More stories

  • in

    Cresce il mercato delle merci consegnate con i droni

    Aumenta il volume di merci consegnate tramite drone. Secondo il rapporto “Facts and Factors”, il mercato globale delle consegne, stimato a 530 milioni di dollari nel 2019, dovrebbe raggiungere i 6.051 milioni di dollari entro il 2026 con un tasso di crescita annuo del 42% dal 2020 al 2027. A moltiplicare i voli di questi apparecchi, […] LEGGI TUTTO

  • in

    La sostenibilità si fa spazio in volo

    Il primo aereo a idrogeno dovrebbe volare nel 2035. Almeno così prevede il progetto Olga (Holistic Green Airport). All’inizio dello scorso ottobre la Commissione europea ha stanziato un fondo di 25 milioni di euro per mitigare l’impatto ambientale del settore aeronautico. Il progetto, della durata di quattro anni, coinvolge quattro aeroporti (Parigi-Charles de Gaulle, Milano […] LEGGI TUTTO

  • in

    Il “Mobility as a service” di Telepass studiato a Harvard

    Un’azienda italiana diventa materia di studio alla prestigiosa Università di Harvard per la sua capacità di rimodellare il proprio modello di business in modo da adattarlo all’evoluzione di mercato. Succede a Telepass, pioniera nei servizi di telepedaggio e oggi ecosistema per la mobilità integrata, grazie allo sviluppo di servizi tecnologici data-driven accessibili attraverso una sola […] LEGGI TUTTO

  • in

    Dagli scali fronte comune per la mobilità aerea urbana

    Una rete internazionale che sappia valorizzare le competenze dei vari componenti per sviluppare infrastrutture innovative in tema di mobilità aerea urbana. Nasce con questo intento Urban Blue, un progetto di mobilità sostenibile che inizialmente vede come protagonisti Aeroporti di Roma, Aeroports de la Cote d’Azur, Aeroporto di Venezia e Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna, ma […] LEGGI TUTTO

  • in

    Dall'aereo alla nave, dal treno alla bici: tutte le strade del viaggio sostenibile

    Il trasporto e l’intermodalità sono un binomio inscindibile. Che facilita il muoversi in senso green aprendo la strada alla neutralità climatica e agli obiettivi imposti dall’Europa. Perciò serve una ferrea collaborazione fra tutti gli attori coinvolti, tanto nel settore passeggeri quanto nel settore merci. In quest’ultimo caso, a parte la necessità di trasferire le merci dalla gomma al ferro e al mare, ciò che occorre sono nuovi modelli per l’ultimo miglio. Si tratta di quell’importantissimo tratto finale in cui si decide non solo la destinazione dei prodotti ma anche la sorte delle aziende e degli operatori logistici. Lo sviluppo intermodale consente tra l’altro alle imprese di aumentare il fatturato, oltre che creare un valore aggiunto alla logistica. “È necessario promuovere con determinazione l’intermodalità, soluzione già pronta per l’efficienza energetica e la sostenibilità dei trasporti”, sostiene il presidente di Conftrasporto Paolo Uggé, “potenziando i nodi logistici come porti, interporti, terminal, raccordi ferroviari privati, e rendendo strutturali gli incentivi al trasporto combinato marittimo e ferroviario nonché lo sconto traccia (facilitazione per chi sceglie il treno, nda) per l’accesso alla rete”. 

    L’intermodalità per i passeggeri

    Vediamo alcuni esempi di intermodalità per le persone. Dal 2012 in provincia di Bolzano è attivo l’abbonamento “Bikemobil Card”, che permette di utilizzare i treni regionali dal Brennero fino a Trento e da Malles fino a San Candido, i bus del tpl (urbani, extraurbani e citybus), le funivie verso Renon, Maranza, San Genesio, Meltina e Verano, il trenino del Renon, la funicolare della Mendola, l’AutoPostale Svizzera tra Malles e le bici a nolo. In Friuli nel 2018 è stato inaugurato il nuovo polo intermodale Trieste Airport di Ronchi dei Legionari, che comprende un’autostazione per 16 linee bus, un parcheggio da 1.500 posti auto di cui 500 in autosilo multipiano e una nuova fermata ferroviaria, Trieste Airport, per lo scambio intermodale treno-aereo. Fra i progetti della Missione 3 del Pnrr è prevista la messa a Prg (Piano Regolatore Generale) della stazione di Bergamo tramite un nuovo collegamento a doppio binario verso l’aeroporto di Orio al Serio.

