«Con animo colmo di preoccupazione seguo gli sviluppi della situazione in Venezuela – ha detto il Papa all’Angelus -. Il bene dell’amato popolo venezuelano deve prevalere sopra ogni altra considerazione e indurre a superare la violenza e intraprendere cammini di giustizia e di pace, garantendo la sovranità del Paese, assicurando lo stato di diritto iscritto nella Costituzione, rispettando i diritti umani e civili di ognuno e di tutti, e lavorando per costruire insieme un futuro sereno di collaborazione, di stabilità e di concordia, con speciale attenzione ai più poveri che soffrono a causa della difficile situazione economica». Così Papa Leone XIV parlando dopo l’Angelus, in piazza San Pietro, della situazione in Venezuela dopo l’attacco Usa e l’arresto del presidente Nicolas Maduro
Fede nella pace
«Continuiamo ad avere fede nel Dio della pace: preghiamo e siamo solidali con le popolazioni che soffrono a causa delle guerre». Lo ha detto papa Leone XIV all’Angelus. “Con animo colmo di preoccupazione seguo gli sviluppi della situazione in Venezuela.
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La tragedia in Svizzera
«Desidero esprimere nuovamente la mia vicinanza a quanti sono nel dolore a causa della tragedia avvenuta a Crans-Montana, in Svizzera. Assicuro la preghiera per i giovani defunti, per i feriti e per i loro familiari». Lo ha detto papa Leone XIV all’Angelus.
Dignità della persona
«Verso l’uomo, il nostro impegno dev’essere altrettanto coerente. Se Dio è diventato uno di noi, ogni creatura umana è un suo riflesso, porta in sé la sua immagine, custodisce una scintilla della sua luce; e questo ci chiama a riconoscere in ogni persona la sua dignità inviolabile e a esercitarci nell’amore vicendevole gli uni verso gli altri. Così, l’incarnazione ci chiede anche un impegno concreto per la promozione della fraternità e della comunione, perché la solidarietà diventi il criterio delle relazioni umane, per la giustizia e per la pace, per la cura dei più fragili e la difesa dei deboli»’. Lo ha detto Papa Leone XIV che affacciandosi alla finestra del suo studio, nel Palazzo Apostolico Vaticano, per recitare l’Angelus con i fedeli e i pellegrini riuniti in Piazza San Pietro.
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