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Elezioni comunali 2023, come votare ai ballottaggi e al primo turno in Sicilia e Sardegna

Domenica 28 e lunedì 29 maggio si torna alle urne per il ballottaggio in 41 Comuni che non son riusciti a eleggere il sindaco nella tornata del 14 e 15 maggio, tra cui 7 capoluoghi. Si vota anche per il primo turno in 128 Comuni siciliani e il 39 sardi. Seggi aperti domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15. Dai documenti alle soglie, fino al voto disgiunto: ecco tutto quello che c’è da sapere su come votare

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Domenica 28 e lunedì 29 maggio è prevista una nuova tornata elettorale delle amministrative in varie città d’Italia (LO SPECIALE). In questi due giorni si svolge il ballottaggio in 41 Comuni italiani nei quali non si è riusciti a eleggere il sindaco nel primo turno del 14 e 15 maggio. E in contemporanea si vota per il primo turno delle comunali in 128 Comuni siciliani, tra cui Trapani, Siracusa, Ragusa e Catania, e in 39 Comuni della Sardegna. Per i centri delle due Regioni a statuto speciale, gli eventuali ballottaggi si terranno domenica 11 e lunedì 12 giugno. Ecco come si vota e cosa serve sapere.

I ballottaggi del 28 e 29 maggio

Il ballottaggio coinvolge 41 Comuni domenica (urne aperte dalle 7 alle 23) e lunedì (7-15). Gli scrutini inizieranno immediatamente dopo la chiusura delle urne. Gli elettori coinvolti sono complessivamente 1.340.688. Si voterà uno dei due candidati in 7 capoluoghi di provincia: Vicenza, Massa, Pisa, Siena, Terni, Ancona, Brindisi. A Vicenza la sfida è tra Giacomo Possamai e Francesco Rucco. A Massa si affrontano Francesco Persiani e Enzo Ricci. Pisa è contesa tra Michele Conti e Paolo Martinelli. A Siena il ballottaggio sarà tra Nicoletta Fabio e Anna Ferretti. A Terni è testa a testa tra Orlando Masselli e Stefano Bandecchi. Ad Ancona si sfidano Ida Simonella e Daniele Silvetti. A Brindisi, infine, il ballottaggio sarà tra Roberto Fusco e Giuseppe Marchionna.


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Come si vota ai ballottaggi

Al ballottaggio viene eletto sindaco il candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti. In caso di parità, vince il candidato collegato alla lista o al gruppo di liste per l’elezione del consiglio comunale che ha conseguito la maggiore cifra elettorale complessiva. A parità di cifra elettorale, è proclamato primo cittadini il più anziano fra i due sfidanti. Come spiega il sito del ministero dell’Interno, “la scheda per il ballottaggio comprende il nome e il cognome dei candidati alla carica di sindaco, scritti entro l’apposito rettangolo, sotto il quale sono riprodotti i simboli delle liste collegate. Il voto si esprime tracciando un segno sul rettangolo entro il quale è scritto il nome del candidato prescelto”. Per votare è necessario andare al proprio seggio con la tessera elettorale e un documento d’identità. Il seggio in cui bisogna recarsi è indicato sulla tessera elettorale dove si trovano il numero e la sede della sezione a cui si è assegnati, il collegio e la circoscrizione di appartenenza. I documenti d’identità accettati sono, oltre alla carta d’identità, tutti quelli leggibili e con fotografia rilasciati dalla Pubblica amministrazione come patente, libretto di pensione, passaporto, tessera di riconoscimento rilasciata da un ordine professionale e tessera di riconoscimento rilasciata dall’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia, se convalidata da un Comando militare. I documenti sono validi per votare anche se scaduti purché permettano l’identificazione dell’elettore.


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Il primo turno delle Comunali in Sicilia

Sono 128 i Comuni siciliani che il 28 e 29 maggio votano per eleggere i propri sindaci e per rinnovare i consigli comunali e circoscrizionali. I seggi saranno aperti domenica (dalle 7 alle 23) e lunedì (dalle 7 alle 15). La popolazione coinvolta è di 1.387.169 abitanti, di cui 301.104 anche per le elezioni dei sei Consigli circoscrizionali e dei rispettivi presidenti a Catania. Sono quattro i capoluoghi di provincia chiamati alle urne: Catania, Ragusa, Trapani e Siracusa. Al voto altri 11 grossi centri: Licata, Aci Sant’Antonio, Acireale, Belpasso, Biancavilla, Gravina di Catania, Mascalucia, Piazza Armerina, Comiso, Modica, Carlentini.

