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    Scuola, l'ex ministra Azzolina è preside in Sicilia: ecco le carte e i voti della prova

    ROMA – Lucia Azzolina, già ministra dell’Istruzione, è preside di ruolo. In Sicilia. Gli uffici guidati dal successore, Patrizio Bianchi, in queste ore hanno reso pubbliche le prossime 386 immissioni in ruolo di dirigenti scolastici. E, come era preventivato, è stata immessa la numero 2.544 della classifica generale (la gran parte dei presidi vincitori del concorso 2018-2019 sono già entrati), ovvero Lucia Azzolina, autrice di una prova poco più che sufficiente: 80,50 su 100 con un’asticella posta a quota 70. Il punteggio è stato realizzato dalla candidata con uno “0” in Informatica e un “5” in Inglese (dieci punti su venti).

    Lucia Azzolina, nata a Siracusa e cresciuta nel Comune di Floridia, aveva indicato la Sicilia per il suo incarico nonostante abbia insegnato Lettere, prima da precaria e poi a tempo indeterminato, in un istituto di istruzione superiore di Biella. E’ stata accontentata e il partito ha fatto sapere che accetterà l’incarico da dirigente scolastico, ma si metterà in aspettativa per proseguire l’attività politica. L’esame per diventare preside lo aveva affrontato nel suo ruolo di deputata dei Cinque Stelle, membro della commissione Istruzione e portavoce, via via sempre più ascoltata, sui temi scolastici. Per la preparazione della prova l’ex ministra si era avvalsa della controversa figura di Max Bruschi, già suggeritore di Mariastella Gelmini ai tempi delle riforme che tolsero alla scuola otto miliardi di euro: il “tutor” sarà promosso dalla stessa Azzolina a capo del Dipartimento dell’Istruzione nel momento in cui la deputata verrà chiamata a sostituire il ministro dimissionario Lorenzo Fioramonti.

    Lucia Azzolina, insediata nel ruolo di vertice, non ha offerto risposte ai candidati che ricorrevano nei confronti di una prova nazionale che presentava diverse anomalie e per questo è stata accusata di non aver voluto concedere gli atti per interessi personali.  

    Sotto il ministero Bianchi, le carte sono state date ai richiedenti e ora si scoprono nuovi particolari su questo concorso su cui indagano sette procure e, in particolare, sullo scritto della candidata-deputata Lucia Azzolina, corretto il 15 marzo 2019 in una stanza del ministero dell’Istruzione in Via Carcani 61, edificio vicino alla struttura storica di Viale Trastevere.

    Il Consiglio di Stato salva il concorso presidi e la ministra

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    Corrado Zunino

    12 Gennaio 2021

    Ecco, la sottocommissione numero 19, quella che l’ha giudicata, tre membri più la segreteria, era così composta: presidente Maria Vittoria Lumetti, membro dell’Avvocatura dello Stato, l’organo che supporta, appunto, la pubblica amministrazione nei contenziosi. Nel caso della prova per diventare presidi, l’Avvocatura offrirà al ministero dell’Istruzione elementi decisivi per la difesa di fronte al Tar e al Consiglio di Stato. Lumetti, alla data dell’esame, non si stava occupando di questioni scolastiche, ma la materia era stata oggetto della sua azione, come descrive il curriculum, nella fase in cui aveva lavorato come avvocato per lo Stato nel distretto di Bologna. Membro della Commissione Azzolina era, ancora, Elisa Borelli, promossa otto mesi prima del concorso presidi a dirigere l’Ufficio bilancio e contabilità dello stesso ministero dell’Istruzione. Quindi, terzo membro della sottocommissione 19 era una dirigente scolastica romana: Angela Gallo. Segretaria, infine, la funzionaria Miur Paola Sorrentino, insediata nella Direzione generale degli ordinamenti scolastici.

