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Medioriente, Tajani incontra Papa Leone: “impegno per la pace”
Medioriente, Tajani incontra Papa Leone: ‘impegno per la pace’ | Video Sky TG24 LEGGI TUTTO
Referendum, l’elettore che non ritira la scheda è considerato non votante
Ascolta la versione audio dell’articoloL’elettore che «rifiuta di ritirare tutte le schede», come oggi ha annunciato che farà la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, «non può essere considerato come votante e non deve quindi essere conteggiato tra i votanti della sezione». È quanto si legge nelle “Istruzioni per le operazioni degli uffici di sezione” redatte dal ministero dell’Interno in vista dei Referendum del’8 e 9 giugno.«Pertanto, per un corretto computo del numero effettivo dei votanti per ciascun referendum, qualora il seggio abbia già “registrato” l’elettore nella lista sezionale e/o nel registro per l’annotazione del numero di tessera, occorre provvedere, nei relativi riquadri e colonne di tali documenti, a una ulteriore annotazione (ad es., con la dicitura: “non votante”)», si legge ancora, e nello stesso paragrafo si precisa che «sulla tessera elettorale, il bollo della sezione non deve essere apposto (a meno che, ovviamente, non lo sia già stato)».Loading…Il vademecum del Viminale equipara all’astensione anche il caso in cui, «in caso di svolgimento contemporaneo di più referendum», l’elettore «può astenersi dalla partecipazione al voto per uno o più di essi e quindi può legittimamente ritirare la scheda per alcuni referendum e rifiutarla per altri. Gli scrutatori prendono pertanto nota, sia nei riquadri stampati nel retro della pagina di copertina del registro, sia nella lista sezionale a fianco del nome dell’elettore, dei referendum cui il predetto non partecipa e per i quali non può quindi essere considerato come votante». LEGGI TUTTO
Il direttore filo-putiniano Gergiev torna a dirigere in Italia: è polemica
Ascolta la versione audio dell’articoloSi è accesa immediatamente ed è destinata a trascinarsi la polemica sull’annunciata presenza del direttore d’orchestra russo Valery Gergiev che il 27 luglio alla rassegna “Un’estate da Re” alla Reggia di Caserta, programmata e finanziata dalla Regione Campania. Gergiev, 72 anni, direttore del Teatro Mariinsky a San Pietroburgo e del Bolshoi a Mosca, considerato un fermo sostenitore del presidente Vladimir Putin, non sale su un podio italiano dal 23 febbraio 2022, quando diresse “La dama di picche” al Teatro alla Scala proprio la notte in cui la Russia attaccava l’Ucraina.Da allora il maestro russo, il cui rapporto con Putin risale ai primi anni ’90 quando Putin a San Pietroburgo, è stato allontanato dalla direzione dell’orchestra della Scala per non aver preso le distanze dall’aggressione russa ai danni di Kiev, come gli aveva chiesto il sindaco Giuseppe Sala. Un “bando” arrivato poi anche da altre importanti istituzioni culturali di Stati Uniti ed Europa, dalla Carnegie Hall ai Wiener Philharmoniker passando per la Filarmonica di Monaco. si era rivolto ad altri mercati, tra cui la Cina, dove artisti e gruppi culturali russi sono stati accolti calorosamente. Nel frattempo Gergiev ha condotto diverse tournée con il Mariinsky in Cina.Loading…L’intervento di Pina Picierno (Pd)Ad alzare gli scudi è stata l’eurodeputata del Pd e vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno che ha chiesto al governatore Vincenzo De Luca «di intervenire per modificare il cartellone e evitare che i soldi dei contribuenti finiscano nelle tasche di un fiancheggiatore di un regime criminale».La conferma di De LucaIl governatore campano Vincenzo De Luca, anche lui esponente del Pd, ha però conferma la presenza del direttore d’orchestra: «Quello della cultura e dell’arte è uno dei casi nei quali può crescere il dialogo fra le persone e possono svilupparsi i valori di solidarietà umana» ha detto.La presa di distanza della Commissione UeAnche la commissione europea ha preso posizione. Attraverso una portavoce dell’esecutivo Ue ha prima precisato che la rassegna «non è finanziata con risorse europee ma con fondi nazionali, attraverso il Fondo di sviluppo e Coesione italiano», poi ha ricordato che il commissario Ue per la cultura, Glenn Micallef «ha ribadito più volte che i palcoscenici europei non dovrebbero dare spazio agli artisti che sostengono la guerra di aggressione in Ucraina». LEGGI TUTTO
