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Caso Almasri, cosa è successo. Dalla liberazione al ruolo della Cpi
Il 28 gennaio poi la premier ha fatto sapere che “il procuratore della Repubblica Francesco Lo Voi, lo stesso del fallimentare processo a Matteo Salvini per sequestro di persona, mi ha appena inviato un avviso di garanzia per i reati di favoreggiamento e peculato in relazione alla vicenda del rimpatrio del cittadino Almasri”. L’avviso di garanzia è stato “inviato anche al ministro Carlo Nordio, Matteo Piantedosi e Alfredo Mantovano, presumo al seguito di una denuncia che è stata presentata dall’avvocato Luigi Ligotti ex politico di sinistra molto vicino a Romano Prodi conosciuto per avere difeso pentiti del calibro di Buscetta, Brusca e altri mafiosi”. Questo l’annuncio della premier Giorgia Meloni, che ha dato la notizia con un video in cui mostra alla telecamera il foglio dell’avviso di garanzia. Meloni, dopo aver dato la notizia, ha sottolineato: “Penso che valga oggi quello che valeva ieri, non sono ricattabile non mi faccio intimidire. È possibile che per questo sia invisa a chi non vuole che l’Italia cambi e diventi migliore, ma anche e soprattutto per questo intendo andare avanti per la mia strada a difesa degli italiani, soprattutto quando è in gioco la sicurezza della nazione. A testa alta e senza paura”. LEGGI TUTTO
Incendio in un’abitazione a Lucca, morta una donna
I soccorsi si sono rivelati inutili. Per la vittima, una donna di 63 anni, non c’è stato nulla da fare. Incendio in un’abitazione a Lucca, donna trovata morta – Nanopress.itDai primi accertamenti, le cause del rogo sembrerebbero di natura accidentale. Incendio nella notte a Lucca: donna trovata morta in casaDramma nella notte appena trascorsa in un’abitazione di San Lorenzo a Vaccoli, provincia di Lucca. Una donna di 63 anni – le cui generalità non sono ancora state rese note, è stata trovata morta nella sua casa, in cui è divampato un incendio. La vittima sarebbe deceduta a causa delle esalazioni. Probabilmente è stata colta nel sonno dalle fiamme e non ha avuto neppure il tempo di provare a fuggire.Sulle cause delle fiamme – stando a quanto emerso dai primi accertamenti – sarebbero accidentali. Sul posto intervenuti i vigili del fuoco, la polizia e i sanitari inviati dal 118. La chiamata ai vigili del fuoco è arrivata intorno alle 3 della scorsa notte. Quando i soccorritori sono riusciti a entrare in casa, una villetta indipendente, hanno trovato il corpo della donna riverso sul letto.Sul posto sono al lavoro diverse squadre di polizia. La salma della vittima è stata affidata all’autorità giudiziaria, che potrebbe disporre l’esame autoptico, anche se non sembrano esserci dubbi sulle cause del decesso. LEGGI TUTTO
Trovato senza vita Davide Businaro, il 50enne scomparso da Casarsa
La moto dell’uomo, con cui si era allontanato il giorno della scomparsa, era stata ritrovata qualche giorno fa ad Avaris, nel comune di Socchieve.Trovato senza vita Davide Businaro, il 50enne scomparso da Pordenone – Nanopress.itDelle indagini si sta occupando la Guardia di Finanza. Al momento è escluso il coinvolgimento di terze persone. Trovato senza vita Davide BusinaroUn altro caso di scomparsa che si conclude in maniera drammatica. Nelle scorse ore è stato infatti ritrovato il corpo di Davide Businaro. Il 50enne, originario di Casarsa della Delizia, era scomparso domenica scorsa. Oggi, a distanza di sei giorni, la sua salma è stata trovata priva di vita a Socchieve, in Carnia, dai vigili del fuoco. La moto di Businaro, una Yamaha, era stata rinvenuta alcuni giorni fa ad Avaris, nello stesso comune friulano. Le indagini sono affidate alla Guardia di Finanza, e – almeno per il momento – si escludono responsabilità di terzi.Businaro, impiegato presso una ditta di Codroipo e originario di San Vito al Tagliamento, era uscito di casa senza portare con sé il cellulare. L’inchiesta è coordinata dalla Procura di Udine, che ha informato quella di Pordenone e la Prefettura, che aveva attivato il piano di ricerca delle persone scomparse. Dopo la denuncia dei familiari del 50enne, erano immediatamente scattate le ricerche, conclusesi nelle scorse ore con il ritrovamento del corpo. LEGGI TUTTO
Maxi richiamo mondiale per Ferrari: ecco cosa è successo
