More stories

  • Fare la TAC ai Campi Flegrei, e poi la diagnosi

    di Chiara Sabelli

    Pubblicato il 24/11/2025
    Sfruttando le migliaia di terremoti registrati negli ultimi anni, i ricercatori hanno ottenuto un’immagine tridimensionale ad alta risoluzione della caldera vulcanica e attribuito la responsabilità del bradisismo a un ampio sistema geotermale ricco di gas e liquidi e riscaldato dal magma presente in profondità. Questo secondo gli autori suggerisce la necessità di considerare le esplosioni freatiche nei piani di gestione del rischio. Nell’immagine la Solfatara di Pozzuoli. Credit: Norbert Nagel/Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0)

    AmbienteImmaginate di tagliare i Campi Flegrei con un piano verticale in direzione nord-sud che attraversa il centro di Pozzuoli, cioè il punto dove si registra il massimo sollevamento del suolo e si concentrano i terremoti più forti. More

  • Pirahã: una controversa lingua senza numeri né colori

    di Lorenzo Manunza

    Pubblicato il 20/11/2025
    I Pirahã sono una popolazione amazzonica tra le più particolari al mondo: non hanno parole né per i numeri né per i colori, non hanno miti di creazione, non creano arte e non sanno distinguere le quantità maggiori di 3. Intorno a loro è nata una controversia scientifica in cui è protagonista anche uno dei linguisti più importanti della storia e, a rendere la questione ancora più spinosa, c’è il fatto che fuori dal gruppo solo tre persone sanno parlare la loro lingua.

    In copertina: foto di Toninho Muricy, proveniente dall’archivio di Daniel Everett
    ComunicazioneMenteNumeriA fine anni Settanta, Daniel Everett e sua moglie Keren raggiunsero insieme ai tre figli un villaggio di indigeni dell’Amazzonia chiamati Pirahã (si pronuncia “pi-ra-an”): un gruppo di cacciatori-raccoglitori che oggi conta poco meno di 600 individui. I due erano dei missionari cristiani con un compito che nessuno dei loro predecessori era riuscito a portare a termine: imparare la lingua dei Pirahã e tradurvi la Bibbia. More

  • Dovremmo estendere la zona rossa del Vesuvio?

    di Chiara Sabelli

    Pubblicato il 10/11/2025
    Partendo da oltre 60 campioni di sedimenti vulcanici raccolti intorno al Vesuvio, un gruppo di ricercatori ha stimato quale sarebbe l’impatto di un’eruzione suggerendo l’opportunità di estendere verso nord-ovest la zona rossa, dove il Piano Nazionale di Protezione civile prevede l’evacuazione in caso di eruzione imminente.
    Nell’immagine una rielaborazione della mappa di concentrazione del particolato solido ottenuta da “Mele, D., Dellino, P., & Dioguardi, F. (2024). Pyroclastic density currents hazard simulation data at Mt. Vesuvius, Italy. [Data set]. Zenodo”. https://doi.org/10.5281/zenodo.13682628 (CC BY 4.0) a cura di Chiara Sabelli per Scienza in rete (CC BY-SA). In grigio l’area dove la concentrazione di particolato solido è tale da mettere a rischio la vita delle persone, in rosso la zona di evacuazione prevista dalla Protezione Civile.
    TerraPartendo dai sedimenti vulcanici raccolti in 65 siti in un’area di circa 15 chilometri intorno al Monte Vesuvio, un nuovo studio ha stimato l’impatto che le correnti piroclastiche generate da un’eruzione avrebbero in termini di pressione, temperatura, concentrazione di polveri e particolato e durata temporale, suggerendo di estendere verso nord-ovest la zona di evacuazione attorno al Vesuvio e offrendo un nuovo approccio alla gestione del rischio vulcanico. More

  • Addio a James Watson, scienziato intelligente cocciutamente irrazionale

    di Gilberto Corbellini

    Pubblicato il 10/11/2025
    Formidabile promotore e manager della ricerca, bravo mentore e buon autore di manuali scientifici ma anche di libri che erano pura provocazione. Il 6 novembre, all’età di 97 anni è scomparso Jim Watson, che legò il suo nome insieme a Francis Crick alla scoperta della doppia elica del DNA.
    Storia della scienzaCarl Zimmer ha scritto sul New York Times che con James Dewey Watson, morto il 6 novembre all’età di 97 anni, scompare l’ultimo protagonista della scoperta più iconica del secolo passato. La mente di Watson era morta da almeno sette anni, o anche prima, cioè da quando gli fu diagnostica una demenza vascolare. Intanto, il DNA, la più famosa ma non l’unica doppia elica molecolare che esiste in natura, non è più l’alfa e l’omega della vita. More

  • Genomica sintetica: dalle cellule minime alle riflessioni etiche

    di Simona Grazioli
    di Mario Enrico Pè

    Pubblicato il 29/10/2025
    Dopo i primi esperimenti su batteri e lieviti, la genomica sintetica sta estendendo i suoi confini a piante e cellule animali, aprendo prospettive inedite per la medicina, l’agricoltura e la biotecnologia. Ma insieme alle opportunità emergono nuove domande etiche: quali limiti porre alla riscrittura dei genomi? E come garantire che la conoscenza di costruire la vita resti al servizio della vita stessa?
    Ricerca scientificaDopo aver raccontato che cosa caratterizza la genomica sintetica, in che cosa si distingue dalla genomica basata esclusivamente sulla lettura del DNA e su quali pilastri metodologici si fonda, proseguiamo la panoramica su questo campo analizzando il suo stato attuale e le prospettive future più probabili nelle diverse categorie di organismi. More

  • Giocare a fare Dio? La sfida della genomica sintetica

    di Simona Grazioli
    di Mario Enrico Pè

    Pubblicato il 29/10/2025
    Con la creazione del primo batterio controllato da un genoma interamente sintetico, 15 anni fa, è nata una nuova frontiera della biologia: la genomica sintetica. Non più soltanto lettura e interpretazione del DNA, ma la possibilità di riscriverlo, progettando genomi su misura. Una rivoluzione che promette applicazioni straordinarie, dalla medicina alle biotecnologie: Mario Enrico Pè e Simona Grazioli iniziano a ripercorrerne la storia e i principi scientifici.
    Ricerca scientificaSulla copertina della rivista americana Newsweek del 3 giugno 2007 campeggiava la fotografia di Craig Venter, lo scienziato che aveva capitanato la molto discussa iniziativa privata di sequenziamento del genoma umano, corredata dalla espressione a caratteri cubitali «Playing God». More

  • Guidare piano è più pericoloso di correre?

    di Lorenzo Manunza

    Pubblicato il 22/10/2025
    Tutti i genitori raccomandano ai figli di «Non correre in macchina». Intuitivamente, infatti, sappiamo che guidare piano è più sicuro, ma riuscire a dimostrarlo in maniera scientifica non è stato facile come si può immaginare.
    SocietàNegli ultimi mesi, sui social sono apparsi alcuni post recanti affermazioni del tipo: «Secondo la scienza, guidare lentamente è più pericoloso di correre». Asserzioni di questo tipo sono probabilmente confortanti per molti di coloro che non sempre rispettano i limiti di velocità, ma anche parecchio sospette per tutti gli altri. Guidare ad alte velocità significa avere meno tempo per reagire a eventuali pericoli presenti sulla strada, oltre che un maggiore spazio di frenata e una minore manovrabilità del mezzo. More