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Le Borse di oggi, 13 gennaio. Mercati deboli mentre cresce il pressing sulla Fed per frenare i prezzi

MILANO – Ore 9:45. Gli investitori tornano a rimuginare sui dati dell’inflazione americana (+7% a dicembre, top dal 1982) che, per quanto in linea con le aspettative, danno comunque consistenza alla possibilità che la Fed debba accelerare il rialzo dei tassi per tenere i prezzi sotto controllo. Ieri sera la Borsa di Wall Street ha chiuso in lieve rialzo, mentre oggi l’andamento dei mercati asiatici e quello dell’Europa è orientato alla debolezza. Nelle prime battute di giornata, Parigi cede lo 0,4%, Francoforte lo 0,3%, Londra lascia sul terreno lo 0,2% e anche Milano cede lo 0,25%.

Il presidente della Fed di Philadelphia, Patrick Harker, non esclude, se necessario, più di tre rialzi dei tassi di interesse nel 2022, a partire da marzo. In un’intervista al Financial Times, Harker ha detto che sosterrebbe “tre aumenti dei tassi di interesse quest’anno” e sarebbe propenso a “iniziare a marzo”. E ha aggiunto: “Sarei aperto ad altri se fosse necessario”. Quanto al balzo annuo del 7% dell’inflazione Usa a dicembre, l’esponente della Fed ha definito il dato “molto alto e molto brutto”. Oggi sui mercati c’è attesa per i dati sui sussidi settimanali e sui prezzi alla produzione Usa. Inoltre, oggi il Senato ascolterà Leal Brainard, la vice di Powell alla Fed. E gli operatori attendono anche le indicazioni che arriveranno dal rapporto mensile della Bce.

Seduta negativa per le Borse asiatiche, dove le pressioni inflazionistiche sono generalmente più contenute di quelle delle principali economie occidentali. Tokyo chiude in calo dello 0,96%, Hong Kong arretra dello 0,20% e Shanghai cede oltre l’1%. Negativa anche Seul che perde lo 0,35%. A pesare sugli scambi asiatici c’è stato anche il dato sul rallentamento dei prestiti da parte delle banche della Cina continentale durante il mese di dicembre, senza comunque impedire che il 2021 si chiudesse come anno record per questa voce.

Tra le valute, l’euro apre poco mosso sopra quota 1,14 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,1443 dollari e a 131,15 yen. Il biglietto verde perde terreno dopo i dati sull’inflazione in linea con le attese. Dollaro/yen a 114,62. Lo spread tra Btp decennali e omologhi Bund tedeschi apre a 139 punti, in linea con i 138 della chiusura di ieri. Il rendimento sale all’1,353% dall’1,328% di ieri.

Tra le materie prime, infine, avvio di giornata in calo per le quotazioni del petrolio dopo i rialzi della vigilia. Il greggio Wti cede lo 0,24% a 82,44 dollari al barile. In calo anche il Brent che perde lo 0,22% a 84,47 dollari al barile. Partenza stabile per le quotazioni dell’oro. Il metallo prezioso passa di mano a 1.824,9 dollari l’oncia con una variazione frazionale (-0,07%) sui valori della vigilia.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/economia/rss2.0.xml


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