La Ferrari richiamerà 2.222 auto in Cina a causa di”un potenziale guasto ai suoi sistemi frenanti”, secondo quanto ha riferito sul suo sito la State Administration for Market Regulation, l’Authority cinese di regolamentazione del mercato.Proprio così a partire dal 30 maggio, la casa di Maranello ritirerà alcune auto importate tra marzo 2010 e marzo 2019. La questione, in base a quanto spiegato, riguarda il rischio di perdite di liquido dei freni a causa del guasto al tappo del relativo serbatoio con conseguente riduzione delle prestazioni della frenata. Al momento il regolatore non ha spiegato il ritardo nell’attuazione del richiamo. Tuttavia Shanghai, dove Ferrari ha la sua principale sede in Cina, è attualmente in lockdown e sotto rigide restrizioni per contrastare la variante Omicron di Covid-19. Chiaramente il richiamo dei modelli non interesserà solo la Cina, ma sarà a livello mondiale.”La sicurezza e il benessere dei nostri clienti sono la nostra priorità. Operiamo secondo rigorose linee guida di sicurezza e protezione per garantire che i sistemi e le procedure corrette siano sempre in atto”. Così Ferrari ha commentato la decisione. Nello specifico come emerge da un documento pubblicato sul sito della State Administration for Market Regulation, saranno richiamate alcune auto importate della serie 458 Italia, 458 Speciale, 458 Speciale A, 458 Spider, 488 GTB e 488 Spider prodotte tra il 2 marzo 2010 e il 12 marzo 2019.”Ferrari ha notificato alle autorità il fatto che procederà con un richiamo per alcuni veicoli delle serie 458 e 488. Dopo aver esaminato la questione, Ferrari e Bosch hanno identificato la causa principale del difetto del sistema frenante e si è scoperto che nei veicoli coinvolti nella campagna di richiamo il tappo del serbatoio del liquido dei freni potrebbe non sfiatare correttamente, creando così potenzialmente un vuoto all’interno del serbatoio del liquido dei freni”, ha spiegato la società. In ogni modo il pezzo sarà sostituito gratuitamente e sarà riprogrammata la strumentazione per aggiornare il messaggio di avviso quando il livello del liquido dei freni è troppo basso. La decisione ha avuto effetti negativi anche a Piazza Affari, dove il gruppo Ferrari ha fatto registrare un (-3%). LEGGI TUTTO
Strage di piazza della Loggia, 50 anni fa l’attentato terroristico nel cuore di Brescia
In occasione del 50º anniversario della strage, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha deposto una corona di fiori davanti alla stele che ricorda i caduti in piazza della Loggia a Brescia.Cinquanta anni fa la strage di Piazza della Loggia – Nanopress.itNei prossimi giorni si aprirà il processo a carico di Roberto Zorzi e Marco Toffaloni, accusati di aver piazzato l’ordigno mortale.Cinquanta anni fa la strage di Piazza della LoggiaLa strage di piazza della Loggia è stato un attentato terroristico di matrice neofascista compiuto il 28 maggio 1974 nella città Brescia, nella centrale piazza della Loggia. Durante una manifestazione contro il terrorismo neofascista, una bomba nascosta in un cestino portarifiuti fu fatta esplodere, provocando la morte di otto persone e il ferimento di altre centodue. In seguito, una persona morì a causa delle ferite, portando il numero totale dei decessi a nove. Questo tragico evento è considerato uno degli attentati più gravi degli anni di piombo in Italia, insieme ad altre stragi come quella di piazza Fontana nel 1969, quella del treno Italicus nel 1974 e quella di Bologna nel 1980.Le ragioni dietro questo attacco non sono mai state completamente chiarite, ma ci sono alcune ipotesi che meglio delineano il contesto storico in cui si sono registrati i fatti. Gli anni ’70 in Italia furono caratterizzati da tensioni politiche e sociali. Il Paese era coinvolto in una lotta tra estremisti di sinistra e di destra, con gruppi armati che cercavano di influenzare la politica e la società. La strage di piazza della Loggia fu la risultanza di questa lotta tra fazioni politiche opposte. La strage di Piazza della Loggia – Nanopress.itSecondo chi condusse le indagini, l’attentato sarebbe stato compiuto da gruppi neofascisti e di estrema destra. Questi gruppi erano noti per la loro violenza e il loro disprezzo per le istituzioni democratiche. L’obiettivo era quello di destabilizzare il Paese e infondere paura nei cittadini. Alcune teorie, che non hanno mai trovato riscontro nelle indagini, suggeriscono che ci fosse un coinvolgimento dei servizi segreti italiani o stranieri nell’attentato.Le condanne e il nuovo processoDopo un lungo iter processuale, nel 2017, sono stati condannati all’ergastolo per strage e per concorso in strage due individui ritenuti responsabili dell’attentato: Carlo Maria Maggi, dirigente di Ordine Nuovo, considerato il mandante, e Maurizio Tramonte, militante e informatore del Sid (il servizio segreto militare), che aveva preso parte alle riunioni organizzative dell’attentato.Di recente, la Procura ha fatto i nomi di altri due presunti complici: Roberto Zorzi e Marco Toffaloni. Si ipotizza che possano aver preso parte ai fatti di piazza della Loggia come esecutori materiali, piazzando l’ordigno mortale. Il processo per Roberto Zorzi si aprirà il 18 giugno in Corte d’Assise, mentre per Marco Toffaloni, che all’epoca aveva appena 16 anni, si aprirà il 30 maggio. LEGGI TUTTO
POLITICA
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