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    Manovra, valanga di emendamenti. Scontro su condono e scioperi. Sindacati: “Inaccettabile”

    Le proposte di modifica alla Manovra in commissione Bilancio al Senato sono circa 5.700, di cui 1.700 avanzate dalla maggioranza. Tra gli emendamenti che nelle ultime ore fanno più discutere ce n’è uno sugli scioperi e uno sulla sanatoria edilizia (definita “condono” dalle opposizioni), entrambi proposti da Fratelli d’Italia. Ecco di cosa si tratta

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    La Manovra del governo Meloni per il 2026 anima il dibattito politico, ancora di più dopo che la Legge di bilancio è stata travolta dagli emendamenti in commissione Bilancio al Senato: le proposte di modifica sono circa 5.700, di cui 1.700 avanzate dalla maggioranza. Tra gli emendamenti che nelle ultime ore fanno più discutere ce n’è uno sugli scioperi e uno sulla sanatoria edilizia (definita “condono” dalle opposizioni), entrambi proposti da Fratelli d’Italia.

    L’emendamento sugli scioperi

    Partiamo dagli scioperi. Secondo un emendamento di FdI alla Manovra, i lavoratori dei trasporti dovranno dichiarare “preventivamente” la propria intenzione di aderire a uno sciopero del settore. “La comunicazione di adesione – si legge – è irrevocabile e deve pervenire in forma scritta alle amministrazioni e alle imprese erogatrici dei servizi entro sette giorni dalla data prevista per l’astensione dal lavoro. Le amministrazioni e le imprese devono tener conto delle adesioni preventive nella individuazione dei nominativi dei lavoratori tenuti a garantire le prestazioni indispensabili, ricorrendo, ove possibile, prioritariamente al personale che non ha manifestato l’intenzione di aderire allo sciopero”. Il testo, quindi, prevede che “le amministrazioni e le imprese erogatrici dei servizi, oltre a garantire le prestazioni indispensabili, sono tenute ad assicurare gli ulteriori livelli di servizio erogabili attraverso l’impiego dei lavoratori che non hanno comunicato l’adesione allo sciopero”. More

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    Mattarella: da apertura al mondo vengono solo benefici

    “La collaborazione tra Comuni dei due Paesi, unendo le rispettive memorie, identità, aspirazioni, dà ai propri concittadini un tangibile esempio dei benefici che derivano dall’apertura al mondo, dalla condivisione.  Le comunità locali, in tal modo, non sono soltanto ambasciatrici dei valori della propria comunità, ma danno vita a un modello ricco di fiducia nell’avvenire che ci unisce nella cornice europea”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando al palazzo presidenziale di Berlino,  in occasione del premio elargito insieme al presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier sui progetti di alcuni comuni gemellati fra Italia e Germania. 
    Solidarietà ha unito Italia e Germania
    “Sono trascorsi cinque anni dalla prima edizione del Premio dei presidenti, nata, nel contesto dell’emergenza pandemica, dalla volontà di rendere ancor più intenso il rapporto di solidarietà che ci ha uniti in quelle drammatiche circostanze. Giunti alla terza edizione, possiamo riscontrare che la scelta di valorizzare i Comuni nell’ambito dell’amicizia che unisce i nostri popoli sia stata una decisione lungimirante. Oggi più che mai le Municipalità sono protagoniste di un nuovo capitolo della storia globale”. Lo ha detto il presidente della repubblica, Sergio Mattarella, parlando al palazzo presidenziale di Berlino in occasione del premio elargito insieme al presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier sui progetti di alcuni comuni gemellati fra Italia e Germania.  More

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    La maggioranza riscrive la manovra. Spunta anche un condono

    Gli emendamenti alla manovra ogni anno sono tantissimi: questa volta la quota è di quasi seimila. Ma non sono solo le opposizioni a mettere nero su bianco un’idea diversa di politica economica, anche i partiti di maggioranza – con 1.600 proposte – hanno mostrato l’ambizione di voler riscrivere gran parte della legge di bilancio. E nella ridda delle richieste, è Fratelli d’Italia a tirare fuori una novità: i senatori del partito della premier chiedono di riaprire il condono edilizio del lontano 2003, quando a Palazzo Chigi c’era Silvio Berlusconi.

    Le misure
    “Nessun nuovo condono. Sì tratta di una sanatoria, che consiste nella riapertura dei termini di una vecchia normativa per sanare vecchie pendenze di persone che anche se hanno pagato per accedere al condono ne sono rimaste escluse”: è quanto sottolinea l’ufficio stampa di FdI al Senato a proposito dell’emendamento alla manovra che riapre i termini della sanatoria del 2003. Viene inoltre sottolineato che spetterà eventualmente alle Regioni deliberare in materia e decidere il perimetro delle norme. La misura potenzialmente riguarda tutta Italia ma nei fatti è stata pensata in particolare per la Campania, che all’epoca sotto la guida di Bassolino non aderì. L’intenzione è dichiarata esplicitamente da FdI e vale però l’accusa da parte dell’opposizione di voler “comprare voti” in vista delle elezioni regionali di fine novembre. “Migliaia” di case saranno “salvate dall’abbattimento”, è la promessa del senatore di FdI Antonio Iannone. Certo, spetterà anche questa volta come venti anni fa, alle Regioni recepire le norme e definirne il perimetro, evidenziano dal partito. Dunque, viene sottolineato, nessun “obbligo”. More

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    Meloni: “Con noi l’Italia è tornata credibile. In Manovra risorse concentrate su priorità”

