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Perché si è diffusa la notizia che a Chernobyl i livelli di radioattività sarebbero “fuori dalla norma”

Perché martedì 26 aprile una delegazione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) ha visitato il sito nucleare di Chernobyl?

Ieri era l’anniversario dell’incidente nucleare avvenuto appunto la notte del 26 aprile 1986 nel reattore nº 4 della centrale in Ucraina (allora parte dell’Unione Sovietica).  Quello di Chernobyl è stato il più grave incidente della storia dell’energia nucleare e l’unico, insieme a quello di Fukushima del 2011, a essere classificato al settimo livello, il massimo, della scala di catastroficità Ines. Da quando la Russia ha invaso l’Ucraina, lo scorso 24 febbraio, e l’esercito di occupazione è entrato nella zona di esclusione (un’area di 30 chilometri di raggio dal reattore esploso dove nessuno può entrare senza permesso), sono stati numerosi gli allarmi per possibili manomissioni del sistema che assicura non ci siano fuoriuscite di radiazioni dall’impianto e per lanci di missili che possano colpire la centrale.

Cosa è emerso dall’ispezione dell’Aiea?

Il direttore generale dell’Aiea, Rafael Mariano Grossi, dopo la visita al sito nucleare ha dichiarato che i livelli di radioattività nell’area di Chernobyl sono “nella norma”, ma che l’occupazione militare russa nelle prime settimane di guerra è stata tutt’altro che di routine. “Non so se si è stati molto vicini al disastro, ma la situazione era assolutamente anormale e molto, molto pericolosa”. “Una serie di eventi ha compromesso il normale funzionamento di qualsiasi impianto nucleare. Ora il livello di radioattività è normale. Ma la situazione non è ancora stabile. dobbiamo restare in allerta”, ha concluso Grossi.

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Perché si è diffusa la notizia che i livelli di radioattività sarebbero “fuori dalla norma”?

Nei resoconti fatti da agenzie e dai media in generale si sono creati due equivoci: il primo, dovuto al fatto che Grossi ha parlato di “anormalità”, ma riferendosi al modo in cui l’esercito russo ha operato nelle vicinanze della centrale; il secondo equivoco riguarda più un problema di traduzione, dovuto al termine usato da Grossi “levels at normal”, cioè livelli nella norma, che qualcuno ha frainteso come “abnormal”, cioè livelli anormali.

Perché l’Aiea ha definito la situazione “molto pericolosa”?

Il pericolo non riguarda soltanto la centrale di Chernobyl. Nei giorni scorsi (e anche ieri) missili russi, partiti soprattutto dalla Bielorussia, sono passati sopra la centrale di Zaporizhzhia, una delle maggiori centrali ucraine.  Secondo quanto ha dichiarato Kate Brown, docente di scienza, tecnologia e società al Massachusetts Institute of Technology al Washington Post  gli edifici di contenimento delle centrali nucleari non sono stati sottoposti a stress-test per l’artiglieria pesante, “certamente non per le bombe che i russi stanno impiegando”.  Brown ha aggiunto che “gli organismi di regolamentazione nucleare di tutto il mondo, a partire dall’Aiea, non hanno previsto qualcosa di così umano e banale come la guerra convenzionale”.

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Quali misure prenderà l’Aiea per rendere più sicura la centrale di Chernobyl?

Anche prima dell’invasione russa la comunità internazionale e l’Ue su tutti hanno fornito all’Ucraina consulenza e assistenza per assicurarsi che il sistema di controllo di Chernobyl funzioni correttamente. Ora, come ha detto Mariano Grossi, “c’è molto da fare”. Ieri sono state eseguite appunto misurazioni sui livelli di radioattività per verificare se ci fossero perdite dal reattore si metteranno in opera valutazioni radiologiche sempre più accurate. Tra gli obiettivi della missione anche il ripristino dei sistemi di monitoraggio, danneggiati dalla guerra. L’Aiea ha riassunto il tutto con il “dare assistenza a Kiev e creare una rete di sicurezza sufficiente a evitare falle nel sistema.

Quali sono state le attività non “di routine” fatte dall’esercito russo vicino a Chernobyl durante l’occupazione del sito?

Proprio il 24 febbraio, il giorno dell’inizio della guerra, veicoli militari russi sono entrati nella centrale nucleare di Chernobyl, abbandonandola soltanto a fine marzo, quando la Russia ha deciso di concentrare i suoi sforzi militari nell’Ucraina orientale. L’8 marzo scorso, per 11 ore la centrale di Chernobyl è rimasta senza elettricità e senza monitoraggio delle radiazioni. Si è temuto per il combustibile nucleare esausto in decantazione nelle piscine della centrale, 2mila tonnellate radioattive che hanno bisogno di refrigerazione. L’Aiea aveva però rassicurato: “Nessun impatto critico sulla sicurezza”.

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In seguito sono poi state diffuse notizie sul comportamento scellerato dei soldati russi, che hanno costruito trincee e occupato alcune delle aree più contaminate, compresa la zona nota come “Foresta Rossa”, dove la radioattività nel 1986 ha cambiato il colore degli alberi. Le truppe sono sembrate totalmente ignare dei rischi per la loro salute e hanno maneggiato scorie radioattive maneggiate senza protezione, si sono esposti per lungo tempo a polveri e sostanze tossiche.

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Fonte: http://www.repubblica.it/rss/ambiente/rss2.0.xml


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