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    La rivoluzione dolce dell'autoconsumo

    Gli obiettivi di decarbonizzazione impongono un rapido passaggio dalle fonti fossili a quelle rinnovabili e tale trasformazione non può prescindere da un cambiamento radicale del modello in grado di affrontare non solo questioni energetiche, ma anche questioni economiche e sociali. Uno strumento importante per una transizione corretta è rappresentato dalle comunità energetiche rinnovabili CER. Sono […] LEGGI TUTTO

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    Quali elettrodomestici si possono comprare con il 'bonus mobili' per risparmiare il 50%

    Il risparmio energetico passa necessariamente anche dall’uso di elettrodomestici efficienti. Meglio ancora se per comprarli si approfitta del bonus mobili. Il bonus, che spetta a chi ha fatto interventi in casa che danno diritto alla detrazione del 50%, è riconosciuto infatti anche per l’acquisto dei soli elettrodomestici. Di qui a fine anno si potrà approfittare del tetto di spesa a 10.000 euro. A partire dal prossimo anno, invece, l’importo ammesso all’agevolazione si riduce alla metà. In compenso anche chi non avesse fatto interventi di ristrutturazione fino ad oggi potrà valutare interventi di risparmio energetico che consentono di usufruire anche del bonus mobili, partendo da una minima spesa. 

    Piccole spese e doppio risparmio

    I lavori che danno diritto al bonus oltre a quelli di tipo edilizio vero e proprio, infatti, sono tutti quelli di risparmio energetico per i quali non occorre la pratica all’Enea, ma che sono detraibili al 50% nell’ambito del bonus casa. Rientrano tra questi tutti gli interventi per così dire  “minori” ma che hanno comunque un impatto sulla riduzione dei consumi. Tra questi troviamo ad esempio gli interventi parziali su finestre e portefinestre come la sostituzione dei soli vetri senza toccare gli infissi, oppure la sostituzione delle tapparelle e degli scuri, a patto che, ovviamente, siano tutti prodotti certificati e installati a norma.  

    Consumi

    Stufa, caldaia o inverter: come ci riscalderemo questo inverno?

    di Luca Fraioli

    03 Ottobre 2022

    Allo stesso modo è possibile ottenere l’agevolazione non solo se si sostituisce la caldaia di riscaldamento ma anche quando si cambiano solo i radiatori, oppure se si installano valvole termostatiche, o ancora quando si acquista un climatizzatore in grado di fare da supporto all’impianto di riscaldamento. Per questa tipologia di interventi serve comunque sempre la fattura che comprenda anche la manodopera perché occorre la certificazione dell’impianto. Una volta effettuato l’intervento è possibile scegliere elettrodomestici senza badare a spese, dato che il bonus mobili non è in alcun modo legato all’importo dei lavori: l’unico requisito richiesto è che i lavori siano avviati prima degli acquisti. 

    La classe degli elettrodomestici

    Gli elettrodomestici ammessi all’agevolazione sono solo quelli che a loro volta sono certificati come a risparmio energetico. A questo proposito, in riferimento alle nuove etichette energetiche entrate in vigore lo scorso anno, l’Agenzia delle entrate ha chiarito che per l’agevolazione: 

    i forni elettrici devono avere una classe energetica non inferiore alla “A”;
    le lavatrici, le asciugatrici e le lavastoviglie devono avere una classe energetica non inferiore alla “E”;
    i frigoriferi e i congelatori devo avere una classe energetica non inferiore alla “F” . 

    Sono detraibili anche gli altri elettrodomestici non provvisti di etichetta in quanto non obbligatoria. Tra questi rientrano ad esempio i forni a microonde che non hanno l’etichetta in quanto classificati come apparecchi elettrici che erogano un’intensità di potenza variabile la cui tipologia e livello sono selezionabili direttamente da chi li utilizza. Lo stesso nel caso dei i piani cottura a induzione.

