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Il primo volo commerciale di Virgin Galactic, oggi

Oggi Virgin Galactic, la società per il “turismo spaziale” del miliardario britannico Richard Branson, effettuerà il proprio primo volo commerciale verso lo Spazio con un equipaggio che comprende tre italiani dell’Aeronautica Militare e del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), che fanno parte della missione Virtute 1. La partenza è in programma per le 17 (ora italiana) da Spaceport America, la base di lancio della società costruita nel deserto del New Mexico (Stati Uniti). Se la missione avverrà senza imprevisti, nei prossimi mesi Virgin Galactic inizierà a gestire periodici voli spaziali con biglietti da 250mila dollari per persona.

Virtute 1 è una missione con scopi scientifici, quindi diversa dai voli spaziali che saranno organizzati in futuro e pensati più che altro per consentire ai passeggeri di Virgin Galactic di sperimentare per qualche minuto gli effetti della quasi totale assenza di peso. La missione è stata finanziata dall’Aeronautica Militare in collaborazione con il CNR, in una iniziativa insolita per l’Italia che di solito collabora con attività più strutturate e di lungo periodo con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) attraverso la propria Agenzia Spaziale Italiana (ASI).

Nei pochi minuti in cui l’equipaggio sarà negli strati più alti dell’atmosfera saranno effettuati tredici esperimenti negli «ambiti della termofluidodinamica, della biomedicina e dello sviluppo di materiali innovativi e sostenibili», dice il comunicato stampa dalla missione. I partecipanti indosseranno inoltre tute con alcuni sensori per valutare gli effetti del volo spaziale sul loro organismo.

Dell’equipaggio fanno parte il colonnello Walter Villadei, che dal 2021 ha avviato la formazione come astronauta professionale; l’iniziativa fa parte del suo addestramento in vista di una futura missione sulla Stazione Spaziale Internazionale. Insieme a Villadei a bordo ci saranno il tenente colonnello Angelo Landolfi dell’Aeronautica e Pantaleone Carlucci, ingegnere e ricercatore del CNR. Saranno accompagnati da un istruttore e da quattro piloti di Virgin Galactic.

Il volo sarà effettuato a bordo di , uno “spazioplano” che si comporta come un aeroplano, capace però di raggiungere gli strati più alti dell’atmosfera. Viene trasportato a 15mila metri da un aeroplano più grande, poi si sgancia e prosegue il proprio volo fino a raggiungere gli 80mila metri circa di altitudine. Dopo qualche minuto nel quale i membri a bordo galleggiano liberi all’interno della cabina, lo spazioplano effettua un rapido rientro sulla Terra, atterrando poi come un normale aeroplano.

(Virgin Galactic)

Virgin Galactic esiste dal 2004 e lo sviluppo dei suoi spazioplani ha richiesto diverso tempo, anche a causa di un , nel quale era morto uno dei piloti che stavano partecipando a un volo sperimentale. All’epoca Branson aveva promesso di far parte di uno degli equipaggi dell’ultima fase di test, prima di avviare i voli commerciali per i clienti. Il test era stato con l’obiettivo di trasportare i primi clienti a partire dal 2022, ma a causa di alcuni problemi tecnici e di autorizzazioni da parte del governo degli Stati Uniti si erano resi necessari vari rinvii fino al primo volo commerciale di oggi.

VSS Unity e sullo sfondo Spaceport America (Virgin Galactic)

A pieno regime, Virgin Galactic effettuerà almeno un volo al mese e la società dice di avere ricevuto prenotazioni e manifestazioni di interesse da parte di un migliaio di clienti. L’azienda non è comunque l’unica a offrire servizi di questo tipo: il settore del cosiddetto “turismo spaziale” si sta espandendo e comprende già da qualche anno Blue Origin, la compagnia spaziale fondata dall’ex CEO di Amazon Jeff Bezos. Entrambe le aziende offrono voli suborbitali: i loro veicoli superano gli strati più alti dell’atmosfera e poi tornano indietro compiendo un volo parabolico, senza effettuare un’orbita (cioè un giro completa) intorno alla Terra.

Virgin Galactic dice di condurre spedizioni “nello Spazio”, ma non tutti sono convinti che possano essere definiti in questo modo. Per l’Agenzia federale per l’aviazione degli Stati Uniti, lo Spazio inizia oltre gli 80 chilometri di altitudine quindi dove arriva lo spazioplano dell’azienda, mentre convenzioni più condivise internazionalmente identificano l’inizio dello Spazio oltre la cosiddetta linea di Kármán, a 100 chilometri di altitudine.


Fonte: https://www.ilpost.it/scienza/feed/


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