessuno ha reagito, io mi sono messo in mezzo. Neppure sapevo cosa fosse il bullismo, vedevo solo l’amico ingiustamente umiliato”. Nel 2016 Mirko ha fondato l’associazione, ha visitato decine di scuole itaiane ascoltando le indicazioni dei coetanei e nel 2018 ha redatto un protocollo che prevedeva le sei azioni da realizzare contro il bullismo in classe. In questo suo percorso a crescere, è arrivato ad ottenere parole di elogio dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e da Papa Francesco. “Siamo arrivati a una rete di 250 scuole con professori in ogni classe delegti a ricevere segnalazioni. Gli studenti raccolgono le confessioni anonime di chi viene maltratto. In ogni scuola c’è una cassetta dove lasciare lettere per raccontare abusi, se non si ha il coraggio di farlo a voce”. Mirko Cazzato reinvestirà i soldi del premio nella stessa associazione Mabasta.

    Non è passato alla fase finale, invece, Leonardo Durante, ingegnere elettronico palermitano, 51 anni, docente di Sistemi automatici all’Itis Fermi di Roma. Ha inventato il casco con le frecce, per prevenire incidenti in moto, e carrellini robot utili per gli anziani.

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    Lila Thomas, responsabile di Chegg.org, ha commentato:”Mirko e gli altri finalisti rappresentano gli studenti coraggiosi e laboriosi di tutto il mondo che stanno lottando per il loro futuro. Nonostante le difficoltà dovute al Covid, questa generazione ha dimostrato grande resilienza e creatività e ha dato a tutti noi speranza nell’affrontare le impervie sfide che ci attendono”.

    Gli altri nove finalisti del Global Student Prize 2021 sono Amisa Rashid del Kenya, Elliott Lancaster del Regno Unito, Jeremiah Thoronka della Sierra Leone, Kehkashan Basu del Canada, Lamya Butt degli Emirati Arabi Uniti, Matine Khalighi degli Stati Uniti, Ana Julia Monteiro de Carvalho del Brasile, Oluwadamilola Akintewe della Nigeria e Seema Kumari dell’India.

    Gli studenti candidati al Global Student Prize saranno valutati sulla base dei loro risultati accademici, dell’impatto sui compagni, della differenza che fanno all’interno della comunità e nella società in generale, di come superano le difficoltà per raggiungere gli obiettivi, della creatività e dell’innovazione dimostrata e di come si comportano da cittadini del mondo. Il 10 novembre sarà scelto, a Parigi, nella sede dell’Unesco, il vincitore assoluto. LEGGI TUTTO

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    Scuola, crescono ancora gli studenti stranieri: sono uno ogni dieci

    ROMA – Gli studenti stranieri in Italia sono 877.000, il 10,3 per cento del totale (8.484.000), in crescita dello 0.3 per cento rispetto alla stagione precedente. E se gli alunni di nazionalità italiana dell’anno scolastico 2019-2020, cui si riferiscono questi numeri, sono scesi di 115.000 (l’1,5 per cento) a causa della profonda crisi demografica che ha investito il Paese, i bambini e ragazzi stranieri che entrano nelle scuole pubbliche e private nazionali sono cresciuti di 19.000, +2,2 per cento.

    Il dato che merita di essere messo in primo piano è che due terzi, il 65,4 per cento, sono studentesse e studenti nati nel nostro Paese. Le seconde generazioni.

    Seguendo il rapporto offerto dal ministero dell’Istruzione, si vede che le seconde generazioni di “non italiani” rappresentano ormai l’unica componente in crescita della popolazione scolastica. Infatti, nel 2019-2020 gli studenti stranieri nati all’estero sono diminuiti di oltre tremila, i “nati in Italia” sono aumentati di oltre ventiduemila.

    “A Monfalcone troppi insegnanti di sinistra, la scuola non può essere una dittatura”

    Corrado Zunino

    06 Agosto 2019

    Nel quinquennio 2015-2020 il numero degli alunni figli di immigrati ma nati in Italia è passato da oltre 478.000 a quasi 574.000 con un incremento del 20 per cento.

    Il flusso degli studenti di seconda generazione, figlio della migrazione dei padri, si è fatto più lento nelle ultime stagioni. Nel decennio che va dal 2010 al 2020 gli stranieri a scuola sono complessivamente aumentati del 23,4 per cento (+166.000) con un ritmo di crescita tuttavia lontano da quello del decennio precedente: +526 mila studenti con una crescita pari al 357,1 per cento. I primi non italiani all’interno degli istituti scolastici nazionali, 6.104 in tutto, furono certificati nella stagione 1983-’84. Resta sempre aperta la questione dello Ius cultura, per cui gli stranieri minori dovrebbero acquisire la cittadinanza del Paese in cui sono nati e vivono: da noi questo diritto non è ancora riconosciuto.

    Due terzi sono al Nord

    Il 65,3 per cento dei “non italiani” è concentrato nelle regioni del Nord Italia, il 22,2 nel Centro, il 12,5 nel Sud. La Lombardia si conferma l’area con il maggior numero di studenti “da fuori”: 224.089, il 25,6 per cento del totale presente in Italia.

    La crescita degli alunni con cittadinanza non italiana dal 1983 al 2020  LEGGI TUTTO