A dare la notizia, ieri mattina, è stato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, con un post su X. “Poco fa Pier Francesco Guarguaglini (in foto), straordinario manager di Stato, l’uomo che ha reso grande Finmeccanica, l’attuale Leonardo, ha lasciato questo mondo ed i suoi cari. Era un uomo di intelligenza straordinaria e di visione. Era un amico. Ci mancherà”, ha scritto Crosetto.
Ingegnere prima che dirigente, Guarguaglini ha attraversato mezzo secolo di industria nazionale portando con sé un’idea semplice e ostinata: la tecnologia come leva di sovranità. La sua storia comincia lontano dai palazzi romani: nato a Castagneto Carducci nel 1937, si era laureato in ingegneria elettronica presso l’Università di Pisa e il Collegio Pacinotti, l’attuale Scuola Superiore Sant’Anna, e aveva successivamente conseguito il PhD presso l’Università della Pennsylvania. Studi rigorosi, una formazione internazionale, l’approdo precoce all’elettronica applicata alla Difesa: è qui che si forma il suo sguardo, tecnico e insieme strategico. Negli anni Ottanta e Novanta sale i gradini dell’industria come si risale una scala di montaggio: passo dopo passo, pezzo dopo pezzo.
È stato direttore generale delle Officine Galileo, amministratore delegato di Oto Melara e Breda Meccanica Bresciana, responsabile del settore Difesa di Finmeccanica, presidente di Alenia Marconi Systems, amministratore delegato di Fincantieri. Nomi che raccontano l’Italia manifatturiera quando ancora credeva nella grande industria pubblica come motore di sviluppo.
Dal 2002 è stato presidente e ad di Finmeccanica, incarico confermato nel maggio 2003 e a luglio 2005. Sotto la sua guida, il gruppo rafforza la propria presenza internazionale, puntando su elicotteri, elettronica per la difesa, sicurezza e spazio. Diventa uno dei campioni nazionali capaci di competere con i colossi americani ed europei, sostenuto da una fitta rete di relazioni istituzionali e diplomatiche. Con l’acquisizione di AgustaWestland nel Regno Unito Finmeccanica entra stabilmente nei mercati Nato più ricchi.
Ma quegli stessi anni sono stati segnati anche da una lunga e complessa stagione di inchieste giudiziarie. Tra la fine degli anni Duemila e l’inizio del decennio successivo, il colosso della Difesa viene travolto da indagini giudiziarie che portano all’uscita di Guarguaglini nel 2011: non si fa sfiduciare ma rassegna le dimissioni. Per il bene dell’azienda e come segnale di distensione, come aveva chiesto l’allora premier Mario Monti.
Guarguaglini ha incarnato da manager un potere industriale che, quando è reale, non si esercita
mai senza attriti. La sua era al vertice di Finmeccanica è stata segnata da decisioni che hanno fatto discutere governi, sindacati, alleati internazionali. Scelte coerenti con la sua visione, ma spesso pagate a caro prezzo.
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