    Il fisco verde

    Al via in Basilicata gli incentivi per il riscaldamento senza gas

    di Antonella Donati

    28 Settembre 2022

    Bonus anche per chi paga a rate

    Per poter sfruttare l’agevolazione è sempre necessario effettuare tutti i pagamenti con strumenti tracciabili. In questo caso non è obbligatorio ricorrere al bonifico dedicato, ma si può usurare anche la carta di credito. Sono agevolati anche gli acquisti online, e se per questi non è stata richiesta la fattura è sufficiente conservare, oltre alla copia del pagamento, l’estratto conto della  carta di credito che consenta di risalire ai dati fiscali di chi ha effettuato la spesa. Infine l’agevolazione fiscale spetta anche a chi paga a rate. LEGGI TUTTO

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    Il piano energetico del Gruppo FS per raggiungere la carbon neutrality entro il 2040

    La transizione energetica passa anche dal settore dei trasporti. Non solo grazie a un’attività di efficientamento energetico, ma anche attraverso la produzione di energia da fonti rinnovabili. Azioni che, come nel caso di quelle avviate dal Gruppo FS, possono dare un contributo importante allo sviluppo di produzione di energia pulita del nostro Paese.L’investimento da 1,6 miliardi avviato dal gruppo guidato da Luigi Ferraris, infatti, si tradurrà nell’aumento del 10%, della potenza di fotovoltaico installata in Italia e garantirà la copertura del 40% del fabbisogno energetico di Ferrovie dello Stato che oggi consuma circa il 2% del fabbisogno nazionale.Il piano energetico di FS è stato tra i temi al centro della prima edizione del Sustainability Day del Gruppo FS, aperta dalla Presidente del Gruppo FS, Nicoletta Giadrossi e organizzato nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2022 di ASviS. “Mai come in questo momento di incertezze e instabilità, la sostenibilità è importante – ha dichiarato Nicoletta Giadrossi – perché vuol dire resilienza e capacità di adattamento. Per attuare il nostro piano industriale abbiamo calcolato che ci servono 40 mila nuove assunzioni in 10 anni. È un numero molto grande che corrisponde a far entrare nel gruppo tanti giovani. Dobbiamo formarli, diventare per loro un datore attraente, proporre per loro welfare, formazione, percorsi di carriera opportuni per sviluppare nuove competenze che serviranno a noi come gruppo e al Paese, in digitalizzazione, in gestione dell’ambiente, in ingegneria delle infrastrutture, comprensione dei rischi climatici”.Per accompagnare la sostenibilità in giro per l’Italia, Trenitalia ha presentato un Frecciarossa con la livrea decorata con i 17 obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. “Già oggi, ma ancora di più nei prossimi anni, il treno avrà la responsabilità di essere il veicolo di uno sviluppo sostenibile – ha dichiarato l’Ad di Trenitalia, Luigi Corradi – Il Frecciarossa è stato progettato pensando all’ambiente: consuma il 30% in meno ed è fatto di materiali riciclabili fino al 92%”.Tra i relatori del Gruppo FS, intervenuti al Sustainability Day, anche Vera Fiorani, Amministratrice Delegata di RFI, che ha dialogato con Davide Ciferri, coordinatore Unità di Missione Pnrr, Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili e Paolo Pileri, docente pianificazione e progettazione urbanistica Politecnico di Milano. “Per creare il massimo valore dalla dimensione e dalla portata degli investimenti, al di là di quelli previsti nell’ambito del Pnrr, che ha declinato una serie di strumenti, RFI ha improntato il suo sforzo realizzativo e gestionale al rispetto dei principi e delle pratiche per la qualità degli investimenti infrastrutturali e alla sostenibilità dei processi. Dieci le linee di azione strategica confluite nel Piano Industriale del Gruppo per integrare la sostenibilità in tutti i processi aziendali”.Fabrizio Favara, Chief strategy officer del Gruppo FS, a confronto con Gianni Silvestrini, direttore scientifico Kyoto Club e Valeria Costantini, docente cambiamenti climatici e politiche energetiche Università degli Studi Roma Tre ha illustrato le azioni del Gruppo in ottica di efficientamento energetico. “Nell’ottica di dare un contributo alla transizione energetica del Paese, oltre ad autoprodurre energia da fonti rinnovabili – si uniscono altri progetti di efficientamento energetico per ridurre i consumi di energia dei mezzi, elettrificare oltre 2.000 km di rete ferroviaria a trazione diesel e sperimentare nuovi carburanti per completare il phase-out dei combustibili fossili”.Sulle attività finalizzate alla valorizzazione del patrimonio immobiliare non più funzionale all’esercizio ferroviario e alla rigenerazione urbana è intervenuto Umberto Lebruto, amministratore delegato di FS Sistemi Urbani, che ha partecipato al panel insieme ad Anna Donati, presidente e amministratore delegato Roma servizi per la mobilità – Roma Capitale e Giuseppina Rachele Incarnato, Assessore all’Urbanistica e Edilizia di Cosenza. “I nostri investimenti si concentrano nelle aree intorno alle stazioni – ha spiegato Lebruto – spesso al centro delle città. Guardiamo molto alla sostenibilità ambientale, non solo dal punto di vista della realizzazione di infrastrutture e parchi per la città, ma anche e soprattutto di ricucitura della mobilità, che diventa sempre più integrata tra quella cittadina e quella ferroviaria”.”Attraverso un piano decennale, in cui la sostenibilità è fattore strategico strutturale e criterio orientativo di tutte le azioni, il Gruppo intende passare a una nuova visione di business incentrata sulla creazione di valore” ha spiegato Lorenzo Radice, responsabile della Sostenibilità del Gruppo FS. Radice ha ribadito che il Gruppo FS punta alla carbon neutrality al 2040 sottolineando i principali obiettivi dei prossimi anni: 32,4% presenza femminile in ruoli manageriali entro il 2026; 100% smart worker coinvolti in attività formative e informative; 100% fornitori valutati in ottica ESG dal 2026; oltre 14mila alberi e arbusti piantumati nell’ambito degli interventi sulle stazioni e nei progetti di trasformazione urbanistica; 50% di emissioni di CO2 in meno entro il 2030 anche grazie all’incremento del traffico su ferro. LEGGI TUTTO

