Passati i cenoni di Natale e San Silvestro, partono ufficialmente i saldi invernali, ma quest’anno più che un via sembrano una formalità. Da oggi in Valle d’Aosta e da domani nel resto d’Italia con l’eccezione delle Province autonome di Trento e Bolzano i negozi aprono le vendite di fine stagione, che dovrebbero generare un giro d’affari complessivo di circa 6 miliardi di euro, secondo le stime di Confesercenti. «Saranno 16 milioni le famiglie che si dedicheranno allo shopping scontato e ogni persona spenderà circa 137 euro», ha commentato l’Ufficio Studi di Confcommercio. In realtà, però, quasi 2 milioni di italiani avrebbero già approfittato dei «pre-saldi» scattati dopo Natale.
Il calendario dei saldi è frammentato. Ogni regione stabilisce tempi diversi per i divieti di vendite promozionali: alcune non le consentono prima del 3 gennaio, altre anche dopo la fine dei saldi, mentre qualcuna permette agli esercenti massima libertà durante tutto l’anno. La Provincia autonoma di Trento lascia agli operatori la libertà di stabilire le date, mentre Bolzano adotta un calendario distretto per distretto. Questo quadro frammentato rende essenziale pianificare gli acquisti. Nei negozi fisici conviene fare un giro prima dell’inizio dei saldi per individuare i prodotti di interesse e annotare i prezzi, così da confrontare il prezzo pre-saldi con quello ribassato. La qualità va valutata leggendo con attenzione le etichette, ricordando che un prezzo elevato non sempre corrisponde a qualità e che ribassi superiori al 50 per cento spesso possono nascondere merce non nuova.
«Il prezzo deve essere esposto in modo chiaro: quello originario, lo sconto e il prezzo finale», ricordano da Confesercenti, sottolineando che la legge stabilisce come prezzo base quello più basso praticato nei 30 giorni precedenti. Anche l’allestimento dei negozi conta: la merce in saldo deve essere separata da quella a prezzo pieno e corredata da cartellini completi.
Diffidate di vetrine coperte da manifesti, spesso segno di pratiche poco trasparenti. Il Codacons ricorda infine che il cambio di un capo non difettoso resta a discrezione del negoziante, ma in caso di difetti il consumatore ha diritto a riparazione, sostituzione o rimborso.
Fonte: https://www.ilgiornale.it/taxonomy/term/40822/feed

