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    Patrizio Bianchi all'Istruzione, il professore-assessore che guidò la task force di Azzolina

    Un professore-assessore, un tecnico prestato alla politica, area prodiana. Patrizio Bianchi, 68 anni, ferrarese, ha un curriculum accademico di respiro europeo e internazionale: la formazione a Scienze politiche dell’Alma Mater con Romano Prodi, di cui è amico di vecchia data, e Alberto Quadrio Curzio; gli studi successivi alla London School of Economics fino alla cattedra universitaria in Economia e Politica industriale e alla guida dell’Università di Ferrara, rettore dal 2004 al 2010. È titolare nel suo Ateneo della Cattedra Unesco “Educazione, crescita ed eguaglianza”, è autore di 40 libri, 250 pubblicazioni, è stato responsabile del laboratorio di Politica industriale di Nomisma e chiamato nel 1999 a guidare Sviluppo Italia.

    Governo, Draghi scioglie la riserva e annuncia i ministri: Franco all’Economia, Cingolani alla Transizione ecologica , Cartabia alla Giustizia
    12 Febbraio 2021

    Per due mandati, con i governatori Vasco Errani e Stefano Bonaccini, ha guidato l’assessorato della regione Emilia-Romagna all’Istruzione, Università e Lavoro. In questa sua carica ha gestito la ricostruzione delle scuole colpite dal sisma in Emilia nel maggio 2012. E ha continuato ad occuparsi di scuola quando è stato chiamato dallla ministra Lucia Azzolina a guidare la task-force di esperti per la riapertura a settembre.

    La newsletter

    Il professore-assessore, primo candidato all’Istruzione
    di Ilaria Venturi ,  Corrado Zunino 06 Febbraio 2021

    Ci lavorò duramente, ascoltando tutte le voci del mondo della scuola. Quel piano, dove si tentava di dare una prospettiva e soluzioni oltre all’urgenza della pandemia, fu pronto a fine maggio. Ma finì nel cassetto, pressoché ignorato. Bianchi molto tempo dopo non nascose il suo garbato disappunto. Uno stile sempre istituzionale, il suo: “Forse sarebbe stato utile dare spazio, favorire un dibattito intorno al testo. Credo, senza polemiche, che sia mancato”. Il suo scuola-pensiero è raccolto nel libro uscito per Il Mulino a ottobre scorso intitolato “Nello specchio della scuola” dove ripete: “È tempo di investire in educazione”. LEGGI TUTTO

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    Scuola, l'ira di Azzolina sui rinvii delle Regioni: “Presa in giro”. Ma Zingaretti: “Conta la sicurezza, non i partiti”

    ROMA – Lucia Azzolina si sente presa in giro. Tradita anche dalla parte del Pd che aveva promesso di dare una mano, sulla scuola, per far tornare in presenza i ragazzi delle superiori almeno al 50 per cento dopo le feste natalizie. E invece, ogni promessa è stata infranta. Il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia aveva proposto – durante il Consiglio dei ministri iniziato lunedì scorso – una mediazione: ritorno in classe al 50 per cento a partire da lunedì 11, dopo il monitoraggio settimanale previsto per oggi, per capire qual è la reale diffusione del contagio e in che fascia si troveranno le diverse regioni dopo l’omologazione fatta durante le feste.

    La scuola rinvia l’apertura delle superiori, 14 Regioni hanno già detto “no”
    di Corrado Zunino 08 Gennaio 2021