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    La campionessa Kassia Meador: “Senza le foreste di kelp il surf non è più lo stesso”

    Qualcosa tra le onde è cambiato. Kassia Meador, stile inimitabile e passi aggraziati sul suo longboard, è una leggenda nel mondo del surf. Cavalca le onde della California e del Pianeta da quando ha 14 anni e oggi che è arrivata ai 40 si dice estremamente preoccupata per come sta mutando il “suo” mare: le alghe kelp che un tempo popolavano ogni angolo dei fondali stanno scomparendo e senza di loro si trasformano gli ecosistemi, perfino il surf cambia.

    In molte coste della California le alghe kelp sono infatti decimate, si stima fra il 75 e il 90% in meno, spesso a causa della crisi climatica che con l’aumento delle temperature innesca dinamiche, tra perdita di specie e biodiversità, difficili da arrestare. Senza kelp cambia l’impatto delle correnti e la presenza degli squali, si trasformano le onde, ma soprattutto i fondali – privando la fauna di una forma di sostentamento come le alghe – si impoveriscono oppure per contro arricchiscono di specie, come alcuni ricci, prima presenti in piccole quantità. Così Meador ha deciso di spendersi in prima persona, contribuendo a ripopolare i fondali di alghe. “Faccio surf da 25 anni e negli ultimi 10 anni mi sono chiesta più volte: dove sono finite tutte le alghe? Come surfisti ci immergiamo costantemente nella natura e osserviamo in prima persona gli effetti del cambiamento climatico. Ho pensato che fosse il caso di intervenire” ha raccontato di recente Meador a Bloomberg.

