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    Crac Carife, la Cassazione assolve l'ex presidente Sergio Lenzi, l'ex dg Forin unico condannato

    MILANO – Quando si parla di riformare la giustizia, si parla quasi sempre di riformare i tempi della giustizia, tra i più lunghi in Europa, così da rafforzare la certezza del diritto in una cornice che tenga insieme le istanze delle parti civili, la tutela degli indagati, il diritto di cronaca e la generale competitività del sistema produttivo. Anche il Pnrr mette la lentezza dei processi italiani al centro di quasi tutti i progetti e le riforme proposte per l’ambito della giustizia. Tempi più umani, e non “storici”, avrebbero il probabile vantaggio di rendere meno tortuosi i percorsi inquirenti e processuali, l’andirivieni di indagati, spesso imputati e fatalmente assolti, le richieste di rimborso sub iudice, con grande dispendio di denaro pubblico e privato. Il crac della Cassa di risparmio di Ferrara, commissariata nel 2013 e andata in dissesto sette anni fa, somiglia a una piccola summa dei difetti della giustizia italiana. Una torta di fango a cui si è aggiunta, il 22 settembre, l’ultima ciliegina, che ha visto assolvere in Cassazione l’ex presidente di Carife, l’imprenditore agricolo Sergio Lenzi.

    Pochi rimborsi e tardivi per 32 mila risparmiatori “traditi” nel crac

    Carife è una delle quattro banche del Centro Italia che nel novembre 2015, sotto il governo Renzi, furono “salvate” azzerandone gli azionisti e gli obbligazionisti subordinati. Una misura brusca per anticipare la direttiva sul bail in, che andava in vigore a inizio 2016: ma la corsa a tagliare il nodo prima che la scure europea calasse sugli investimenti bancari fece non meno rumore, con effetti simili per le banche salvate e il settore creditizio italiano, sottoposto a una delle sue periodiche sbandate. Ne risultò azzerato il capitale di 28 mila azionisti di Carife, e 4 mila obbligazionisti, e la lunga e pesante ristrutturazione finì nel 2017 con la vendita (a 1 euro) a Bper. Gli investitori traditi, in gran parte ferraresi, hanno sudato anni prima di vedere rimborsi parziali (il 30% del valore delle azioni). Anche sul fronte giudiziario, la partenza lancia in resta a Ferrara, con una cinquantina di indagati: tutti gli ex amministratori della banca dal 2007 fino al commissariamento 2013, molti di quelli che avevano intessuto rapporti economici nel periodo, alcuni membri dell’omonima Fondazione azionista di riferimento. Un plotone, accusato di vari reati tra cui la bancarotta fraudolenta e l’ostacolo alla vigilanza. Ma da qualche giorno anche Lenzi, dopo due condanne, è stato assolto dalla Cassazione, sicché l’unico condannato in giudicato resta l’ex dg Daniele Forin.

    L’ultima assoluzione di Lenzi in Cassazione  

    La vicenda bancaria, e poi giudiziaria, di Lenzi è paradigmatica. Rispettato imprenditore agricolo a Ferrara, per 10 anni alla presidenza di Fondazione Carife, nel 2010 fu dirottato a presiedere la banca, già verso il dissesto per i troppi crediti erogati allegramente. Non aveva deleghe operative, ed è noto che accettò l’incarico dopo le pressioni delle istituzioni. Come spesso in casi simili, infatti, la vigilanza di Via Nazionale seguiva già da molto vicino l’istituto, e dettò le condizioni della ricapitalizzazione in programma. Ma la dialettica con Bruxelles sulle condizioni di intervento del Fondo interbancario congelarono tutto fino al commissariamento, e alla notte fatidica del 22 novembre 2015. Già in primo grado saltò una parte dell’impianto accusatorio (la bancarotta), perché nel luglio 2015 perfino i commissari di Carife avevano certificato che la banca aveva ancora un valore, benché residuo e sceso a 0,27 euro per azione. Restava, tra pene prescritte e la sforbiciata degli imputati, la condanna per aggiotaggio informativo e ostacolo alla vigilanza della Consob. Nel 2018 fu assolto perfino Gennaro Murolo, capoazienda di Carife fino al 2009, poi indotto a dimettersi da Bankitalia dopo un’ispezione che aveva accertato e criticato la gran parte dei crediti poi deteriorati. Col passare del tempo, e dei ricorsi, altri reati e posizioni sono state stralciate, condannando in secondo grado solo Lenzi e Forin. Il loro ricorso in Cassazione, giorni fa, ha portato gli alti magistrati ad assolvere Lenzi, mentre passa in giudicato l’unica condanna, per ostacolo alla Consob, per l’ex direttore generale. Per Lenzi, che aveva rinunciato alla prescrizione per avere giustizia, la Cassazione che ha accolto il ricorso e annullato la sentenza, senza rinviarla alla Corte d’appello di Bologna. In attesa delle motivazioni della sentenza l’onore dell’agricoltore ferrarese è salvo: l’excursus nel credito un po’ meno. Per tutto il resto, a Ferrara, chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato. Con tanti saluti all’art. 47 della Costituzione italiana che “incoraggia e tutela” il risparmio. LEGGI TUTTO