    “Ho capito subito che era una presa in giro – ha detto Azzolina ai parlamentari che l’hanno chiamata in queste ore – adesso ne ho la certezza”. Perché a ripartire davvero con la didattica in presenza al 50 per cento da lunedì saranno solo le scuole superiori della Toscana e, probabilmente, di Valle d’Aosta e Abruzzo. E perché stamattina il presidente del Lazio Nicola Zingaretti, che in quanto segretario del Pd aveva fatto chiedere il rinvio in Consiglio dei ministri, ha deciso che le scuole superiori della sua Regione resteranno in didattica a distanza al 100 per cento fino almeno al 18 gennaio. Pur avendo fatto partire una campagna di screening gratuito per i ragazzi tra i 14 e i 18 anni. Proprio Zingaretti alla titolare dell’Istruzione dice: “Conta la sicurezza, non contano i partiti”.
    Sulle date, il giorno prima Michele Emiliano in Puglia aveva fatto peggio. Rinviando al 15 gennaio l’inizio delle lezioni in presenza per tutte le scuole di ogni ordine e grado, elementari comprese. Stessa cosa in Sicilia: ci sarà la didattica a distanza al 100% per le scuole superiori fino al 31 gennaio e per le scuole elementari e medie dall’11 al 16 dello stesso mese. Mentre in Calabria, il Tar impone di riaprire almeno le elementari, ma il presidente facente funzioni Antonino Spirlì scrive su Facebook che non lo farà mai. Quanto alla Campania, Vincenzo De Luca non poteva certo restare indietro: lunedì 11 gennaio riapriranno in presenza solo le scuole dell’infanzia e le prime due classi della scuola primaria. A partire dal 18 gennaio, sarà valutata la possibilità del ritorno in presenza per l’intera scuola primaria e dal 25 gennaio, per la secondaria di primo e secondo grado. Di rinvio in rinvio, i bambini campani sono andati a scuola meno di tutti.
    “La verità è che i ragazzi sono sempre gli ultimi”, si è sfogata la ministra, “è stato un giochino fatto ad hoc, senza pensare a tutti quei ragazzini che dalla Dad sono penalizzati per i motivi più diversi. E a quelle regioni dove neanche i bambini delle elementari sono ancora tornati a scuola”. Stando ai monitoraggi settimanali resi noti oggi, la maggior parte delle Regioni in Italia è in fascia gialla, cinque sono “arancioni”, ma per tutte – secondo gli accordi con il governo – le scuole superiori avrebbero potuto riprendere in presenza almeno al 50 per cento, perché non ci sono zone rosse. Le previsioni sul contagio e la paura dell’impatto della variante inglese hanno fatto però cambiare idea a gran parte del Pd e dei presidenti di Regione, che pensano sia più saggio – in questa situazione – sacrificare la scuola in presenza per gli studenti delle superiori.
    Bianca Granato (M5s): “Traditi dal Pd”.
    “Ci sentiamo traditi: pensavamo che quella sulla scuola fosse una battaglia condivisa con il Pd, ma evidentemente non è così. Da un lato Dario Franceschini che tiene chiusi musei, luoghi di cultura e i siti archeologici, si riempiono la bocca di cultura ma questa dove è? Dall’altra il presidente Stefano Bonaccini che fino a pochi giorni fa aveva detto che era tutto pronto per la riapertura delle scuole superiori nella sua Regione, ma oggi ha rinviato al 25 gennaio. Probabilmente Zingaretti non era pronto per la riapertura e gli altri sono stati condizionati”. Lo dice Bianca Laura Granato, capogruppo M5s in Commissione Istruzione al Senato.
     
    La replica di Zingaretti
    “Vorrei dire alla ministra Azzolina che la politica e i partiti non c’entrano nulla. Quello che conta è la vita e la sicurezza delle persone a cominciare dalla scuola”. Lo dice il leader del Pd, Nicola Zingaretti in risposta alla titolare dell’Istruzione: “Abbiamo sempre e giustamente difeso al massimo la didattica in presenza di elementari e medie, ma per quanto riguarda le superiori è perfino superfluo dover ricordare che se i contagi aumentano in questa misura è sbagliato allentare le regole, mettere a rischio le persone e prolungare il blocco delle attività per un prevedibile e prolungato aumento dei contagi”. LEGGI TUTTO

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    Coronavirus, Sgambato: “Riapetura scuole l'11? Scelta di buon senso. Siamo di fronte alla terza ondata”

    “Insegno da 35 anni, ho una nipotina di 8 anni, ho appena recuperato lezioni online che gli studenti mi hanno chiesto. La scuola non può diventare terreno di scontro ideologico. La decisione di riaprire l’11 gennaio è semplicemente di buonsenso”. Camilla Sgambato, ex deputata, 57 anni, è la responsabile scuola del Pd. 
    Le scelte
    Scuola, non tutti gli studenti tornano in classe l’11 gennaio. Ecco cosa hanno deciso le varie Regioni
    di Laura Mari 05 Gennaio 2021