    Nata e cresciuta  in California, a 17 anni Meador era già una surfista con tanto di sponsor impegnata nei circuiti internazionali. Nel 2013 ha lanciato un suo marchio di prodotti da surf dedicato alle donne: è improntato sulla sostenibilità e promuove ad esempio il riciclo delle mute (fatte tra l’altro con materiali sostenibili), in modo da recuperare il vecchio neoprene, e collabora con diverse associazioni ecologiste per la salvaguardia degli oceani. 

    Da qualche tempo la sua attenzione è dedicata però in particolare al ripristino delle alghe kelp, vegetali capaci di crescere anche di mezzo metro in un giorno in condizioni ottimali, e una straordinaria fonte di aiuto per il Pianeta: queste alghe infatti sequestrano anche 5 volte più carbonio rispetto agli alberi. Inoltre, come ricorda Meador, sono strette alleate dei surfisti: ad esempio le foreste sottomarine aiutano a tenere lontani gli squali dalla costa.

    A causa del nuovo clima però “le ondate di calore in California hanno ucciso migliaia di stelle marine giganti che a loro volta predavano i ricci. Senza stelle i ricci sono diventati sempre più comuni e hanno mangiato le alghe: oggi le praterie di Kelp sono letteralmente sparite” spiega l’imprenditrice. Per questo, nel tentativo di ripristinare i fondali, con la sua azienda (Kassia+Surf) ha deciso di donare il 2% del suo fatturato annuo lordo a SeaTrees, organizzazione che si occupa del ripristino delle foreste di alghe e di piantare mangrovie. In qualità di ambasciatrice di SeaTrees Meador oggi si impegna in prima persona nel recupero delle kelp e anche nell’educazione ambientale nel tentativo di “guidare un cambiamento necessario” fra le persone, un cambiamento che favorisca una nuova coscienza per l’ambiente. 

    In attesa di vedere le alghe crescere nuovamente, la surfista si è immersa al largo di Palos Verdes per vedere con i suoi occhi i benefici del lavoro di SeaTrees: i fondali sono stati ripuliti ed è stata ristabilita la densità di ricci, prima sovrabbondanti. “I progetti – chiosa la campionessa – stanno dando i primi frutti: le alghe tornano pian piano a prosperare. Sono felice. Noi surfisti – conclude Kassia – viviamo e respiriamo l’oceano: abbiamo il dovere di occuparci della salute del mare e di condividere i suoi problemi con la comunità in modo da poterlo aiutare”. LEGGI TUTTO

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    È nei condomini il futuro delle comunità energetiche in Puglia

    Autoproduzione, comunità energetiche condominiali, repowering. La Puglia, terra di sole e vento, spinge per un futuro energetico sempre più incentrato sulle rinnovabili. Tra burocrazia complessa e comitati nimby che frenano alcuni progetti, i grandi impianti privati come quelli dell’eolico offshore al largo delle coste salentine e brindisine per ora vanno ancora a rilento, ma la Regione nel frattempo preme per spingere l’energia pulita prodotta “dal basso”, agevolando ogni forma di autoproduzione da parte dei cittadini. A maggio del 2022 per esempio il presidente Michele Emiliano ha annunciato la pubblicazione del bando per l’accesso al Reddito energetico rivolto a famiglie meno abbienti, con un contributo a fondo perduto fino a un massimo di 8.500 euro per l’acquisto e l’installazione di sistemi di accumulo per le rinnovabili. In sostanza, grazie al sostegno della Regione, si coprono i costi per acquistare e installare impianti fotovoltaici o termici nel tentativo di “promuovere forme di autoproduzione e autoconsumo” ha spiegato Emiliano.