    I legali dei ricorrenti sostengono che nessuna delle altre 37 commissioni d’esame sia stata composta da membri così vicini al ministero dell’Istruzione e attaccano: “Ogni giorno l’ultimo esame fin qui realizzato per offrire dirigenti scolastici al Paese mostra problemi di valutazione, di regolarità delle prove, di conflitti d’interessi. Di fronte a un’assegnazione dei novemila scritti casuale rispetto alle 38 commissioni sparse in Italia, colpisce che il testo della deputata Lucia Azzolina sia stato affidato a un gruppo così vicino al ministero. Ci chiediamo quando il ministro in carica interverrà”. LEGGI TUTTO

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    Scuola, anche quest'anno è già caos supplenti

    ROMA – Le scelte dei futuri supplenti tornano ad essere contestate. Centinaia di precari, iscritti nelle graduatorie online, le Gps che già l’anno scorso avevano mostrato impressionanti limiti, sono nuovamente ragione di denuncia. In molte province del Paese. 

    Basta fare una domanda, “avete segnalazioni sulle Gps?”, gettare un sasso nello stagno di Facebook, e i racconti saltano fuori come pesci. Alessia Presti, precaria di Palermo: “Sono in prima fascia sul sostegno per le scuole superiori, mi hanno attribuito 44 punti in meno e il conseguente arretramento della posizione”. Salvatore Salerno, lui insegnante a Enna, commenta: “E’ andata esattamente come l’anno scorso, un reclutamento da folli. Ilario Cretella dalla provincia di Napoli: “Hanno sbagliato i punteggi di chi si è inserito negli elenchi aggiuntivi di prima fascia”. Posti fantasma e cento scuole da scegliere al buio”. Veronica Cappelli, assistente linguistica che vive a Vienna, e Pasquale Buanne, lui residente a Sora, nel Lazio, raccontano episodi da comiche: “L’ufficio provinciale di Frosinone ha pubblicato le graduatorie di Viterbo”. Sugli elenchi aggiuntivi di Latina si scoprono anche 18 punti in meno.

    Ciro Monti, docente campano che risiede in provincia di Brescia, spiega i problemi del Nord del Paese: “In Lombardia gli Insegnanti tecnico pratici in prima fascia, con sentenze emesse da oltre un anno, sono senza servizio o con un titolo di accesso a zero punti. Ci sono precari storici espulsi dalla seconda fascia, punteggi sbagliati. E’ trascorsa un’estate e siamo punto e a capo”.

    Confida Lucia Veccia, lei laureata a Padova: “Hanno ripubblicato tutto con gli stessi errori dello scorso anno, segnalati dagli stessi docenti”. Simona Laura Nechita: “Anche su Venezia i punteggi non sono stati corretti”.

    Le Graduatorie per le supplenze di Campobasso non sono state ancora pubblicate. E il sindacato Gilda, nella sezione di Caserta, segnala: “Le Graduatorie Gps di prima e seconda fascia, aggiornate e appena pubblicate dagli Uffici scolastici provinciali, sono piene di errori ed omissioni, un vero e proprio disastro, figlio della fretta e dell’approssimazione dettate dal ministero dell’Istruzione che ha voluto a tutti i costi la pubblicazione entro il 10 agosto”. La Gilda segnala come ricorrere – copia della domanda di inserimento in Gps inviate per nail o Pec con il documento di identità.

    Poi c’è il caso Roma a mezzo, un diluvio di segnalazioni. Con l’Ufficio scolastico provinciale che manda avanti la pratica e le graduatorie – il ministro Patrizio Bianchi ha dato indicazioni, appunto, di chiudere entro oggi, 10 agosto, il nuovo scorimento dei supplenti per avere le cattedre assegnate entro fine mese – nonostante ammetta gli errori. Scrive l’Usr di Roma: “Considerato che per taluni aspiranti non è stato possibile l’aggiornamento della posizione nella fascia richiesta e/o l’esclusione, per errore tecnico del sistema informativo del ministero… “. Il responsabile della pubblicazione ha preferito dire a chi protestava: “Dobbiamo andare avanti, fate i ricorsi”. oggi si apre, secondo ruolino di marcia, la procedura per l’inserimento delle sedi prescelte e per l’eventuale ruolo. Un bug del ministero e, per esempio, chi ha studiato per un anno per la specializzazione sul sostegno spenendo fino a 3.000 ero, è fuori. Non avrà cattedra per un anno.

