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Le Borse di oggi, 23 giugno. I mercati in rosso, fanno i conti con la recessione. Bce: “Alta incertezza ma condizioni per crescere”

MILANO – Ore 10.10. Il rischio di recessione è ufficialmente sul tavolo e i mercati ne prendono atto. Il presidente della Fed, Jerome Powell, ne ha parlato esplicitamente come una “probabilità”, pur sottolineando che l’economia Usa è forte. E proprio per questo ha le spalle abbastanza robuste per reggere rialzi vigorosi dei tassi, necessari a centrare l’obiettivo numero uno della Fed: spegnere l’inflazione. Ma ormai le banche d’affari fanno sempre più i conti con la possibilità di un’economia sott’acqua: quasi simultaneamente, sia il ceo di Deutsche Bank che gli analisti di Citigroup indicavano nel 50% le possibilità di vedere una recessione nel prossimo futuro. “L’esperienza – si legge in una nota della banca – ci dice che la disinflazione comporta spesso costi significativi per la crescita, e che le probabilità di recessione si avvicinano ora al 50%”. Anche Goldman Sachs ritiene che i rischi di recessione siano “più alti e più ravvicinati”.

“Powell ha finalmente rinunciato agli atterraggi morbidi, definendoli ‘molto impegnativi’, e ha invece affermato che una recessione è ‘certamente una possibilità’. Questo sarebbe dovuto bastare per innescare un rally della propensione al rischio, un po’ controintuitivo, dato che le aspettative di rialzo della Fed sono state ridimensionate; invece, abbiamo avuto una risposta contrastante, dato che Powell ha affermato, in modo piuttosto deciso, che l’impennata dell’inflazione deve essere riportata sulla terra”, ha commentato in una nota Jeffrey Halley, analista di Oanda. “Questo ha lasciato i mercati in una sorta di terra di nessuno. I titoli azionari statunitensi non vedevano l’ora di trovare una scusa per premere il pulsante di acquisto, come è nella loro disposizione geneticamente pre-programmata. Ma mentre Powell parlava di possibilità di recessione e di essere “agile” da una riunione all’altra del Fomc, la realtà che una recessione probabilmente non è il massimo per le azioni e ha mitigato gli spiriti animali”.

Con queste premesse, le Borse europee non riescono a riprenderesi dalla debolezza della vigilia: Milano cede l’1,25% con Saipem ancora in forte ribasso dopo l’annuncio dell’aumento di capitale e Mps osservata speciale per i dettagli della sua operazione di ripatrimonializzazione. Nel resto d’Europa, Londra perde lo 0,85%, Francoforte l’1,5% e Parigi l’1,3%. Deboli i future su Wall Street.

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi apre stabile poco sopra 200 punti, con tasso al 3,6%. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha confermato il tasso cedolare (reale) annuo della diciassettesima emissione del BTP Italia, il titolo indicizzato all’inflazione italiana a otto anni che oggi è collocato agli investitori istituzionali: è pari all’1,60%.

Attenzione alta sempre verso le Banche centrali: quella della Norvegia ha alzato il tasso d’interesse sui depositi in corona all’1,25% rispetto a una stima degli analisti pari all’1%. Secondo Bloomberg, è atteso un altro rialzo del costo del denaro in agosto all’1,5%. Nel bollettino della Bce si prende atto che la  guerra “sta incidendo pesantemente sull’economia dell’area dell’euro e le prospettive permangono caratterizzate da un alto grado di incertezza”. Tuttavia ci sono “le condizioni perché l’economia continui a crescere e segni un’ulteriore ripresa nel medio periodo”. Confermata l’indicazione sui tassi già data dal Consiglio direttivo: un rialzo dei tassi da 25 punti base a giugno, e se le prospettive d’inflazione “permangano invariate o si deteriorino, al momento della riunione di settembre sarà opportuno un incremento superiore”.

Le borse asiatiche hanno vissuto una giornata contrastata. Tokyo ha chiuso piatta a +0,08%, Shanghai si è rafforzata nel finale a +1,6%, Shenzhen a +2%, Hong Kong a +1,8% mentre Taiwan ha perso oltre l’1% e Seul lo 0,8% con il comparto tech in forte sofferenza.

Oggi e domani si terrà a Bruxelles il Consiglio europeo che affronterà gli sviluppi della guerra in Ucraina e il sostegno europeo a Kiev; le ricadute umanitarie, alimentari ed energetiche del conflitto; gli aiuti a famiglie e imprese colpite dalla crisi; le prospettive di allargamento dell’Ue; i seguiti della Conferenza sul futuro dell’Europa. Sempre oggi inizia il vertice Brics, che darà a Vladimir Putin la possibilità di riprendersi la scena mondiale. Per la prima volta dall’inizio della guerra in Ucraina, i leader di Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa s’incontreranno nel corso di un vertice virtuale.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/economia/rss2.0.xml


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