in

Giorgia Meloni, dalle guerre al rilancio del governo: oggi l’informativa in Parlamento


Dalla politica estera alle misure a sostegno dell’economia e al referendum sulla Giustizia. La premier Giorgia Meloni informa il Parlamento sul programma per l’ultimo anno della legislatura: parla ora alla Camera dei Deputati, alle 13 è al Senato. 

“Riforma della Giustizia? Occasione storica persa”

Meloni ha iniziato la sua informativa con un riferimento alla bocciatura del referendum costituzionale dello scorso 22 e 23 marzo, parlando di “un’occasione storica persa per l’Italia”. Poi ha escluso che l’esito negativo porti a dimissioni o a un rimpasto del governo: “Non servono nuove linee programmatiche, perché le nostre sono da sempre scritte nel programma di governo” e “governeremo per cinque anni come ci siamo impegnati a fare”. Sul merito della riforma, dice, “l’auspicio” è che il tema “non venga abbandonato come probabilmente qualcuno si augura, perché i problemi sul tappeto rimangono e abbiamo il dovere di trovare soluzioni concrete, coraggiose ed efficaci, possibilmente in un clima di collaborazione non certo contro la magistratura ma a favore di una magistratura libera da condizionamenti politici e ideologici”.

Sul round di dimissioni: “Non sono state scelte semplici, ma non abbiamo tempo per polemiche pretestuose”

Sempre sulla tenuta del governo, la premier assicura: “La maggioranza è solida e coesa” e sono “orgogliosa dei vicepremier Tajani e Salvini”. Di recente, ha evidenziato, “ho chiesto un passo indietro” ad alcuni esponenti dell’esecutivo che pure “avevano lavorato bene: non sono state scelte semplici, né indolori”. Meloni ha spiegato di aver “anteposto di nuovo l’interesse della nazione a quella del partito. Non abbiamo tempo da perdere in polemiche infinite e pretestuose, che spostano il dibattito”, che deve restare centrato sulle “soluzioni necessarie per i cittadini”. Alle opposizione dice: “Sgomberato il campo vi sfido sulla vera politica, ad un dibattito nel merito”.

Leggi anche
Iran, Crosetto su basi militari Usa: “Non siamo in guerra. No isterie”

La guerra in Medio Oriente: “Con extradazi a Hormuz conseguenze economiche imponderabili”

Passando ai conflitti in Medio Oriente, Meloni chiede il “pieno ripristino della libertà di circolazione nello Stretto di Hormuz, che non deve essere soggetta a nessuna forma di restrizione, come invece sembra accaduto nelle ultime ore: rimane uno dei punti più critici in fase di attuazione dell’accordo perché se l’Iran dovesse ottenere la facoltà di applicare extradazi ai transiti nello stretto questo potrebbe ancora portare a conseguenze economiche imponderabili”. 

“Io subalterna a Trump? Ritornello ormai scontato”

Meloni ha rigettato ancora una volte le accuse di essere troppo sottomessa al presidente Usa Donald Trump. “La collocazione internazionale dell’Italia non l’ha inventata questo governo, ma è la stessa da circa 80 anni a questa parte. Lo dico per rispondere già prima che vada in scena l’ormai scontato ritornello sulla subalternità della sottoscritta al presidente americano Trump o quello ancora più scontato dal titolo ‘la Meloni scelga tra Trump e l’Europa’”, ha detto. Sul rapporto fra Stati Uniti ed Europa e l’unità dell’Occidente, ha aggiunto, “mi verrebbe da dire, prendendo a prestito una frase cara a Elly Schlein, che noi siamo testardamente unitari. E se può permettersi di esserlo lei rispetto alle variopinte forze politiche che compongono il campo largo, potrò ben permettermelo io rispetto a Europa e Stati Uniti”.

Vedi anche
Iran, cosa potrebbe cambiare con l’apertura dello Stretto di Hormuz?

Medici di famiglia al lavoro fino a 72 anni: arriva la proroga al 2027 nel Dl Pnrr

Cosa si prova a osservare il mondo da lassù