    A Roma c’è chi si trova nella stessa posizione dell’anno scorso nonostante abbia accumulato punti per una stagione, chi non è stato inserito nella fascia sostegno, chi non potrà prendere il tram della procedura straordinaria appena varata dal governo con il Decreto Sostegni bis perché il sistema informatico non l’ha registrato in prima fascia. E c’è anche chi ha vinto il benedetto concorso Stem e, a Roma, non potrà avvalersene semplicemente perché “non risulta” in graduatoria. Solo nella capitale si stimano oltre mille nomi di docenti saltati, almeno settecento sul sostegno (medie e superiori). Sono saltate a pie’ pari le classi di concorso di Diritto e i candidati tutti non hanno capito se dovevano inserire il voto di abilitazione in ottantesimi o in centesimi.

    Certo, le Gps 2021 sono un passo avanti rispetto ai 40 mila errori inizialmente ammessi, lo scorso settembre, dal ministero guidato da Lucia Azzolina, ma per questi migliaia di precari l’ingiustizia è totale e resa ancora più stridente dal fatto che il ministero ne è a conoscenza ma non vuol fermarsi.

    Barbara Salati: “Sette anni di precariato sul sostegno, esclusa dalle graduatorie della provincia di Roma, non so se a settembre lavorerò”. A Torino la Cub scuola, “vista la quantità di segnalazioni ricevute”, ha diffidato l’Ufficio scolastico provinciale a procedere con le nomine. L’anno scorso si finì con l’assedio dei provveditorati e le graduatorie rifatte anche otto volte.

    Punto Fisso

    È vergognoso un vero scandalo italiano ammettere di aver sbagliato, ma rendere comunque visibili delle graduatorie DEFINITIVE….! Bisogna intervenire subito o bloccare le immissioni in ruolo da GPS PRIMA FASCIA! LEGGI TUTTO

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    Scuola e Green Pass, la rabbia degli insegnanti per le minacce sullo stipendio. I sindacati: “Servono più spazi e investimenti”

    ROMA – I professori, e anche i maestri, sono arrabbiati. Perché, chiedono, il governo vara il Green Pass obbligatorio per una categoria, amministrativi della scuola e bidelli compresi, che comunque è dentro un ciclo vaccinale per l’85,5 per cento? Con la probabilità, viste le difficoltà di contabilità sul tema, di aver raggiunto il 90 per cento? E quando mancano più di cinque settimane all’inizio della scuola? Soprattutto, perché le minacce al lavoro e allo stipendio: cinque giorni di assenza ingiustificata e, poi, il blocco della busta paga?

    Sui social si avvista il rancore. Scrive la docente Rosaria Padula: “Di certo adesso genitori e allievi di sentiranno protetti e sicuri nella quotidiana frequentazione di aule gremite, tarate per venti persone e stipate fino a contenerne trenta, corridoi stracolmi e bagni inguardabili. Fortuna che ci sono il Green Pass dei docenti e le finestre aperte”. Si riferisce, con sarcasmo, a un Piano scuola varato dal ministro Patrizio Bianchi affidandosi per la sicurezza a rimedi minimi e già conosciuti.

    Scuola, il piano del governo per l’addio alla Dad: aule con le finestre aperte e ginnastica senza mascherine

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    Corrado Zunino

    29 Luglio 2021

    Saverio Esposito, precario quarantacinquenne, spiega la situazione personale: “Devo fare l’anno di prova e non sono vaccinato perché a Bologna c’è una lista d’attesa lunghissima e non mi hanno riconosciuto alcuna priorità”. C’è chi assicura che la norma “5 giorni” non sta in piedi: “Chi l’ha scritta sembra non conoscere il testo unico del pubblico impiego”.

