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La NASA ha pubblicato le prime fotografie scattate dall’equipaggio di Artemis II durante il , avvenuto nella notte tra lunedì e martedì. Mostrano la superficie lunare in grande dettaglio e in molti scatti è visibile anche la Terra, che tramonta e sorge dietro alla Luna a seconda dei casi.
Nel corso del loro sorvolo lunare, durato circa sette ore, gli astronauti di Artemis II hanno osservato la superficie della Luna, dedicandosi soprattutto a una trentina di obiettivi scientifici scelti dalla NASA. La capsula Orion su cui viaggiano si è spinta fino a 406.771 chilometri di distanza dal nostro pianeta, superando il precedente record della missione Apollo XIII nel 1970. Dopo avere fatto un giro intorno alla Luna e avere osservato anche la sua faccia nascosta, gli astronauti che li riporterà nelle prime ore di sabato (ora italiana) sulla Terra.
Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen hanno usato fotocamere digitali per scattare le fotografie alla Luna, seguendo le indicazioni della NASA o la propria ispirazione a seconda dei casi. Le immagini sono state trasmesse verso la Terra in un secondo momento, a causa delle difficoltà di trasmissione via radio da una distanza di oltre 400mila chilometri.
Christina Koch, Jeremy Hansen, Reid Wiseman e Victor Glover con i visori per l’eclissi che hanno usato in alcuni momenti, 6 aprile 2026 (NASA)
Sono visibili numerosi crateri lunari e parti della superficie che non erano mai state osservate nelle precedenti missioni lunari Apollo. Nel ribaltamento di prospettiva rispetto a quella classica dal nostro punto di osservazione qui sulla Terra, gli astronauti hanno visto la Terra dietro alla Luna, mentre spariva o appariva a distanza a seconda della loro posizione nel giro intorno al nostro satellite naturale.
Nelle prossime ore e nei prossimi giorni, la NASA diffonderà nuove immagini e video registrati da Orion, che saranno usati non solo per mostrare i risultati ottenuti da Artemis II, in vista delle prossime missioni, ma anche per studiare meglio il suolo lunare e comprendere le caratteristiche di un piccolo mondo, diverso dal nostro.
Fonte: https://www.ilpost.it/scienza/feed/

