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Tod's, la famiglia Della Valle lancia un'Opa e punta all'addio a Piazza Affari

MILANO – Anche Tod’s pianifica l’addio a Piazza Affari. La famiglia Della Valle ha annunciato il lancio un’Opa per ritirare la Tod’s dal mercato e lo fa allo stesso prezzo, 40 euro per azione, del collocamento che risale al 2000. Sono anni che Diego Della Valle prova a risollevare il titolo, annunciando operazioni di marketing, come l’ingresso di Chiara Ferragni nel cda, o imbarcando soci di peso come Lvmh nel capitale, ma dato che gli investitori continuano a snobbare l’azienda di Sant’Elpidio a Mare, il gruppo ha deciso di promuovere un offerta sul 25,5% che è flottante. L’offerta incorpora un premio del 20,4% sui prezzi di chiusura, e punta a raggiungere il 90% del capitale  e quindi salutare Piazza Affari dopo 22 anni di rapporti non sempre idilliaci. In mattinata il titolo sale del 21%, appena sopra il prezzo dell’offerta.

Si tratta di un’altra azienda del Made in Italy che se ne va, perché la Borsa per le società del lusso di medie dimensioni non  è spesso stata generosa: salvo eccezioni come Moncler e Cucinelli, sono tante le griffe nostrane che  hanno fatto fatica a far capire agli investitori il loro vero valore. Anche se il premio offerto dai Della Valle non è altissimo, è probabile che l’offerta abbia successo perché i target degli analisti su Tod’s da meni non sono lusinghieri, e il rapporto tra Della Valle  con il mercato non è sempre stato facile.

L’obiettivo, si legge in una nota, è “accelerare lo sviluppo di Tod’s” e dei singoli marchi, e Della Valle è convinto che Roger Vivier, Fay, Hogan e la stessa Tod’s singolarmente e insieme valgano molto di più di quanto il mercato gli abbia mai riconosciuto (ieri 1,32 miliardi prima dell’offerta). Del resto solo il marchio Tom Ford in queste ore, sta per essere rilevato da Estée Lauder per 3 miliardi di dollari, nel 2015 la stessa Tod’s aveva rilevato dalla famiglia Della Valle il marchio Vivier pagandolo 415 milioni. Un’idea che l’imprenditore ha condiviso con Bernard Arnault, che attraverso Delphine s.a.s (gruppo Lvmh) resterà azionista al 10% del gruppo marchigiano.

“Attraverso tale strategia – continua il comunicato – si intende rafforzare il posizionamento dei Marchi nella parte alta del mercato della qualità e del lusso, con un elevato livello di desiderabilità. Il perseguimento di questi obiettivi di medio e lungo periodo sarebbe meno agevole mantenendo lo status di società quotata, stanti le limitazioni derivanti dalla necessità di riportare risultati soggetti a verifiche di breve periodo”.

 


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/economia/rss2.0.xml


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