Come si vota alle comunali in Sicilia

In Sicilia la soglia da superare per essere eletti al primo turno è del 40% dei voti espressi. In 113 centri (fino a 15 mila abitanti) si voterà con il sistema maggioritario, in quindici comuni (nei quali l’eventuale ballottaggio si terrà l’11 e 12 giugno) con quello proporzionale. I consiglieri comunali da eleggere sono 1.646 e le sezioni elettorali che saranno costituite sono 1.579. L’elettore – sia per il Consiglio comunale che per quello circoscrizionale – può esprimere una o due preferenze nella stessa lista, ma di genere diverso. Il voto espresso per una lista si estende al candidato sindaco a essa collegato e non viceversa: il cosiddetto “effetto trascinamento”. Prevista anche la possibilità del “voto disgiunto”, che rende libero l’elettore di votare separatamente per un candidato sindaco e per una lista a questo non collegata. Lo spoglio inizierà lunedì pomeriggio, subito dopo la chiusura delle operazioni di voto.


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Il primo turno delle Comunali in Sardegna

Più contenuta, rispetto alla Sicilia, la tornata elettorale in Sardegna, dove i Comuni che andranno a votare sono 39. Soltanto due di questi superano i 15mila abitanti. Si tratta di Assemini (Cagliari) e Iglesias (Sud Sardegna). In entrambi i casi si sfidano tre candidati. Saranno chiamati alle urne 139.377 elettori: tra i centri chiamati al voto anche Tortolì. I documenti di identità da presentare al momento del voto sono quelli ricompresi in una delle tre seguenti categorie: carta d’identità o altro documento d’identificazione munito di fotografia, rilasciato da una pubblica amministrazione, anche se scaduto, purché sia sotto ogni altro aspetto regolare ad assicuri l’identificazione dell’elettore; tessera di riconoscimento rilasciata dall’Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia, purché munita di fotografia e convalidata da un Comando militare; tessera di riconoscimento rilasciata da un ordine professionale, purché munita di fotografia.

Come si vota alle comunali in Sardegna

Come spiegano i siti istituzionali, le modalità di espressione del voto cambiano in funzione della popolazione dei comuni. Nei comuni fino a 15.000 abitanti si può tracciare un segno sul candidato sindaco o sulla lista collegata al candidato sindaco o anche sia sul candidato sindaco che sulla lista collegata al medesimo candidato sindaco: in ogni caso, il voto viene attribuito sia alla lista di candidati consiglieri che al candidato sindaco collegato. È eletto sindaco il candidato che ottiene il maggior numero di voti. Invece nei comuni con più di 15.000 abitanti si può: tracciare un solo segno sul candidato sindaco: in questo caso il voto viene attribuito solo al candidato sindaco; oppure si può tracciare un segno solo su una delle liste collegate al candidato sindaco o anche sia sul candidato sindaco che su una delle liste collegate al medesimo candidato sindaco: in entrambi i casi il voto viene attribuito sia al candidato sindaco che alla lista di candidati consiglieri. O ancora si può esprimere il voto disgiunto, tracciando un segno sul candidato sindaco ed un altro segno su una lista ad esso non collegata: in questo caso il voto viene attribuito sia al candidato sindaco che alla lista non collegata. È eletto sindaco al primo turno il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi (almeno il 50% più uno); qualora nessun candidato raggiunga tale soglia si tornerà a votare domenica 11 e lunedì 12 giugno per il ballottaggio tra i due candidati più votati. Le preferenze si esprimono scrivendo negli appositi spazi il cognome (oppure il nome e cognome in caso di omonimia) dei candidati consiglieri comunali della lista votata. Nei comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti si può esprimere una sola preferenza per un candidato consigliere comunale. Nei comuni con popolazione non inferiore a 5.000 abitanti è possibile esprimere due preferenze per i candidati a consigliere comunale, scrivendone il cognome nelle apposite righe tratteggiate poste al di sotto del contrassegno di lista. In caso di espressione di due preferenze, queste devono riguardare candidati di genere diverso, pena l’annullamento della seconda preferenza. Le preferenze devono essere manifestate, esclusivamente, per candidati compresi nella lista votata.


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