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    ‘Le Iene’ fanno il test sulle ‘borse fake’ alle vip durante la Fashion Week di Milano, ecco chi l’ha passato e chi no: guarda

    Stefano Corti chiede aiuto a Taylor Mega e all’esperta di ‘bag’ Camilla

    Il ‘borsetta-gate’, con le famose che acquisterebbero ‘fake’, parrebbe allargarsi

    Il ‘borsetta-gate’ che ha finora coinvolto Daniela Santanché, che avrebbe regalato perfette imitazioni di ‘bag’ griffate a Francesca Pascale, scatena Le Iene. Gli inviati del famoso programma di Italia 1 fanno il test sulle ‘borse fake’ alle vip durante la Fashion Week di Milano. C’è chi lo ha passato e chi no, ma si mostra assolutamente incolpevole. Così sottolinea almeno.

    ‘Le Iene’ fanno il test sulle ‘borse fake’ alle vip durante la Fashion Week di Milano, ecco chi l’ha passato e chi no. Quella di Elisabetta Gregoraci è autentica

    Stefano Corti, inviato della trasmissione, chiede aiuto a Taylor Mega. “Avere una borsa di Hermes per me è diventato uno status symbol, io sono collezionista vera e riconosco quelle false. C’è pieno di famose che hanno borse fake, le riconosco tutte”, gli dice l’influencer. La 31enne gli indica quale tra i famosi potrebbe indossare una borsa ‘finta’. Ma solo a lui, senza dirlo ad alta voce in tv.

    Anche Francesca Sofia Novello supera l’esame

    Poi arriva la prova del nove. Corti raggiunge alcune vip invitate alle sfilate. Insieme a lui c’è un’esperta che valuta i costosi accessori, Camilla, per capire se sono ‘tarocchi’ o meno. L’imbarazzante test fa sorridere molte. Valentina Ferragni, Rosa Perrotta, Costanza Caracciolo, Francesca Sofia Novello, Elisabetta Gregoraci, Giulia Salemi, Nina Zilli lo superano con il massimo dei voti: le loro borse firmate sono tutte autentiche. Non c’è alcun dubbio.

    Due vip, purtroppo, non passano l’esame. Sono Cecilia Capriotti e Melita Toniolo: la prima indossa un accessorio di Hérmes che ha alcune anomalie nei dettagli. La seconda ha una borsa di Louis Vuitton.

    Non passa il test invece Cecilia Capriotti

    Melita dice: “L’ho comprata: che figuraccia!”. La Capriotti nega che la sua borsa sia un ‘fake’: “L’ho comprata a Parigi, ho anche il testimone dietro”. L’esperta la sprona a fare un controllo più approfondito nel negozio ufficiale. Lei replica: “Quando volete. Io non ho nulla da nascondere, ne sono certa”. Camilla non è convinta: “Per me potrebbe essere più falsa che vera”.

    Pure la borsa di Melita Toniolo potrebbe essere un ‘tarocco’

    Sui social intanto qualcuno commenta, come Chiara Nasti, che sottolinea: “Ma piuttosto perché non vanno al mercato ‘ste qua? E con un po’ di gusto comprano anche cose diverse dal solito? Pur di stare al livello! Che poi alcune di esse non hanno mezza cosa originale e vogliono apparire così per essere apprezzate. Proprio non me ne capacito”. LEGGI TUTTO

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    ”Mia madre ci chiudeva in camera, sentivo le urla”: Cecilia Capriotti in lacrime rivela per la prima volta l’incubo della sua infanzia

    La 47enne confessa la sofferenza causata dal compagno della madre che era alcolista
    Ne parla commossa e con la voce rotta: l’uomo è deceduto lo scorso settembre

    Cecilia Capriotti, legata da quasi 10 anni a Gianluca Mobilia da cui ha avuto Maria Isabelle, 7 anni, si emoziona fortemente a Storie di donne al bivio. Ospite di Monica Setta nel talk in onda in seconda serata su Rai2, l’attrice e showgirl 47enne, ex gieffina vip, in lacrime rivela per la prima volta l’incubo della sua infanzia. Dopo la morte del padre, deceduto quando lei aveva solo 2 anni, la mamma si è legata a un altro uomo, che purtroppo era alcolista. Alternava momenti di tenerezza ad altri in cui era aggressivo. “Mia madre ci chiudeva in camera, sentivo le urla”, confida.
    ”Mia madre ci chiudeva in camera, sentivo le urla”: Cecilia Capriotti in lacrime rivela per la prima volta l’incubo della sua infanzia
    “E’ un argomento delicato, lui è mancato a settembre, prima non volevo procurare dolore, quindi ho sempre evitato di parlarne. Ho avuto un’infanzia difficile, la perdita di mio padre mi ha portato fino ai 5 anni alla perdita della parola. Una sorta di mutismo selettivo, un trauma. Mia sorella è più grande di me di 2 anni ed è stata lei a starmi molto vicino. Io lei e mia madre ancora oggi siamo unite da questo cordone ombelicale. Non ci siamo mai staccate”, racconta Cecilia.
    “Mia madre ha conosciuto quest’uomo quando avevo 5 anni. Nel bene e nel male in 20 anni è stato il mio secondo papà. Però è una storia molto sofferta e triste perché è stato difficile”, ammette. La Capriotti si interrompe e le lacrime le riempiono gli occhi. Poi continua: “Lui purtroppo era un alcolista, quindi era come se fosse bipolare: alternava momenti di estrema dolcezza a momenti di grande aggressività, Nei confronti di mia madre è stato uno stalker. Molta violenza psicologica, anche nei nostri confronti. E poi tornava ‘Alberto mio’, io lo chiamavo così. Quindi il giorno dopo era dolcissimo e carnale, molto più di mia mamma. Lei soffriva del lutto precedente ed era più fredda”.
    La 47enne confessa la sofferenza causata dal compagno della madre che era alcolista
    “In quelle situazioni mia madre chiudeva me e mia sorella in camera, ma io sentivo le urla. Se è stato aggressivo con noi? Sì. Io l’ho sempre definito bipolare. Non ne ho mai parlato per tutelarlo”, sottolinea l’artista. “Perché? – prosegue – Ci fu una svolta: mia mamma nel 2000 lo denunciò affinché non potesse più avvicinarsi alla nostra famiglia. Io non firmai questa denuncia, non me la sono sentita, mia sorella sì, ma io no. Gli volevo molto bene. E ringrazio Dio per averlo perdonato. Poi anche mia sorella l’ha fatto. Perché abbiamo vissuto dal 2000 a oggi gli ultimi 20 anni più belli in assoluto. Lui invecchiando è cambiato, ha iniziato a bere meno ed è diventato un amico, un confidente. Era il nostro Alberto da coccolare. Ha fatto anche il nonno di mia figlia. Se non l’avessimo perdonato tutto questo non sarebbe accaduto”.
    Ne parla commossa e con la voce rotta: l’uomo è deceduto lo scorso settembre
    Cecilia conclude: “Io, vivendo a Milano, lui era ad Ascoli, lo vedevo un paio di volte l’anno, ma lo sentivo spesso e l’ho sempre aiutato quando ho potuto. Gli ultimi mesi di vita mia sorella e io gli siamo state accanto. Mia madre? Lei no, non lo vedeva, ma non ci ha mai condizionato nella nostra scelta. Ora mi manca da morire”. LEGGI TUTTO