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    Come le aziende possono risparmiare sulla bolletta

    Per molto, forse troppo tempo siamo stati abituati a pensare alle energie rinnovabili come qualcosa di bello, di etico, di utile, ma anche -purtroppo- rimandabile. Sotto sotto, molti di noi pensavano fosse qualcosa che non saremmo arrivati a vedere, causa scorrere del tempo e difficoltà realizzative. E invece il momento delle energie rinnovabili è arrivato, […] LEGGI TUTTO

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    Viaggio nei campi, e nelle idee, di chi coltiva – e produce – sostenibilità

    Si dice “tirare acqua al proprio mulino”. Ma non tutti pensano sempre e solo al… proprio orticello. Tra l’altro qui si parla di campi vastissimi, quelli che punteggiano e colorano il nostro Stivale in lungo e in largo.

    C’è chi tira l’acqua a sé e chi invece, da anni, sa che l’acqua, l’aria, la terra, sono elementi preziosi da non maltrattare, non sporcare, non aggredire. “Loro”, in cambio, sapranno essere generosi con noi come succede – come è successo – da migliaia di anni.

    La terra e la Terra. La prima è quella che ci concede i suoi frutti, quella che abbiamo saputo dissodare, domare, innaffiare; l’altra – con la T maiuscola – è il pianeta che abitiamo, quello che respira e ci fa respirare. Quello che distribuisce acqua, aria, luce, calore, frescura… Insomma l’ambiente nel quale viviamo assieme a miriadi di altre creature. LEGGI TUTTO

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    La sfida della sostenibilità nel trasporto merci

    Non solo auto e moto. La necessità di completare la transizione ecologica nel campo dei trasporti riguarda anche i mezzi per il trasferimento delle merci, dato che la mobilità nel suo insieme è responsabile di circa un quarto delle emissioni di gas a effetto serra nell’Unione europea. Con l’approvazione del Green Deal, quest’ultima ha impresso una svolta radicale alle sue politiche di sviluppo, che tra le altre cose prevedono di arrivare entro il 2030 ad almeno 30 milioni di veicoli a emissioni zero in circolazione ed entro la metà del secolo alla quasi totalità. LEGGI TUTTO

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    Rivoluzione green: aspettando le comunità energetiche italiane

    Le prime esperienze sono state fatte in Germania, nei Paesi Bassi e in altri Paesi nordici. In Bassa Sassonia, il Bioenergy Village di Jühnde è attivo dal 2004: grazie ad un progetto realizzato in collaborazione tra alcune cooperative locali e l’Università di Göttingen, la comunità si è dotata di un sistema di cogenerazione a biogas da 700 kW e una caldaia a cippato da 550 kW, con i quali gli abitanti della cittadina sono in grado di generare il 70 per cento del calore necessario al proprio fabbisogno e il doppio dell’energia elettrica il cui surplus viene ceduto alla rete.

    Questo è uno dei primi esempi di comunità energetica, una realtà che si sta consolidando in Europa e che è pronta a crescere anche in Italia, dove i primi Comuni si stanno già informando come creare le loro “aree di autoconsumo collettivo”.

    Ne abbiamo parlato con Paolo Pizzolante, fondatore e presidente di PlanGreen, azienda leader nei servizi di risparmio energetico: fondata nel 2013  ha realizzato oltre 130 progetti di efficientamento energetico in Italia e all’estero. Annualmente produce un risparmio energetico di riduzione di emissioni di Co2 pari a quelle di una foresta di 250mila alberi.

    Ci aiuta a capire come funzionano le comunità energetiche?

    Per capire in modo immediato il funzionamento basta immaginare due case: una con un grande tetto ma un basso consumo, e al contrario l’altra con un piccolo tetto ma un alto consumo di energia elettrica. Fino a ieri, ognuno faceva per sé, per il suo consumo, perché fare un impianto fotovoltaico più grande non sarebbe servito a nulla, sarebbe stato solo più costoso e l’energia veniva persa in rete, pagata molto meno del risparmio che avrebbe potuto produrre direttamente. Non c’era alcun incentivo a produrre più energia. Chi d’altro lato non aveva spazio per mettere l’impianto fotovoltaico necessario non poteva farci nulla. La comunità energetica invece cambia tutto: dice che quello che è ceduto in rete diventa autoconsumo collettivo.