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    Generali, voci di movimento sull'asset management. Potrebbe cedere la Banca, i titoli si scaldano

    Voci di Generali in movimento: secondo quanto riporta Bloomberg, la Compagnia del Leone potrebbe cedere Banca Generali a Mediobanca, per finanziare l’acquisto degli asset di gestione patrimoniale di Guggenheim. Notizia che si è fatta sentire in Borsa, dove i titoli coinvolti hanno macinato al rialzo a fronte di una giornata timida: Generali sale dell’1,55%, Banca […] LEGGI TUTTO

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    Chip, Intel pronta a investire in Veneto: vicino all'Autostrada del Brennero uno stabilimento da 4,5 miliardi

    Sarà Vigasio, a Sud di Verona e a un tiro di schippo dall’Autostrada del Brennero, il luogo italiano in cui Intel posizionerà una nuova fabbrica di chip.

    La notizia è stata rilanciata dalla Reuters durante il fine settimana, ma secondo l’agenzia finanziaria i dettagli dell’intesa che ha visto coinvolto anche Palazzo Chigi sarebbero stati definiti già a inizio mese, senza però ufficializzare alcunché in vista dell’appuntamento elettorale. Dalle parti in causa, sia multinazionale americana che governo, non sono infatti stati rilasciati commenti.

    Il mercato dei chip è stato uno dei più sconvolti dalla pandemia. Il boom di connessioni e uso della tecnologia ha portato a una domanda di alto livello, che la produzione non è riuscita a soddisfare. Infatti molte applicazioni sono rimaste a secco di chip, come sanno bene nell’industria automotive. Per altro si tratta di un settore iper-concentrato nelle mani di pochi colossi, che stanno nel Far East asiatico o negli Usa. L’Europa è nel mezzo, con un piano per recuperare il terreno di distanza.

    Intanto, la multinazionale americana si sta muovendo strizzando appunto l’occhio al Vecchio continente. L’investimento di Intel in Italia, pari a 4,5 miliardi, fa parte di un più ampio piano, annunciato dal produttore di chip statunitense lo scorso marzo, di investire fino a 80 miliardi di euro nel prossimo decennio in Europa. L’annuncio del piano di investimenti Intel lo ha fatto nel marzo scorso un mese dopo che la Commissione Europea aveva predisposto un piano per incoraggiare l’industria dei microchip a investire nei Paesi Ue. Sulla parte dedicata all’Italia, era anche andato in scena uno scontro tra i ministri Giorgetti e Colao.

    Ora pare che i miliardi di possibili investimenti non vadano dispersi. Secondo Intel lo stabilimento creerà 1.500 posti di lavoro più altri 3.500 dall’indotto e sarà attivo tra il 2025 e il 2027. Come detto, non ci sono per ora conferme ufficiali da parte di Intel o dall’Esecutivo di Draghi anche perchè le trattative, scrive Reuters, sono ancora in corso e confidenziali. C’è poi da considerare il fatto che il governo italiano potrebbe metter sul piatto – come ha scritto in precedenza l’agenzia – fino al 40% delle risorse e questo comporterebbe necessariamente una condivisione del piano con il nuovo esecutivo.

    Il sito sarà un impianto di confezionamento e assemblaggio di semiconduttori. Situata vicino a Verona, collegata con l’autostrada e la ferrovia del Brennero, Vigasio è stata la scelta preferita tra una rosa di due siti (l’altro era in Piemonte). Vigasio risulta anche ben collegata con la Germania e in particolare con Magdeburgo, città dove Intel realizzerà due stabilimenti. LEGGI TUTTO