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Elezioni comunali, a Lucca ballottaggio tra Raspini e Pardini: cosa c’è da sapere

Nella città toscana nessun candidato ha ottenuto la maggioranza richiesta del 50%+1 al primo turno. Si torna alle urne domenica 26 giugno, quando gli elettori dovranno scegliere tra l’assessore dem Francesco Raspini e il suo avversario di centrodestra Mario Pardini, che arriverà alla seconda tornata forte dell’appoggio e degli apparentamenti con altri candidati rimasti esclusi dal ballottaggio. Tra questi l’ex leader di Casapound Fabio Barsanti e Andrea Colombini, al primo turno sostenuto da un lista No Green Pass

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C’è anche Lucca tra i 13 capoluoghi di provincia dove non è stato eletto il nuovo sindaco al primo turno delle comunali dello scorso 12 giugno (I RISULTATI – CHI ERANO I CANDIDATI). Nessun candidato ha infatti raggiunto la maggioranza del 50%+1 richiesta per i comuni con oltre 15mila abitanti. Si andrà quindi al ballottaggio tra i due nomi più votati: domenica 26 giugno i cittadini lucchesi dovranno scegliere tra il candidato di centrosinistra Francesco Raspini e quello di centrodestra Mario Pardini (LO SPECIALE SULLE COMUNALI DI SKY TG24 – L’ANALISI DEI RISULTATI).

Come è andato il primo turno

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Raspini – già funzionario della Polizia di Stato e assessore con deleghe alla sicurezza e al personale, all’ambiente, alla protezione civile e all’organizzazione della struttura del Comune – al primo turno ha ottenuto il 42,65% dei voti (15.244 in tutto). È appoggiato da una coalizione di centrosinistra che vede insieme Partito Democratico, Lucca Futura, Sinistra con Lucca Civica Ecologista, Lucca è un Grande Noi, Lucca è Popolare-Volt ed Europa Verde. Pardini, imprenditore e due volte direttore del festival di fumetti Lucca Comics, ha portato a casa al primo turno il 34,35% dei voti (12.278). Il suo nome è sostenuto da 5 liste tra cui Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia. Staccati di molto tutti gli altri candidati. L’ex leader di Casapound Fabio Barsanti, appoggiato da Difendere Lucca, Centrodestra per Barsanti e Italexit, ha ricevuto il 9,46% dei voti. Sotto al 5% gli altri nomi in lizza: Andrea Colombini ha raggiunto il 4,19% (sostenuto da No Green Pass e Ancora Italia), Alberto Veronesi il 3,65% (con l’appoggio di Lucca Sul Serio, Autonomi e Partite Iva-Rinascimento di Vittorio Sgarbi), Elvio Cecchini il 2,96% (Elvio Cecchini Sindaco, Insieme e Impegno Civico per Lucca), Aldo Gottardo il 2,73% (Ambiente e Giustizia Sociale).

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Pardini si presenterà al secondo appuntamento alle urne dopo aver incassato l’ok all’apparentamento dell’ex leader di Casapound a Lucca, Fabio Barsanti. Un apparentamento che ha causato molti malumori, fra cui quello di Elio Vito che in segno di protesta ha lasciato Forza Italia e ha rassegnato le dimissioni da deputato. Poi Andrea Colombini, al primo turno appoggiato da liste civiche di cui una anti Green pass, ha annunciato che “i suoi elettori voteranno convintamente Pardini. Noi non ci apparentiamo con nessuno per questioni ideologiche, ma i miei elettori lo voteranno”. In favore del candidato di centrodestra sono arrivate anche le parole del direttore d’orchestra Alberto Veronesi che al primo turno si è presentato con il sostegno delle liste Lucca sul Serio, catalizzatore di Azione, +Europa e Italia Viva, e di Rinascimento di Vittorio Sgarbi. Un’iniziativa da cui, a strettissimo giro, hanno preso le distanze gli esponenti locali di Azione, +Europa ed Italia Viva. Con Pardini si è apparentato anche Elvio Cecchini, sebbene sostenuto solo da una delle sue due liste civiche.

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La scheda per il ballottaggio comprende il nome e il cognome dei candidati alla carica di sindaco, scritti entro l’apposito rettangolo, sotto il quale sono riprodotti i simboli delle liste collegate. Il voto si esprime tracciando un segno sul rettangolo entro il quale è scritto il nome del candidato prescelto. Secondo la normativa vigente, “dopo il secondo turno è proclamato eletto sindaco il candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti validi. In caso di parità di voti è proclamato eletto sindaco il candidato collegato, ai sensi del comma 7, con la lista o il gruppo di liste per l’elezione del consiglio comunale che ha conseguito la maggiore cifra elettorale complessiva. A parità di cifra elettorale, è proclamato eletto sindaco il candidato più anziano d’età”.

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