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Più poteri all'Antitrust, il Senato prova a spuntare le armi alla nuova legge

In Parlamento c’è chi sta provando a depotenziare l’Antitrust (Agcm), la principale autorità che difende i diritti dei consumatori italiani. La legge di delegazione europea, ora in discussione al Senato, prevede di attribuire più poteri sanzionatori ad Agcm, che sarebbe così in grado di comminare sanzioni fino al 4% del fatturato annuo dell’azienda, per recepire la direttiva 2019/2161. Un notevole passo avanti, considerato che oggi il massimo della sanzione che l’autorità può irrogare è di 5 milioni di euro, un importo che fa il solletico ai giganti dell’energia o di Big Tech, con fatturati da centinaia di milioni.

Nei giorni scorsi, però, sono stati approvati quattro emendamenti, identici tra loro, che prevedono di applicare le maxi-sanzioni solo alle violazioni transfrontaliere, cioè a condotte che danneggiano i consumatori di almeno tre Paesi europei. In pratica, nella stragrande maggioranza dei casi l’Antitrust continuerebbe ad avere le armi spuntate: basta pensare alle società di energia o di telefonia che operano solo nel nostro Paese. A questi gruppi, che pure hanno fatturati multimilionari, la massima sanzione sarebbe ancora di 5 milioni.

Gli emendamenti sono bipartisan: ce n’è uno di Fazzolari e Malan (Fratelli d’Italia), uno di cinque senatori leghisti, uno di Nannicini (Partito democratico) e un altro di Giammanco (Forza Italia).

“Per fare un esempio pratico – spiega il presidente di Codacons Gianluca D’Ascenzo -, a gennaio il Garante privacy ha sanzionato con 26,5 milioni Enel energia per telemarketing aggressivo. Per le stesse condotte, previste anche dal Codice del consumo, Antitrust non potrebbe comunque superare i cinque milioni di euro”. Codacons è una delle associazioni contrarie agli emendamenti che depotenziano Antitrust: “Il senso della direttiva è quello di alzare la soglia di tutela dei consumatori, per difenderli meglio dalle pratiche aggressive – continua D’Ascenzo – e se gli emendamenti fossero approvati è tutto da dimostrare che questo obiettivo si possa raggiungere”.

Anche il Centro europeo del consumatore chiede il ritiro degli emendamenti: “L’azione di Antitrust è efficace se le sanzioni hanno un effetto deterrente – dice Stefano Albertini, coordinatore dell’ufficio di Bolzano -, la stessa direttiva dice che queste debbano essere efficaci, dissuasive e proporzionate. È evidente che la soglia del 4% avrebbe avuto effetto soprattutto sulle grandi aziende. Se venisse tolta, sarebbe un segnale molto negativo per la difesa dei consumatori”.

È la stessa Antitrust a invocare maggiori poteri sanzionatori. L’ha ribadito l’8 marzo scorso alla Commissione d’inchiesta sul sistema bancario, in occasione di un’audizione sulla vicenda dei diamanti venduti tramite sportelli bancari. In quell’occasione Antitrust auspicò proprio che il Senato approvasse la legge di delegazione europea, così com’è, per poter alzare la soglia delle sanzioni. Un appello caduto nel vuoto.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/economia/rss2.0.xml


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