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Roberto Vannacci, gli obiettivi: remigrazione, difesa dei confini e opposizione alle armi per Kiev


Un programma elettorale è ancora prematuro. Ma il manifesto che accompagna l’addio alla Lega e il lancio del nuovo partito “Futuro Nazionale” contiene molto del Vannacci-pensiero. Con alcune parole chiave: remigrazione, difesa dei confini, difesa sempre legittima. Ma anche tutela dell’impresa, del made in Italy e del merito.

No agli aiuti all’Ucraina

Non solo. L’ex vicesegretario del Carroccio, non ha mai nascosto la sua contrarietà all’invio di armi a Kiev. «Non possiamo continuare a dare armi all’Ucraina e allungare una guerra che purtroppo stiamo continuando a perdere. E non possiamo farlo anche perché una parte di questi soldi, che provengono dalle nostre tasse, vanno a finire in cessi d’oro, ville e yacht di lusso» ha dichiarato più volte.

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Remigrazione necessaria

Il generale è stato poi tra i primi a sdoganare in Italia la “remigrazione” come obiettivo politico. «L’immigrazione di massa, anche quando non criminale – spiega nel manifesto – sgretola la compattezza di una civiltà, frantuma la solidarietà sociale, annacqua l’identità di un popolo imponendo alla convivenza forzata un numero eccessivo ed insostenibile di individui con storie, abitudini, riferimenti e religioni diverse. Le nostre tradizioni non sono negoziabili. Non sono diluibili. Per chi non si integra e non si assimila la remigrazione diventa una necessità».

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Confini e identità

Nel post in cui certifica la nascita del suo nuovo partito, di Futuro nazionale, Roberto Vannacci sceglie alcune parole per definire il suo progetto. Tra queste “Identità’. «Quell’identità che ci rende unici, esclusivi: italiani – spiega – . L’Italia è la nostra Patria: ben delimitata da confini che devono essere protetti e difesi, abitata da un popolo che si riconosce negli stessi ideali e valori, governata da una classe politica eletta per fare gli interessi del popolo italiano. Viene prima l’Italia, poi lo Stato e le Istituzioni, che devono esserne al servizio, e infine, fintanto che gli interessi di questi due soggetti sono salvaguardati, il Diritto».

Famiglia tradizionale

La famiglia è quella tradizionale: «Lo insegna la biologia: per vincere il tempo un popolo deve procreare, e per fare figli servono un uomo e una donna. Di otto miliardi di persone su questo pianeta tutti sono nati da un uomo e da una donna. I figli hanno bisogno di un padre e di una madre uniti nella differenza e nella complementarietà»


Fonte: http://www.ilsole24ore.com/rss/notizie/politica.xml

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