    In Sicilia l’aeroporto di Trapani Birgi verrà connesso alla stazione ferroviaria tramite due bretelle di binario che, diramandosi dall’attuale linea Palermo-Trapani via Castelvetrano, confluiranno in una nuova stazione di posta a ridosso del terminal. Dall’aeroporto di Birgi ci si potrà dunque spostare sia in direzione Trapani che in direzione Castelvetrano. In Sardegna è previsto un nuovo tratto di linea tra la città di Olbia e l’aeroporto (previsto anche da un accordo quadro Tpl tra Rfi e la Regione). Partendo da Olbia, la nuova linea toccherà il nuovo complesso ospedaliero “Giovanni Paolo II” per poi proseguire verso il terminal. Previsto anche un raccordo con la ferrovia Olbia-Ozieri Chilivani. L’intervento servirà anche a intercettare il traffico turistico da e per lo scalo, il terzo d’Italia con 3 milioni di passeggeri nel 2018 e un tasso di crescita del 12%.

    L’intermodalità per le merci

    In Calabria, il porto di Gioia Tauro è l’impianto-porta verso i traffici del Mediterraneo. Una tradizione storica che si rinnova e che il Pnrr intende sfruttare al massimo. In prima battuta, permettendo a Rfi di realizzare una linea ferroviaria dedicata all’alta velocità tra Salerno e Reggio, che seguirà un tracciato più interno (simile a quello dell’autostrada A2) rispetto all’esistente dorsale costiera. In secondo luogo, inserendo fra gli interventi la riqualificazione dello scalo ferroviario di San Ferdinando come impianto d’appoggio per i raccordi terminali a servizio del porto di Gioia. Lo scalo è attualmente collegato, tramite un raccordo a semplice binario elettrificato di circa 5 chilometri, alla stazione di Rosarno situata sulla direttrice tirrenica Reggio Calabria-Battipaglia. Gli impianti sono parte integrante del corridoio Ten-T Core Scandinavo-Mediterraneo. L’intervento prevede il raddoppio del binario San Ferdinando-Rosarno, l’upgrade tecnologico e la posa di altri quattro binari dalla capacità di 750 metri a San Ferdinando e la riconfigurazione della stazione di Rosarno, con messa in opera anche qui di un nuovo binario da 750 metri. Facile, a questo punto, intuire i benefici per l’intermodalità ferro-nave.

    Benefici che presto potrà conoscere anche il porto della Spezia, in Liguria, dove a breve partiranno i cantieri per un nuovo molo crociere, una nuova stazione crocieristica e un rinnovato waterfront. La notizia arriva da presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Mario Sommariva. Tra i punti qualificanti del piano rientra la transizione energetica (grazie agli accordi con Enel e Snam) che passa attraverso la decarbonizzazione, la riduzione delle emissioni delle navi e dalla complessiva elettrificazione degli apparati. Il porto sarà quindi collegato alla ferrovia Pontremolese La Spezia-Parma,  così da assicurare alle merci un percorso intermodale. LEGGI TUTTO

  • in

    Fondi Pnrr, il 2022 anno cruciale per l'intermodalità nei trasporti

    Riequilibrio territoriale e sviluppo del Mezzogiorno sono due dei principali obiettivi del Recovery Plan europeo. La riduzione delle emissioni, la lotta al dissesto idrogeologico e il rispetto dell’ambiente da parte delle attività produttive rappresentano invece l’apertura a un’Italia più verde e a un’economia finalmente sostenibile. Sarà per questo che la Missione 3 del Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), “Infrastrutture per la mobilità sostenibile”, destina 25,4 miliardi di euro allo sviluppo e al potenziamento della rete ferroviaria nazionale e regionale. Lo scopo è di potenziare il settore dei trasporti nel suo complesso e di favorire l’intermodalità tra i vari mezzi (auto, treno, aereo, nave).

    Come prima cosa bisogna collegare il trasporto merci su rotaia col sistema aeroportuale, dove il traffico aereo verrà ottimizzato e digitalizzato. Un altro campo d’azione è l’interoperabilità della piattaforma logistica nazionale per la rete dei porti. Per massimizzare l’utilizzo della ferrovia in senso intermodale, il Pnrr prevede inoltre l’adozione di tecnologie digitali che favoriscano la cooperazione fra gli operatori dell’industria e fra i gestori di hub intermodali, porti e terminal. L’insieme di queste soluzioni dovrebbe portare a triplicare la quota di merci spedite via treno, per percorrenze superiori ai 300 chilometri, entro il 2030.

    Dei 25 miliardi di euro, 23,86 sono infatti riservati agli investimenti nell’infrastruttura ferroviaria, in coerenza col ruolo attribuito al trasporto su rotaia dalla Sustainable and Smart Mobility Strategy (Ssms) europea del 2020, ideata per ridurre del 90% le emissioni di Co2 entro i prossimi 30 anni. Questi soldi – integrati con quelli del Fondo Complementare del decreto legge 59/2021 – puntano a completare opere che già fanno parte di progetti europei di largo respiro o che colmano gap penalizzanti per lo sviluppo economico dell’Italia e in particolare, come si diceva, del Mezzogiorno e delle isole.

