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    Prodotti ritirati dal mercato: in cima alla lista ci sono le automobili, è la prima volta

    Sono le automobili i prodotti più segnalati sul mercato unico nel 2021. Il rapporto annuale del Safety Gate, presentato come ogni anno dall’Unione Europea, ha prodotto una novità assoluta: non era mai accaduto: negli anni precedenti – compreso il 2020 – erano i giocattoli a dominare questa classifica.

    Il rapporto riassume l’ultimo anno di attività del sistema di allerta rapido europeo. Il sistema, comunemente chiamato con l’acronimo Rapex (Community rapid information system for non-food products) funziona così: il primo Paese che scopre un prodotto pericoloso, o comunque non in linea con gli standard fissati dalle normative europee, lo segnala a tutti gli altri Stati membri che provvedono a ritirarlo dal mercato. Nel 2021 il numero complessivo di segnalazioni è rimasto in linea con gli ultimi anni (2142, l’anno precedente erano stati 2248), con la Germania che si è distinta con oltre un allerta su quattro (554), seguita dalla Francia con 212. L’Italia ne invece emesse 41, poco meno di Portogallo e Paesi Bassi.

    Quanto alle tipologie di prodotti più segnalati, nel 2021 è la categoria “veicoli a motore” a raccoglierne di più: il 26% del totale. Al secondo posto ci sono i giocattoli con il 20%, seguiti dalle apparecchiature elettriche e gioielli, entrambi con il 9% del totale. Nel Rapex ogni prodotto viene segnalato per un rischio specifico: nel 2021 il più ricorrente è quello delle lesioni con il 32% dei casi e la Commissione specifica che sono proprio le automobili ad aver fatto salire così tanto il dato; seguono il rischio chimico (ad esempio la presenza di ftalati nella plastica, o metalli pesanti, spesso rilevati anche nei giocattoli e nei monili in quantità eccessive) mentre al terzo posto c’è il rischio di incendio, spesso rilevato in batterie, phon e in alcuni casi anche nei monopattini.

    Anche l’anno scorso sono proliferati i dispositivi di protezione dal Covid-19 non a norma. Se nel 2020 furono il 9% del totale, stavolta la percentuale è scesa al 6%. Ma si tratta di casi comunque preoccupanti proprio perché, chi li acquista, affida la propria salute a venditori scorretti. Il classico caso è quello delle mascherine con filtri inadatti, che proteggono le vie respiratorie in modo meno efficace rispetto a quanto previsto dalle normative europee. 

    Tornando alle automobili, sono diversi i problemi segnalati dalle diverse autorità nazionali. Uno dei più frequenti riguarda le molle delle sospensioni, che in diversi modelli risultano mal posizionate e a rischio di usura prematura. In questo caso infatti le molle potrebbero rompersi e diminuire la capacità di sterzare. In altri casi il problema era il coperchio del motore, che in caso di strada dissestata poteva staccarsi dal fissaggio e toccare un’area molto calda del motore, provocando una combustione. Ma non mancano i casi di sensori di collisione che si disinseriscono proprio in caso di incidente, impedendo così agli airbag di aprirsi.

    Quella che l’Europa ha dichiarato ai prodotti pericolosi e illegali è una guerra molto difficile, con migliaia di marketplace che, online, riescono a raggiungere una vastissima platea di consumatori. Una delle ultime novità annunciate dalla Commissione è il “web crawler”, uno “segugio” elettronico che, una volta ricevuta la segnalazione, va a cercare quel singolo prodotto in ogni angolo del web. In questo modo è più facile garantire che un articolo venga davvero ritirato dal mercato, e che i consumatori non lo possano più trovare in vendita. 

    Nel frattempo sta andando avanti il processo per aggiornare le regole del gioco, che ancora oggi prendono le mosse dalla direttiva Gpsd (General product safety directive) del 2001. Nell’estate 2021 la Commissione ha avviato una sua revisione che porterà a regole più stringenti per i marketplace online e sulla cyber-sicurezza, un tema che vent’anni fa era periferico. Oggi non più. LEGGI TUTTO