AUTO1.com ai dealer: “Ecco come rendere l’usato un business profittevole”
L’entrata in vigore della normativa europea VBER, che interviene sui rapporti verticali tra produttori e distributori, ha indotto molte Case Automobilistiche a ripensare i propri modelli distributivi in un’ottica di maggiore efficienza. Abbiamo intervistato Francesco Rocchi, Director Sales & Remarketing di AUTO1.com per far luce sugli effetti che il nuovo modello distributivo avrà però sui concessionari italiani e sul ruolo che l’usato potrebbe rivestire all’interno delle strategie di business dei nuovi agenti.“Con il nuovo modello agenzia – commenta Francesco Rocchi – i produttori avranno un controllo diretto sulla vendita del nuovo e potranno stabilire a monte i prezzi finali, la scontistica e la quantità di auto da affidare a ciascun agente. Questo da un lato comporta un ridimensionamento del ruolo del dealer e minori margini di vendita sul nuovo, ma dall’altro offre l’opportunità ai “nuovi” agenti di investire in altre attività, come la compravendita B2B di auto usate che potrebbe rivelarsi un vettore di marginalità non indifferente”.Negli ultimi anni, infatti, il mercato dell’usato italiano è cresciuto considerevolmente riducendo lo storico gap con altri Paesi europei. “Un mercato dell’usato di valore e ben gestito – sostiene Rocchi – oggi è nell’interesse di tutti: consumatori, dealer e case costruttrici. Ma per andare in questa direzione, è necessario che, come già fatto per il B2C, si proceda anche nel B2B verso l’adozione di strumenti digitali in grado di migliorare e semplificare l’attività di compravendita di auto usate”.Ad oggi, infatti, il B2B fa ancora ampio ricorso a trattative con singoli commercianti sul piazzale, gestite telefonicamente o tramite Whatsapp; attività particolarmente inefficienti e dispendiose in termini di tempo e che impattano negativamente anche sulla gestione dell’usato B2C. “In uno studio recente di Quintegia presentato in occasione dell’ultima edizione dell’Automotive Dealer Day – aggiunge Rocchi – si stima che per vendere un’auto usata, ricevuta in permuta o acquisita in altro modo, oggi i dealer impieghino mediamente tre mesi. Con la nostra piattaforma il tempo medio è di quindici giorni. Questo significa che il capitale può ruotare ad una velocità cinque volte superiore aumentando quindi il ROI”.Rivolgendosi ad una piattaforma online professionale per la vendita di auto usate i concessionari possono quindi semplificare e rendere più efficiente la gestione dell’usato. Come? “AUTO1.com offre la possibilità di entrare in contatto con una platea di oltre 60.000 potenziali venditori e acquirenti in tutta Europa. Poter fare affidamento su un network così ampio – conclude Rocchi – consente di vendere con maggiore facilità qualunque tipologia di veicolo e di ricavare prezzi più vantaggiosi. Tutto questo senza dover gestire in prima persona il processo di vendita ma lasciando che sia AUTO1.com ad occuparsi di tutto, compresa la parte amministrativa e logistica”. LEGGI TUTTO
Meeting Rimini, forfait di Schillaci. Fonti del ministero: non c’entra commissione vaccini
Solo un videomessaggio, al posto di un intervento in presenza, rimasto nel programma ufficiale fino a stamattina: il ministro della Salute Orazio Schillaci non sarà al Meeting di Rimini, dove era prevista la sua partecipazione nel pomeriggio al panel “La salute un bene per tutti”. Nella settimana della kermesse di Cl già il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti dato in presenza da programma aveva, invece, optato per una partecipazione in videocollegamento (con un intervento in diretta, però). Videomessaggio anche per il presidente della Conferenza delle Regioni, e del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, mentre il governatore della Puglia, Michele Emiliano, sempre nei giorni scorsi, ha dato forfait, sostituito da Viviana Matrangola, assessore della sua giunta.
La precisazione del ministero
Il ministro della Salute nei giorni scorsi è stato al centro delle cronache per le nomine del comitato Vaccini (NItag) che lui stesso ha ritirato subendo le critiche della maggioranza. La scelta di non partecipare all’appuntamento di Rimini, ma di inviare un videomessaggio, fanno sapere dal ministero, era stata presa da tempo e nulla avrebbe a che fare con questa vicenda. LEGGI TUTTO