    I fondi della Missione 3 sono orientati all’implementazione dei principali assi ferroviari, integrati con l’Alta Velocità, alla velocizzazione dell’intera rete (comprese le tratte regionali), al trasferimento delle merci su ferro e al miglioramento dei collegamenti di ultimo miglio. Stando al nuovo Piano Commerciale di Rfi aggiornato lo scorso agosto, le direttrici di intervento sono otto: Alta Velocità Nord/Centro-Sud per passeggeri e merci, Alta Velocità Nord Italia-resto d’Europa, connessioni diagonali Tirreno-Adriatico, sviluppo del sistema Ertms di gestione del traffico, potenziamento dei nodi ferroviari metropolitani di particolare importanza (collegamenti ‘chiave’), potenziamento delle tratte regionali a vantaggio dei pendolari, elettrificazione delle linee del Sud e miglioramento delle stazioni.

    Un programma piuttosto ambizioso, che punta anzitutto a integrare maggiormente la rete ferroviaria nazionale con le tratte regionali, migliorando contestualmente l’offerta nei nodi di interscambio. Poi è necessario ricostruire l’intermodalità ferro-gomma, oltre a rafforzare i collegamenti tra la ferrovia e i porti, gli aeroporti e i terminali, sia per i passeggeri che per le merci.

    Ultima ma non minore, l’omogeneizzazione degli standard di sicurezza tra le varie modalità di trasporto. L’investimento su porti e interporti, il rinnovo delle flotte di tpl, i centri intermodali, insieme al Cismi (Centro per l’innovazione e la sostenibilità in materia di infrastrutture e mobilità) sono, a detta del ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile Enrico Giovannini, “pezzi di un puzzle che si vanno, forse, componendo. Il 2022 sarà un anno cruciale”. Per tutti. LEGGI TUTTO

  • in

    Un taxi volante per dribblare il traffico di Roma

    Il design è futuristico, ma la partenza a regime è dietro l’angolo. A Roma è stato presentato VoloCity, innovativo taxi dei cieli realizzato dalla società tedesca Volocopter in partnership con Atlantia, in grado di collegare l’aeroporto di Fiumicino e il centro di Roma in soli 20 minuti e a emissioni zero.

    Orizzonte triennale

    Il decollo del nuovo veicolo è atteso entro i prossimi tre anni, arco di tempo necessario a completare la regolazione di volo e a sviluppare i vertiporti a decollo verticale, necessari per consentire la partenza e l’atterraggio di questi velivoli. Due fronti su cui Enac, Enav e Aeroporti di Roma stanno intensamente lavorando, per far sì che l’Urbe sia tra le prime grandi capitali al mondo dove possa partire questa nuova forma di mobilità aerea urbana.

    “Puntiamo ad arrivare pronti al 2024 per completare il primo vertiporto in Europa”, spiega Marco Pellegrino, responsabile operatività Airside di Aeroporti di Roma (gruppo Atlantia). Ricordando poi che si sta già lavorando per realizzare l’infrastruttura, con l’obiettivo di battere sul tempo Parigi, a sua volta al lavoro su un progetto simile. Non sarà un servizio d’elite, precisa Pellegrino: “Il costo iniziale è di 140 euro, ma successivamente potrebbe diminuire avvicinandosi a quello di un limousine taxi”. Atlantia e Volocopter intendono poi esportare questa soluzione, a partire dagli aeroporti di Nizza, Cannes e Saint Tropez, accomunati dalla posizione della holding italiana come socio di riferimento.

    Posto per due

    Almeno inizialmente, il VoloCity potrà ospitare due persone compreso il pilota, anche se in seguito il mezzo sarà completamente autonomo. La velocità massima sarà di 110 Km/h e l’autonomia di 35 Km. Una volta completato un viaggio, le batterie a ioni di litio – installate in nove unità a bordo del velivolo  possono essere sostituite nel giro di cinque minuti, così da consentire una rapida ripartenza. Un meccanismo che incrementa la durata della batteria, abbassando il prezzo dei voli e garantendo batterie integre a ogni volo.

    Il velivolo pesa all’incirca 900 Kg, di cui 700 Kg di peso del mezzo e fino a 200 Kg tra passeggeri e bagagli. Quanto alla sicurezza, sull’air taxi sono installati 18 rotori tra loro indipendenti, alimentati da altrettanti motori. Ogni singolo rotore ha un diametro di 2,3 mt e il diametro complessivo del mezzo è pari a 11,3 mt.

    I motori sono completamente elettrici, della tipologia Bldc (Brushless Dc electric motor) e consentono un viaggio totalmente sostenibile, senza alcun tipo di emissione. LEGGI TUTTO