     

    I dati

    Dal ‘consumer’ al ‘prosumer’: i vantaggi dell’autoconsumo energetico

    di

    Giuditta Mosca

    16 Settembre 2022

    L’esperienza della Puglia

    La Puglia del resto da anni, seppur con molti progetti annunciati ma fermi, sta sperimentando in termini di comunità energetiche: sui Monti Dauni una delle più attive e fra le prime operative al sud è quella di Biccari, realtà che conta oltre 200kw di pannelli fotovoltaici installati sugli edifici pubblici, case e parchi (con tanto di lampioni fotovoltaici). Oppure a Melpignano, in Salento, dove grazie alla Cooperativa di comunità Melpignano circa settanta famiglie si sono unite in una comunità energetica da 157 kw di potenza nominale, arrivando a produrre 212mila kw/h all’anno. “Oltre a queste ed altre realtà – spiega a Green&Blue Alessandro Delli Noci, assessore allo Sviluppo Economico della Puglia – ora guardiamo con particolare attenzione anche alle comunità energetiche condominiali e al repowering”. Sfruttando una sentenza del Consiglio di Stato che autorizza a considerare alcuni impianti di energia da fonti rinnovabili “paragonabili a un antenna, si può intendere uno spazio condiviso il condominio, che può diventare quindi – senza dover rimanere incagliati nella burocrazia – un’area su cui proporre gli impianti”.

     Partendo da qui, in Puglia stanno mettendo a punto a Brindisi “una prima comunità energetica di alloggi popolari dove vivono persone con disagio economico e sociale. Prevediamo un impianto, su oltre 20 alloggi, di circa 800kw per dare vita a quello che potrebbe considerarsi un servizio mix tra comunità energetica e reddito di cittadinanza” spiega Delli Noci. in Puglia, oltre ai fondi che arriveranno dal PNRR per i comuni sotto i 5000 abitanti dedicati alle comunità energetiche, sono stati messi a disposizione circa 150 milioni di euro “per altre forme di comunità energetiche, pensando di concentrarci appunto su comunità energetiche condominiali ma anche industriali”.

    Pannelli sul balcone e comunità energetica: “Ecco come ho abbassato la bolletta a 36 euro”

    di

    Luca Piana

    18 Settembre 2022

    L’obiettivo

    Per ora si è in una fase embrionale, di sviluppo, ma l’obiettivo è arrivare ad autoproduzione, autoconsumo e condivisione (nei condomini ad esempio) dell’energia, anche per far fronte all’attuale crisi e smarcarsi dalle dipendenze dal fossile. Spesso però tra delibere non firmate o maglie strette della burocrazia tutto si muove con lentezza: la comunità energetica rinnovabile che dovrebbe coinvolgere 350 famiglie residenti a Brindisi nei quartieri Perrino e Paradiso e portare a un risparmio del costo in bolletta dei consumi elettrici del 30-40%, ad esempio non è ancora entrata in funzione. Sempre nel brindisino nel frattempo si sta ipotizzando una comunità energetica che possa coinvolgere anche le parrocchie, ma la vera sfida secondo Delli Noci adesso sarà quella di sfruttare bene le possibilità legate ai fondi per il repowering (di fatto la sostituzione delle componenti di impianti vecchi per aumentarne prestazioni e potenza).

    “La nostra regione – spiega l’assessore – conta infatti già 4Gw di impianti di energia da fonti rinnovabili, di cui una parte sta arrivando ai 20 anni di vita: per questo crediamo che il repowering sia una opportunità per tirare una linea e generare un nuovo interesse collettivo attorno alle rinnovabili”. Quell’interesse che, passando per investimenti pubblici, sta crescendo “anche nei privati”, oggi più attenti alle possibilità e i vantaggi delle rinnovabili. “C’è molto da fare – avverte Delle Noci – ma le direzione per noi è questa. Oltre alle comunità energetiche condominiali, al momento sto lavorando anche a una legge relativa alle compensazioni dei grandi impianti per far sì che una quota di questa venga data proprio per spingere a favore di nuove comunità energetiche”. LEGGI TUTTO