    Siamo ad una svolta?

    Prima la comunità energetica poteva essere estesa solo a quelli che rientravano nella cabina secondaria, praticamente all’interno di un condominio, ora invece lo Stato ha ampliato la possibilità alla cabina primaria che corrisponde in linea di massima all’estensione di un Cap, più o meno a 20mila famiglie. Questo ha cambiato tutto. Nel bacino di queste 30-40mila persone si possono trovare gli edifici con i tetti più grandi e farci il fotovoltaico per condividere il beneficio energetico con tutti quelli che fanno parte del bacino. Chi mette a disposizione il suo tetto guadagna per se stesso e produce un beneficio anche per gli altri. LEGGI TUTTO

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    Traguardi green: l'Irlanda riduce del 6 per cento la CO2

    C’è un Paese, l’Irlanda che prima di tutti, prima ancora dell’Onu, ha pensato all’ambiente. Non ha soltanto parlato di sostenibilità, ma realizzato un progetto che in dieci anni ha permesso risultati incredibili. Il progetto si chiama Origin Green, e ne abbiamo parlato con Andrea Segrè professore ordinario di Politica agraria internazionale e comparata all’Alma Mater Studiorum Università di Bologna.

    Buongiorno professore, inizierei con chiederle quali sono le caratteristiche che rendono Origin Green un progetto così importante. Origin Green, che quest’anno compie dieci anni, è un programma promosso da Bord Bia, l’ente governativo dedicato allo sviluppo dei mercati di esportazione dei prodotti food&beverage irlandesi, nato da un sogno collettivo, un traguardo che l’Irlanda, ricco cuore verde pulsante d’Europa, si prefigge di raggiungere in un futuro non troppo lontano: diventare Paese leader nella produzione sostenibile di alimenti e bevande. Intanto va detto che si tratta di un programma molto “organico” sulla sostenibilità, nel senso che abbraccia tutto il sistema agroalimentare; poi l’approccio di misurazione degli indicatori che valutano i progressi ottenuti ha una base scientifica molto solida; infine, i dieci anni di esperienza (e miglioramenti) lo rendono effettivamente unico nel suo genere. Basta pensare agli eclatanti risultati raggiunti sino ad ora: 300 imprese alimentari, 55 mila aziende agricole, 71 mila membri che grazie alle iniziative intraprese nel decennio – oltre 2.600 obiettivi e 13.600 iniziative sostenibili – hanno permesso di ridurre di oltre il 6% la produzione di CO2 per unità di carne e di latte animale. LEGGI TUTTO

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    Sostenibilità, dalla produzione di carni bovine un esempio virtuoso di filiera integrata ed economia circolare

    Lotta al cambiamento climatico e alla povertà, modelli di produzione e consumo responsabili, energia pulita e accessibile, uso consapevole delle risorse naturali sono soltanto alcuni dei 17 obiettivi definiti dall’Onu nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, fondato sull’integrazione e sul giusto equilibrio tra tre diverse dimensioni: ambientale, economica e sociale. Il loro conseguimento rappresenta una sfida che unisce Stati, istituzioni, aziende, società e privati cittadini. Contrariamente ai luoghi comuni e alle false convinzioni ancora molto diffuse, uno dei migliori esempi possibili di economia circolare, considerata tra le soluzioni più efficaci per la salvaguardia del pianeta, arriva dalla filiera bovina italiana, nella quale nessuna componente costituisce un mero scarto.

     La filiera del bovino: un esempio virtuoso di economia circolare  LEGGI TUTTO

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    Il futuro dell’igiene è probiotico

    Igiene profonda e duratura senza l’utilizzo di sostanze chimiche, questi sono i risultati del Sistema Probiotico, una metodologia innovativa e sostenibile per l’igienizzazione di ambienti professionali e domestici. Con i tradizionali detergenti chimici, rischiosi per l’ambiente e per l’uomo, la carica batterica viene rimossa nel momento in cui si effettua la pulizia ma riprende a crescere subito dopo, in modo più aggressivo e pericoloso. Con le soluzioni a base di probiotici, microrganismi vivi, sporco e batteri vengono rimossi in modo naturale senza l’utilizzo di sostanze chimiche e l’ambiente si mantiene sano e pulito più a lungo.  LEGGI TUTTO