    Cresce, anche tra i docenti, lo spirito “No green pass”. Almeno così si avvista su Facebook. Una maestra scrive: “Obbligando al vaccino il governo si dovrà assumere ogni responsabilità di effetti collaterali. È ancora sperimentale e nessuna liberatoria può essere imposta”. C’è chi, sull’altra barricata, ritiene le disposizioni dell’esecutivo giuste. Salvatore Salerno: “Bene il Green Pass obbligatorio per la scuola e per tutto il personale che svolge servizio pubblico”.

    Scuola, i numeri dei docenti e dei bidelli vaccinati non tornano

    di

    Corrado Zunino

    29 Luglio 2021

    I sindacati non si oppongono alla linea Draghi sul mondo dell’istruzione, ma ritengono non sia sufficiente per scongiurare un ritorno alla Didattica a distanza in avvio di anno scolastico. La Gilda degli insegnanti distingue tra moral suasion e obbligo vaccinale. Scrive il segretario Rino Di Meglio: “Sì alla vaccinazione anti-Covid come raccomandazione per tutelare la propria e l’altrui salute, no all’immunizzazione imposta in maniera surrettizia con l’introduzione del Green pass obbligatorio. Riteniamo illogico fissare l’obbligo vaccinale per il personale scolastico, ma non per la ben più folta platea studentesca: sono gli studenti a costituire un potenziale veicolo di contagio per gli insegnanti e non viceversa. Tutti i virologi concordano nell’asserire che la misura di prevenzione più importante sia il distanziamento sociale, purtroppo inapplicabile nella maggior parte degli istituti scolastici italiani”.

    Il segretario della Flc Cgil, Francesco Sinopoli, ragiona: “Siamo convinti da sempre che vaccinarsi sia un dovere civico, a maggior ragione se si lavora in una scuola, e che la massima copertura vaccinale sia una misura di sicurezza fondamentale. Per avere davvero tutti in presenza a settembre, però, servono risorse, spazi, interventi sul trasporto pubblico e misure straordinarie. Temiamo che si scambi la copertura vaccinale con la soluzione di tutti i problemi. Purtroppo, non è così. Ci sono 8 milioni di studenti, di cui 4 milioni che resterebbero comunque esclusi dalle vaccinazioni, un virus in continuo mutamento e il nodo dei trasporti completamente trascurato. Per l’anno scolastico 2020-2021 erano previsti un miliardo e 850 milioni di euro, per il prossimo anno solo 350 milioni. Non poter contare sul personale aggiuntivo rischia di costringere le scuole a formare le classi numerose che erano state sdoppiate l’anno scorso, invece bisogna procedere nel dividerne altre”.

    Il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, è favorevole da tempo al Green Pass obbligatorio per il personale della scuola: “E’ una decisione importante sulla strada per il rientro a scuola in presenza”, commenta. “Credo che ora sia necessario uno snellimento delle regole sulla gestione delle quarantene e del tracciamento dei casi di contagio. Sul versante dei trasporti sarebbe utile ipotizzare corse dedicate ai soli studenti negli orari di punta”. LEGGI TUTTO

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    Scuola, sindacati al governo: “Per ripartire sdoppiate le classi”

    ROMA – Chiedono la conferma dell’organico Covid, lo sdoppiamento delle classi con nuove regole sul distanziamento durante le lezioni, investimenti sulla scuola. Quattro sindacati scolastici, la Flc Cgil, la Cisl scuola, lo Snals Confsal e l’Anief – si sono tirati fuori la Gilda degli insegnanti di Rino Di Meglio, che contesta gli ultimi accordi firmati con il ministero dell’Istruzione, e la Uil scuola di Pino Turi – si sono rivolti ai ministri Patrizio Bianchi (Istruzione) e Roberto Speranza (Salute) sostenendo che non basterà l’obbligo vaccinale di una classe docente, comunque già largamente coinvolta nella campagna, a garantire sicurezza epidemiologica degli alunni. Sono loro, bambini e ragazzi discenti, il problema prioritario. “La vaccinazione del personale non può escludere la diffusione del contagio tra gli alunni, ipotesi niente affatto improbabile in considerazione della pericolosa circolazione della cosiddetta variante Delta del virus”. Tra l’altro, l’obbligo vaccinale ha una serie di controindicazioni (qui se ne indicano sei) tra cui chi lo imporrà e chi ne controllerà l’adempimento.