    La premier è intervenuta al comizio del centrodestra a Napoli, in vista delle elezioni regionali. “Abbiamo riacceso il motore di questa nazione, riportando i conti in ordine e garantendo la stabilità, premessa di qualsiasi crescita”, ha detto. “La patrimoniale? Una ricetta bizzarra e tardo comunista della sinistra che con noi non passerà mai”, ha aggiunto. E ancora: “Ci vuole una grande immaginazione” per dire che con questa Legge di bilancio “si favoriscono i ricchi”

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    Giorgia Meloni è intervenuta, a Napoli, al comizio del centrodestra a sostegno del candidato governatore Edmondo Cirielli. Oltre a parlare delle questioni legate alle elezioni regionali in Campania, la premier ha dedicato dei passaggi del suo discorso anche a questioni nazionali e alla Manovra. “Con noi l’Italia è tornata una nazione seria e credibile. Abbiamo riacceso il motore di questa nazione, riportando i conti in ordine e garantendo la stabilità, premessa di qualsiasi crescita”, ha sottolineato la presidente del Consiglio. E sulla Legge di bilancio: “Abbiamo concentrato le risorse sulle priorità”.

    L’intervento di Meloni a Napoli

    Parlando della Manovra, Meloni ha sottolineato: “Anche quest’anno abbiamo chiesto un corposo contributo a banche e assicurazioni. E anche questo racconta di una stagione molto diversa rispetto a quando i soldi venivano presi dalle tasse dei lavoratori e regalati alle banche”. Poi ha aggiunto: “Dicono che questa Manovra favorisce i ricchi e davvero ci vuole molta, molta immaginazione e anche un po’ di coraggio a sostenere una tesi del genere. Noi con le altre Leggi di bilancio, taglio del cuneo, accorpamento delle prime due aliquote dell’Irpef, abbiamo destinato 18 miliardi di euro l’anno a favore di chi guadagna fino a 35mila euro l’anno. Quest’anno, confermando tutti quei provvedimenti, con la Legge di bilancio abbiamo aggiunto la riduzione dell’aliquota per i redditi che vanno da 28 a 50mila euro. E la sinistra si sbraccia, si straccia le vesti perché stiamo aiutando i ricchi. Come se chi guadagna 2.500 euro al mese e c’ha un mutuo da pagare, magari mantiene tre figli, ci paga le bollette, fosse un ricco da mazzolare”. “Con la nostra Manovra abbiamo aiutato chi non si può permettere una barca da ormeggiare in un’area preclusa ai cittadini comuni”, ha detto poi Meloni riferendosi – senza nominarlo – al candidato del campo largo Roberto Fico e alla polemica sul suo gozzo, oggetto di una interrogazione parlamentare di Fdi. E ancora: “La patrimoniale? Una ricetta bizzarra e tardo comunista della sinistra che con noi non passerà mai”.
    “Governo rimarrà in carica fino alla fine della legislatura”
    Meloni ha poi ribadito che il governo non cadrà dopo il referendum sulla giustizia. “Saranno i cittadini a doverci dire se vogliono o meno confermare” la riforma della giustizia, ha detto, “ma l’unico consiglio che posso darvi è: votate guardando al merito delle norme. Non votate pensando di sostenere il governo o di andare contro il governo, per due ragioni: la prima è che questo governo rimarrà in carica fino alla fine della legislatura e chiederà poi di essere giudicato sul complesso del lavoro che ha fatto. La seconda ragione è che in ogni caso ricordatevi sempre che i governi passano ma le leggi, particolarmente quelle costituzionali, quelle rimangono e incidono sulla vostra vita. Quindi semplicemente se voi pensate che in Italia la giustizia funzioni perfettamente, potete rifiutare la riforma e votare no al referendum. Ma se pensate che la giustizia in Italia possa migliorare allora il mio consiglio è votate sì e confermare questa riforma”.
    “Abbiamo fatto scelte coraggiose”
    In un altro passaggio, la premier ha detto: “Abbiamo, come avevamo promesso, superato il reddito di cittadinanza e chi invocava la rivolta sociale ha dovuto fare i conti con una realtà molto diversa, perché i cittadini hanno capito che quello che stavamo facendo era giusto”. Poi ha rivendicato: “Abbiamo fatto scelte coraggiose che come sempre la sinistra lassista ha criticato. Come le sanzioni per i genitori che non mandano i figli alla scuola dell’obbligo, perché se privi un bambino dell’istruzione di base” lo privi del futuro, o come “l’abbassamento dell’età della punibilità a 14 anni: hanno detto che volevamo i bambini in carcere, ma l’obiettivo è liberarli dal giogo della camorra che li usa come manovalanza. Non consentiremo alla camorra di distruggere intere generazioni e di usare dei bambini per fare i loro sporchi comodi”. Riferendosi ai suoi alleati (e vicepremier) Antonio Tajani e Matteo Salvini, ha ribadito: “Voglio ringraziare Antonio, Matteo” e gli altri leader del centrodestra “perché non siamo semplicemente una squadra affiatata, ma siamo una comunità umana e politica e siamo persone che stanno insieme per scelta”.
    Meloni ha ricordato la chiusura della campagna elettorale di 3 anni fa a Bagnoli
    Dal palco del Palapartenope, Giorgia Meloni ha anche ricordato la chiusura della campagna elettorale di tre anni fa a Bagnoli, “monumento ai fallimenti di chi ci aveva preceduto”, per parlare delle “sfide vinte nei tre anni di governo” a partire proprio dal progetto di riconversione dell’ex polo siderurgico napoletano. “Per introdurre una delle sfide chiudemmo quella campagna elettorale in un luogo simbolo di questa citta, Bagnoli. Ci impegnammo a scrivere un futuro diverso. Tre anni dopo sono fiera di essere tornata e poter dire che abbiamo mantenuto quegli impegni a partire da Bagnoli, dove abbiamo avuto il coraggio di riprendere in mano il dossier per sviluppare un moderno polo turistico”. More