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    Bill Gates pensa che smettere di mangiare carne non risolverà la crisi climatica

    Smettere di mangiare carne non salverà il Pianeta dalla crisi climatica. O almeno così sostiene Bill Gates, al contrario di tutti gli eco-attivisti che vedono nella dieta vegana un grande contributo per la salvaguardia dell’ambiente. “Penso sia troppo difficile cambiare i desideri umani solo dicendo alla gente di smettere di mangiare carne o di avere una bella casa”, ha ammesso il cofondatore di Microsoft. “Voglio dire, si può fare un’argomentazione a favore. Ma non credo abbia un ruolo centrale”.Nell’ultimo episodio di Zero, un podcast firmato Bloomberg Green, Gates ha discusso dell’Inflation Reduction Act (Ira), la legge statunitense sul clima, e ha affermato che il cambiamento climatico non può essere risolto senza l’innovazione. Questo perché, secondo il miliardario, i Paesi ricchi rappresentano solo meno di un terzo di tutte le emissioni e anche limitare completamente i loro eccessi non sarebbe una soluzione al problema. “Non credo sia realistico affermare che le persone cambieranno completamente il loro stile di vita – ha ribadito – a causa delle preoccupazioni per il clima. A meno di un’immensa autorità centrale a cui la gente deve obbedire, credo che il problema dell’azione collettiva non sia assolutamente risolvibile”. E ha sottolineato: “Guardo a ciò che il mondo deve fare per arrivare a emissioni zero, non sto usando il clima per fare una crociata morale”.

    Risorse

    Nasce il portale che quantifica l’impatto delle attività umane sull’ambiente

    di

    Valentina Guglielmo

    05 Agosto 2022

    Da tempo sostenitore dell’innovazione in materia di cambiamenti climatici, Gates nel 2015 ha fondato TerraPower, azienda che progetta reattori nucleari, e ha lanciato Breakthrough Energy Ventures (BEV), un gruppo di investitori che ha già contribuito a finanziare quasi 100 startup di energia pulita, oltre ad aver pubblicato un libro intitolato Come evitare un disastro climatico. Con l’incombere di una possibile recessione, il filantropo si sta preparando a raccogliere nuovi fondi per la sua BEV proprio perché “non c’è soluzione senza innovazione”.Innovazione che in molti settori è ancora all’inizio e che riceverà un importante slancio dai 374 miliardi di dollari stanziati dall’Ira per sostenere le tecnologie legate al clima e all’energia e ridurre le emissioni di carbonio degli Stati Uniti del 40% nei prossimi otto anni. Una legge a cui lo stesso miliardario dice di aver dato un grande contributo: “Sono stato personalmente coinvolto in molti dei passaggi che vi sono stati scritti e ho lavorato con i senatori chiave nell’ultimo mese per farlo approvare”.

    Alimentazione

    Dai funghi la carne vegetale ottenuta con gli scarti

    di

    Dario D’Elia

    16 Settembre 2022

    Nel corso dell’intervista, Gates ha anche parlato di come l’Europa possa affrontare il problema delle emissioni durante la crisi energetica acuita dal conflitto in Ucraina. “Purtroppo, la maggior parte degli interventi sul clima ha bisogno di 5/10 anni per essere realizzata. L’Europa dovrebbe riaprire le centrali a carbone? Probabilmente sì. Si dovrebbe riaprire il giacimento di gas olandese? Forse sì. Si tratta di una serie di compromessi molto difficili. Ma nel breve periodo bisogna trovare qualsiasi soluzione per salvaguardare posti di lavoro e non far morire le persone di freddo, anche se ciò significa che le emissioni aumenteranno. Prima finisce la guerra, meglio è”. LEGGI TUTTO