    Scuola, i numeri dei docenti e dei bidelli vaccinati non tornano

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    Corrado Zunino

    29 Luglio 2021

    I sindacati chiedono “indicazioni operative alle scuole precise e vincolanti, per metterle nelle condizioni di affrontare con sicurezza tutte le possibili situazioni emergenziali”. Quelle del ministero dell’Istruzione non devono essere semplici raccomandazioni “contestabili da famiglie e studenti e di onerosa applicazione per dirigenti scolastici, insegnanti, personale Ata”.

    Con una copertura vaccinale degli studenti (sopra ai 12 anni) oggi al 17 per cento, “il ricorso alla didattica a distanza diventa una soluzione necessaria”. Per tutti gli alunni – il primo ciclo scolastico e le scuole superiori – le misure di sicurezza più efficaci restano la disponibilità di organico aggiuntivo per sdoppiare le classi, edifici e spazi scolastici sufficienti ad assicurare il distanziamento, la riduzione del numero degli alunni per aula, il potenziamento dei trasporti per gli studenti.

    Vaccinazioni, la carica degli studenti: uno su tre ha già una dose. Ma sui prof è guerra dei numeri

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    Corrado Zunino

    Sara Bernacchia

    Mariachiara Giocosa

    Michela Bompani

    Rosario di Raimondo

    Valeria Strambi

    Arianna Di Cori

    Bianca de Fazio

    Antonello Cassano

    Claudia Brunetto

    28 Luglio 2021

    L’organico aggiuntivo (cosiddetto Covid), formato da 112.473 docenti precari che lavoreranno da metà settembre al 30 dicembre, deve essere confermato fino a giugno per non “costringere le scuole a ricomporre classi già sdoppiate l’anno scorso e questo in assenza di vaccinazione degli alunni e senza alcuna garanzia di distanziamento”. Questo organico dovrebbe essere concentrato nelle scuole del primo ciclo, laddove non è prevista alcuna vaccinazione degli alunni. Serve, ancora i sindacati, far cadere le norme che limitano la sostituzione del personale assente (dopo il settimo giorno, nel caso dei collaboratori scolastici, e dopo il primo giorno per i docenti). “Le scuole debbono essere messe nelle condizioni di poter assumere i supplenti nel momento in cui se ne verifica la necessità: non si può pensare di ricorrere alla prassi di suddividere gli alunni in gruppi assegnandoli ad altre classi con il rischio di aumentare a dismisura la platea dei possibili contagi”.

    Per tutelare la salute di nove milioni tra studenti e lavoratori, bisogna rivedere i parametri sul dimensionamento, stabiliti con la Legge 133 del 2008: “Ancora oggi mancano risorse e impegni precisi per attuare la riduzione del numero di alunni per classe e per istituzione scolastica, come previsto dal Patto per la scuola sottoscritto in primavera”. Ancora, il governo deve assumere tutele per il personale fragile e garantire il contact tracing a partire dagli alunni del primo ciclo. LEGGI TUTTO

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    Scuola, aule con le finestre aperte e ginnastica senza mascherine. Il piano per l’addio alla Dad

    ROMA – Come già detto dal Comitato tecnico scientifico, da metà settembre si potrà restare in classe anche sotto il metro di distanza. La deroga concessa ad alcune classi del Sud nell’anno scolastico 2020-2021, ora viene allargata – con patente scientifica – a tutti gli ottomila plessi d’Italia e ai loro otto milioni di studenti. […] LEGGI TUTTO

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    Scuola, i numeri dei docenti e dei bidelli vaccinati non tornano

    ROMA – Quel buco di 222.000 maestri e professori, bidelli e segretarie scolastiche da vaccinare non c’è. I numeri nella disponibilità del commissario alla lotta anti-Covid, Francesco Paolo Figliuolo, non sono corretti: serve rifare un controllo con i codici fiscali e le professioni a fianco e “il governo scoprirà, per esempio, che in Liguria e […] LEGGI TUTTO