    Sgambato, lei è una “rigorista”, come i ministri Franceschini e Speranza, e quindi d’accordo sul rinvio della scuola in presenza?
    “La situazione è delicatissima. Chiudere le scuole è stato un atto sofferto. Non sono rigorista o aperturista: questo è un modo ideologico di porre la questione. Noi Democratici avevamo già chiesto al governo di coinvolgere in una decisione unitaria l’intero Paese, così che le Regioni non facessero poi scelte diverse, ciascuna per sé. Avevamo pensato a un rinvio dell’apertura al 15 gennaio, tenuto conto che l’8 c’è il nuovo monitoraggio e avremo allora il polso dell’epidemia. Siamo di fronte al rischio della terza ondata di Covid”. 
    Dopo uno scontro aspro in consiglio dei ministri tra il Pd da un lato e i 5Stelle e i renziani dall’altro, le scuole secondarie riaprono lunedì 11 gennaio. Le sta bene? 
    “Èuna scelta di buonsenso. E, ripeto, il quadro anche epidemiologico sarà a quel punto più chiaro. La Germania ha chiuso fino a febbraio. L’Inghilterra annuncia un terzo lockdown. Dobbiamo essere capaci di spiegare bene ai cittadini che siamo davanti a una situazione in continua evoluzione: il virus ci spiazza giorno per giorno”. 
    Comunque le Regioni decideranno in ordine sparso. Un caos? 
    “Nonostante ogni territorio abbia caratteristiche diverse, ritengo che serva coesione, unità e collante tra governo centrale e Regioni. La scuola non può diventare terreno di scontro. Aggiungo. Serve un tavolo interministeriale permanente con la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, con la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, il responsabile della Salute, Roberto Speranza e quella dei Trasporti, Paola De Micheli. Inoltre. Va creata una linea preferenziale per fare i tamponi agli studenti dai 14 ai 18 anni, gratuiti, senza bisogno della prescrizione medica. Lo sta facendo nel Lazio, il presidente Nicola Zingaretti. Quando i vaccini andranno a regime, dopo il personale sanitario penso sia il personale scolastico e gli studenti ultra sedicenni che dovrebbero essere vaccinati”. 
    Zingaretti è anche il segretario del Pd. C’è un “caso scuola” che è diventato a questo punto uno dei tasselli della resa dei conti politica nella maggioranza giallo-rossa? 
    “Non enfatizzerei la discussione sulla data di riapertura delle scuole come scontro politico. La scuola coinvolge quotidianamente tra studenti, famiglie, insegnanti e personale oltre 10 milioni di persone. Oggi parliamo tutti di scuola, alcuni a vanvera, altri a ragion veduta. Bene che se se parli. Forse bisognava farlo prima, comprendendo l’importanza sociale della scuola. Adesso però il punto è che non possiamo aprire il 7 per poi chiudere l’11 gennaio. Dobbiamo riaprire le scuole per non chiudere più, perché i ragazzi hanno diritto di riappropriarsi dei loro spazi, della socialità, della relazione. Ma in piena sicurezza”. 
    Quindi ritiene che la presa di posizione della ministra 5Stelle, Azzolina sia ideologica? 
    “Non penso questo. Azzolina difende ciò in cui crede. Però è necessario essere realisti e il virus ci costringe a prendere atto di una situazione che muta di continuo”. 
    La ministra renziana Teresa Bellanova ha definito un “teatrino” il braccio di ferro in consiglio dei ministri sulla scuola. Condivide? 
    “No. Una discussione non è un teatrino. È utile ed è sfociata in una mediazione altrettanto utile”.  
    Ma la scuola forse meriterebbe di non essere ridotta a scontro sulle date, o no? 
    “Siamo stritolati dall’emergenza. Il Pd tuttavia ha organizzato una maratona scuola online, con confronti importanti con Michela Marzano, Recalcati, De Giovanni e una grande assemblea nazionale. Puntiamo a destinare alla scuola il 5% di Pil e a un piano asili nido che colmi soprattutto il gap nel Mezzogiorno, a estendere l’obbligo, alla gratuità dell’istruzione per i redditi medio-bassi”.  LEGGI TUTTO

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    Conte chiude allo sci, il sindaco di Cortina: “Il governo ci ripensi, Natale vale il 30 per cento del fatturato annuo”

    “Cortina è pronta. Il 12 dicembre abbiamo la Coppa del mondo di snowboard sul Faloria. Magari non riusciremo ad aprire la stagione come al solito il giorno di Sant’Ambrogio, ma contiamo di farcela per il 18 dicembre”. Gianpietro Ghedina, sindaco di Cortina, ora rischia di diventare un simbolo: il simbolo della montagna che vuole resistere […] LEGGI TUTTO

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    Codice della strada, ecco le ultime novità: giallo di 3 secondi, casco per gli under 12 in bici e per il cellulare multa fino a 1697 euro

    Ci siamo: alla Camera è ripartito l’esame della riforma del Codice della strada, ma subito è stato deciso il ritorno in Commissione Trasporti, da dove era arrivato. Il relatore al ddl ha comunicato che “a seguito delle interlocuzioni che sono state svolte questa mattina in Commissione trasporti tra i vari gruppi e anche per tenere […] LEGGI TUTTO

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    Palazzo Chigi, Conte dopo vertice con Musumeci: “Via i migranti da Lampedusa”

    Un vertice con mezzo governo Conte schierato. Da una parte il governatore Nello Musumeci e il sindaco di Lampedusa Salvatore Martello, dall’altra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i ministri Luciana Lamorgese (Interno), Lorenzo Guerini (Difesa), Roberto Gualtieri (Economia) Paola De Micheli (Infrastrutture) e il capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli. Mentre il ministro […] LEGGI TUTTO

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    Migranti, il Tar sospende l'ordinanza di Musumeci: “Va oltre i poteri delle Regioni”

    Il Tar di Palermo accoglie  la richiesta di sospensione dell’ordinanza del governatore siciliano Nello Musumeci in tema di immigrazione. Richiesta del governo Conte che ha fatto ricorso contro l’atto firmato dal governatore siciliano che prevedeva la chiusura immediata degli hotspot e dei porti dell’Isola per un presunto rischio sanitario legato all’emergenza Covid e alla presenza […] LEGGI TUTTO